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Anatomia e fisiologia della cute

Per lo studio della dermatologia è fondamentale avere un’idea di com’è fatta la pelle: l’epidermide ha uno spessore di pochi millimetri, in alcune sedi anche meno di 1 mm. È testonata, quella parte che entra tra le papille dell’epidermide è l’epidermide papillare. Sotto vi è una fascia più scura detta derma reticolare. Sotto vi è l’ipoderma che può essere spesso meno di 1 mm sull’avambraccio ma che può arrivare a qualche centimetro sull’addome o sul sedere in persone grasse.

Le ghiandole sono profonde ed arrivano fino al derma, questo permette di discernere tra le varie patologie: la patologia epidermica sarà una patologia molto superficiale, la patologia ghiandolare interesserà invece un più ampio spessore di tessuto. Fondamentale in questa materia è ragionare avendo uno schema preciso (dato il numero elevatissimo di malattie), che permette di distinguere tra patologie dermiche, epidermiche e ipodermiche.

Struttura dell'epidermide

L’epidermide è fatta da più popolazioni cellulari:

  • Cheratinociti: si duplicano dal basale e poi risalgono verso l’esterno. Ciò comporta che a mano a mano che il cheratinocita matura si riempie di granuli, chiamati cheratosomi, contenenti cheratina.
  • Melanociti
  • Cellule di Merkel
  • Cellule di Langherans

In tutti gli strati si ritrovano anche le cellule immunitarie. L’epidermide non è una struttura fissa, ma in ogni momento è come se scivolasse dall’interno verso l'esterno: la parte germinativa, da cui potrebbe originare un tumore dei cheratinociti, è sulla membrana basale (è quella che si divide). Man mano che il cheratinocita matura, scivola verso l’esterno perdendo il nucleo e diventando una cellula dello strato corneo. Questo meccanismo permette di mantenere l’impermeabilità.

Patologie dell'epidermide

Esisteranno a riguardo due tipi di patologie:

  • Dovute al fatto che le giunzioni tra queste cellule non sono funzionali con conseguente sfaldamento.
  • Dovute ad una rigidità eccessiva tra i rapporti cellulari con conseguente aumento di spessore della pelle.

La pelle cambia fisiologicamente ogni quattro settimane. Vi è tuttavia una serie di patologie con accelerata cheratinizzazione che comportano una perdita/ricambio della pelle in 2-3 giorni (psoriasi, dermatite seborroica, etc.). Questo movimento dall’interno all’esterno è lo stesso che avviene anche nei capelli e nelle unghie, tuttavia in questi tessuti le cellule morte restano adese tra di loro formando una massa solida, mentre nell’epidermide normale avviene la desquamazione (forfora nei capelli).

Strati dell'epidermide

Per quanto riguarda gli strati possiamo riconoscere (dall’interno all’esterno):

  • Lo strato basale, formato da cellule cuboidi tutte uguali fra loro
  • Lo strato spinoso, formato da cellule cuboidali
  • Lo strato granuloso, dove si trovano i granuli di cheratoialina che andando sempre più verso l’esterno perdono vita metabolica
  • Lo strato corneo, dove si trovano cellule anucleate

In genere tra le cellule dello strato basale ci sono vari tipi di cellule germinative/staminali, che hanno già un loro imprinting per andare verso il cheratinocita; la pelle inoltre a livello o mucoso o follicolare pilifero contiene altre cellule staminali pluripotenti. Queste sono una fonte utile per terapie di tipo genico.

Popolazioni cellulari dell'epidermide

Nell’epidermide le cellule germinative con indirizzo verso il cheratinocita formano un cono di cellule (assomigliano a degli esagoni in anatomia), sono il 4-8% delle cellule totali e sono sempre localizzate a livello basale. Quando il cheratinocita matura, si trovano alcune cheratine che si sommano, soprattutto la 1 e la 10 oltre ad altre 2 proteine fondamentali: la loricrina e la filagrina. Sono fondamentali perché determinano il grado di adesione e di maturazione dei cheratinociti fra loro.

Le altre popolazioni dell’epidermide sono interdigitate, cioè hanno tanti prolungamenti dendritici e sono:

  • I melanociti, che si trovano a livello della giunzione dermo-epidermica, producono la melanina e la trasferiscono alle cellule basali, dove vi è rischio di cancerogenesi.
  • Le cellule di Langherans le quali sorvegliano tutto ciò che viene a contatto e si prolungano con i dendriti fino a livello sub-corneo (più esterno). Quando le cellule di Langherans “si sbagliano”, abbiamo delle reazioni: se si sbagliano in eccesso parte una reazione allergica, se sbagliano in difetto si ha lo sviluppo di un tumore.

Patologie correlate

In alcune malattie, grattandosi, la pelle si sfalda e resta in mano. Questo succede perché esistono alcune proteine atte a tenere ancorata la pelle al nostro organismo, in particolare per legare le cellule sia tra loro, sia alla giunzione dermo-epidermide. La cellula risale i vari strati, creando e rompendo continuamente legami (tramite i desmosomi) con le altre cellule in essi contenute.

Invece, per tenere ancorata la giunzione dermo-epidermide esiste una struttura specializzata, l’emidesmosoma, la quale contiene proteine che permettono l’adesione se alterate (per motivi genetici o autoimmuni) possono essere causa di diverse patologie. Tra le proteine le più importanti per lo sviluppo di patologie sono:

  • BPAG1 e BPAG2, antigeni del pemfigoide bolloso
  • Collagene di tipo 7, che riguarda la dermolisi bollosa acquisita
  • Caderine le quali legano i desmosomi tra di loro. In particolare la desmogleina 1 e 3, coinvolte nel pemfigo

Le altre proteine sono causa di patologie autoimmuni rare o di origine genetica. La membrana basale, che divide derma da cheratinociti, è fatta da:

  • Lamina densa
  • Lamina lucida
  • Fibrille ancoranti (concetto che tornerà più avanti in patologia)

La cheratina all’interno dell’epidermide costruisce il suo scheletro di cheratina; quando matura, aumenta il numero di cheratine che contiene e diviene quindi sempre più dura (inizialmente contiene cheratina 5 poi man mano che sale; cheratina 1 e 2). Altra molecola fondamentale da conoscere è la profilagrina: diventa prima filagrina, poi il costituente principale dei granuli cheratoialini, che costituisce il cemento nello strato corneo.

La parete delle cellule è una struttura di tipo polare e contiene 4 componenti:

  • Sfingomieline
  • Glicolipidi
  • Fosfatidil-colina
  • Colesterolo

Esistono anche tra le cellule delle strutture lipidiche che sono i lipidi extra epidermici, prodotti nel cheratinocita e poi estrusi tramite i lisosomi (corpi di Odland). Lo strato corneo è costituito da corneociti piatti e senza nucleo, la presenza del nucleo indica una patologia. Gli spazi tra i cheratinociti inoltre devono essere sigillati dai lipidi visti prima. I corneociti si...

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Scienze mediche MED/08 Anatomia patologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Peppino28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Dermatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Calzavara Pinton Piergiacomo.
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