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Definizione di anatomia

L'anatomia è la scienza che descrive il corpo umano e i vari organi; il termine "descrivere" non significa parlare del suo funzionamento o delle patologie, bensì descrivere la forma, la posizione e i vari rapporti dell'organo con cui prende contatto. Tutti questi concetti fanno parte dell'anatomia macroscopica. Di ciascun organo si parla anche dell'anatomia microscopica, ovvero la descrizione di tutte le cellule. La parte più piccola del nostro corpo, anatomicamente parlando, è la cellula. Più cellule messe insieme permettono la formazione degli epiteli o tessuti. Più tessuti formano un viscere o organo. Più organi insieme formano gli apparati o sistemi. Più apparati vanno a costituire tutto il nostro corpo.

Apparato e sistema

Apparato: insieme di organi che sono costituiti da tipi diversi di cellule (esempio: apparato urinario).

Sistema: insieme di organi che sono costituiti da un solo tipo di cellule (esempio: sistema nervoso centrale composto da cellule dette neuroni).

La cellula

Indica la parte più piccola che costituisce il nostro corpo. Presenta una parte centrale formata dal nucleo e, intorno ad esso, vi è il citoplasma nel quale sono immersi gli organuli. È possibile classificarle in base alla loro forma:

  • Piatte o pavimentose: sono quelle in cui l'altezza è minore rispetto alle altre misure (profondità e lunghezza).
  • Cubiche: tutte le misure si equivalgono.
  • Cilindriche: cellule dove prevale l'altezza, rispetto a lunghezza e profondità.

Gli epiteli o tessuti

Se mettiamo insieme più cellule otteniamo gli epiteli. Più cellule piatte formano l'epitelio pavimentoso, se cubiche, avremo l'epitelio cubico, se cilindriche troviamo l'epitelio cilindrico. Possono trovarsi su:

  • Singolo strato: sono detti epiteli monostratificati, essi poggiano su una struttura detta membrana basale (esempio: epitelio cubico monostratificato).
  • Più strati: viene detto epitelio pluristratificato; in questo caso possiamo trovare diversi tipi di cellule, ad esempio la prima fila è formata da cellule cubiche e quelle nello strato inferiore saranno piatte o cilindriche; per classificare questo epitelio bisognerà osservare la prima fila di cellule, quindi se la prima fila sarà pavimentosa, ci troveremo in presenza di un epitelio pavimentoso pluristratificato. L'ultima fila di cellule poggia sempre sulla membrana basale.
  • Pseudo-stratificato o pluriseriato: un altro tipo di epitelio è quello falsamente stratificato, sembra un epitelio stratificato, ma in realtà è un epitelio monostratificato, perché le cellule che lo costituiscono sono cellule caliciformi, presentano la forma di un calice, con una parte slargata che poi va a restringere; il nucleo di queste cellule sta nella parte slargata. Accanto troveremo una cellula caliciforme con la parte slargata verso il basso, in modo da avere i nuclei sfalsati, sembrando così un epitelio pluristratificato, ma in realtà le cellule poggiano tutte sulla stessa membrana basale. È pluriseriato poiché vi sono più file di nuclei. È tipico della vagina e vie respiratorie.

Questi epiteli possono essere classificati in base alla specializzazione di membrana: sulle cellule possiamo trovare alcune strutture, dette ciglia o microvilli, o non trovare nulla:

  • Ciglia: sono strutture che somigliano a piccoli peli dotati di movimento e servono a spostare qualcosa: l'epitelio ciliato lo troviamo nelle vie respiratorie, dove elimina tutte le particelle estranee che vengono espirate, e vengono bloccate dal muco e trasportate; le troviamo anche nelle tube uterine per facilitare lo spostamento degli spermatozoi e dell'ovulo.
  • Microvilli: sono strutture che troviamo su alcuni tipi di cellule; sono estroflessioni della membrana plasmatica (che racchiude il citoplasma). La membrana senza microvilli sarà liscia, mentre quella che li presenta ha una forma simile a quella delle dita di un guanto. Le estroflessioni permettono di aumentare la superficie di riassorbimento della cellula (ad esempio l'intestino ha la funzione di riassorbire le sostanze ingerite, quindi maggiore superficie permette l'assorbimento di più sostanze). Tutte queste cellule poggiano sempre sulla membrana basale.

Gli organi cavitari e pieni

Organi cavitari: sono tutti gli organi che presentano una parete propria che racchiude una cavità interna (esempio: utero, vescica, stomaco). Questa parete è costituita da quattro strati: le tonache.

  1. Tonaca mucosa: la più interna; è costituita da epitelio e membrana basale e svolge la funzione di tutto l'organo (esempio: stomaco, presenta la tonaca mucosa che produce HCl e muco per protezione dai succhi gastrici).
  2. Tonaca sottomucosa: è costituita da tessuto connettivo, cioè fibre collagene; è un tessuto di sostegno (esempio tessuto osseo, cartilagineo); la sua funzione è il sostegno e dona forma all'organo. All'interno del tessuto connettivo troviamo strutture come ghiandole, che con i loro dotti (tubicini) arrivano fino alla superficie della tonaca mucosa, dove liberano il secreto sulla superficie esterna della tonaca mucosa.
  3. Tonaca muscolare: dona il movimento all'organo ed è costituita da fibre muscolari lisce (il tessuto muscolare liscio è involontario e lo troviamo negli organi; il tessuto muscolare striato è volontario e lo troviamo negli arti. Il cuore è l'unico organo a fare eccezione, infatti è striato ma involontario). Queste fibre sono organizzate in due strati, uno longitudinale esterno e uno circolare interno. Esempio: l'esofago presenta due strati di tessuto muscolare, lo strato longitudinale esterno, che presenta fibre dall'alto verso il basso e viceversa, e lo strato circolare interno, che circonda l'organo. Questo permette la peristalsi, in modo che ciò che si trova internamente al lume si riesca a muovere.
  4. Tonaca sierosa: è lo strato più esterno, sottilissimo, costituito da cellule piatte su un unico strato (epitelio pavimentoso monostratificato); ha la funzione dell'organo stesso, protegge l'organo e lo lubrifica. Le principali membrane sono il pericardio, il peritoneo e la pleura). Esempio: il cuore pulsa sempre, quindi se non ci fosse il miocardio andrebbe a strofinare con le altre strutture.

Se parliamo degli organi che vanno a costruire l'apparato digerente, vi è un'eccezione: la tonaca mucosa intestinale è sollevata a delle estroflessioni della tonaca mucosa che vengono detti villi intestinali. Oltre all'epitelio e alla membrana basale, troviamo la muscularis mucosae, un sottilissimo strato di fibre muscolari lisce, che permette ai villi di muoversi; sono uguali a fibre muscolari ma staccate dalla tonaca muscolare e presenti nella tonaca mucosa, al di sotto della membrana basale.

Organi pieni: sono organi che presentano il parenchima, una sostanza che troviamo dentro l'organo, costituito da milioni di piccole strutture: le unità funzionali, ovvero la parte più piccola di quell'organo che da sola riesce a svolgere la funzione dell'organo stesso. Un esempio è rappresentato dal rene, la cui funzione è quella di produrre urina; è costituito da milioni di unità funzionali, i nefroni, capaci di produrre l'urina. Ciascun parenchima di ogni organo pieno è tenuto insieme da una capsula che si trova esternamente all'organo; ha funzione di proteggere l'organo (il fegato e il rene presentano una capsula, che non bisogna confondere con la tonaca sierosa). Presenta un'apertura detta ilo, che consente il passaggio di varie strutture: vasi (arterie e vene), nel caso del fegato vi è il dotto epatico, e nel caso del polmone vi è il bronco; è una sorta di porta per la comunicazione con l'esterno. Ciascun organo pieno ha due tipi di circolazione:

  1. Funzionale: è la circolazione attraverso cui l'organo svolge la sua funzione. (Esempio: la funzione del polmone è quella di ossigenare il sangue, quindi prima arriva il sangue ricco di CO2 al polmone, ed esso fa sì che si ossigeni, tornando al cuore e facendolo circolare, grazie alle arterie e vene polmonari)
  2. Nutrizia: è la circolazione che consente all'organo di essere nutrito (vascolarizzato), fornendo ossigeno al viscere (esempio: le arterie e vene bronchiali permettono la nutrizione dei polmoni).

Cavità del corpo umano

Tutti questi apparati sono naturalmente sistemati nel nostro corpo in delle cavità, perché tutto il nostro corpo è diviso in due grandi cavità principali, una cavità ventrale e una cavità dorsale.

Cavità ventrale: significa che sta davanti, ed è composta da due grandi cavità, una cavità toracica e una cavità addominopelvica. Nella cavità toracica sono racchiuse altre tre cavità che sono due cavità pleuriche, le cavità che contengono i due polmoni, e una cavità pericardica, che quindi contiene il cuore e che si trova all'interno di una regione posta tra i due polmoni, il destro e il sinistro. Tale regione centrale è chiamata mediastino, e al suo interno si trova la cavità pericardica, dove dentro si trova il cuore. La cavità addominopelvica è costituita dalla cavità addominale e dalla cavità pelvica, più in basso dove si trovano vescica, utero oppure prostata.

Cavità dorsale: sta dietro, ed è costituita a sua volta da due altre cavità, una cavità cranica e una cavità spinale. La cavità cranica è quella che si trova nel nostro cranio e che contiene cervello, cervelletto e le strutture nervose del cranio, mentre la cavità spinale sta all'interno della colonna vertebrale e si chiama così perché contiene il midollo spinale. Queste due cavità sono separate da un muscolo largo chiamato diaframma. Sopra il diaframma abbiamo la cavità toracica, sotto abbiamo la cavità addominale. Guardando le immagini in posizioni frontale vedremo che dentro la cavità toracica ci sono le due cavità pleuriche e quella pericardica e tutto lo spazio compreso tra i due polmoni è il mediastino. Guardando in posizione trasversale, facendo un taglio e guardando dall'alto, vediamo il mediastino con dentro la cavità pericardica.

Divisione del corpo in assi

Partendo dalle immagini capiamo come tutto il corpo, e di conseguenza il singolo organo, va studiato nelle tre dimensioni cioè sui tre assi: asse frontale, asse sagittale e asse trasverso, chiamati anche piano frontale, sagittale, trasverso.

  • Piano frontale: facciamo passare un piano immaginario dividendo il corpo in una porzione anteriore e in una posteriore.
  • Piano sagittale: dividiamo il corpo in metà destra e metà sinistra.
  • Piano trasverso: divido il corpo in una metà superiore e una inferiore.

Piano sagittale

Descrivendo organo e corpo sul piano sagittale, andremo a fare passare un piano su una linea immaginaria che abbiamo sul nostro corpo e che passa perfettamente al centro, chiamata linea mediana, che divide il corpo in una metà destra e una metà sinistra, così che io possa descrivere tutto ciò che è più vicino dalla linea mediana e tutto ciò che è più distante ad essa. Tutto ciò che è più vicino alla linea mediana si chiama mediale, tutto ciò che è più lontano si chiama laterale.

  • Esempio reni: i due reni stanno ai lati della linea mediana, uno a destra e uno sinistra. Un singolo rene ha un margine mediale, più vicino alla linea mediana, e un margine laterale che sta più lontano.
  • Esempio stomaco: lo stomaco ha la forma di una sacca e contiene un margine mediale più interno e vicino alla mediana e un margine laterale più esterno.

Piano frontale

Se descrivo l'organo e il corpo sul piano frontale, avremo una metà anteriore e una posteriore, però tutta l'anatomia nasce anticamente non sui libri ma dall'analisi di una salma, infatti il professore spiegava sulla salma attraverso la dissezione anatomica. Per questo motivo, quando mettiamo il soggetto in posizione supina, utilizziamo su tutti e tre i piani alcuni vocaboli che non siano così precisi (come lo sono invece anteriore, posteriore, etc). Quindi sul piano frontale tutto ciò che sta avanti si chiama ventrale, tutto ciò che sta dietro si chiama dorsale.

Così vale anche sul piano trasverso, perché sulla salma non ho posizione inferiore e superiore, ma tutto ciò che sta in alto si chiama craniale, tutto ciò che sta in basso si chiama caudale.

  • Esempio reni: ciò che sta sopra il rene si chiama estremità craniale, ciò che sta sotto si chiama caudale.

Apparato locomotore

L'apparato locomotore comprende tre tipi di strutture: ossa, muscoli e articolazioni, per cui attraverso questo apparato noi possiamo muoverci, in quanto fra le ossa, che sono strutture fatte di tessuto osseo quindi connettivo, di sostegno, vanno a formarsi queste articolazioni che consentono il movimento tra due strutture ossee, e questo movimento è reso possibile grazie ai muscoli. Tutto lo scheletro è diviso in due grosse parti/porzioni che racchiudono tutto lo scheletro umano e sono chiamate scheletro assile e scheletro appendicolare.

Lo scheletro assile è costituito dalle ossa del cranio e del tronco, mentre lo scheletro appendicolare è costituito dalle ossa degli arti superiori ed inferiori. È importante sapere che chiameremo arto superiore ciò che definiamo comunemente braccio, ed arto inferiore ciò che chiamiamo gamba.

Cranio

Lo studio del cranio è fondamentale nell'esercizio della professione di ostetrica, in quanto vedremo, accanto al cranio adulto (e quindi le ossa e la loro disposizione), quello fetale, che dovrà poi passare attraverso tutti gli spazi del bacino, e successivamente orientato in modo che possa coincidere con le misure del canale del parto. Il cranio può essere distinto in due grosse regioni/parti.

La parte che sta sopra e dietro il cranio è il neurocranio, mentre l'altra parte che sta in basso e davanti è lo splacnocranio o viscerocranio.

  • Neurocranio: è così chiamato perché contiene strutture nervose, come cervello, cervelletto etc.
  • Viscerocranio: è la parte del massiccio facciale.

In tutto il cranio possiamo distinguere quindi ossa che fanno parte solo del neurocranio e ossa che fanno parte solo del splacnocranio e ossa che sono in comune.

  1. Le ossa che fanno parte solo del neurocranio sono l'osso occipitale e le ossa parietali.
  2. Le ossa che fanno parte solo del viscerocranio sono l'osso mascellare, la mandibola e le ossa zigomatiche, e altre ossa più piccole.
  3. Le ossa che sono in comune tra neurocranio e splacnocranio sono l'osso temporale, l'osso frontale, etmoide e sfenoide.

Mettendo insieme tutte le ossa otteniamo il cranio.

Osso occipitale

L'osso occipitale è un osso impari e mediano, ciò significa che è uno solo e si trova sulla linea mediana. Se fossero stati due, l'osso sarebbe stato pari e simmetrico. L'osso occipitale è un osso piatto, cioè un osso schiacciato che possiede una faccia esocranica e una faccia endocranica.

  • La faccia esocranica è rivolta verso l'esterno del cranio.
  • La faccia endocranica guarda dentro il cranio.

Tale osso si trova alla base del cranio e dietro, in posizione dorsale. La parte più estesa dell'osso occipitale si chiama squama dell'occipitale, che si trova sia nella parte esocranica che in quella endocranica. Sulla faccia endocranica troviamo due linee, una verticale e una orizzontale, e tali due linee formano l'eminenza crociata, la quale divide la faccia endocranica in quattro fosse, due che stanno davanti e due che stanno dietro. Quelle che stanno davanti sono le fosse cerebellari, chiamate così perché contengono il cervelletto, quelle che stanno dietro sono le due fosse cerebrali, chiamate così perché contengono i due emisferi del nostro cervello.

Il cervelletto è quell'organo che controlla i nostri movimenti e il nostro gesto motorio. Osservando ancora più anteriormente, cioè davanti, rispetto a tutta la squama, troveremo un processo di un osso, cioè una struttura che fuoriesce da quell'osso stesso. Tale processo ha la forma di un cubo e si chiama clivo dell'occipitale. Questo clivo va ad articolarsi con un altro osso, l'osso sfenoide; quindi davanti all'osso occipitale troviamo l'osso sfenoide. Tra squama e clivo troviamo un grande foro, chiamato grande forame dell'occipitale, che si trova alla base del cranio.

Il grande forame sta dietro il clivo e davanti alla squama, ed esso mette in comunicazione la cavità cranica e la cavità spinale, che formano la cavità dorsale. La prima vertebra della colonna vertebrale si va ad articolare con l'osso occipitale, per poi inserire le altre vertebre e formare la cavità vertebrale dove si inserisce il midollo spinale che deve comunicare con il cervello, in quanto porta tutte le informazioni al cervello e dal cervello. La comunicazione permette il trasporto di diversi tipi di informazioni che viaggiano dal cervello al midollo spinale e viceversa. Quindi il midollo spinale passa attraverso questo grande forame.

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camyronny di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Favaloro Angelo.
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