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BOCCA

La bocca è la primissima parte dell’apparato digerente più in

comunicazione con l’esterno. È formata dalla cavità orale, situata nel

massiccio faciale, e si distinguono 2 porzioni:

 Porzione anteriore: Prende il

nome di VESTIBOLO DELLA

BOCCA, situato fra le arcate

gengivodentali e la rima buccale,

che si apre e si chiude in

corrispondenza della

commissione labiale, formata

dalle LABBRA:

 LABBRA: Sono costituite dal muscolo orbicolare della bocca,

uno dei muscoli mimici. Esternamente, sono ricoperte dalla

CUTE, formata da un epitelio pavimentoso pluristratificato

corneificato; internamente, la superficie è caratterizzata da

MUCOSA, un epitelio non corneificato in quanto viene già

protetta dallo strato umido della saliva. Il passaggio fra cute

e mucosa è visibile e prende il nome di ORLETTO ROSEO o

MARGINE LIBERO;

 GUANCE: Sono formate da un asse

muscolare composto dal muscolo

BUCCINATORE (uno dei mimici) e

MASSETERE, che decorre obliquo

appoggiandosi al ramo della mandibola,

più superficialmente del buccinatore. Fra i

2 muscoli è presente il CORPO ADIPOSO

DELLA GUANCIA, che nel bambino è molto

più sviluppato e tondeggiante, prendendo

il nome di BOLLA DI BICHAT.

 Porzione posteriore: Prende il nome di

CAVITA’ BUCCALE PROPRIAMENTE DETTA,

che permette la produzione del bolo

alimentare, regola la fonazione e l’entrata di

aria. Quindi, in avanti e lateralmente è

delimitata dalle mucose delle guance e dalle

arcate gengivodentali, formate dei processi alveolari della

mandibola e delle ossa mascellari. Queste arcate sono ricoperte da

una mucosa definita GENGIVA:

 GENGIVA: È una mucosa molto

aderente al periostio delle arcate.

Può essere FISSA, ed è quella che

riveste i processi alveolari, ovvero le

zone di inserzione dei DENTI, oppure

LIBERA, ed è quella che riveste il colletto dei denti (dopo)

introducendosi fra essi e formando le PAPILLE GENGIVALI

INTERDENTALI;

Come già detto, la gengiva riveste i processi alveolari che ospitano i

DENTI, strutture molto resistenti formate da un misto di tessuto

osseo, connettivo ed epiteliale:

 o o

DENTI: Cominciano a formarsi intorno al 5 -6 mese di vita e

o

si completano intorno al 3 anno. Questa viene definita

dentizione decidua e al suo completamento si formano 5

denti per ogni semiarcata (20 denti). Per ogni semiarcata,

abbiamo 2 INCISIVI, 1 CANINO e 2 MOLARI DI LATTE, che ad

un certo punto cadono per lasciare il posto a quelli

permanenti.

La dentizione permanente comincia intorno ai 6 anni e si

completa intorno ai 21 anni (tuttavia, è un discorso relativo e

variabile, soprattutto per il dente del giudizio (terzo molare)

che può anche non spuntare mai). Si formano 8 denti per ogni

semiarcata (32 totali): 2 INCISIVI, 1 CANINO (denti frontali)

e 2 PREMOLARI, 3 MOLARI (denti laterali).

Strutturalmente, il dente è diviso in:

 CORONA: La parte sporgente del

dente. Ha forma diversa a seconda

della funzione del dente: per gli

incisivi sarà A FORMA DI COLTELLO

perché devono tagliare, per i canini

avrà una FORMA CONICA perché

devono strappare, per i molari e

premolari avrà una FORMA

CUBOIDALE (con incisure e rilievi

chiamati cuspidi) perché devono

triturare.

La corona è ricoperta da uno strato detto SMALTO, una delle

sostanze più dure del nostro corpo (derivazione epiteliale). È

formato da una parte inorganica di CRISTALLI DI

IDROSSIAPATITE e CALCIO FOSFATO (96%) e da una parte

organica e di acqua (4%). Viene prodotto da cellule chiamate

ADAMANTOBLASTI e, secernendo, non restano intrappolati

nella matrice ma si stratificano, formando la cuticola

(rivestimento epiteliale) che sarà rimossa con la masticazione;

 RADICE: La parte infissa nell’alveolo. Può essere UNICA (incisivi,

canini e premolari inferiori), DUPLICE (premolari superiori e

molari inferiori) e TRIPLICE (molari superiori). È ricoperta da

uno strato chiamato CEMENTO, tessuto osseo privo di vasi e

nervi, che la ancora all’alveolo: infatti, il cemento dà attacco a

fibre collagene che formano il LEGAMENTO PERIODONTALE

(per l’appunto, di tessuto connettivo fibroso denso.

All’interno del dente, si trovano altri due strati importanti:

 DENTINA: È lo strato comune a corona e radice, formato da

tessuto connettivo mineralizzato (sali di calcio) e privo di vasi.

Formata da fibre di collagene disposte in fasci concentrici

intorno alla cavità pulpare. È prodotta da cellule dette

ODONTOBLASTI, che tappezzano la superficie interna della

cavità pulpare fornendo alla dentina un prolungamento detto

FIBRA DI THOMS che si dispone fra i fasci e prolungamenti

diretti alla polpa con funzione trofica;

 POLPA: Confinata nella cavità pulpare e composta da tessuto

connettivo mucoso, ricco di vasi sanguiferi ma non linfatici e di

terminazioni nervose (come quella del nervo trigemino).

In generale, TESSUTI DURI (come cemento e periostio alveolare) e

TESSUTI MOLLI (come legamento periodontale e gengiva)

compongono il PARODONTO, il tessuto che ha funzioni meccaniche,

in quanto garantisce la fissità del dente, e trofiche, in quanto nutre i

tessuti.

 Porzione superiore: È delimitata dalle arcate gengivodentali

superiori, ma è formata dal PALATO:

 PALATO: Per i suoi 2/3 anteriori è

costituito da scheletro osseo, in

particolare dalle ossa mascellari (in

sutura armonica) e dalle ossa palatine (in

sutura armonica fra loro e con le

mascellari, a formare la CROCE

PALATINA). Questa parte è chiamata

PALATO DURO.

Per il suo 1/3 posteriore, è costituito da scheletro fibro-

muscolare (formato da 5 muscoli) ricoperto di mucosa, che

si corruga in piccole PLICHE PALATINE in prossimità dei denti

frontali dell’arcata superiore e che presenta un grande

rilievo sul piano sagittale mediano.

Strutturalmente, in prossimità dell’istmo delle fauci,

presenta un arco anteriore detto PALATO-GLOSSO (o

GLOSSOPALATINO) e uno più posteriore detto PALATO-

FARINGEO (o FARINGOPALATINO), che terminano entrambi

con un prolungamento detto UGOLA. Fra questi archi è

presente un rilevante accumulo di tessuto linfoide che

prende il nome di TONSILLA PALATINA, mentre in tutto lo

spessore del palato sono presenti ghiandole salivari minori

a secrezione mucosa, dette GHIANDOLE PALATINE.

 Porzione inferiore: Anche in questo caso, delimitata dalle arcate

gengivodentali inferiori e presenta un organo muscolare mobile,

utile per PRENSIONE, MASTICAZIONE, DEGLUTIZIONE,

ARTICOLAZIONE DEL LINGUAGGIO ed è l’ ORGANO DEL GUSTO,

chiamato LINGUA:

 LINGUA: Posteriormente, zona

detta base o radice, è ancorata

alla mandibola e all’osso ioide,

alla base del collo. Alla base

presenta anche accumuli di

tessuto linfoide che prendono il

nome di TONSILLA LINGUALE,

delimitata da un SOLCO

TERMINALE (o V-LINGUALE).

Sul piano sagittale mediano, il

solco terminale dà inserzione a un solco che decorre per

tutto il corpo chiamato SETTO LINGUALE. Quest’ultimo,

insieme alla MEMBRANA IO-GLOSSA (a livello della radice

con orientamento frontale), forma il cosiddetto SCHELETRO

FIBROSO, che dà attacco ai muscoli della lingua.

Più anteriormente, nella zona detta corpo, si distinguono una

faccia dorsale con molte PAPILLE GUSTATIVE e una faccia

inferiore molto liscia e

ricoperta da mucosa, che

medialmente presenta un

legamento chiamato

FRENULO LINGUALE che

ancora la lingua alla porzione

mandibolare/pavimento

della bocca, composto dal muscolo miloioideo. Ai lati del

frenulo, sono molto visibili dei PLESSI VENOSI, importanti ad

esempio per l’assorbimento di farmaci per via sub-linguale

(molto veloce).

I muscoli della lingua sono ricoperti da mucosa (un epitelio

pavimentoso pluristratificato, che poggia su una lamina di

connettivo denso) che superiormente si presenta ruvida sia

per lo strato di cheratina, che per la presenza delle PAPILLE

GUSTATIVE. Esse possono essere:

 FILIFORMI: Sono distribuite su tutto il dorso e hanno un apice

frastagliato. Come detto prima, sono rivestite da un epitelio

pavimentoso pluristratificato cheratinizzato, che la rende

ruvida e in grado di rimescolare il bolo alimentare anche per la

presenza di MECCANOCETTORI con funzione tattile. Sono prive

di calici gustativi e la patina di cheratina va incontro a

desquamazione durante la febbre (la patina bianca);

 FUNGIFORMI: Sono più grandi di quelle filiformi e hanno un

apice tozzo. Qui, l’epitelio non è cheratinizzato e perciò

traspariscono i vasi sottostanti (queste papille sono più rosse).

Possiedono da 1 a 3 calici gustativi;

 VALLATE: O anche CIRCUMVALLATE. Hanno forma

rotondeggiante e sono presenti da 7 a 11 nella parte posteriore

della lingua. Sono costituite da una parte centrale simile alla

fungiforme circondata da un solco, detto SOLCO ANULARE,

circondato a sua volta da un altro rilievo. Sono ricche di calici

gustativi e collaborano con le GHIANDOLE GUSTATIVE DI VON

EBNER, a secrezione sierosa e annidate nelle profondità della

mucosa;

 FOLIATE: Sono 2 e si dispongono in una decina di pieghe

laminari e parallele sul tratto posteriore dei margini della

lingua, sono ricche di calici gustativi.

L’ultimo annesso linguale è costituito dalle GHIANDOLE

SALIVARI: esse possono essere MINORI (Geniene o Malari a

livello delle guance, Labiali, Palatine, Linguali) e MAGGIORI

(Parotidi, Sottomandibolari e Sottolinguali). Vediamo

queste ultime:

1. GHIANDOLE PAROTIDI: Sono ghiandole a secrezione sierosa

dall’aspetto lobulato. Sono appoggiate alle logge parotidee e

avvolte dalla fascia parotidea (di t. conn. fibroso), dietro al

RAMO DELLA MANDIBOLA e davanti allo

STERNOCLEDOMASTOIDEO. Sono in rapporto con la arteria

carotide esterna, la vena giugulare esterna e

con il nervo faciale (che innerva anche i

muscoli mimici). Il loro dotto escretore, il

DOTTO DI STENONE, sbocca a livello del 2

MOLARE SUPERIORE. Le cellule di queste

ghiandole si colorano facilmente per l’alta

componente sierosa (ricca di acqua) nella

quale sono disciolti sali minerali, proteine come la ptialina e

alcuni enzimi: questi componenti sono facilmente visibili

perché vengono accumulati nella parte apicale della cellula;

2. GHIANDOLE SOTTOLINGUALI: Sono ghiandole

a secrezione mista, prevalentemente mucosa

dal peso di 2-3 g. Sono tante, piccole e

raggruppate, fra le quali una è più grande delle

altre. Le cellule di queste ghiandole producono

molta mucina che si accumula nella cellula

come un gocciolone poco colorabile

circondato da cellule secernenti colorate, che si dispongono a

semiluna, formando le SEMILUNE DI GIANNUZZI;

3. GHIANDOLE SOTTOMANDIBOLARI: Sono

ghiandole a secrezione mista,

prevalentemente sierosa dal peso di 7-8 g.

Sono appoggiate alle logge sottomandibolari e

avvolte da una capsula, nella regione

sopraioidea. Il loro dotto escretore, il DOTTO DI

WHARTON sbocca ai lati del frenulo linguale nel

pavimento della bocca. L’aspetto delle loro

cellule è una via intermedia fra i due casi precedenti;

Sono tutte ghiandole tubuloacinose composte, la cui

secrezione principale si chiama SALIVA. Essendo composta al

99% di acqua e sali minerali con proteine quali mucina, ha

funzione di lubrificante. Inoltre, è ricca di ptialina, un’amilasi

che comincia già in bocca la digestione dei carboidrati, di

lisozima con funzione antibatterica e di IgA (anticorpi).

FARINGE ED ESOFAGO

1. FARINGE

È il primissimo tratto del tubo digerente, in comunicazione con la

cavità orale per mezzo dell’ISTMO DELLE FAUCI:

 ISTMO DELLE FAUCI: La volta di questa apertura

è costituita dal palato molle e in posizione

centrale presenta l’UGOLA (regola la fonazione,

nasalità del suono). Lateralmente, presenta 2

archi palatini: l’arco PALATOGLOSSO (o GLOSSO-

PALATINO) e l’arco PALATOFARINGEO (o

FARINGO-PALATINO). Tra gli archi vi è un accumulo di tessuto

linfoide che prende il nome di TONSILLA PALATINA. Alla base, è

delimitato dalla base della lingua.

La faringe si suddivide in RINOFARINGE (che

comunica con l’apertura delle cavità nasali),

OROFARINGE (che comunica con la bocca

tramite l’istmo delle fauci) e LARINGOFARINGE

(che comunica con la laringe).

Questa suddivisione è fatta in base a due piani,

uno passante per il palato molle e l’altro per

l’osso ioide: fra questi due piani è compresa l’orofaringe, sopra il

primo c’è la rinofaringe e sotto al secondo c’è la laringofaringe.

Prima di passare all’esofago, bisogna porre delle generalità sui tipi

di tessuto che formano l’apparato digerente. In esso, sono sempre

presenti:

 TONACA MUCOSA: Può essere composta da un epitelio

pavimentoso composto non corneificato (o non

cheratinizzato), qualora l’organo sia sottoposto a

sollecitazioni meccaniche e debba resistere ad esse (BOCCA,

OROFARINGE, ESOFAGO e CANALE ANALE). Oppure, può

essere composta da un epitelio cilindrico semplice, qualora

debbano avvenire assorbimento e

secrezione (INTESTINO e

STOMACO).

A livello del cardias, la transizione

fra questi due tipi di tessuti è

accentuata e visibile.

 TONACA SOTTOMUCOSA: Si trova

subito sotto alla mucosa e può

ospitare il PLESSO NERVOSO

SOTTOMUCOSO DI MEISSNER e,

nell’ESOFAGO e DUODENO, ospita

anche numerose ghiandole;

 TONACA MUSCOLARE: È formata da fibrocellule muscolari

lisce e composta da 2 strati: uno strato interno circolare, che

garantisce i MOVIMENTI PERISTOLICI (strozzamento del

lume e rimescolamento del contenuto), e uno esterno

longitudinale, che garantisce i MOVIMENTI PERISTALTICI

(progressione del contenuto). Può ospitare il PLESSO

NERVOSO MIOENTERICO DI AUERBACH;

 TONACA SIEROSA: Un esempio è il PERITONEO, che avvolge

la totalità (o quasi) degli organi contenuti nella cavità

addominale. Quando non è presente la tonaca sierosa, è

presente la

 TONACA AVVENTIZIA: di tessuto connettivo fibroso. Ad

esempio, il tratto superiore dell’ esofago non è avvolto da

peritoneo, quindi possiederà questa tonaca.

Detto ciò, introduciamo l’esofago.

2. ESOFAGO

È la parte del tubo digerente che collega l’orofaringe con lo

stomaco, infatti è lungo circa 25-26 cm. Possiede ghiandole che

secernono muco e favoriscono la lubrificazione e la progressione

del bolo alimentare durante la deglutizione.

Comincia a livello della 6VC, discende nel torace, attraversa il

diaframma, entra per un brevissimo tratto nell’addome e termina

a livello della 10VT: evidenzia quindi una parte cervicale,

mediastinica, diaframmatica e addominale.

Lungo il suo percorso, presenta 3 curvature:

 1 CURVATURA: Sul piano sagittale mediano, poiché segue la

curvatura della colonna vertebrale e si pone davanti all’aorta

discendente;

 2 e 3 CURVATURA: Sul piano frontale, una sopra all’arco

aortico con concavità rivolta a destra e poi, in basso, a

sinistra.

Ha forma quasi cilindrica, appiattita in senso anteroposteriore, e

possiede 4 restringimenti:

1. RESTRINGIMENTO CRICOIDEO: È il primo restringimento, nel

punto in cui l’esofago è in rapporto con la cartilagine cricoide

(sotto alla cartilagine tiroide);

2. RESTRINGIMENTO AORTICO: In corrispondenza del punto in

cui l’esofago è in rapporto con l’arco aortico;

3. RESTRINGIMENTO BRONCHIALE: In corrispondenza del

punto in cui l’esofago è in rapporto con il bronco sinistro;

4. RESTRINGIMENTO DIAFRAMMATICO: In corrispondenza del

punto l’esofago è in rapporto con il diaframma nel punto in

cui lo attraversa.

Fra i restringimenti, vengono a formarsi delle zone più dilatate

chiamate FUSI: avremo quindi FUSO CRICOAORTICO, FUSO

BRONCODIAFRAMMATICO e IMBUTO PRECARDIALE.

La zona cervicale (6VC – 2VT) è in rapporto con la TRACHEA,

TIROIDE, CAROTIDI COMUNI e COLONNA VERTEBRALE;

La zona mediastinica (2VT – 9VT ) è in rapporto con l’ultima

porzione della TRACHEA, con BRONCO SX e CUORE (in avanti),

COLONNA VERTEBRALE e AORTA DISCENDENTE (indietro);

La zona diaframmatica è in rapporto con il diaframma;

La zona addominale ( 9VT - 10VT) è in rapporto con il FEGATO e

con l’AORTA ADDOMINALE.

Abbiamo già descritto la configurazione interna istologica,

abbiamo detto che la TONACA MUCOSA è formata da un epitelio

pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato, perché

continuamente lubrificato dalle secrezioni delle ghiandole: in

particolare si parla di GHIANDOLE ESOFAGEE (nella lamina propria

di t. connettivo), che a livello del cardias prendono il nome di

GHIANDOLE CARDIALI ESOFAGEE ABERRANTI, perché

normalmente sono tipiche dello stomaco. Sono ghiandole

tubuloacinose a secrezione neutra.

Inoltre, alla t. mucosa si accompagna uno strato detto

MUSCULARIS MUCOSAE, che la separa dalla t. sottomucosa ed è

ricca di fibrocellule muscolari lisce. Ha il ruolo di impedire che

corpi appuntiti lacerino i tessuti, quindi si oppone alla rottura.

La TONACA SOTTOMUCOSA rispecchia le caratteristiche generali

(t. connettivo lasso) e ospita GHIANDOLE ESOFAGEE,

tubuloacinose composte a secrezione mucosa, oppure linfonodi.

La TONACA MUSCOLARE e quella AVVENTIZIA rispecchiano le

caratteristiche generali. Nell’ultimo tratto addominale è ricoperto

da SIEROSA (il peritoneo).

N.B.: LA MUSCOLATURA DELL’

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IGNO22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Lorenzoni Paola.
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