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Capitolo 1: L'antropologia

L'antropologia fa parte di un raggruppamento che comprende etnologia, etnografia e storia delle tradizioni popolari. Levi Strauss, padre fondatore dell'antropologia culturale, diceva che “si può fare ricerca etnografica in ogni spazio ed in ogni tempo”.

Etnografia ed etnologia

L'etnografia è l'osservazione e la descrizione dei gruppi umani nelle loro particolarità, un'ottica tipicamente monografica. Offre un resoconto relativo a una comunità, una società o una cultura specifica. Termine impiegato per la prima volta nel 1810 dallo storico tedesco B.G. Niebhur e successivamente assunto a designare le scienze relative allo studio descrittivo e classificatorio delle caratteristiche socio-etno-culturali dei diversi popoli sulla Terra.

L'antropologia è l'integrazione delle fasi etnografiche ed etnologiche in un discorso più ampio, prendendo spunto anche da altre discipline, come psicologia, storia ecc. L'etnografia è un procedimento di ricerca con il quale si osserva da vicino e si registrano fatti e si impegna nella vita quotidiana di un'altra cultura (c.d. metodo della ricerca su campo). L'etnologia si occupa dello studio comparativo dei documenti raccolti dagli etnografi. Pone l'accento in modo particolare sulle differenze e le peculiarità culturali. Si propone di esaminare, confrontare, interpretare e analizzare i dati raccolti in diverse società. I dati vengono impiegati poi per individuare somiglianze e differenze e giungere a generalizzazioni sulla società e sulla cultura.

Il ruolo dell'antropologia

L'antropologia realizza l'integrazione delle due fasi precedenti in un più ampio discorso sull'uomo, in dialogo continuo con le altre discipline che propongono una conoscenza dell'essere umano (la storia, la psicologia, la filosofia, la linguistica). Il termine antropologia deriva dal greco ANTROPHOS = uomo + LOGOS = discorso, quindi discorso dell’uomo. L’antropologia studia la diversità umana nel tempo e nello spazio, quindi studia la condizione umana nel suo aspetto generale: passato-presente-futuro, biologia-società-linguaggio e cultura.

Fino alla metà del Novecento, i gruppi etnici come i Guaranì venivano considerati primitivi. Oggi questa categoria assume contorni ideologici non più accettabili (termine non innocente) e quindi si propongono nuove definizioni come “culture semplici” o “culture di oralità primaria”. La categoria oralità sembra definire meglio queste semplici perché l’altra (semplici) è oppositiva e complessa. La complessità, infatti, non è solo sinonimo di società contemporanea, e la nostra società non è più complessa delle altre. Il semplice è dato da una visione superficiale e disattenta della realtà.

L’oralità è una categoria migliore, perché molto si fonda sulla parola e non sulla scrittura; ad esempio i social network si fondano sull’oralità, la multimedialità si fonda sull’oralità.

Adattamento biologico e culturale

Gli esseri umani sono tra gli animali più adattabili del mondo. L’adattamento è il processo mediante il quale gli organismi riescono a superare con successo lo stress e le forze avverse che agiscono nell’ambiente in cui si trovano (Esempio: problemi legati al clima, alle specificità geografiche o convivenza con altri animali predatori). Esistono, per gli animali, due tipi di adattamento:

  • Adattamento naturale o biologico;
  • Adattamento culturale.

L’adattamento biologico è un adattamento che impiega tempi lunghi per manifestarsi. Ad esempio, l’uomo ha cominciato a differenziarsi dalle scimmie tramite il pollice opponibile, cambiamento durato migliaia di anni. Anche il pelo degli uomini è una forma di adattamento culturale, perché il pelo è sinonimo di selvaggio.

L’adattamento culturale è invece rapidissimo. Disciplina che studia l’adattamento fisico e biologico è l'antropologia fisica e biologica. Creatività, adattabilità e flessibilità sono attributi umani fondamentali; la diversità è l’argomento principale dell’antropologia.

Il concetto di creatività è l’elemento fondamentale dell’adattabilità ed è la ricerca di una soluzione per risolvere un problema, categoria oggi particolarmente sviluppata nell'ambito umanistico. Il tema del cibo prende parte al progresso. In Italia sembra che il tema enogastronomico possa superare la crisi. Ad esempio, il frigorifero che utilizziamo per la conservazione dei cibi o il tema degli avanzi (pane duro). La gastronomia tipica trova un senso alla creatività. Ad esempio, gli avanzi che diventano anche piatti della festa o della domenica.

Adattamento tra biologia e cultura

Con il progredire della storia umana, i cambiamenti culturali hanno assunto sempre più importanza. L'uomo, come altri animali, sfrutta le sue capacità di adattamento biologico mentre sono gli unici a disporre anche di mezzi di adattamento culturali. Infatti per molti anni, caccia e raccolta sono state l'unica base di sussistenza. In poche migliaia di anni tutto questo fu sostituito dalla produzione alimentare e via via in tempi più recenti la diffusione della produzione industriale ha influenzato la vita umana. Nella storia umana le innovazioni si sono diffuse soppiattando quelle precedenti e ogni rivoluzione ha avuto ripercussioni culturali e sociali.

In alcuni casi l'adattamento biologico e culturale vanno di pari passo come nel caso del barbariato, cioè un miscuglio di segale e grano seminati sullo stesso terreno; in località montane o molto fredde, spesso rende meglio del cereale da solo. La fortuna di questo prodotto è l’aiuto reciproco che si danno i due cereali. Infatti, la segale, crescendo più in alto del grano, lo protegge. A sua volta il grano, dal gambo più robusto, sorregge la segale, che tende a reclinarsi per la spiga troppo pesante, rispetto al suo esile stelo. Mischiare i semi aiutava anche quando la malattia colpiva uno dei due cereali: infatti, almeno uno dei due assicurava il raccolto.

(Anna Aimar, anziana donna che ricorda questa coltivazione).

L'INSOR

L'INSOR è l'Istituto Nazionale di Sociologia Rurale, fondato nel 1959 da Giuseppe Medici, allo scopo di salvare dall’estinzione alcuni prodotti delle campagne. Ha pubblicato l’ "Atlante dei prodotti tipici” (salumi, formaggi, pane, pasta, erbe...). Nel volume dedicato al pane si trova una scheda sul PANE BARBARIA’: quantità prodotto: 50 quintali l’anno con un valore inferiore ai 20 milioni. Il termine “barbarià” significa “imbastardito” perché si mischiano due forme diverse di semi. Con questo termine si indicava anche una bevanda a base di caffè, cioccolato e panna.

Scienza olistica e comparativa

L’antropologia è una scienza olistica e comparativa. L’approccio olistico consiste nello studio della condizione umana nel suo insieme: passato, presente e futuro, biologia, cultura, società, linguaggio. Il termine “olismo” deriva dal greco “holos” che significa “tutto, intero”. Deve essere la base del sapere scientifico. OLISTICO è il nome dato al modo scientifico di studiare i fenomeni con un approccio globale e interdisciplinare. Gli antropologi quando descrivono una cultura, includono nella discussione elementi di geografia, storia, religione, politica ed economia.

Una interpretazione ci viene data anche da un grande romanzo del Novecento: Martin Eden di Jack London, il quale ragionava in modo olistico, asseriva che "tutte le cose erano in relazione con le altre, dalla stella più lontana nell'immensità dello spazio alle miriadi di atomi in un granello di sabbia sotto il piede.”

Un altro esempio si può trarre da una riflessione di Antonio Gramsci sull’abusata affermazione di Feuerbach: “l’uomo è ciò che mangia”. Gramsci evidenzia quante letture possono essere condotte anche solo indicando come un approccio olistico possa permettere di trarre giovamento scientifico. La biodiversità ha alcune aree scientifico disciplinari in stretto rapporto:

  • Scienze sociali;
  • Agrarie;
  • Biologiche;
  • Chimiche;
  • Geografiche;
  • Economiche e statistiche;
  • Storiche e filosofiche;
  • Filologiche e letterarie;
  • Giuridiche;
  • Matematiche;
  • Fisiche ed informatiche;
  • Ingegneria industriale.

Il rapporto olistico deve prendere in esame tutti i vari aspetti di ogni cosa. Ad esempio, il contadino tradizionale si fonda su una visione olistica del mondo, mentre quello odierno si fonda sulla tecnologia. La donna contadina ricorre ad una metodologia olistica di vita che solo ora la scienza sta ritrovando, per un olismo critico.

L’uomo del domani non sarà altro che la sintesi armonica dell’uomo del presente e del futuro (post-modernismo), e sarà l’uomo che utilizza con sapienza i mezzi che il contemporaneo mette a disposizione e insieme recupera il valore dell’olistica saggezza contadina. Mentre le altre scienze sociali tendono a soffermarsi su un'unica società, l'antropologia offre una prospettiva transculturale unica mettendo costantemente a confronto le tradizioni di diverse società.

Comparazione e cultura

La comparazione è l’analisi delle somiglianze e delle differenze tra unità date. Ad esempio, “L’ATLANTE DELLE FESTE POPOLARI DEL PIEMONTE” è frutto di diverse esperienze scientifiche che si sono svolte in più lustri e comprende 2600 feste attive, che sono parte del calendario del presente, e non attive, presenti però nella memoria degli anziani. Sono legate ai riti del ciclo annuale o del ciclo della vita. Il comparativismo tiene conto delle somiglianze e delle differenze e traccia un profilo generale. Nell’Atlante sono presenti sia feste molto conosciute che feste di cui ci sono poche informazioni (brevi informazioni, un'immagine o breve sequenza filmica). ESEMPIO: festa di San Giacomo, Bellino (Cuneo).

La CULTURA è un tratto distintivo ed unico dell’uomo. Nel 1871, nel volume “Primitive culture”, l’antropologo Sir Edward Tylor fornisce una definizione di cultura: “La cultura, presa nel suo significato etnografico più ampio, è quell’insieme che include conoscenze, credenze, arte, morale, legge, costume e ogni altra capacità e usanza acquisita dall’uomo come appartenente ad una società.”

ESEMPIO: credere nelle maledizioni e nel malocchio è cultura. Rito della magia per togliere l’acetone ai bambini. Lettura delle carte. Fertilità tramite ciclo lunare. Tutto ciò che l’uomo produce è cultura. La cultura è l’insieme di tradizioni e costumi trasmessi attraverso l’insegnamento, che guidano il comportamento dell’uomo. La cultura è una forza che influenza lo sviluppo umano. I nostri corpi sono culturalmente disciplinati, e da ciò si determinano le abilità che riusciamo a sviluppare. La biologia umana viene continuamente modellata da forze culturali (es. alimentazione). BIOCULTURALE: si riferisce alla combinazione dal punto di vista biologico e culturale per risolvere un problema particolare. La cultura è una forza ambientale chiave nel determinare attività, scoraggiandone altre, definendo gli standard del benessere fisico. La cultura è l’insieme di tradizioni e costumi trasmessi attraverso l’insegnamento che formano e guidano le visioni e i comportamenti degli uomini della società.

Il termine cultura non è contrapposto a quello di “incultura”. Anche i giudizi sono un fatto culturale. Le donne Adivasi, negli anni ’40, sarebbero state etichettate come selvagge, perché le loro pratiche di modificazione del corpo tramite piercing erano viste come inumane. L’alimentazione riveste grande importanza nel nostro mondo; una scelta alimentare sbagliata porta ad una modificazione biologica sbagliata. La dieta richiede un cambio culturale e quindi un grosso sforzo. Il povero, che non dovrebbe poter acquistare cibo, ne acquista poco e di scarsa qualità, e quindi paradossalmente è obeso o sovrappeso e tende ad ingrassare.

Fino a pochi anni fa lo stereotipo era che la donna dovesse essere magrissima, anche se malaticcia. In seguito a varie proteste, questo fatto culturale si sta superando.

Biodiversità e etnodiversità

Biodiversità: profondo ed articolato dibattito sulla sua salvaguardia. La discussione marca la frontiera tra il mondo della tradizione, caratterizzato da una complessa biodiversità, e quello del presente, in cui il sistema agroalimentare impone colture massive ed industriali. Produzione e mercato tendono ad eliminare la biodiversità e la specificità che arricchiscono il sapere etnico, locale, di comunità.

Etnodiversità: si intende quella preziosa eredità locale che differenzia ogni gruppo e che tuttavia non si realizza nell’isolamento e nella xenofobia, ma nello scambio e nell’intreccio tra tradizioni e culture. Al concetto di biodiversità bisogna affiancare il concetto di etnografia, nella prospettiva di far dialogare le due categorie al fine di operare una cognitiva ed olistica operazione di alleanza.

Popolazione mondiale e biodiversità

1970: 17,6% Europa - 9% Africa - 18,8% India

2033: 7% Europa - 19% Africa - 25% India

La biodiversità è quindi in diminuzione.

Impatti antropici sulla biodiversità

1700: Europa compromessa dal punto di vista dell’impatto antropico;

2050: depauperamento della biodiversità, cioè completa perdita di biodiversità.

L’ambito in cui è possibile verificare lo stretto nesso tra biodiversità ed etnodiversità è la comunità di Cortereggio, dove ha sede il Presidio Slow Food della Piattella Canavesana (fagiolo), con lo scopo di salvare alimenti e prodotti in via di estinzione, a causa di leggi che ne vietano la produzione. Gli studiosi del fenomeno turismo sanno che il turismo vende la fruizione del territorio e delle sue attrattive.

La dimensione ludico-ricreativa del turismo di massa cede il passo ad una concezione dell’approccio conoscitivo della biodiversità. Molti contesti scoprono una vocazione turistica, anche se spesso si tratta di turismo locale che per il suo modo di organizzarsi diventa globale. Questo modello di valorizzazione impone il lavoro di più specialisti che garantiscono la tutela della diversità come tratto specifico per assicurare un potenziale di attrazione costante nei confronti di un contesto.

L’agricoltura è la prima forma di violenza sulla Terra. Nell’arco della storia, l’antropologia ha sviluppato linee interpretative e metodologie nuove. A fronte di questi successi, la disciplina rimane “un’inferma scienza” in continua crescita, perché questa disciplina è nata alla fine dell’800 e quindi non ha una storia ed una metodologia consolidate. Dall’epoca Napoleonica in poi il percorso di accreditamento scientifico è stato difficile e non sempre lineare. Questa scienza diventa parte del sistema accademico mondiale e nazionale quando solo recentemente le basi epistemologiche si vengono a consolidare e cominciano un fruttuoso dialogo con le altre discipline, anche con quelle apparentemente più lontane. Per esempio negli Stati Uniti essa si divide in quattro sottocategorie: antropologia culturale, archeologica, biologica e linguistica. In Europa e in Italia la distinzione è tra antropologia culturale e biologica.

PETER CALLUNGO: Studio dei modelli di pensiero e comportamento dell’uomo e di come e perché questi cambiano.

Origine della disciplina

Disciplina autonoma nella seconda metà dell’800, e a questo periodo risalgono Tailor e Frazer. La moderna metodologia etnografica ed etnologica è stata introdotta negli anni Venti del Novecento. Testi fondamentali sono “Gli argonauti del Pacifico occidentale” di Malinowski (1921) e il “Saggio sul dono” di Mauss (1925), e quest’ultimo spiega come il rapporto fra gli uomini si fonda sul dono (materiale o non materiale) e sul controdono. Il controdono mette in gioco questa dinamica del dono e contro dono; finché non c’è un’interruzione, il rapporto umano continua.

ITALIA: studi di antropologia iniziano nel 1870, legando antropologia e studio filosofico dell’uomo. Studi di antropologia culturale iniziano negli ultimi anni dell’800. La prima cattedra di studi demoetnoantropologici fu quella di Giuseppe Pitrè creata a Palermo nel 1911. Caratteristica dell’antropologia culturale italiana è la grande attenzione data alla cultura popolare (rilevanti gli scritti di A. Gramsci). La cultura popolare fu infatti contrapposta alla cultura erudita e borghese. L’antropologia è una scienza sperimentale, che riconosce la sperimentalità e l’incertezza della nostra conoscenza e comprensione. Comprendere significa spiegare, e spiegare significa mostrare come e perché ciò che deve essere compreso sia collegato ad altri elementi in modo noto. Le spiegazioni si basano su associazioni e teorie. (ASSOCIAZIONE: relazione osservata tra due o più variabili, TEORIA carattere generale, suggerisce o implica associazioni e il tentativo di spiegarle). Gli scienziati cercano di migliorare la conoscenza attraverso la verifica di ipotesi. La verità di un enunciato è confermata da osservazioni ripetute. Tali relazioni verificate sono definite leggi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefina8gina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Porporato Davide.
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