Antropologia dell'arte
Il concetto di corpo e riproducibilità tecnica
Questo corso presenta due momenti e figure essenziali: da un lato il concetto di corpo nell'arte (body art) e dall'altro l'esperienza della riproducibilità tecnica nella cultura di massa (pop art). L'antropologia dell'arte si occupa di comprendere quanto il corpo, la riproducibilità, i nuovi media e il consumo di massa abbiano influito sul corso della storia dell'arte.
Elementi essenziali della fenomenologia dell'arte
La fenomenologia dell'arte si fonda su due elementi fondamentali:
- Cronologia (cioè il tempo)
- Geografia (cioè lo spazio)
Spazio e tempo sono le coordinate essenziali che ci permettono di inquadrare ciò che ci interessa, per interpretare perché un artista lavora in un certo modo. Essere vuol dire vivere il proprio tempo e il proprio spazio. Le arti visive sono sempre state una realtà molto complessa. Se pensiamo dall'epoca preistorica a oggi, l'evoluzione dell'essere nello spazio è cambiata moltissimo, basti pensare ai disegni all'interno delle grotte sulle rocce che raccontavano storie di caccia quando esisteva un alfabeto essenzialmente formato da immagini.
Trasformazioni nel Rinascimento
Nel Rinascimento si ha una grande trasformazione poiché si inizia a distinguere tra arte maggiore e arte minore. Prima del Rinascimento tutto era accomunato (artigianato, oreficeria, pittura, scultura). Con l'avvento del Rinascimento cambia la prospettiva e si inizia a capire che l'opera nasce dall'ingegno e non da mero artigianato; c'è un'inventiva, chi creava un'opera d'arte doveva prendersi un momento teorico e riflessivo per fare arte.
Leonardo Da Vinci fu un rivoluzionario di quell'epoca; prima di lui si dipingeva su dimensioni gigantesche, a nessuno era mai venuto in mente di fare un quadro 30 cm x 40 cm.
Quando un'opera è considerata arte?
Argan dice che il concetto di arte non definisce categorie di cose ma un tipo di valore, cioè il rapporto che nasce tra un'attività mentale e un'attività operativa. Significa che capire cos'è un'opera d'arte non vuol dire fermarsi solo all'oggetto ma andare a fondo e conoscere l'opera; deve emergere un'attività mentale dell'artista.
L'artista, per creare un'opera d'arte, deve muoversi su tre livelli:
- Ideazione
- Presentazione
- Spettatore
Quest'ultimo è importante, poiché qualunque cosa è stata fatta nella storia dell'arte in funzione di essere vista da qualcuno.
Dal concetto alla percezione
Gestalt —> percezione, esperienza, senso di forma, come forma strutturale dell'opera, e quindi il processo creativo di essa. C'è uno studio, una ricerca, esattamente come una ricerca scientifica, che prosegue poi con una critica. Sta poi alle gallerie, ai musei, alle fiere, ai rettori, ai curatori, a tutte le figure che appartengono al mondo dell'arte a stabilire e lanciare un pensiero su quelle che possono essere vere opere d'arte o no, come una vera equipe di scienziati.
Il significante è l'elemento che ci rende capaci di entrare all'interno di un'opera e ci permette di capirne il significato. L'antropologia dell'arte quindi non è solo un'analisi per affrontare un tema per approfondirlo, ma serve a far capire come l'uomo ha cambiato la sua storia.
Duchamp e la rivoluzione dell'arte
Identità, uno dei temi che ha cambiato il modo di vivere del '900. Nel 1917, Duchamp presenta la Fontana, semplicemente un orinatoio, capovolto, posto su una base, con una firma posta sopra. In quel periodo la città era in piena metamorfosi, stava diventando da periferia a megalopoli, non aveva più solamente case e fabbriche ma anche luoghi pubblici. L'opera crea subito un polverone diventando oggetto di discussioni forti e mettendo in crisi il sistema. Fino a quel momento grandi stravolgimenti non c'erano stati, tranne per l'astrattismo di Kandinskij e il cubismo di Picasso che però comunque avevano a che fare con la tradizione, anche se banalmente perché erano dei quadri, non erano di certo delle Madonna col Bambino, però si vedeva la materia e il supporto rimaneva la tela. Ma è Duchamp a metterci per la prima volta in crisi e a farci chiedere "che cos'è l'arte?".
Arte, industrializzazione e massa
Io vedo l'industrializzazione, io vedo le guerre, la produzione di massa, l'accumulo e il consumo, lo spreco, la riproduzione infinita di qualunque cosa, non vedo certo paesaggi e madonne col bambino, non posso riprodurre il canestro con la frutta. È riuscito a mettere in scacco matto tutta la società contemporanea con questo gesto. L'orinatoio non nasce perché è specchio del suo tempo ma perché è Duchamp che lo rende agente di trasformazione e riflessione sul proprio tempo. L'arte è il modello e il momento di trasformazione e di riflessione sul proprio tempo. Ogni arte è contemporanea, perché ognuna contemporanea al proprio tempo.
Gli elementi fondamentali e imprescindibili per comprendere l'importanza di un'opera d'arte e conoscerla sono l'artista, il tempo, il luogo, tecnica e materiali, dimensioni e competenza. Tecnica e materiali -> fino al 900 essi e l'arte erano un tutt'uno. Gesamtkunstwerk (Opera d'arte totale), se all'inizio nasce con Wagner come idea della fusione di tutte le arti insieme, e con Baudelaire sinestesia, con le avanguardie diventa il rapporto tra arte e vita, ecco perché Duchamp presenta l'orinatoio. Si inizia a sentire la vita nell'opera d'arte.
Committenza e globalizzazione
La committenza altro non sono che le gallerie, i collezionisti, i musei. Un tempo erano le chiese, gli artisti una volta erano schiavi del papato. I bozzetti e gli schizzi preparatori ci fanno capire meglio come l'artista sia intervenuto nello spazio fisico dell'installazione, come ha introdotto il processo creativo e capire l'opera in maniera molto più intensa.
La globalizzazione è delocalizzare il locare, anche se non dovrebbe essere così. Omologando la cultura per tutti, è una condizione antropologica che mette in discussione anche il lavoro dell'artista. Capire un'opera d'arte. Uno degli scopi fondamentali per capire un'opera d'arte di un'artista è quello del confronto e della relazione tra le varie opere dell'artista stesso o tra più artisti dello stesso periodo storico, o tra più artisti di diversi periodi storici, che ci servono per analizzare al meglio un'opera.
Confronto tra esperienze artistiche
Se si parla di Marcel Duchamp si deve poter mettere a confronto una serie di esperienze che ha fatto egli stesso, come Nudo che scende le scale, un voyeurismo strutturale, quello industriale, una sorta di spioncino pornografico, delle fasi di passaggio che ci servono per capire la trasformazione, che interessa anche la cultura, in quegli anni. Duchamp mette i baffi alla Gioconda per mettere in discussione l'opera considerata più bella e più conosciuta al mondo.
Arte e comunicazione
Nell'esistenza umana cambia la comunicazione. Gli studi antropologici attuali nascono da una riflessione della propria tecnica, uno studio attuale dell'arte di Leonardo risentirà sicuramente della nostra cultura e non della cultura contemporanea all'opera. Tutte le ricerche sono nate da chi produce quel pensiero, una critica fatta ora è una critica attuale, nel senso che tra anni la critica potrebbe cambiare idea. Ora la società ha un approccio più immaginifico che testuale, è diventato più facile fare delle analogie attraverso delle immagini piuttosto che spiegare.
Arte, immagine e corpo
Siamo allenati a vivere nella dimensione dell'immagine, dell'immagine del corpo e di come il corpo si trasforma. È più facile per un bambino di oggi conoscere la Gioconda da una bottiglietta dell'acqua che da un libro, gli porta più facilmente a ragionare al rapporto col passato. Bisogna capire, e non guardare, i passaggi fondamentali di questi cambiamenti.
Con le avanguardie si forzano e consumano tutti gli elementi della tradizione, creando un distacco da quello che è il passato in diversi modi, ognuno in maniera differente, ma la vera rivoluzione è quella di andare al di là della tradizione, quella di andare al di là della rappresentazione reale, della mimesis.
Rivoluzioni artistiche di Kandinskij e Picasso
Kandinskij rimase sbalordito davanti a un quadro, che scoprì poi essere una sua tela capovolta. Da lì nacque un'intuizione, lavorare sulla non rappresentazione dell'immagine. La prima grande trasformazione, similmente ai cubisti dove l'oggetto è riconoscibile ma non è certo riprodotto come nella realtà.
Malevich annullamento totale della rappresentazione con il quadrato nero, allo stesso tempo l'unione di tutti quanti i colori. Man Ray usa le radiografie come elementi, va dentro la rappresentazione del corpo, si iniziano a utilizzare i nuovi oggetti e strumenti. Le avanguardie nascono tutte con dei manifesti programmati, e gli artisti riflettono teoricamente sul proprio lavoro raccontandolo e spiegandone l'origine e il pensiero, entrando dentro il vivo del processo creativo.
Luce e corpo nell'arte
In Giuditta e Oloferne è la luce del soggetto quella che è andata a influenzare la rappresentazione del corpo. Togliere quindi il superfluo crescendo in semplicità e grandezza. Partiamo da Caravaggio, che ha raccontato una realtà scomoda ai potenti mettendo in questione tutta una serie di rispettose forme e figure del mondo cattolico, egli sarà poi il padre del cinema e della fotografia. Questo quadro per esempio ha al suo interno una serie di caratteristiche legate al realismo ma in realtà Caravaggio va oltre, e lo fa con il corpo e la luce. Questa metodologia permette di lavorare sulla spazialità dell'opera e sulla spazialità della luce.
Innovazioni di Caravaggio e Duchamp
L'inquadratura mostra un personaggio tagliato, quello della serva, pratica assolutamente inusuale per l'epoca, come uno scatto fotografico o come una scena di un film. La semplicità con cui la serva entra dentro la scena, la tranquillità con cui la ragazza taglia il collo di lui. Sono presenti due diagonali che servono a guidare l'osservatore nel quadro e a orientarlo e che servono all'artista per comporre l'opera. Il contesto per Caravaggio non è importante, quel che vuole comunicare è l'azione, che mette in evidenza come farebbe un fotografo, focalizzandosi solo sul corpo e quindi mettendo in secondo piano lo sfondo che diventa nero perché non calibrato, fuori dalla latitudine di posa.
Corpo e movimento nell'arte
Nudo che scende le scale di Duchamp è tratto da una fotografia, in cui una figura sta appunto scendendo le scale, una ripetizione del corpo umano e del movimento attraverso degli scatti fotografici. Duchamp cerca di trovare una dimensione nuova dove collocare il movimento, cioè quella del tempo, la quarta. Ecco che egli presenta questo corpo in movimento, come fosse scansionato, con le stesse ombre e le stesse luci.
Innovazioni fotografiche di Gjon Mili
Gjon Mili (1904-1984) - Nudo che scende le scale, studio stroboscopico, 1942. Scomparsa della ricerca della bellezza. Cambia il concetto del corpo, del proprio corpo e del corpo altrui. Non si ricerca più il bello e non si cerca più di raffigurarlo. Sono un esempio i volti di Modigliani, caratterizzati da occhi senza orbite, o gli spigolosi volti di Kirchner, o le Demoiselles d'Avignon di Picasso, le quali sembrano delle statue tratte dal primitivismo e dalla cultura africana sudamericana, dove la luce fende il corpo e lo scompone in forme geometriche.
Conclusioni e riflessioni finali
Demoiselles d'Avignon fa riferimento al concetto di host (= ospite che accoglie o che viene accolto) che può essere ostile, il diverso che si ospita ma che al contempo spaventa. Picasso riflette molto sul rapporto tra sé e l'estraneo. Fondamentale per la costruzione della composizione è lo strutturalismo, in altre parole costruire la rappresentazione, Picasso lo faceva fisicamente, altri concettualmente.
Come il Metronomo di Man Ray, lo scorrere del tempo della nostra esistenza mediante due elementi: l'occhio e il metronomo. Man Ray rifiuta la rappresentazione invece, applicando una solarizzazione, con Sewing Machine. La fotografia come linguaggio dell'arte e la società dell'immagine. L'arte contemporanea accoglie al suo interno la fotografia, facendola diventare uno dei massimi linguaggi. Come accennato prima, l'arte non è lo specchio del tempo ma è un elemento che agisce sulle trasformazioni, uno spazio di riflessione che agisce sul cambiamento, e la fotografia diventa uno dei protagonisti.
Walter Benjamin e la fotografia
La fotografia permettendo la riproduzione esatta di un'immagine fa perdere l'hic et nunc dell'arte, dato dalla realizzazione dell'opera. Walter Benjamin, teorico tedesco, diceva che la fotografia fa perdere questa aurea di santità dell'opera d'arte. La società dell'immagine è basata sulla sua teoria, in anticipo di 60 anni nei confronti dei suoi contemporanei. È molto più facile vedere le foto delle opere dei grandi artisti che le opere stesse con i nostri occhi.
Arte concettuale e fotografia con Bruno Munari
Bruno Munari, con la macchina fotocopiatrice Xerox, crea delle opere concettuali, un'altra macchina che, come la macchina fotografica, consente la riproduzione. Fotografare altro non è che scrivere con la luce, ma prima di fare ciò bisogna capire a leggerla, capire come utilizzarla per sfruttare al meglio le sue potenzialità, e con luce si intende anche l'ombra.
Il topos del corpo e del riflesso
Il topos del corpo che si raffronta con l'acqua, o con lo specchio (o con qualsiasi superficie riflettente), ha sempre affascinato gli artisti. Non è un caso che la maggior parte dei fotografi che raffigurano nudi raffigurano anche i fiori, entrambi infatti hanno in comune la vanità, la vita e la morte, e lo sviluppo del fiore e il suo appassimento si pone in parallelo con il corpo della donna, assonanze poi sicuramente con la forma e con la procreazione della vita, sono quindi un topos della fotografia.
Introspezione e rappresentazione
Il corpo protagonista di una fotografia o di un dipinto può diventare, nella nostra mente, il nostro corpo. Il ritratto, anche quando non è autoritratto, rimane comunque tale. Un esempio è il Dottor Gachet di Van Gogh, che estraeva se stesso e lo trasmetteva al ritratto. Perché comunque si guarda sempre l'altro attraverso noi stessi.
Corpo come immagine mediatica
Approfondiremo alcuni aspetti dedicati al corpo nell'arte e al corpo evocato attraverso linguaggi tradizionali, come la pittura e la scultura, e poi attraverso il corpo stesso, con la body art. Strumenti aumentati a vista d'occhio.
Espressionismo e psicanalisi
Kirchner è stato uno dei primi artisti a lavorare sul concetto di espressione dell'arte, uno dei padri quindi dell'espressionismo. Con Marcella, ci presenta un titolo dal nome banale, è il nome della modella da lui rappresentata, che ci presenta in una visione totalmente differente dal corpo di cui eravamo abituati. In precedenza il corpo veniva evocato nella sua più pura realtà e nella sua essenza corporea, con le avanguardie la visione dell'arte inizia a distorcersi e si comincia a capire che lo sguardo dell'essere umano non è più lo stesso ma che sta subentrando in dimensioni completamente differenti.
Riflessioni sull'arte e la psicanalisi
Il periodo in cui accade tutto questo è quello della psicanalisi con Freud e gli artisti non possono fare a meno di riflettere su questa tematica antropologica. Di conseguenza, non rappresentano il reale ma rappresentano la riflessione sul reale. Nel caso di Marcella, il corpo è semplicemente evocato: una giovane donna, che ha nei tratti espressivi, nella forma del viso spigolosa, sguardo assente e posizione fisica di gambe accavallate, semplicemente accennate, come a coprire il proprio sesso. Sono tutti elementi che parlano non di rappresentazione del corpo ma di introspezione profonda.