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Apidologia

Indice:

- apoidei e impollinatori
- classificazione sistematica
- morfologia, anatomia e fisiologia dell’ape
- attività e compiti delle api
- fisiologia sociale delle api
- materie prime usate dalle api
- prodotti delle api
- principali malattie e parassiti delle api

Esame di Apidologia docente Prof. D. Lupi

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Controllo della temperatura In autunno-inverno

o Le api si raccolgono al centro dell’alveare in questo modo il livello termico non scende mai al di sotto dei

25°C

o Glomere (ammasso di api) risponde al variare della temperatura esterna, accrescendo o diminuendo

volume

- Ogni ape può compiere un qualsiasi lavoro, qualora se ne presenti la necessità: è stato dimostrato che ape

compie continui giri di perlustrazione ed in tal modo si rende conto delle necessità della famiglia

- Nei mesi estivi un’operaia può vivere circa 6 settimane, mentre in autunno fino a 6 mesi, permettendo alla

colonia di sopravvivere durante l’inverno e assistere le nuove generazioni in primavera, prima di morire.

- In ogni caso la longevità delle api dipende in larga misura dalla disponibilità di polline della colonia.

- Le api allevate in carenza di polline tendono a divenire bottinatrici in età precoce, lo fanno per pochi giorni o

muoiono al primo giorno di volo. Se tornano all’alveare raramente danzano e quando lo fanno le indicazioni

fornite non sono corrette

- Alcuni dati:

o Durante la vita un’ape operaia effettua: 2.434.666 uscite e 2.357.769 entrate con risorse

o 3000 fiori visitati/giorno

o Velocità media: 20 km orari

o Distanza di bottinamento: media 1-3km in estate fino 9-10km

- Morte naturale delle api (api morte/arnia in 10gg)

o Normale: ≤ 50 Anomale: tra 51 e 100 Elevata: ≥ 100

o Le api morte all’interno dell’alveare vengono eliminate all’esterno (appena fuori dal predellino)

o Monitoraggio con UNDEBASKET

[5] OPERAIE CHE DEPONGONO (FUCAIOLE)

- Quando la regina è debole o è morta e la colonia non ha la possibilità di allevare una nuova regina succede che

alcune operaie tentino di compensare tale mancanza: gli ovari delle operaie riprendono a svilupparsi fino a

quando alcune operaie potranno essere in grado di ovideporre

- Le uova che verranno deposte non potranno essere fertili (nessun accoppiamento, nasceranno solo fuchi)

 BILANCIO ANNUALE DELLA VITA DI UNA COLONIA = OMEOSTASI

12

FISIOLOGIA SOCIALE DELLE API

[1] INTRODUZIONE

- Le api sono in grado di far fronte a carenze di cibo attraverso l’accumulo di miele e polline, di crearsi uno spazio

protetto dalle intemperie, indipendentemente dagli agenti atmosferici, attraverso la regolazione termica

- La regina, con i suoi ferormoni, attira irresistibilmente le operaie che la circondano e mostrano nei suoi

confronti diversi tipi di attenzioni

- La colonia ha una struttura altamente settoriale

[2] COMUNICAZIONE DELLE API

- Tipologie di comunicazione:

o odorosa: (trofallassi) importante per la sopravvivenza della colonia: Questi segnali,

 Scambio di cibo per condividere le informazioni relative alle singolarmente o assieme,

caratteristiche del nettare. possono concorrere alla

 Anche la pappa reale data alle larve per trofallassi trasmissione di un messaggio

 Anche feromone della regina trasferito alle altre operaie per

trofallassi dalle api che hanno accudito la regina In particolare la presenza di

o tattile: importante per percepire gli stimoli cibo ed il luogo nel quale

o gustativa: importante per la scelta delle fonti di nettare questo si trova

o visiva: importante per la scelta delle fonti di nettare

- La comunicazione odorosa avviene tramite il rilascio dei feromoni: costituiti da una

complessa miscela di composti volatili in diversa proporzione. Per questo possono

essere differenti da famiglia a famiglia 13

[3] LA DANZA DELLE API

- Si possono osservare se si è in presenza di una ricca fonte di cibo

- Oltre a fornire indicazioni sulla qualità e la natura del cibo le esploratrici, con la danza riescono anche a dare

informazioni sulla distanza del cibo da ricercare

- Tanto più è concentrata la soluzione (polline e nutrienti) tanto più vigorose saranno le danze

- Le esploratrici durante la danza distribuiscono di tanto in tanto alle compagne che le attorniano una piccola

quantità di nettare appena raccolto per far mostrare la qualità del cibo raccolto e l’odore caratteristico

- L’ape più convincente convince le altre ad andare in direzione della sua fonte di nettare

[A] Schema della danza circolare utilizzata dalle esploratrici

per segnalare la presenza di una sorgente di cibo, di acqua

o di propoli, nelle immediate vicinanze (<100m)

[B] Schema della danza dell’addome utilizzata dalle

esploratrici per segnalare la direzione e la distanza di una

sorgente di cibo, di acqua o di propoli, che si trova ad una

certa distanza dall’alveare (>100m)

[A] [B]

- Il calcolo della distanza per la danza delle api:

o La danzatrice regola la velocità della danza stessa in base alla distanza dalla fonte di alimentazione

o Se la distanza è breve la danza viene eseguita rapidamente, via via che la distanza aumenta il ritmo della

danza rallenta e le evoluzioni si succedono più lentamente

o Le api esploratrici usano il sole come punto di riferimento per comunicare la direzione della fonte di cibo

- Evidentemente quindi è il tragitto lineare che comunica alle api la distanza per mezzo della sua durata: 1

secondo di danza = 1km di percorso. Per distanze molto lunghe la danza si trasforma “in un lungo e continuo

tragitto eseguito dimenando l’addome”

- È la quantità di energia necessaria ad effettuare il volo a servire come base per le informazioni sulla danza

- Esistono altre tipi di danze: ondulatoria o raschiante (pulizia dell’arnia), d’allarme, di pulizia (quando le operaie

sentono la necessità di farsi ripulire il corpo), della gioia, del massaggio e del ronzio (poco prima della

sciamatura)

- Nel buio dell’arnia il messaggio passa da un’ape all’altra non attraverso l’aria, sotto forma di luce o suono, ma

attraverso i favi, come vibrazione, percepibile grazie ad appositi organi presenti sulle zampe

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MATERIE PRIME

[1] NETTARE

- Secrezione zuccherina prodotta dalle ghiandole (dette nettari) che si trovano normalmente alla base dei fiori.

Viene secreto a partire dalla linfa floematica. Costituito da acqua e zuccheri (saccarosio, glucosio e fruttosio)

- Vi sono piante poco o niente nettarifere e piante normalmente considerate nettarifere che tuttavia, secondo i

casi, secernono più o meno nettare

- Le api succhiano il nettare col loro apparato boccale altamente specializzato per lo scopo che giunge nella borsa

melaria (dilatazione dell’esofago) e qui accumulato

- La borsa melaria è separata dal resto del canale digerente da una speciale valvola che fa passare dall’intestino

solo la quantità di nettare necessaria all’alimentazione dell’ape e di filtrarlo dalle impurità (spore, alghe…)

- Normalmente si calcola che per trasportare 1L di nettare siano necessari almeno 25 mila viaggi

- Quando un fiore viene visitato viene marcato con una sostanza repellente che le api sono in grado di individuare

in volo e questo permette di lasciar passare un certo lasso di tempo fra una bottinatura e l’altra

- La quantità raccolta da una famiglia è molto variabile, in dipendenza della consistenza della popolazione, della

flora disponibile e dell’andamento climatico

[3] MELATA

- Liquido zuccherino che le api bottinano sulle foglie e su altre parti delle piante, prodotto da insetti parassiti

delle piante stesse (in particolare Psilli, Coccidi e Afidi)

- In questi insetti una modificazione del digerente che prende il nome di camera filtrante permette di concentrare

gli aminoacidi di cui la linfa è poco ricca e di scartare l’acqua e gli zuccheri semplici in eccesso.

[3] POLLINE

- Dimensioni: da pochi micron a 0,1 mm. Inoltre ogni polline ha la propria struttura

- Per la pianta: microspora che produce (tramite germinazione) i gameti maschili

- Per l’ape: unico apporto proteico dell’alveare. Utilizzato come alimento per:

o Larve di operaie e fuchi con più di 3 giorni di vita

o Giovani operaie produttrici di pappa reale (stimola lo sviluppo delle ghiandole ipofaringee)

o Api svernanti

- Composizione del polline:

o o

Proteine: 20% Vitamine

o o

Amminoacidi: 40-50% Enzimi

o o

Glucidi: 30% Sali minerali: 5%

- Flora visitata dalle api: fruttifere, orticole, piante anemofile, erbacee spontanee, alberi e arbusti spontanei

La flora rappresenta l’essenza della vita dell’ape, che trova nella vegetazione che la circonda tutto ciò che serve

al suo sostentamento e le dà anche modo di fornire all’apicoltore i suoi prodotti

- Alcuni dati:

o Un’ape impiega da 5 a 15 minuti a completare un carico

o Ogni ape compie 20 carichi al giorno

o Raccolta media giornaliera/ape: 300 mg

o Le pallottoline possono arrivare ad un peso di 15 mg ciascuna (media: 7,5)

o 30-50 kg di polline raccolta annua di una colonia (specie in primavera/estate – estate/autunno, perché

aumenta il consumo) 15

o 10% quantità sottraibile dall’apicoltore

- Come avviene la raccolta del polline da parte delle api?

o Con l’aiuto di una spina del 2° paio di zampe l’operaia si libera delle pallottole, deponendole in cellette

disposte perimetralmente alla rosa di covata.

o Quando la celletta è piena per ¾ viene aggiunta una goccia di miele

o Le giovani operaie lo comprimono, incorporandolo in una massa omogenea, umidificandolo e premendolo

col capo. Subisce una fermentazione lattica, diventando più digeribile per le api

o Se il polline scarseggia l’ape raccoglie qualsiasi polvere: mais, concimi, segatura…

- Produzione polline

o La raccolta razionale del polline è una pratica recente: anni 50

o E’ difficilmente separabile dalla cera per cui è antieconomico prelevarlo dai favi

o Viene sottratto alle api al momento del ritorno all’alveare

o Una griglia è posta all’entrata dell’arnia con fori di 5 mm di diametro e di varia foggia

o La trappola viene svuotata ogni 1-2 gg

- Produzione polline

o Azione sulle funzioni digestive ed intestinali (riequilibra la flora batterica)

o Miglioramento delle funzioni metaboliche

o Provoca aumento di globuli rossi e tasso di emoglobina nel sangue

o Azione antiossidante, antidepressiva ed antianoressica

o Tonico rigenerante, specie nei casi di debilitazione ed astenia fisica

o Epatoprotettore

o Ottimo integratore della dieta o come coadiuvante di terapie

- Commercializzazione del polline

o Essicazione: se troppa umidità muffe e processi fermentativi sono un pericolo per la salute. Il polline deve

perdere circa il 15% del suo peso fresco ed arrivare a 2-3% di umidità

o Cernita: a mano con pinzette per piccole quantità o vagliatura e corrente ad aria calda (per i residui

chitinosi più leggeri)

o Stoccaggio: con recipienti a chiusura ermetica problemi: muffe, funghi e batteri

[4] VELENO

- Caratteristiche: - 1 grammo di veleno si ottiene, in 1-2h, da 10 mila punture

o Liquido incolore - Usato per: Affezioni reumatiche, osteoarticolari, neurologiche periferiche,

o Insolubile in alcool Sciatalgia, Ulcere e piaghe, Preparazione di vaccini e test di sensibilità

o Solubile in acqua - Somministrazione:

o Sapore amaro o Puntura diretta (quantità tra 0.1 e 0.3 mg)

o o

Odore mielato Iniezione intradermica per sicurezza di dose iniettata

o o

Appena estratto ha l’88% di acqua Elettroforesi, Inalazione, Assorbimento sottolinguale, Agopuntura

[5] ACQUA

- Usata per abbassare la temperatura interna dell’arnia quando troppo elevata e per preparare l’alimento delle

larve e dei fuchi dal terzo giorno di vita in poi

- L’acqua per l’alimentazione della covata deve essere ricca di Sali minerali: non viene disdegnata

16

I PRODOTTI DELLE API

[1] PAPPA REALE

- Caratteristiche e composizione: Nutrimento di tutte le larve fino al 3°

o Emulsione semifluida che tende a consolidarsi nel tempo giorno d’età e della regina per tutta

o Facilmente alterabile la durata della sua vita

o Non ammuffisce e non fermenta per le proprietà antibatteriche

o La composizione chimica, come per ogni prodotto naturale che contenga principi biologicamente attivi,

risulta alquanto variabile, ma può essere ricondotta alle seguenti percentuali: Acqua 66 % Glucidi 14 %

Sostanze azotate 10 % Lipidi 6 % Vitamine, ormoni, enzimi, antibiotici e oligoelementi 4 %

- Non esiste all’interno dell’alveare un deposito: non viene immagazzinata permanentemente come miele e

polline. A causa del suo alto contenuto in acqua e di sostanze biologicamente attive, si deteriorerebbe

- In particolari condizioni la quantità prodotta supera momentaneamente la capacità di consumo immediato

- Malgrado la pappa reale venga a trovarsi in tutte le celle che contengono larve di età inferiore ai 3 giorni, i

quantitativi più consistenti si rinvengono nelle celle reali (250-300 mg per cella)

- Metodi di produzione: I metodi pratici di produzione della pappa reale sono basati sull’orfanità

o Metodo naturale: Formazione di uno sciame artificiale orfano

o Metodi intensivi: Si basano sullo stesso principio dell’allevamento artificiale delle api regine. Il ciclo viene

interrotto per procedere alla raccolta della pappa reale:

1. Si depone sul fondo dei cupolini di plastica una goccia di pappa reale e acqua

2. Si preleva un favo di covata dal portasciami e si eliminano le api per spazzolatura

3. Si procede al traslavo che consente il prelievo delle piccole larve dalla covata naturale e il loro

collocamento nelle celle artificiali (cupolini), sulla goccia di pappa reale

4. Le barrette pronte vanno poste in un vassoio coperto con un canovaccio umido. Ogni barretta

viene inserita nell’apposita tacca del telaino portastecche

5. Riempire il nutritore con acqua e miele o sciroppo 1:1

6. Dopo 72-80 ore circa si prelevano le barrette e si portano in laboratorio

7. Con un coltello inumidito in acqua bollente si taglia la cera eccedente

8. Eliminata la larva con una pompa a vuoto si preleva la pappa reale

o Se l’estrazione è avvenuta manualmente, occorre filtrare. Nell’arco della stagione è possibile arrivare a

produrre sino a 500g di pappa reale per alveare

- Conservazione:

o Temperatura ottimale di conservazione 4°C (a T ambiente conserva intatte le sua caratteristiche per non

più di 48 ore). Evitare il contatto con metalli. Contenitori di vetro scuro, al riparo dalla luce e dall’aria

o Liofilizzazione: L’associazione con miele se non per il consumo immediato è da alcuni sconsigliato per

l’elevata frazione acquosa che potrebbe innescare fenomeni di fermentazione nel miele

- Controllo qualitativo:

o Con il passare del tempo perde molte delle sue proprietà per degradazione dei principi proteici

o L’invecchiamento è posto in relazione alla sua conducibilità elettrica che resta stabile per le prime 24 ore

per poi aumentare nei successivi 15 gg

o Analisi melissopalinologica

- Usi: Ricostituente (Per soggetti debilitati sottoposti ad affaticamento e stress), Dermatologia e cosmetica

(Cicatrizzazioni ferite, acne, invecchiamento cutaneo), Oncologia

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[2] PROPOLI

- Prodotto della raccolta e dell’elaborazione da parte delle api di resine: sistemi di difesa sviluppati dalle piante

contro gli agenti atmosferici e i microorganismi. Hanno attività anti-batterica, antivirale e antiossidante

- La propoli è bottinata dalle api su gemme floreali, apici vegetativi e alcune zone della corteccia di molte piante

tra cui, nelle nostre zone le principali sono: pioppo, pino, betulla, salice, olmo, frassino, quercia,…

- Composizione: molto varia per resine diverse e mix con altre sostanze: 50-55% resine e balsami 25-35% cera

5-10% sostanze volatili 5%polline 5% composti organici (flavonoidi, minerali, vitamine)

- Caratteristiche: estrema variabilità della composizione chimica = difformità delle sue caratteristiche fisiche:

o Consistenza: sostanza cero-resinosa, variabile a seconda della T (a basse T dura e friabile, viscosa,

appiccicosa e malleabile con l’aumento della T)

o Colore: variabile dal giallo al bruno, al nero

o Odore: aromatico, variabile a seconda delle essenze di provenienza

o Solubilità: insolubile in acqua e parzialmente solubile in acetone, alcool, ammoniaca, cloroformio, etere…

- La variabilità della propoli è legata non tanto all’origine botanica, quanto piuttosto alle differenti località di

provenienza.

- Utilizzi: serve alle api come materia difensiva da tutti gli agenti esterni all’alveare che risultano loro dannosi:

acqua, vento, parassiti e corpi estranei di qualunque altro tipo:

o o

Ridurre il foro d’entrata Verniciare le pareti interne

o o

Tappare le fessure Rivestire le celle prima della deposizione

o Sigillare le parti dell’arnia per renderla (sterilizzazione)

o

ermetica Imbalsamare gli intrusi troppo ingombranti

o Rafforzare i favi (mescolata alla cera) per essere portati all’esterno

- Raccolta della propoli dall’ape:

o Se ne occupano solo poche api specializzate (dal 18° giorno di vita)

o Dipende da: stagione, andamento climatico, zona di raccolta, razza, forza della famiglia ed attitudine alla

raccolta

o La raccolta prevalente avviene in primavera (alla fine del flusso nettarifero) ed in autunno e comunque

nelle ore più calde della giornata (T>20°C)

o L’ape ne stacca con le mandibole piccoli pezzi che poi trasporta nelle cestelle del polline

o E’ probabile che l’ape secerna sostanze apposite per non invischiarsi

o Nell’alveare le altre operaie aiutano la bottinatrice a liberarsi del carico

- Metodi di produzione:

1. Raccolta propoli (raschiatura) spontaneamente depositata. Contiene impurità e richiede accurata pulizia

2. Stimolare le api a depositare la propoli su un substrato: griglia a maglie che dopo 1 settimana viene ritirata

- Usi:

o Proprietà terapeutiche (fungicide, antivirali, antiossidanti, cicatrizzanti, vasoprotettive)

o Commercializzata in recipienti opachi come estratti di propoli o estratto alcolico/secco/molle

o Usata anche in agricoltura nella cura di diverse patologie provocate da batteri, funghi e virus. Stimola la

ripresa vegetativa con un anticipo della fioritura e della maturazione dei frutti di 15-20 giorni

18

[3] CERA

- Serie di composti naturali o artificiali, prevalentemente costituiti da: esteri (70-80%), idrocarburi (10-15%), acidi,

alcoli (10%) e steroli. La composizione è variabile in funzione di età e razza delle api

- Ha diverse origini: minerali (cera montana ===> paraffina), vegetali (cera di tamnarix), animali (cera d’api)

- Caratteristiche:

o Prodotta dalle ghiandole ceripare nel IV,V,VI e VII segm. addominale (api di 10-16 gg d’età)

o Emessa come goccioline che si rapprendono in scaglie fra i segmenti dell’addome

o Lavorata con le mandibole, addizionata con piccole quantità di polline e propoli ed utilizzata come

materiale da costruzione (costruzione di favi, opercolatura)

o Appena prodotta è liquida, ma si solidifica subito

o Plastica al calore, untuosa al tatto, fragile al freddo, di frattura granulosa

o Odore aromatico (miele e propoli)

o Colore variabile (da bianco-grigiastro a marrone scuro, più spesso giallo)

o Insolubile in acqua, parzialmente in alcool e etere, si in trementina, cloroformio, solfuro di C, benzolo

- Metodi di produzione:

o Un tempo, con la pratica dell’apicidio, rappresentava un’importante risorsa per l’apicoltore

o Oggi (apicoltura razionale): Reimpiego dei favi dopo estrazione del miele e Riutilizzo cera per fogli cerei

o Gli opercoli forniscono 1-1,5 kg di cera ogni 100 kg di miele

o In paesi caldi viene usata la sceratrice solare. Poi viene estratta: fusione in acqua per eliminare i residui di

miele e filtrata per eliminare particelle estranee

- Usi:

o Fabbricazione di fogli cerei (100g l’uno, su cui vengono impresse le forme delle celle e si danno alle api

perché li finiscano di lavorare)

o Filatura, Prodotti dentari, Lucidi da scarpe e cere per mobili, Candele

o Campo farmaceutico e cosmetico come eccipient

- Proprietài: Emollienti, antisettiche, antiinfiammatorie e cicatrizzanti (sulle mani non viene assorbita, ma forma

un film protettivo, ma non occlusivo)

[3] MIELE

- Sostanza zuccherina elaborata dalle api da miele e non da altri insetti, a partire dal nettare dei fiori o dalla

melata, non da altri prodotti zuccherini

- Per legge per chiamarlo miele = nessuna sostanza può essere aggiunta o sottratta al prodotto delle api

- Fasi produttive:

1. Dal nettare al miele

a. Prime trasformazioni del nettare avvengono nella borsa melaria (purificazione nettare da corpi

estranei, concentrazione nettare per osmosi, inizio scissione del saccarosio in glucosio e fruttosio)

b. Il processo di formazione del miele ha inizio quando la bottinatrice, rientrando all'alveare, passa a

un'ape di casa la goccia di materia prima raccolta (nettare o melata).

c. La stessa goccia, prima di essere deposta in una cella del favo, viene rapidamente passata da un'ape

all'altra e questo processo, che si svolge per 15-20 minuti, provoca la riduzione del contenuto in acqua

per evaporazione.

2. Dal favo al vaso 19

o Il miele ha una composizione molto differente dal nettare da cui ha preso origine. Le sostanze

predominanti sono sempre acqua e zuccheri ma sono presenti in proporzioni differenti

o Riduzione del contenuto in acqua, fino a un valore compatibile con la conservabilità del miele: 20%

o Aumento tenore enzimi e modificazione degli zuccheri

o Quando il contenuto delle cellette raggiunge un contenuto in acqua inferiore al 20% il miele è pronto e

le celle vengono opercolate con un “tappo” di cera

o Il miele è pronto per essere prelevato quando almeno i 2/3 delle cellette sono opercolati!

- Caratteristiche chimiche:

o Acqua mai superiore al 21 % (ottimale: 17%)

o Saccarosio mai superiore al 5%

o Zuccheri:

 Rappresentando più del 95 % della sostanza secca.

 Definiscono numerose proprietà fisiche e alimentari del miele: viscosità, stato fisico (liquido o

cristallizzato), valore energetico, igroscopicità.

 Gli zuccheri più importanti sono glucosio e fruttosio: generalmente fruttosio > glucosio

o PH: 3,5-5,5 più bassi nei mieli da nettare e più elevati nei mieli di melata. La reazione acida dei mieli è

dovuta alla presenza di numerosi acidi organici

o Sostanze minerali: complessivamente basso: 0,02-1%

o Vitamine: contenuto estremamente basso

o Altro:

 Sostanze volatili: contribuiscono a definire l’aroma

 Pigmenti di origine vegetali: partecipano alla definizione del colore

 HMF: assente nel miele appena estratto, si forma successivamente per degradazione degli zuccheri.

Indice della freschezza del miele

- Caratteristiche chimiche:

o Densità: indica il tenore d’acqua. 1,422 a 20°C. Ciò significa che un litro di miele a 20°C pesa circa 1,422 kg.

o Viscosità: misura la resistenza interna dei fluidi alla sollecitazione di una forza. Nel miele è alta

o Igroscopicità: a causa della elevata concentrazione zuccherina, è una sostanza altamente igroscopica.

Tende pertanto a raggiungere uno stato di equilibrio igrometrico con l'ambiente in cui si trova

o Conducibilità elettrica: rappresentata dai Sali minerali

o Colore: legato all'origine botanica ed è un importante parametro per la definizione dei mieli uniflorali. Con

l’invecchiamento il colore diviene più scuro ma cambiamenti del colore possono anche derivare dagli

interventi dell'apicoltore (uso di favi vecchi, contato con metalli, esposizione alla luce, alte T lavorazione)

o Cristallizzazione: Molti mieli tendono a cristallizzare in quanto sono soluzioni soprassature, contengono

cioè più zucchero di quanto ne possa rimanere stabilmente in soluzione.

- Difetti del miele:

o Separazione in fasi: la trama cristallina precipita verso il fondo del vasetto e affiora una fase liquida

arricchita di acqua. L’inconveniente si manifesta nei mieli con elevato grado di umidità e/o in quelli

conservati per troppo tempo e a temperatura troppo elevata.

o Striature biancastre: quando affiorano in superficie (schiuma) possono essere dovute alla risalita di

minuscole bolle d’aria inglobate nella massa del miele durante la lavorazione (difetto estetico) Oppure

sono dovute alla formazione di anidride carbonica (processo fermentativo in atto)

I DIVERSI TIPI DI MIELE

- Miele di Acacia (Robinia)

o È sempre liquido indipendentemente dalla temperatura e dalla freschezza.

o Il colore è molto chiaro, tra i più chiari in assoluto.

20

o L'odore è leggero mentre il sapore dolcissimo è quello della vaniglia.

o È un miele molto delicato che piace a tutti, ottimo sia come miele da tavola che come dolcificante.

- Miele di Tiglio

o Solidifica lentamente formando spesso cristalli grossi e irregolari.

o Il colore varia dall'ambra chiaro all'avorio a seconda della presenza o meno di cristalli. È più scuro se

contiene melata.

o L'odore, molto caratteristico, è quello della menta. Il sapore è fresco e ricorda la tisana di fiori di tiglio.

- Miele di Castagno

o Ricco di fruttosio e si mantiene liquido per molto tempo.

o Il colore varia da quello dell'ambra scura, a quasi nero.

o L'odore forte e penetrante. Il sapore è pungente all'inizio, poi decisamente amaro.

o È ricco di granelli di polline (prodotto soprattutto dai fiori maschili)

- Miele di Melata

o È liquido ma nel tempo può cristallizzare. Il colore è molto scuro, quasi nero.

o L'odore è vegetale, di frutta cotta, di confettura di fichi.

o Il sapore, decisamente meno dolce dei mieli di nettare, è a volte leggermente salato e somigliante al malto

o anche alle prugne secche.

INFORMAZIONI SULL’ETICHETTA

- La parola "miele”

- Il peso netto

- Il nome e l'indirizzo del produttore o del confezionatore o di un venditore

- L’indicazione del lotto di appartenenza

- L’origine geografica del miele, quando almeno una parte di questo proviene da un paese extracomunitario.

DOMANDE E RISPOSTE

Il miele fa ingrassare?

Il miele è un alimento calorico (320 kcal ogni 100 g), quindi chi è a dieta deve fare attenzione alla quantità che ne

utilizza. Il vantaggio del miele sta però nel suo elevato potere dolcificante, dovuto all'alto contenuto di fruttosio, che

permette di zuccherare un alimento usando meno calorie rispetto a quelle che si utilizzerebbero dolcificando con lo

zucchero.

È’ vero che il miele cristallizzato è quello a cui è stato aggiunto dello zucchero?

No, non è vero. La tendenza a cristallizzare è un processo naturale che interessa quasi tutti i mieli. Gli unici che

rimangono liquidi per molto tempo, fino a due anni dalla raccolta, sono il miele di acacia, di castagno e di melata,

ricchi di fruttosio.

È meglio usare il miele o lo zucchero?

Utilizzare il miele al posto dello zucchero presenta senza dubbio numerosi vantaggi. Primo di tutti l'apporto

all'organismo di energia subito disponibile sotto forma di glucosio e fruttosio, zuccheri semplici che non richiedono

alcun processo digestivo. Inoltre il fruttosio è uno zucchero che ha proprietà emollienti utili a livello della gola, dello

stomaco e dell'intestino. È indispensabile inoltre per lo smaltimento delle sostanze tossiche e nocive che si

accumulano nel fegato. Di grande importanza sono anche le sue proprietà antibatteriche, grazie alle quali il miele

viene utilizzato da secoli a fini terapeutici. 21


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4 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Apidologia
Corso di laurea: Corso di laurea in produzione e protezione delle piante e dei sistemi del verde
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simone.raspagni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Apidologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Lupi Daniela.

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