Corso di laurea in infermieristica
Esame di: Fondamenti morfologici e funzionali della vita
Prof. Citterio/Cremona
I tessuti
Un tessuto è un raggruppamento di cellule con caratteristiche simili. Abbiamo 4 tessuti fondamentali:
1. Il tessuto epiteliale
Esso è formato da cellule vicine tra loro e con poco spazio tra una e l’altra (spazio interstiziale o interstizio).
Epitelio di rivestimento
Cellule che rivestono l’esterno o l’interno di organi. Viene classificato in base a:
- Forma delle cellule (pavimentoso, cubico semplice e cilindrico semplice)
- Numero di strati: quello pavimentoso può essere semplice o monostratificato, oppure pluristratificato o composto. Quest’ultimo si divide ulteriormente in cheratinizzato (corneificato) o non cheratinizzato in base alla maggiore o minore quantità di cheratina nello strato superficiale.
Un ulteriore tipo di epitelio di rivestimento è lo pseudo stratificato o ciliato (formato da un unico strato di cellule che hanno però i nuclei disposti da parti diverse sembrando così poste su due piani. Le cellule sono coperte da ciglia per rimuovere le impurità). L’epitelio di transizione è un epitelio pluristratificato in cui gli strati più superficiali sono formati da cellule che al microscopio appaiono diverse in base al momento di osservazione (vie urinarie-vescica piena o vuota).
Epitelio ghiandolare
Cellule che formano ghiandole (strutture che servono per rilasciare sostanze al di fuori della cellula). Si divide in:
- Esocrino quando la ghiandola riversa il suo secreto verso l’esterno o verso cavità che comunicano con l’esterno. Riconosciamo 4 tipi di tessuto ghiandole esocrino:
- Tubolare semplice quando le cellule sono disposte a formare un tubo (ghiandole dello stomaco)
- Alveolare o acinare semplice quando le cellule formano un sacchetto (ghiandole sebacee)
- Tubulo-alveolare in cui la parte secernente è quella degli alveoli mentre i tubuli servono per convogliare il secreto verso l’esterno
- Glomerulare (ghiandole sudoripare)
- Endocrino quando la ghiandola produce il suo secreto direttamente nel sangue (ormone). Riconosciamo 3 tipi di tessuto ghiandolare endocrino:
- Struttura a nidi cellulari
- Struttura a cordoni cellulari
- Struttura follicolare
2. Il tessuto connettivo
Esso collega e tiene insieme tutti gli altri tessuti. Lo si riconosce perché è formato da poche cellule distanti tra loro e immerse in tanto interstizio o sostanza intercellulare o matrice extracellulare. Quest’ultima è composta da:
- Acqua
- Molecole complesse
- Proteine fibrose di 3 tipi: collagene (fibre laminate che danno resistenza al tessuto), reticolari (fibre che formano un'impalcatura che dà sostegno alle cellule), elastiche (fibre dotate di elasticità e quindi in grado di deformarsi e tornare allo stato normale).
Il tessuto connettivo si divide in denso o lasso per la maggiore o minore quantità di proteine fibrose, in particolare quelle collagene. Il primo è resistente mentre il secondo fluido.
Cellule presenti nel tessuto connettivo
- Fibroblasti: sono cellule affusolate e con nucleo centrale il cui compito è quello di produrre tutti gli elementi della matrice extracellulare, in particolar modo le proteine fibrose.
- Macrofagi: sole cellule che hanno il compito della fagocitosi, ovvero di rimuovere e eliminare sostanze di scarto dalla matrice
- Mastociti: cellule che hanno tante vescicole nel citoplasma. Queste contengono sostanze che intervengono nei processi infiammatori.
- Plasmacellule: hanno il compito di produrre gli anticorpi.
Tessuti connettivi specializzati
- Tessuto cartilagineo: serve per formare la cartilagine. La sostanza intercellulare è talmente densa che le cellule sono come costrette a raggrupparsi prendendo una forma tondeggiante. Le cellule di questo tessuto sono i condrociti (l’analogo dei fibroblasti).
- Tessuto osseo: matrice extracellulare calcificata- contiene sali di calcio e quindi è un tessuto duro e resistente. Serve per formare le ossa.
- Osteociti: sono in grado di evolvere in altre cellule con forma e funzione diversa se stimolate. Regolano la quantità di calcio nel sangue facendolo depositare o togliendolo dalle ossa se è troppo o troppo poco. Quando c’è bisogno di depositare calcio nelle ossa perché è in eccesso nel sangue, su stimolo ormonale gli osteociti si evolvono in osteoblasti (producono matrice ossea). Quando c’è bisogno di togliere calcio dalle ossa perché ce n’è poco nel sangue, gli osteociti si evolvono in osteoclasti (distruggono matrice ossea).
- Tessuto adiposo: le cellule sono chiamate adipociti. Questi hanno il citoplasma riempito quasi esclusivamente da lipidi. È un tessuto di riserva energetica.
- Sangue: la matrice extracellulare è talmente piena di acqua da essere liquida. È formato da una parte fluida (60%) che viene chiamata plasma (siero se non presenta i fattori della coagulazione) e da una parte corpuscolata/cellulare (40%). L’ematocrito è la percentuale della parte corpuscolata.
- Il plasma è formato da acqua, elettroliti ovvero particelle cariche elettricamente (Na+, Ca2+, K+), glucosio che è il carburante usato dai mitocondri per formare ATP con l’ossigeno, lipoproteine che servono per trasportare i lipidi nel sangue, proteine (ALBUMINA, FATTORI COAGULANTI, IMMUNOGLOBULINE/ANTICORPI, ENZIMI), urea e sostanze di scarto.
- La parte corpuscolata è formata da:
- Globuli rossi (Eritrociti): sono circa 4 milioni/mm3 di sangue. Sono senza nucleo perché il citoplasma è occupato quasi esclusivamente dall’emoglobina, una proteina costituita da 4 subunità polipeptidiche uguali a due a due a cui è attaccato un gruppo eme (non proteico), ciascuno con un atomo di ferro che si lega a una molecola di ossigeno. Il loro compito è quindi quello di trasportare ossigeno. Non è tanto importante il numero di eritrociti quanto la concentrazione di emoglobina (Hb): il suo valore normale è circa 15 g/dL. Non avendo il nucleo hanno una vita limitata di circa 4 mesi. Sono prodotti dal midollo osseo e distrutti dalla milza. Riconosciamo i globuli rossi giovani in quanto presentano frammenti di nucleo nel citoplasma (reticolociti).
- Globuli bianchi (Leucociti): sono circa 5.000/mm3 di sangue. In generale servono per i meccanismi di difesa. Si dividono in varie categorie. Due tipi innanzitutto: un tipo ha il nucleo frastagliato/irregolare, per questo sono detti polimorfonucleati. Inoltre, nel loro citoplasma ci sono granuli/vescicole e per questo sono detti granulociti. L’altro tipo ha il nucleo ben rotondo e definito e per questo sono detti mononucleati. I granulociti si dividono poi in base a come si colorano i granuli: eosinofili per coloranti acidi, basofili per coloranti basici, neutrofili se sono senza colore. I mononucleati si dividono in base alla grandezza del nucleo rispetto al citoplasma: i linfociti che hanno un nucleo grande rispetto al citoplasma (linfociti T regolano e comandano le risposte immunitarie, i linfociti B sono i precursori delle plasmacellule e quindi producono anticorpi), i monociti che hanno un nucleo piccolo rispetto al citoplasma. Questi 5 sottogruppi non sono presenti nelle stesse quantità: la distribuzione relativa dei globuli bianchi è detta formula leucocitaria. Quelli presenti in maggiore quantità sono i granulociti neutrofili che intervengono in prima linea nella difesa contro ogni tipo di non-self. Anche i globuli bianchi nascono nel midollo osseo.
- Piastrine: sono circa 200.000/mm3 di sangue. Sono dei frammenti di cellule che originano da precursori che si trovano nel midollo osseo e si chiamano megacariociti. Intervengono nella coagulazione del sangue formando il coagulo. In questo processo sono coinvolti due attori: i FATTORI DELLA COAGULAZIONE che si attivano quando c’è un danno a un vaso formando un reticolo in cui vengono intrappolate le piastrine. Queste si attivano liberando enzimi che richiamano altre piastrine per formare il coagulo. Hanno una vita di circa 7 giorni e vengono eliminate dalla milza.
- Tessuto linfatico: è un tessuto simile al sangue ma in cui però la parte corpuscolata è formata quasi esclusivamente da linfociti.
- Midollo osseo: parte corpuscolata formata dai progenitori degli elementi che si trovano nel sangue.
3. Il tessuto muscolare
È formato da cellule dotate di contrattilità, ovvero la capacità di accorciarsi con consumo di energia. Si divide in:
- Tessuto muscolare striato scheletrico: è formato da cellule lunghe e cilindriche, con più nuclei nella stessa cellula (sincizio). Le cellule entrano nella composizione dei muscoli scheletrici. Hanno il citoplasma pieno di proteine contrattili: actina, filamenti sottili, e miosina, filamenti spessi. L’accorciamento del muscolo è dovuto allo scorrimento dei filamenti sottili su quelli spessi. Perché avvenga questo, sono necessarie due condizioni: presenza di ATP e di ioni calcio. La striatura, ovvero l’alternanza di bande chiare e scure, è dovuta dalla perfetta distribuzione geometrica dei filamenti spessi e sottili.
- Tessuto muscolare striato cardiaco: è un tessuto striato in quanto nel citoplasma troviamo l’alternanza di bande chiare e scure. È il tessuto specifico del cuore. Le cellule che lo compongono non sono sincizi e hanno delle estremità frastagliate, delle diramazioni con le quali si intrecciano tra di loro. Le cellule del tessuto cardiaco non si contraggono tutte insieme e nello stesso verso come quelle del tessuto scheletrico, ma si contraggono a partire da un punto e poi la contrazione segue le diramazioni delle cellule.
- Tessuto muscolare liscio: le cellule hanno forma affusolata e hanno un solo nucleo. Non presentano le striature ma presentano nel citoplasma i filamenti di actina e miosina. Questo tessuto forma i muscoli involontari.
4. Il tessuto nervoso
È formato da cellule che hanno la capacità della eccitabilità e della conducibilità. L’eccitabilità è la capacità di ricevere un’informazione e quindi di generare un potenziale d’azione; la conducibilità è la capacità di trasmettere l’informazione alle altre cellule e quindi di propagare il potenziale. Il tessuto nervoso è formato da neuroni e cellule gliali (cellule di accompagnamento che fanno funzionare bene i neuroni, non sono cellule nervose):
I neuroni
Sono formati da tre parti:
- Una parte centrale che serve al neurone per svolgere tutte le funzioni vitali → corpo cellulare o soma;
- Delle diramazioni della membrana a breve distanza dal corpo cellulare che servono per ricevere le informazioni portate dall’assone e dai neuroni vicini → dendriti;
- Unica diramazione per ogni neurone che dal corpo centrale arriva a grandi distanze e che conduce l’informazione alle altre cellule nervose → assone.
Nella trasmissione dell’informazione, la cosa fondamentale è il punto di contatto tra le due cellule nervose → sinapsi. Esistono 3 possibilità di sinapsi:
- Tra assone e dendrite → sinapsi asso-dendritica
- Tra assone e corpo cellulare → sinapsi asso-somatica
- Tra assone e assone → sinapsi asso-assonica
Comunque, in ogni tipo di sinapsi possiamo riconoscere tre parti:
- La membrana dell’assone che dà l’informazione → membrana presinaptica;
- Lo spazio tra le due membrane → spazio intersinaptico;
- La membrana del neurone che riceve l’informazione → membrana postsinaptica.
Nella membrana presinaptica troviamo delle vescicole presinaptiche che contengono i neurotrasmettitori. Quando le vescicole ricevono un determinato stimolo, si spostano verso lo spazio intersinaptico e liberano i neurotrasmettitori con un meccanismo di esocitosi. A livello della membrana postsinaptica ci sono delle proteine di membrana che hanno la funzione di recettori (si legano a un determinato neurotrasmettitore liberato). Il legame neurotrasmettitore-recettore determina delle modifiche nella membrana postsinaptica e l’informazione viene trasmessa.
Le cellule gliali
- Astrociti (cellule stellate): fanno da sostegno e da protezione per i neuroni.
- Microciti (cellule piccole): hanno lo stesso compito dei macrofagi → pulizia.
- Oligodendrociti: formano la guaina mielinica, una struttura di protezione per gli assoni e una struttura che aumenta la velocità dell’impulso. Si trovano nel SNC.
- Cellule di Schwann: anche loro formano la guaina ma si trovano nel SNP. Mentre le cellule di Schwann avvolgono un pezzo di un assone, un oligodendrocita può avvolgere contemporaneamente pezzi di assoni diversi.
Terminologia anatomica
Posizione anatomica
Posizione assunta da una persona in piedi con gambe e braccia stese e i palmi delle mani rivolti in avanti.
Assi dello spazio
- Asse che attraversa la persona dall’alto in basso → asse verticale
- Asse che attraversa la persona da destra a sinistra → asse trasversale
- Asse che attraversa la persona da davanti a dietro → asse sagittale
Piani dello spazio
- Asse verticale + asse trasversale → piano frontale (aggettivi usati saranno anteriormente e posteriormente)
- Asse trasversale + asse sagittale → piano trasversale (aggettivi usati saranno superiormente/cranialmente e inferiormente/caudalmente)
- Asse sagittale + asse verticale → piano sagittale (uno di questi è in grado di dividere la persona in due parti simmetriche e uguali → piano sagittale mediano e con riferimento a questo useremo come aggettivi medialmente e lateralmente)
Con riferimento all’attaccatura degli arti useremo gli aggettivi prossimale e distale.
Apparato locomotore o osteomuscolare
Serve per la posizione e il movimento. È formato da tre parti:
- Ossa che unite fra loro formano lo scheletro
- Articolazioni che sono la modalità con cui si legano le ossa tra di loro
- Muscoli che servono per il movimento e il mantenimento di una posizione
Le ossa
Formano lo scheletro. Si dividono in:
- Ossa piatte: una delle tre dimensioni è piccola rispetto alle altre due (cranio)
- Ossa corte: le tre dimensioni sono più o meno equivalenti (vertebre)
- Ossa lunghe: una delle tre dimensioni è grande rispetto alle altre due (femore)
Le ossa lunghe hanno una parte centrale chiamata diafisi, due periferiche chiamate epifisi e la parte di collegamento tra le due che si chiama metafisi. Questa è importante nel periodo della crescita: le ossa si allungano perché nelle metafisi non c’è tessuto osseo ma cartilagineo. Un’altra classificazione che viene fatta è: ossa pari (ne abbiamo due tipo quelle delle mani) e ossa impari (di un osso ne esiste solo una specie).
Cranio
È lo scheletro del capo. Si divide in due porzioni tra loro collegate: la scatola cranica o neurocranio che contiene l’encefalo e lo splancnocranio che costituisce lo scheletro del volto.
Ossa del neurocranio
- Osso frontale: forma la regione della fronte. Chiude anteriormente la scatola cranica. È piatto e impari. Si compone di una porzione verticale anteriore e di una porzione orizzontale posteriore che forma la parte anteriore del pavimento della scatola cranica e il tetto della cavità orbitale.
- Osso parietale: osso piatto pari. Costituisce la porzione superiore della parete laterale della scatola cranica. Si collega anteriormente con l’osso frontale, posteriormente con l’osso occipitale, inferiormente e lateralmente con l’osso temporale, superiormente e medialmente con l’osso parietale dell’altro lato.
- Osso temporale: è pari e piatto. Forma la porzione inferiore della parete laterale della scatola cranica. È formato da una porzione verticale laterale chiamata squama e da una porzione orizzontale mediale chiamata piramide. Questa forma la porzione centrale del pavimento della scatola cranica e all’interno di questa sono contenute delle strutture degli organi dell’equilibrio e dell’udito. Dall’osso temporale partono tre sporgenze: il processo mastoideo, il processo zigomatico e il processo stiloideo.
- Osso occipitale: osso piatto e impari. Chiude posteriormente la scatola cranica. È formato da una porzione verticale posteriore e una porzione orizzontale anteriore. Questa forma la porzione posteriore del pavimento della scatola cranica. A livello della porzione orizzontale è presente un foro, il foro occipitale che serve per collegare l’interno della scatola cranica (encefalo) con l’interno del canale vertebrale (midollo spinale). Ai lati del foro occipitale sono presenti due sporgenze ovoidali, i condili dell’osso occipitale. Questi servono per articolarsi con la prima vertebra cervicale.
- Osso etmoide: osso piatto e impari. Completa la porzione anteriore del pavimento della scatola cranica inserendosi nello spazio lasciato libero dall’osso frontale. Entra anche nella composizione di strutture dello splancnocranio, in particolare il setto nasale. È formato da:
- Una lamina orizzontale che forma il pavimento della scatola cranica e il tetto della cavità nasale. Viene anche chiamata lamina cribrosa in quanto ha dei buchi per il passaggio dei filamenti del nervo olfattivo.
- Una lamina perpendicolare che forma la porzione superiore della parete mediale della cavità nasale (o setto nasale).
- Due masse laterali: la faccia mediale forma la porzione superiore della parete laterale della cavità nasale; la faccia laterale forma una porzione della parete mediale della cavità orbitale.
- Osso sfenoide: osso che completa il pavimento della scatola cranica perché si inserisce tra osso frontale e etmoide e osso occipitale. La porzione centrale ha una forma cubica, il corpo. La faccia superiore di questo presenta un’infossatura chiamata sella turcica, la sede dell’ipofisi.
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