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Anatomia e fisiologia - Tessuto muscolare Appunti scolastici Premium

Appunti di Anatomia e fisiologia per l’esame del professor Pozzi. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Tessuto muscolare, Muscolo, Cellule muscolari, Fisologia del muscolo, muscolo scheletrico che contiene T muscolare, T connettivo, vasi sanguigni e nervi.

Esame di Anatomia e fisiologia docente Prof. A. Pozzi

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Produzione di tensione: Dipende da - lunghezza della fibra a riposo

- frequenza della stimolazione.

Relazioni lunghezza-tensione

• Grado di tensione dipende dal numero di ponti trasversali formati in una miofibrilla.

Numero dei legami dipende dal grado di sovrapposizione tra filamenti sottili e spessi.

Molta efficienza ↔ Lunghezza ottimale

↑ Lunghezza ↓Tensione prodotta Stiramento estremo: Impedito dai filamenti di titina.

↓ Lunghezza del sarcomero a riposo ↓ Efficienza Sarcomero stimolato non può ridursi.

Numero dei legami ridotto, minore

tensione.

Frequenza di stimolazione

• La durata delle contrazioni può essere allungata da stimolazioni ripetute.

Scossa → Singola stimolazione che genera un'unica contrazione.

Singola sequenza stimolo-contrazione-rilassamento.

Durata variabile e dipendono dal tipo di muscolo, dalla posizione e dalle

condizioni ambientali.

Miogramma → Grafico dello sviluppo di una scossa.

Fasi: - Periodo di latenza (inizia la stimolazione, il potenziale d'azione passa

attraverso RS e rilascio di ioni Ca).

- Fase di contrazione (tensione raggiunge il massimo, ioni Ca si legano

alla troponina e esposizione dei siti attivi).

- Fase di rilasciamento (↓ livelli di Ca, siti attivi coperti, ↓ numero di

ponti trasversali attivi e tensione a livelli

normali).

Fenomeno della scala → Più stimolazioni in successione fanno aumentare la tensione per

gradi (le stimolazioni tornano alla fase di rilassamento prima di

una nuova stimolazione).

Sommazione temporale → Secondo stimolo arriva prima che lo stimolo precedente

raggiunga la fase di rilassamento (sommazione di scosse).

Frequenza di stimoli: Numero di stimoli per unità di tempo.

Tetano incompleto → Muscolo compie rapidi cicli di contrazione e rilassamento e produce

massima tensione.

Tetano completo → Altissima frequenza di stimolazione elimina la fase di rilassamento.

Potenziali d'azione arrivano all'RS, no riassorbimento di ioni Ca.

Tensione prodotta dai muscoli scheletrici

Quantità di tensione prodotta determinata da: - Tensione prodotta dalle fibre muscolari

- Numero totale di fibre stimolate

Le singole scosse sono inefficaci per produrre un lavoro utile.

Unità motorie e produzione di tensione

Grado di tensione = ∑ tensioni generate dalle singole fibre muscolari.

Unità motoria: Tutte le fibre muscolari controllate da un neurone.

Fibre muscolari di un'unità motoria mescolate a quelle di altre unità motorie.

Direzione della trazione esercitata sul tendine non si modifica quando il numero

delle unità motorie attive varia.

Reclutamento: Lento ma continuo aumento della tensione muscolare causato dall'aumento delle

unità motorie attivate.

Sommazione asincrona delle unità motorie → Durante una contrazione prolungata le unità

motorie vengono attivate a rotazione per permettere il recupero dell'energia necessaria.

Contrazioni isotoniche e isometriche

• Contrazioni isotoniche → Tensione aumenta, lunghezza del muscolo cambia.

Contrazione conocentrica: Tensione muscolare > resistenza → Muscolo si accorcia.

Velocità di accorciamento varia con la differenza tra grado di tensione e resistenza.

Contrazione eccentrica: Picco di tensione < resistenza → Muscolo si allunga.

Allungamento causato dalla contrazione di un altro muscolo o della gravità.

Contrazioni isometriche → Il muscolo non modifica la sua lunghezza la tensione non

supra la resistenza.

Anche se il muscolo intero non si accorcia, le singole fibre muscolari si accorciano.

Rilasciamento muscolare e ritorno alla lunghezza di riposo

• Contrazione di muscoli antagonisti → Contrazione restituisce al muscolo la sua

lunghezza originaria più velocemente delle forze

elastiche.

L'ATP è la fonte di energia per la contrazione muscolare

Riserve di ATP e CP (creatinfosfato)

ATP trasferisce energia alla creatina formando creatinfosfato.

ATP + Creatina ↔ ADP + creatinfosfato (reversibile)

Enzima catalizzatore: Creatinfosfochinasi (CPK)

↑ [CPK] nel sangue = Grave danno muscolare.

Utilizzo di energia a livello di attività muscolare

Muscolo scheletrico a riposo

Domanda di ATP bassa → Riserve di CP e glicogeno.

Fibre muscolari a riposo assorbono acidi grassi e glucosio.

Attività moderata del muscolo scheletrico

↑ Domanda di ATP → Soddisfatta dai mitocondri.

↑ Consumo di O2 → Metabolismo aerobico dell'acido piruvico per generare ATP.

Massimi livelli di attività del muscolo scheletrico

Domanda di ATP elevatissima → Massima produzione mitocondriale determinata dalla

quantità di O2.

Glicolisi produce acido piruvico più velocemente di quanto ne venga usato → Acido lattico.

Produzione di acido lattico → ↓ del pH intracellulare → La fibra muscolare non può contrarsi.

Fatica muscolare

Fatica muscolare: Muscolo scheletrico attivo non può continuare a lavorare al livello richiesto.

Associata a esaurimento delle risorse metaboliche

danni al sarcolemma e al RS

abbassamento del pH

diminuzione degli ioni Ca legati alla troponina

Causa graduale riduzione delle capacità e prestazioni dell'intero muscolo.

Normale funzionamento muscolare: Richiede vascolarizzazione

riserve energetiche intracellulari

livelli normali di O2

pH entro limiti normali

Periodo di riposo

Periodo di riposo: Condizione nelle fibre muscolari tornano alla normalità.

Rimozione e riciclo dell'Ac lattico

• Riciclo tramite ciclo di Cori.

Debito di O2

• ↑ ATP richiesto ↑ O2 richiesto

Debito di O2: Quantità di O2richesta per ricostituire le normali condizioni.

Comporta aumento di FC e FR.

Produzione e perdita di calore

• Attività muscolare genera grandi quantità di calore e solo l'85% è necessario per

mantenere la TC.

Ormoni e metabolismo muscolare

Attività metaboliche nelle fibre scheletriche controllate da ormoni del sistema endocrino.

Ormone della crescita e Testosterone Stimolano la sintesi di proteine contrattili e l'aumento

della massa muscolare.

Ormoni tiroidei Aumentano il tasso di consumo energetico.

Epinefrina (Adrenalina) Stimolano il metabolismo muscolare e aumentano

durata della stimolazione e forza della contrazione.

Il tipo di fibra muscolare e il condizionamento fisico determinano la capacità di rendimento

muscolare

Rendimento muscolare considerato in termini di forza (massima quantità di tensione prodotta) e di

resistenza (tempo nel quale una persona può compiere un'attività).

Tipi di fibre muscolari scheletriche

Fibre rapide (o fibre muscolari bianche)

• Raggiungono il picco di tensione in 0,01sec.

Contengono miofibrille densamente stipate, riserve di glicogeno e pochi mitocondri.

Generano potenti contrazioni, ma si affaticano rapidamente.

Fibre lente (o fibre muscolari rosse)

• Raggiungono il picco di tensione nel triplo del tempo rispetto a quelle rapide.

Mantengono una contrazione prolungata.

Circondate da una rete di capillari estesa, maggiore apporto di O2.

Contengono mioglobina (pigmentazione rossa) che si lega irreversibilmente al O2.

I mitocondri possono fornire più ATP rispetto a quelle rapide.

Fibre intermedie (fibre ossidative a contrazione rapida)

• Forma intermedia tra quelle rapide e quelle lente.

Contengono poca mioglobina, ma hanno un'ampia rete capillare che fornisce O2.

Rendimento muscolare e distribuzione delle fibre muscolari

Muscoli bianchi: Prevalenza di fibre rapide.

Muscoli rossi: Prevalenza di fibre lente.

La prevalenza delle fibre è determinata geneticamente.

Il T muscolare cardiaco differisce strutturalmente e funzionalmente dal T muscolare

scheletrico

Cellule muscolari cardiache: Cardiociti, Miociti cardiaci o Miocardiociti.

Presenti solo nel cuore.

Caratteristiche strutturali del T muscolare cardiaco

Cardiociti → Contengono miofibrille organizzate ad un aspetto striato.

Relativamente più piccole di fibre muscolari.

Mononucleate.

Tuboli T corti e larghi (no triadi) circondano i sarcomeri a livello delle linee Z.

RS senza cisterne terminali.

Dipendenti dal metabolismo aerobico per ottenere ATP.

Molti mitocondri.

Ogni cellula a contatto con dischi intercalari.

Dischi intercalari

• A livello del disco intercalare le membrane di due cellule adiacenti sono estesamente

interdigitate e unite.

Gap junction: Permettono il passaggio di ioni e piccole molecole.

Connessione elettrica diretta tra le cellule.

Miofibrille ancorate al disco intercalare.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BRESCIA, CHIARI, CREMONA, DESENZANO, ESINE, MANTOVA)
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cristina Scaratti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Pozzi Alessandro.

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