Farmacia 2021/2022
ISTOLOGIA 05/10/2021
Il corpo umano è un’entità multicellulare divisa in tre livelli:
• Livello cellulare.
• Livello tessutale.
• Livello di organi, apparati/sistemi.
CELLULE => TESSUTI => ORGANI => APPARATI/SISTEMI.
L’istologia studia l’organizzazione e la morfologia dei tessuti, nonché le cellule che li compongono, dal punto
di vista descrittivo e funzionale. Strumento essenziale per l’istologia è il microscopio, di cui esistono due
tipologie più diffuse:
1. Microscopio OTTICO: consente un potere di risoluzione pari a 0,20 µm. Si basa sull’attraversamento
di un preparato istologico (per esempio una sottile fettina di un qualsiasi tessuto) da parte di un
fascio di luce bianca. Per avere una visione nitida e chiara, lo spessore del campione deve essere il
più sottile possibile. Le lenti presenti negli oculari e negli obiettivi del microscopio ottico permettono
di raggiungere ingrandimenti fino a circa 1000 X.
Per visualizzare le cellule, è necessario usare dei coloranti basici (si legano bene a molecole con carica
acida) e coloranti acidi (si legano bene a molecole con carica basica). Si ottiene in questo modo il
contrasto tra l’aspetto del nucleo e del citoplasma.
2. Microscopio ELETTRONICO: permette di studiare anche l’ultrastruttura cellulare (organelli), in
quanto ha un potere di risoluzione pari a circa 0,4 nm, in grado di visualizzare anche grandi molecole
e complessi molecolari. Il fascio di luce del microscopio ottico è sostituito da un fascio di elettroni,
che ha una lunghezza d’onda nettamente inferiore => maggior risoluzione.
TESSUTI
Il corpo umano è un’entità multicellulare le cui cellule si organizzano in tessuti, cioè raggruppamenti cellulari
che collaborano per svolgere una o più funzioni. Si distinguono in quattro grandi famiglie: epiteliali,
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connettivi, muscolari, nervoso. Nel complesso, questi tessuti sono formati da circa 60 x 10 cellule.
TESSUTI EPITELIALI: le cellule che compongono questi tessuti formano delle lamine continue, in quanto sono
a strettissimo contatto tra loro. I tessuti epiteliali si possono suddividere in:
1. Epiteli di rivestimento.
2. Epiteli ghiandolari esocrini o endocrini.
3. Epiteli sensoriali (es: olfatto, gusto, udito).
4. Epiteli riproduttivi (unico es: epitelio germinativo dei tubuli seminiferi del testicolo).
Nei tessuti epiteliali le cellule sono a strettissimo contratto tra loro, in quanto gli spazi intracellulari non
superano, in genere, i 20 nm.
Tutti i tessuti epiteliali sono appoggiati su una
membrana basale che li separa dal tessuto sottostante,
di solito un tessuto connettivo. Questa membrana è
costituita per la maggior parte da proteine e consiste in
due parti:
• Lamina basale, direttamente a contatto con le
cellule epiteliali.
• Lamina reticolare, continua con il tessuto connettivo sottostante.
La maggior parte dei tessuti epiteliali, esclusi gli epiteliali
ghiandolari endocrini, non sono vascolarizzati, ovvero non sono
presenti vasi sanguigni. Quindi le cellule si nutrono attraverso
scambi metabolici (glucosio = molecola nutritizia), che
avvengono tramite fenomeni di diffusione dai/verso i capillari
sanguigni del sottostante tessuto connettivo. Gli scarti (urea)
fanno il percorso opposto.
Quasi tutti i tessuti epiteliali si rinnovano costantemente, in quanto
la vita delle cellule che li compongono è, di solito, più o meno breve.
Questo è evidente soprattutto negli epiteli di rivestimento. Negli
epiteli esistono particolari cellule, le cellule staminali, che riescono a
mantenere costante il loro numero, ma sono anche in grado di
differenziarsi e diventare cellule mature, che sostituiscono man mano
quelle che muoiono. Infatti, quando una cellula staminale si divide,
origina una cellula staminale e una cellula che poi si differenzia.
EPITELI DI RIVESTIMENTO
FUNZIONI:
1. Rivestono la superficie esterna del nostro organismo e le cavità interne del corpo che comunicano in
maniera più o meno diretta con l’esterno (es stomaco, cavità orale).
2. Proteggono i tessuti sottostanti da danni di natura meccanica, fisica, chimica e dai microrganismi
(batteri, funghi, virus).
3. Riducono la perdita di acqua e quindi l’evaporazione dei tessuti, in quanto costituiscono una barriera
non molto permeabile.
4. Costituiscono un’interfaccia tra l’organismo e gli ambienti esterni/interni. Si trovano in una
condizione ideale per regolare scambi gassosi, scambi metabolici e la ricezione degli stimoli.
CLASSIFICAZIONE DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO:
Gli epiteli di rivestimento si classificano in base a due criteri:
A. Numero di strati di cellule:
- Epiteli semplici o monostratificati => un singolo strato.
- Epiteli composti o pluristratificati => due o più strati.
B. Forma delle cellule:
- Epiteli pavimentosi.
- Cubici o isoprismatici.
- Cilindrici o batiprismatici o colonnari.
Il numero degli strati e la forma delle cellule riflettono le funzioni svolte dagli epiteli di rivestimento e non
sono mai casuali.
Gli epiteli semplici offrono scarsa protezione dai tessuti sottostanti, ma la protezione aumenta comunque
all’aumentare dell’altezza delle cellule o per la presenza di muco o di ciglia vibratili sulla superficie. Quindi,
questi epiteli sono presenti soprattutto dove avvengono fenomeni di assorbimento o secrezione, per non
ostacolarli eccessivamente.
Gli epiteli composti offrono una buona protezione ai tessuti sottostanti e sono presenti dove occorre
soprattutto protezione dei tessuti. Non consentono però assorbimento o secrezione, se non in misura più
ridotta. A. Pavimentoso semplice: formato da un unico strato di cellule
piatte di forma irregolare. Permette una buona permeabilità (dato
che è sottile) e riveste le superfici di alveoli polmonari, tubuli renali,
ecc.
B. Isoprismatico semplice: formato da un singolo strato di
cellule cuboidale, con un nucleo rotondo al centro. Si ritrova nei
tubuli contorti prossimali e distali dei reni e nei dotti escretori di
molte ghiandole esocrine, tra cui le ghiandole salivari maggiori e il
pancreas.
C. Pseudostratificato.
D. Batiprismatico semplice: formato da un unico strato di cellule
cilindriche, con altezza variabile. I nuclei non si trovano spesso
all’apice cellulare, ma nella porzione mediobasale. Ha funzioni di
assorbimento e secrezione e riveste gli organi cavi (come utero e
stomaco). Può essere ciliato (tuba uterina) o non cigliato (intestino
tenue e crasso).
E. Pavimentoso composto: le cellule degli strati più profondi sono cellule quasi isoprismatiche, poi
risalendo verso la superficie si appiattiscono e negli strati superficiali sono pavimentose. Come
riferimento si prende la forma delle cellule degli strati più superficiali => epitelio pavimentoso
composto.
Gli epiteli possono presentare cellule caliciformi mucipare (attività secernente, sintetizzano e poi secernano
sulla superficie dell’epitelio un materiale appiccicoso, il muco, che ha un effetto protettivo) e i microvilli.
Nel corpo esisterebbero anche epiteli isoprismatici composti e batiprismatici composti, ma sono molto rari,
quindi non verranno considerati => per quanto riguarda i composti, esistono solo i pavimentosi composti.
Negli epiteli composti solo le cellule dello strato più profondo sono a contatto
con la membrana basale (BM), diversamente da un epitelio semplice, in cui sono
tutte a contatto con questa.
Epitelio pseudostratificato: tipico dell’apparato respiratorio. Tutte le cellule
dell’epitelio arrivano a toccare la membrana basale, anche se stanno in
superficie, con una parte del citoplasma. Quindi non è stratificato, anche se
sembra, ma pseudostratificato. Le cellule di questo epitelio possono presentare
ciglia vibratili nel polo apicale, che hanno un ruolo molto importante, e cellule
caliciformi mucipare.
POLARITA’ DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO: le cellule degli epiteli di rivestimento presentano una polarità:
l’estremità rivolta verso alla membrana basale (polo basale) e l’estremità superficiale (polo apicale). Questi
presentano una diversa membrana plasmatica, perché si trovano delle proteine differenti, dovute alle diverse
funzioni di questi poli. Il nucleo della cellula non è al centro, ma è spostato verso il polo basale. Al polo apicale
si possono trovare i microvilli, le ciglia vibratili e stereociglia che formano le specializzazioni della membrana
plasmatica:
• Microvilli: estroflessioni che somigliano a tante piccole dita che si trovano al polo apicale delle
cellule degli epiteli di rivestimento (non tutti, ma è un fenomeno comune). La lunghezza è di 0,5-
2 µm, quindi si fa fatica a vederli con il microscopio ottico. Il loro compito è aumentare la
superficie assorbente delle cellule epiteliali (tanti microvilli => cellule epiteliali coinvolte in
fenomeni di assorbimento abbondanti). Sono strutture fisse, non si muovono e si trovano in
epiteli isoprismatici/batiprismatici semplici. Sono migliaia.
• Ciglia vibratili: sono più lunghe rispetto ai microvilli (5-
10 µm) e sono meno (centinaia). Sono strutture che si
muovono in maniera autonoma e hanno un movimento
oscillante /pendolare. Si trovano spesso a livello degli
epiteli pseudostratificati e hanno una struttura 9+2 =>
9 coppie di microtubuli disposti in periferia e una
coppia centrale. Grazie a questi microtubuli le ciglia
compiono i propri movimenti.
• Stereociglia: più lunghe (70-100 µm), sono poche
(qualche decina per cellula), sono flessibili ma non si
muovono attivamente, ci deve essere qualcosa che le
faccia piegare. 06/10/2021
Il muco delle cellule caliciformi mucipare ha la funzione di
intrappolare microrganismi e particelle solide che vengono
inalate. Il movimento oscillante delle ciglia vibratili crea delle
correnti che spingono il muco e il suo
contenuto al di fuori dell’apparato respiratorio. Questo
consente una continua pulizia delle vie respiratorie.
EPITELI COMPOSTI: per la classificazione, viene considerata la forma delle cellule degli strati più superficiali e
non di quelli più profondi. Considereremo 3 tipi:
1. Epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato (o non corneificato): le cellule epiteliali non
producono grande quantità di cheratina (proteina). Molto diffuso nell’organismo: cavità orale,
lingua, esofago, faringe, vagina, ecc. Dato che è costituito da molto strati di cellule, offre una buona
protezione ai tessuti sottostanti, ma è poco adatto a scambi metabolici. Anche le cellule degli strati
più superficiali hanno il loro nucleo.
2. Epitelio pavimentoso composto cheratinizzato (corneificato): le cellule che lo compongono
producono grandi quantità di cheratina. Costituisce l’epidermide (strato più superficiale della pelle)
=> tutta la superficie esterna del corpo è rivestita da questo epitelio. Le cellule degli strati più
superficiali non hanno il nucleo, perché sono cellule morte. Questo tipo di epitelio è il più resistente
del corpo e fornisce il massimo grado di protezione ai tessuti sottostanti.
3. Epitelio di transizione o polimorfo o
urotelio: riveste le vie urinarie (per
esempio la vescica urinaria). Ha la
capacità di cambiare il suo aspetto
grazie al fatto che riveste organi che
cambiano di volume. Quando per
esempio la vescica è vuota, si possono
notare tre tipi di cellule: le più
superficiali sono le cellule ad ombrello, che possono avere anche due nuclei; poi negli strati interni ci
sono cellule a clava, definite così per la forma, e negli strati più profondi ci sono le cellule basali.
Quando invece la vescica è piena al massimo, queste cellule cambiano la loro forma e si
appiattiscono, soprattutto le cellule ad ombrello e a clava. Fra questi due stadi sono possibili una
serie di stadi intermedi, ovvero quando la vescica inizia a riempirsi. Viene definito polimorfo appunto
perché può variare la sua forma. È altamente impermeabile.
EPITELI GHIANDOLARI
Sono formati da cellule che si sono specializzate nella secrezione o esocitosi => le cellule sintetizzano e
riversano all’esterno del loro corpo cellulare prodotti (molecole) di varia natura biochimica (proteica,
glicoproteica, lipidica, ecc). I prodotti (detti anche secreti) vengono riversati o all’esterno del corpo (es
sudore, prodotto da ghiandole sudoripare della pelle) o all’interno di cavità del corpo che comunicano più o
meno direttamente con l’esterno (es saliva; bile => prodotta dal fegato, riversata nel duodeno => parte
dell’intestino tenue che comunica indirettamente con l’esterno). In questo caso si parla di ghiandole
esocrine. Invece, in altri casi, i secreti vengono riversati all’interno dei vasi sanguigni => non comunica con
l’esterno. Queste ghiandole vengono chiamate ghiandole endocrine (es ghiandola tiroide) e il secreto è
definito ormone. Gli ormoni vengono trasportati dal circolo sanguigno ed esercitano la loro funzione più o
meno a distanza delle cellule che li hanno secreti, agendo su organi o tessuti bersaglio.
Esocitosi => una delle caratteristiche più diffuse nelle cellule eucariotiche, quindi non è proprio solo delle
cellule degli epiteli ghiandolari.
COME SI FORMANO LE GHIANDOLE?
Le cellule che daranno origine alla futura ghiandola hanno un rapporto
con un epitelio di rivestimento. Le cellule iniziano a moltiplicarsi e si
insinuano tra le cellule dell’epitelio di rivestimento, spingendosi in
profondità. Nelle ghiandole esocrine si ha un processo di cavitazione,
ovvero si forma una cavità centrale; alla fine del processo di sviluppo si
distinguono due parti: la parte formata dalle cellule secernenti che fanno
l’esocitosi (adenomero), mentre la parte più superficiale prende il nome
di dotto escretore. La cavità centrale è il lume, dove le ghiandole
secernano il secreto, che raggiunge l’epitelio di rivestimento. Nelle
endocrine, non si ha il processo di cavitazione, ma le cellule secernenti
perdono il loro rapporto con l’epitelio di rivestimento. Inoltre, si
sviluppano una serie di vasi sanguigni dove le cellule secernano gli
ormoni.
CLASSIFICAZIONE DELLE GHIANDOLE ESOCRINE IN BASE A VARI CRITERI:
1. NUMERO DELLE CELLULE CHE COMPONGONO LA GHIANDOLA
- Ghiandole pluricellulari: composte da varie cellule. Si distingue la porzione secernente
(adenomero) e il dotto escretore.
- Ghiandole unicellulari: composta da una sola cellula (nell’organismo solo la cellula caliciforme
mucipara) => formate da una parte superiore che contiene tutti i granuli di muco e da una parte
inferiore in cui si ha il nucleo, il reticolo endoplasmatico rugoso e altri organelli. Al centro ci sono
delle vescicole prodotte dall’apparato di Golgi.
2. LOCALIZZAZIONE DELLA GHIANDOLA
- Ghiandole intraepiteliali -> nell’epitelio di rivestimento (di solito unicellulari, quindi ghiandole
caliciformi mucipare, che si trovano infatti nello spessore dell’epitelio di rivestimento).
- Ghiandole extraepiteliali -> al di fuori dell’epitelio di rivestimento (di solito pluricellulari), che
possono essere:
*Intramurali, se sono localizzate nello spessore della parete dell’organo in cui versano il secreto
(es stomaco).
*Extramurali, se sono localizzate a distanza
dall’organo a cui inviano il secreto. Sono collegate
a questo organo da un dotto escretore principale.
Sono per esempio il pancreas, fegato, ghiandole
salivari maggiori. La saliva, ad esempio, è prodotta
da ghiandole salivari maggiori e minori. Le
maggiori sono tre coppie (parotide, sottolinguale,
sottomandibolare), che inviano la saliva nella
cavità orale tramite dei dotti escretori principali,
in quanto sono localizzate ad una certa distanza
dalla bocca. Le ghiandole salivari minori, invece,
sono intramurali, quindi la saliva viene riversata
direttamente all’interno della cavità orale.
3. FORMA DELL’ADENOMERO
- Ghiandole tubulari => tubulo cavo.
- Ghiandole alveolari => chicco d’uva, parte centrale
cava è più dilatata.
- Ghiandole acinose => chicco d’uva, ma la parte centrale è un po’ ristretta.
- Ghiandole tubulo-alveolari.
- Ghiandole tubulo-acinose.
4. RAMIFICAZIONI DEI DOTTI ESCRETORI
- Semplici: formate da adenomero e dal
suo dotto escretore.
- Ramificate: unico dotto escretore che
dà origine a vari adenomeri.
- Composte: dotto escretore principale
che si ramifica dando origine a dotti
escretori secondari, che possono avere
più generazioni (man mano che si va
avanti, il carico dei dotti escretori si
riduce sempre di più). Molto spesso,
esistono delle ghiandole composte in
cui gli adenomeri possono essere
differenti (es: tubulo-alveolare composta o tubulo-acinosa composta).
5. NATURA BIOCHIMICA DEL SECRETO
- Ghiandole sierose: producono un secreto abbondante, fluido, acquoso, ricco di ioni e, in alcuni
casi come la saliva, di enzimi.
- Ghiandole mucose: producono un secreto più scarso, appiccicoso, ricco di glicoproteine (mucine,
ma non sono da confondere con le ghiandole caliciformi mucipare). Questo secreto ha funzione
protettiva nei confronti di microrganismi, in quanto contiene anche molecole come il lisozima
(enzima antibatterico) e immunoglobuline (anticorpi).
- Ghiandole miste siero-mucose: sono molto comuni e producono entrambi i tipi di secreto, a
seconda delle necessità.
EPITELI GHIANDOLARI ENDOCRINI: sono formati da cellule sparse o raggruppate, che possono essere ospitate
entro altri tessuti (es: epitelio di rivestimento dell’intestino tenue) od organi (es: testicolo). Oppure, le cellule
sono organizzate a formare vere e proprie ghiandole endocrine (es: tiroide). Le vere ghiandole endocrine si
classificano in b
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