Peritoneo
Il peritoneo è una tonaca sierosa che presenta un mesotelio, composto da tessuto epiteliale pavimentoso semplice, e da uno strato sottomesoteliale, composto da connettivo denso vascolarizzato. Le cellule mesoteliali producono il liquido peritoneale che serve per lubrificare e ridurre l'attrito tra i due foglietti, che sono il foglietto parietale e il foglietto viscerale.
Bocca
- Caratteri fisici: Apertura costituita dal vestibolo della bocca e dalla cavità buccale.
- Vascolarizzazione: Le labbra sono vascolarizzate dalle arterie labiali e le vene sboccano nella sottomentale e facciale anteriore. La lingua ha l'arteria linguale e la vena linguale.
- Innervazione: Innervazione motoria delle labbra dal nervo facciale, sensitiva del trigemino. Nervo ipoglosso per tutti i muscoli della lingua tranne per il glosso palatino (accessorio). Sensibilità generale e propriocettiva dei 2/3 anteriori dal ramo linguale del mandibolare, sensibilità gustativa dalla corda del timpano nei 2/3 anteriori e dal glossofaringeo e vago nel terzo posteriore.
- Microscopica: La mucosa orale ha la funzione di protezione, di secrezione della saliva e sensoriale. Può essere di tre tipi:
- Mucosa di rivestimento, formata da un epitelio non cheratinizzato e da tessuto connettivo denso irregolare con fibre elastiche (palato molle, lingua, pavimento della bocca, mucosa alveolare, labiale e vestibolare).
- Mucosa masticatoria, formata da un epitelio cheratinizzato e da tessuto connettivo denso irregolare (gengiva e palato duro).
- Specializzata, sensoriale, formata da un epitelio cheratinizzato con papille e calici gustativi (lingua).
Labbra
Le labbra presentano: porzione cutanea, con epitelio squamoso pluristratificato cheratinizzato, follicoli piliferi, ghiandole sebacee e sudoripare eccrine; bordo vermiglio, con epitelio squamoso pluristratificato e papille dermiche, oltre al muscolo orbicolare della bocca (striato) e terminazioni nervose; porzione mucosa, con epitelio squamoso pluristratificato non cheratinizzato, ghiandole salivari minori e muscolo.
Lingua
La lingua ha una superficie ventrale con un epitelio squamoso stratificato non cheratinizzato e una superficie dorsale. Quest’ultima è la più importante, in quanto ha un epitelio squamoso stratificato cheratinizzato e presenta delle papille linguali nei due/terzi anteriori. La divisione dorsale è data dal solco terminale che ha come vertice il foro cieco. Le papille linguali sono di quattro tipi:
- Filiformi: numerose e piccole, senza calici gustativi, con funzione meccanica ed epitelio cheratinizzato.
- Circumvallate: depressioni circondate da un solco, con calici gustativi e ghiandole sierose.
- Fungiformi: a forma di fungo e numerose sull'apice, con calici gustativi, in parte cheratinizzate e con epitelio squamoso pluristratificato.
- Foliate: sul margine linguale, rudimentali, con ghiandole sierose di Von Ebner e calici.
I calici gustativi sono zone più chiare, formate da cellule di sostegno, cellule staminali e cellule sensoriali, con microvilli e recettori. Nel terzo posteriore della lingua non ci sono papille, ma c’è tessuto adiposo e abbondante tessuto linfoide (tonsillare), oltre alle ghiandole salivari.
Faringe
- Caratteri fisici: È un organo cavo in comune tra l'apparato respiratorio e quello digerente. Si suddivide in rinofaringe (epi o naso), orofaringe e ipofaringe (laringo). Anteriormente presenta i recessi piriformi, in cui vi è la piega del nervo laringeo superiore. Lateralmente presenta gli orifizi faringei delle tube uditive in cui si trova il torus tubarus.
- Posizione: Si estende dal basicranio fino a livello di C6.
- Rapporti: La parete anteriore è completa solo in prossimità della laringe, in quanto presenta l'adito laringeo, l'epiglottide, l'istmo delle fauci, il palato molle e le coane. Inoltre, entra in rapporto con le cartilagini e i muscoli della laringe. La parete posteriore volge verso lo spazio retro faringeo e si rapporta con la fascia cervicale profonda. Le pareti laterali formano lo spazio faringomandibolare in cui passa l'arteria carotide interna, la vena giugulare interna, i nervi glossofaringeo, vago e ipoglosso.
- Vascolarizzazione: È vascolarizzata dall'arteria faringea ascendente (carotide esterna) e le vene faringee sono organizzate in due plessi intramurali (giugulare interna).
- Innervazione: I nervi motori provengono dal plesso faringeo, formato da rami del vago, glossofaringeo e accessorio, oltre a rami del ganglio cervicale superiore. I nervi sensitivi provengono dal nervo vago e dal glossofaringeo.
- Microscopica: Presenta una tonaca mucosa, una tonaca fibroelastica, una tonaca muscolare e una tonaca avventizia. La tonaca avventizia è connettivale lassa. La tonaca muscolare è formata da muscoli costrittori (superiore, medio e inferiore) e muscoli elevatori (stilofaringeo, faringopalatino e salpingofaringeo). La fascia fibroelastica è legata all'occipitale e ai processi pterigoidei. La tonaca mucosa ha caratteri della mucosa respiratoria nella parte superiore, con epitelio alto, prismatico, con ciglia vibratili e cellule caliciformi mucipare, con una lamina propria con ghiandole tubulo acinose ramificate miste, con tonsille (faringea e tubarica) e linfociti, mentre nella parte inferiore ha un epitelio pavimentoso stratificato non cornificato e una lamina propria di connettivo denso.
Esofago
- Caratteri fisici: È un organo di forma cilindrica che decorre quasi verticalmente per circa 25 cm. Si distinguono una parte cervicale (da C6 a T2), una parte mediastinica (da T2 a T4), una parte diaframmatica e una parte addominale. Presenta delle curvature sul piano frontale: convessità sinistra e convessità destra sotto l'arco dell'aorta. Presenta quattro restringimenti fisiologici: cricoideo, a livello del margine inferiore della cartilagine cricoide (diverticolo di Zenker o cervicale), aortico, a livello dell'arco aortico, bronchiale, a livello del bronco sinistro (diverticolo medio esofageo), e diaframmatico, a livello del passaggio nel diaframma (diverticolo epifrenico).
- Posizione: Si estende da C6 a T10. La parte cervicale si trova anteriormente alla colonna vertebrale e posteriormente alla trachea, la parte mediastinica si trova nel mediastino posteriore, mentre la parte addominale è spostata verso sinistra dopo aver attraversato il diaframma.
- Rapporti: La parte cervicale è in rapporto anteriormente con la trachea, con il lobo sinistro della tiroide e con i muscoli sternotiroideo e sternoioideo, con il nervo ricorrente sinistro nell'angolo tra trachea ed esofago e con il nervo ricorrente destro sulla faccia laterale, posteriormente con la fascia cervicale profonda tramite lo spazio retroesofageo, lateralmente con i lobi tiroidei, con le arterie tiroidee inferiori e con le carotidi comuni. La parte mediastinica entra in rapporto anteriormente con la trachea, con il bronco di sinistra, posteriormente con la colonna vertebrale, con le vene azigos e emiazigos, il dotto toracico e l'aorta discendente, a destra con la pleura mediastinica con la vena azigos (seno interazigosesofageo), a sinistra con la pleura mediastinica, l'arco dell'aorta e l'aorta discendente (seno interaorticoesofageo), da entrambi i lati con i nervi vaghi che si sdoppiano e formano un tronco anteriore e un tronco posteriore. La parte diaframmatica si impegna nell'orifizio esofageo diaframmatico a livello di T10. La parte addominale prende rapporti con il lobo sinistro del fegato anteriormente, con l'aorta addominale e i pilastri del diaframma posteriormente, con il lobo caudato del fegato a destra e con il fondo dello stomaco a sinistra, oltre che con i tronchi del vago anteriore e posteriore.
- Mezzi di fissità: È connessa alla trachea tramite il muscolo tracheoesofageo, al bronco sinistro tramite il muscolo bronco esofageo, con il diaframma tramite il muscolo freno esofageo. La parte addominale è avvolta anteriormente dal peritoneo: in alto si riflette sul diaframma, a destra sul fegato costituendo il legamento epatogastrico.
- Funzione: Consente il passaggio del cibo e ne impedisce il reflusso.
- Vascolarizzazione: La parte cervicale è vascolarizzata dalle arterie tiroidee inferiori, la parte mediastinica dalle bronchiali, intercostali e dall'aorta toracica, le altre parti dalle arterie freniche inferiori e gastrica sinistra. Il ritorno venoso comprende un plesso periesofageo (vena cava superiore), mentre nel tratto addominale le vene esofagee si aprono nella vena gastrica sinistra (vena porta). Si costituisce un'anastomosi tra vena porta e vena cava superiore.
- Innervazione: I nervi provengono dal vago, anche attraverso i laringei ricorrenti.
- Microscopica: È un organo cavo, con un lume stellato (irregolare) a causa della presenza di pieghe temporanee che scompaiono con la discesa del cibo. Si possono distinguere:
- Tonaca mucosa, formata da un epitelio pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato, con cellule basali piccole e scure (rinnovamento) e cellule di Merkel (sensori), cellule intermedie ricche di glicogeno e cellule di Langerhans (dendritiche), e cellule superficiali con nuclei in picnosi, con papille (vascolarizzazione), da una lamina propria con ghiandole e da una muscolaris mucosae di muscolatura liscia disposta in uno strato circolare interno e uno longitudinale esterno.
- Una tonaca sottomucosa con ghiandole esofagee propriamente dette, che producono muco per la protezione.
- Una tonaca muscolare composta da uno strato circolare interno e uno longitudinale esterno e disposta in 1/3 superiore striato, 1/3 intermedio misto e 1/3 inferiore liscio.
Giunzione gastroesofagea
Da epitelio pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato a epitelio cilindrico semplice. È detta anche Cardias ed è segnalata dalla incisura cardiale.
Stomaco
- Caratteri fisici: Ha forma di sacca allungata. Si possono distinguere una parete anteriore e una posteriore, con un margine destro (piccola curvatura) e un margine sinistro (grande curvatura), un orifizio superiore (cardia) e uno inferiore (piloro). Si può suddividere in quattro porzioni: cardias, fondo, corpo e piloro, a sua volta diviso in antro e canale. Il cardia si trova subito al di sotto dello sbocco esofageo, il fondo si adatta alla concavità del diaframma, il corpo si dirige verticalmente, mentre la parte pilorica forma con il corpo un angolo retto e determina sulla piccola curvatura la piega angolare.
- Posizione: È situato tra esofago e intestino tenue nell'apparato digerente, nella cavità addominale al di sotto del diaframma e si proietta sull'ipocondrio sinistro e su parte dell'epigastrio.
- Rapporti: Il fondo contrae rapporti con il diaframma e durante l'espirazione raggiunge la 5ª costa ed è coperto dal lobo sinistro del fegato. La parete anteriore è in rapporto con la parete anteriore dell'addome, con il lobo sinistro del fegato, con il diaframma e il muscolo trasverso dell'addome. La parete posteriore prende rapporti con gli organi dello spazio sovramesocolico: tramite il diaframma prende rapporti con il seno pleurale costo diaframmatico sinistro, con la milza, con la ghiandola surrenale, con il rene sinistro, con il pancreas, con il mesocolon e con il colon trasverso. La piccola curvatura è coperta dal lobo sinistro del fegato e si estende dalla 11ª T alla 1ª L; prende rapporti con l'aorta, i pilastri mediali del diaframma, l'arteria celiaca, il plesso celiaco e la colonna vertebrale. La grande curvatura entra in rapporto con il centro tendineo del diaframma. Il cardia si trova a livello della 10ª T e prende rapporti con il nervo vago di sinistra a sinistra e con il nervo vago di destra posteriormente. Il piloro si trova a livello della 1ª L e prende rapporti con la testa del pancreas e con il lobo quadrato del fegato.
(Spazio semilunare di Traube: cartilagini costali inferiormente, linea verticale dalla 5ª alla 9ª costa lateralmente e 5ª e 6ª costa superiormente, importate per il timpanismo gastrico)
(Triangolo di Labbé: tangente alla 9ª cartilagine costale inferiormente, arco costale a sinistra e margine epatico a destra)
- Mezzi di fissità: È un organo intraperitoneale, rivestito quasi completamente con due lamine. La lamina anteriore riveste la faccia anteriore dello stomaco e risale sull'esofago e sul fondo gastrico, andando verso il duodeno. La lamina posteriore riveste la faccia posteriore dello stomaco fino al corpo e poi prosegue verso il duodeno. Quindi la lamina anteriore si riflette sul diaframma e quella posteriore sulla parete posteriore dell'addome verso il peritoneo parietale, formando il legamento gastrofrenico. Verso la grande curvatura le due lamine si avvicinano formando il legamento gastrolienale fino all'ilo della milza. Inferiormente si trova il legamento gastrocolico, che forma la radice anteriore del grande omento. Lungo la piccola curvatura le due lamine si fondono per formare il legamento epatogastrico, che continua con il legamento epatoduodenale e forma il piccolo omento diretto al solco trasverso e al solco del condotto venoso del fegato.
La superficie rivestita dalla lamina posteriore si riassume nell'importanza di fornire supporto strutturale e funzionale per l'intero apparato digestivo.