Piani anatomici
Sagittale mediano (divide il corpo in due parti pari e simmetriche → speculari
ma non perfettamente identiche);
Laterale → piano parallelo a quello mediano;
Frontale → piano parallelo al nostro volto (anteriore o ventrale, posteriore o
dorsale)
Trasversale → piano parallelo al terreno (superiore o craniale o rostale o
cefalico, inferiore o caudale)
Direzione distale → allontanamento dal tronco (solitamente)
Direzione prossimale → avvicinamento al tronco (solitamente)
Movimenti (azione dei singoli muscoli)
Sul piano sagittale: flessione e estensione/flessione plantare
Sul piano frontale: inclinazione laterale o abduzione (allontanamento), adduzione (avvicinamento)
Sull'asse sagittale: rotazione interna ed esterna o prono-supinazione (movimento dell'avambraccio)
Circumduzione → se combino tutti movimenti (esempio nuoto)
Parti del corpo
- testa
- tronco (collo, torace, addome, pelvi, perineo → superficie inferiore del tronco)
- arti (superiori: spalla, braccio, avambraccio, mano; inferiori: anca, coscia, gamba, piede)
Organi
- cavi (esempio stomaco)
- pieni o parenchimatosi (esempio fegato)
Cavità
1) cranica + vertebrale
2) toracica
3) addominale
Istologia: descrive i tessuti (parte di collegamento tra biologia e anatomia)
Unità di misura
cellule: micron 10^-6 m
organelli: nanometri 10^-9 m
Principali tessuti
- epiteliale
- mesenchimale (connettivo)
- muscolare
- nervoso
Tessuto epiteliale
Le cellule sono molto vicine tra loro, la matrice
extracellulare è molto scarsa (inversamente
proporzionale), forte adesione intracellulare, cellule
prive di vascolarizzazione (eccezione ghiandole),
hanno una polarità (apice e base).
Funzione: rivestimento (esempio cute), assorbimento
(esempio intestino), secrezione (esempio ghiandole
che producono in enzimi o liquidi con pH
particolare), sensibilità (esempio lingua → organi del
gusto, naso → epitelio olfattivo), fibrille contrattili
(importanti in alcune ghiandole).
Forma: appiattita (epitelio squamoso), cubica, cilindrica (epitelio colonnare).
Lamina basale: unisce le cellule dell'epitelio al connettivo sottostante
Giunzioni intercellulari: tight junction, desmosomi, gap junction
A livello dell'apice della cellula → specializzazioni apicali (microvilli → estroflessioni di membrana)
aumentano la superficie della cellula, tipica degli epiteli assorbenti (esempio orletto e spazzola del rene e
dell'intestino)
Stenociglia → microvilli molto lunghi (esempio cellule ciliate dell'orecchio)
Ciglia e flagelli → microvilli mobili, tipici delle vie respiratorie, portano verso l'esterno la polvere e nelle
tube uterine fanno progredire la cellula uovo dalle ovaie fino all'utero, spermatozoi → flagello mobile.
Epiteli di rivestimento:
1) Semplici (unico strato di cellule)
squamoso (vasi sanguigni, mesotelio → polmoni)
– cuboideo
– colonnare
–
2) Stratificati: prendono il nome dallo strato più superficiale
come ad esempio l'epitelio cutaneo, il più superficiale è
appiattito → epitelio superficiale squamoso; cute →
cheratinizzato, perché le cellule perdono il nucleo e si
riempiono di cheratina, muoiono e si sfaldano.
L'epitelio di transizione è sottile quando è pieno, quando è vuoto invece è spesso; passa da una fase all'altra
secondo la fase funzionale (esempio vie urinarie, vescica); unico strato perché tutte le cellule aderiscono alla
membrana basale, però poi andando verso la superficie troviamo cellule cubiche che poi si allungano, cellule
clave, e infine cellula a ombrello.
Epiteli ghiandolari: specializzati a produrre secrezioni
- ghiandole esocrine
- ghiandole endocrine Endocrine → non riversano la loro secrezione
all'esterno perché la riversano nei vasi sanguigni
vicini, producono ormoni che entrano nel sangue
agendo anche a distanza.
Possono formare dei "cordoni" (ghiandole cordonali)
oppure strutture tondeggianti (follicoli) → cellule
sulla superficie e dentro troviamo il segreto che viene
immagazzinato prima di essere immesso nel sangue.
Esocrine → hanno dotti che riversano all'esterno il
loro secreto
1. Semplici (un solo dotto)
2. Composte (più dotti ramificati)
- Tubolari
- Acinose
molto spesso sono miste
Meccanismi diversi di secrezione esocrina:
- merocrina → granuli che si legano alla membrana e riversano il loro contenuto all'esterno per esocitosi
(esempio cellule del pancreas e delle ghiandole salivari)
- olocrina → "tutto", le cellule si rompono completamente e liberano verso l'esterno tutto il loro contenuto
(esempio ghiandole sebacee)
- apocrina → tutta la secrezione si raccoglie all'apice che poi durante la secrezione perde (esempio ghiandole
mammarie e ghiandole sudoripare apocrine)
Epitelio pseudostratificato: nuclei a diversa altezza ma tutte le cellule si appoggiano alla lamina basale
(esempio vie respiratorie).
Tessuto connettivo
Serve da supporto poichè unisce e lega le cellule dei tessuti, unisce un tessuto con un altro. Ha poche cellule
e tanta matrice extracellulare, oltre alle cellule ci sono delle fibre (collagene); la matrice contiene: proteine,
proteoglicani e glicosaminoglicani, cellule del sistema immunitario e fibroblasti che producono matrice.
Funzione:
- rivestimento: capsula che circonda l'organo
- impalcatura interna per sostenere la forma dell'organo, tendini e legamenti
- sostegno e protezione, connettivo specializzato (esempio osso e cartilagine)
Cellule del tessuto connettivo:
- fibroblasti
- macrofagi
- mastociti
- plasmacellule
- globuli bianchi
Fibroblasti → cellule tipiche del sistema connettivo, secernano matrice extracellulare; più sono voluminosi e
ramificati più sono attivi
Macrofagi → derivano dalle cellule del midollo osseo (monociti), migrano nei tessuti e fagocitano microbi e
detriti cellulari.
Funzione di difesa verso l'esterno (microbi) e di eliminazione (esempio globuli rossi invecchiati, cellule della
polvere nei polmoni)
Mastociti → cellule voluminose piene di granuli che contengono molecole legate all'infiammazione e
all'allergia → molto importanti
Plasmacellule → si differenziano in linfociti, sono importanti per il sistema immunitario
5 tipi diversi di connettivo:
1. Lasso → meno consistente
2. Denso → maggior quantità di fibre
3. Elastico → prevalenza di fibre elastiche
4. Reticolari → prevalenza di fibre reticolari
5. Mucoso → soprattutto negli embrioni
Lasso o aerolare → riempie gli spazi al di fuori delle cellule, soprattutto nel derma (sotto la cute) e ipoderma,
circonda i vasi linfatici e sanguigni.
Elastico → le fibre elastiche gli conferiscono un colorito giallo; lo troviamo nei legamenti verticali
(legamenti gialli), nelle grosse arterie (arterie elastiche) → molto importante perché correlato con pressione
minima.
Reticolare → a livello del midollo osseo e degli organi che producono sangue, forma a spugna.
Tessuto adiposo
Le cellule, gli adipociti, nell'uomo sono circa 15-20% mentre nella donna circa 20-25%. Si trova nella parte
sottocutanea, da forma al corpo.
Funzione:
isolamento termico
– riempitivo (tra gli organi ad esempio attorno al rene)
– protezione dagli urti (esempio nei palmi delle
– mani e dei piedi)
Esistono 2 tipi di tessuto adiposo:
1. giallo e bianco, uniloculare → unica palla di
grasso/goccia lipidica che schiaccia anche il
nucleo, molto vascolarizzata e ha un numero
costante di cellule (possono aumentare solo di
dimensione)
2. bruno: nell'uomo è presente solo nell'infanzia
o nell'embrione, multiloculare → più gocce,
producono calore e danno una riserva di
energia
Sangue:
parte cellulare: globuli rossi, eritrociti; globuli bianchi, linfociti e piastrine
parte plasma: siero senza globuli e piastrine
Velocità eritrosedimentazione → velocità con cui precipitano i globuli rossi
Ematocrito → percentuale di globuli rossi nel sangue
Come sono fatti i globuli rossi?
Sono cellule senza nucleo, con forma di disco biconcavo, all'interno c'è l'emoglobina → proteina che
trasporta ossigeno. Hanno vita di circa 120 giorni, poi vengono distrutti dalla milza e dal midollo osseo.
Conta leucocitaria: divisione globuli bianchi in diversi gruppi:
1. Granulociti → sostanza che hanno diverse affinità con i coloranti
- Neutrofili: coloranti acidi e basi
- Esinofili: coloranti acidi
- Basofili coloranti basici
2. Agranulociti: privi di granuli
- Linfociti
- Monociti → precursori dei macrofagi
Piastrine → frammenti cellulari senza nucleo, durano circa 10 giorni e sono importanti per la coagulazione
Piastrinopenia → poche piastrine
Troppe piastrine → infarti o ictus perché formano coaguli
Si originano dai megacariociti.
Cartilagine
Nell'adulto la cartilagine e l'osso costituiscono il supporto e la protezione agli organi.
Negli animali superiori la cartilagine è nelle parti ristrette mentre gran parte del sostegno è dovuto allo
scheletro, infatti molti animali hanno lo scheletro cartilagineo, come è anche il nostro nelle prime fasi dello
sviluppo embrionale.
Si trova nelle superfici articolari, quindi sulle giunzioni fra le ossa per ridurre l'attrito e l'usura fra le ossa. È
presente nella parte finale delle coste (cartilagini costali) per conferire una certa elasticità al torace; negli
anziani la cartilagine ossifica facendo più rigide le coste e questo crea difficoltà nella respirazione. Nel
padiglione auricolare abbiamo la cartilagine elastica, con fibre elastiche, che fa piegare l'orecchio. È presente
nel naso, nella laringe, nella trachea e nei bronchi, dove aprire i bronchi.
Proprietà: è più flessibile ma meno resistente dell'osso; resiste alla compressione e alle sollecitazioni
meccaniche.
Costituisce uno scheletro primordiale che poi è sostituito dalle ossa.
Essa è priva di vasi sanguigni. È formata dai condroblasti, cellule in fase di attivazione e i condrociti, cellule
mature; le cellule sono circondate da matrice cellulosa e sembra che le cellule siano poste in mucchio.
Pericondrio: capsula che circonda la cartilagine.
La diversa composizione della matrice forma diversi tipi di cartilagine:
- Ialina: aspetto traslucido bianco-bluastro
- Elastica: di colorito giallastro per il colore delle fibre elastiche
Cartilagine elastica nella laringe: epiglottide, si muove per richiudere la laringe quando deglutiamo,
presenta numerose fibre elastiche, perché deve piegarsi.
- Fibrosa: ricca di fibre di collagene, a metà fra cartilagine e connettivo (esempio dischi intracerebrali)
Cartilagine fibrosa nei dischi intra-vertebrali: menischi, fanno combaciare due ossa e nella sinfisi pubblica
tra le due ossa dell'anca.
In alcuni casi ci sono i gruppi esogeni generati dalla stessa cellula madre che sono dei gruppi di cellule
immersi nella matrice.
Accrescimento: partendo dall'interno o per apposizione, ovvero distacco di cellule dalla superficie del
pericondrio che avvolge la cartilagine
Tessuto osseo
La sua matrice extracellulare è ricca di minerali e ciò conferisce resistenza e durezza.
L'osso non è pieno (calcificato) perché non avrebbe elasticità ma soprattutto sarebbe troppo pesante.
Non si tratta di un tessuto statico ma è in continuo rimodellamento in base alle sollecitazioni, infatti se si sta
fermi rimane demineralizzato.
La struttura dell'osso segue le linee di forza dello scarico del peso sul terreno. Se cambia modo di
camminare, quindi la distribuzione del peso corporeo, cambiano anche le linee di forza e di conseguenza
anche l'osso.
Dopo la frattura si forma un callo di che scompare quando viene riparato.
Funzioni: costituisce l'impalcatura del corpo, protegge i visceri e da inserzione a muscoli e tendini che fanno
forza sulle ossa.
Nell'osso c'è il midollo osseo e dove viene prodotto il sangue. Se in caso di malattia del sangue il midollo è
molto attivo (iper-produzione del sangue), l'osso viene rimaneggiato e si assottiglia.
È sede di deposito e immagazzinamento del calcio, che è importante per la durezza dell'osso. La calcemia
deve essere costante per la contrazione muscolare e per il sistema nervoso.
Componenti:
Ci sono gli osteoblasti e gli osteociti che producono l'osso e gli osteoclasti che riassorbono l'osso, che
agiscono sotto controllo ormonale.
Poi troviamo anche le fibre extracellulari di collagene.
Nella matrice la quantità di acqua è molto bassa.
Periostio: membrana che avvolge l'osso e dove ci sono le cellule immature
osteoidi che si attivano sulla superficie dell'osso → osteoblasti o rimangono
incarcerati sulla matrice che loro producono diventando osteociti.
Osteoclasto:è una cellula grande che demolisce l'osso e lo riassorbe. Non è
una cellula del connettivo ma un monocita che migra nell'osso per
riassorbirlo. Vicino agli osteoclasti gli enzimi prodotti da questi formano
delle cavità dette lacune di Hawship. Sono influenzati dall'ormone
paratormone prodotto dalla paratiroide, gli osteociti invece sono in funzione
della calcitonina, che conferisce la deposizione di calcio nelle ossa ed è
prodotta dalla tiroide.
L'osso può essere compatto o spugnoso.
- Compatto: gli osteoni sono compattati
conferendo uno spessore notevole.
- Spugnoso: gli osteoni formano delle
trabecole che lasciano fra loro degli spazi
dove va a collocarsi il midollo osseo
ematopoietico che produce il sangue e ha un
colorito rosso (con gli anni non c'è più tanto
bisogno di questa produzione, quindi parte
di esso diventa giallo per imbandimento di
grasso ma con un ancoraggio può tornare
rosso riattivandosi.); permette all'osso di
essere più leggero.
Tipi di osso:
Lungo (esempio femore): ci sono due estremità (epifisi) e una parte centrale (diafisi); le epifisi sono una
prossimale e una diastole.
L'osso è rivestito da tessuto compatto (cellule compattate); nelle epifisi c'è osso spugnoso, la cavità
midollare, invece, è nella diafisi.
Le cellule formano un osteone, unità fondamentale dell'osso, simile ad un tronco tagliato di traverso con un
buco centrale e anelli concentrici che lo circondano; il buco è chiamato canale di Havers e in esso passa un
vaso sanguigno che nutre l'osteone, mentre gli anelli sono due deposizioni successive di idrossiapatite. Tra
gli anelli ci sono dei "puntini" che sono gli osteociti rimasti incatenati nell'osteone.
Ci sono dei vasi che attraversano gli osteoni attraverso i canali di Volkmann e si uniscono ai canali di
Hawers, questi osteoni sono informati.
Se facciamo la sezione di un osso, gli osteoni giovani hanno forma concentrica, quelli più vecchi, invece,
sono a pezzetti perché sono stati rimaneggiati dagli osteoclasti.
L'osso si sega con un seghetto e poi si assottiglia la fettina quanto basta, da questo si vede solo la parte
inorganica, mentre dove accrescono le cellule e dove ci sono i vasi sono rimasti dei buchi. Quelli più piccoli
erano occupati da osteociti da cui partono dei filamenti.
Se devo vedere le cellule si prende l'osso e lo si mette in soluzione decalcificante che toglie la componente
inorganica, poi si colora la parte cellulare così si vedono dei pallini che sono i nuclei degli osteociti.
Organizzazione delle lamelle ossee:
Le trabecole non sono messe a caso, ma distribuite secondo il peso del corpo. Si dispongono dove sono più
necessarie.
Queste sono in continuo divenire e dipendono dalla nostra condizione lungo la vita.
Ossificazione:
L'osso deriva da un modello cartilagineo successivamente sostituito. La cartilagine viene invasa nella parte
lunga (diafisi) da cellule ossee trasportate dal sangue, mentre la cartilagine rimane nelle epifisi. Quando la
diafisi è completa, compaiono i nuclei delle ossa nelle epifisi → ossificazione encondrale (dentro alla
cartilagine). L'ossificazione è terminata ma se non si è ancora adulti, fra le epifisi e la diafisi c'è la cartilagine
metafisiana che continua ad accrescersi e a dessere sostituita da osso, questa permette la crescita tramite
l'allungamento dell'osso e inoltre permette di capire l'età di una persona.
Tessuto muscolare
È un tessuto contrattile che può accrescersi. Inoltre è anche un tessuto eccitabile, così come quello nervoso.
Muscolo-scheletrico volontario
Si riconosce grazie alle strutture trasversali scheletriche striate e perchè decidiamo noi di controllarlo.
Comprende anche i muscoli della respirazione (anche se la respirazione va da sé).
Muscolo cardiaco
Non è volontario ma è striato.
Muscolo liscio involontario
Non ha le striature e presenta cellule molto piccole e
allungate che si contraggono in modo involontario. Si
trova nei visceri o nelle parti dei vasi sanguigni;
nell'intestino mescola il cibo con i succhi, nei vasi
può aumentare la pressione del sangue.
Muscolare scheletrico
Esegue i movimenti volontari, mantiene la posizione,
contiene regge gli organi interni. Può servire ad
aumentare la pressione (esempio addominale: per
vomitare, defecare, nel parto). Controlla gli orifizi
(buchi) che in condizioni fisiologiche devono essere
chiusi.
Mantengono la temperatura corporea.
Ci sono le fibre lente e delle fibre veloci che sviluppano una grande forza in poco tempo; quando si
contraggono sviluppano energia e quindi calore, per questo abbiamo brividi quando fa freddo.
La membrana plasmatica sarcolemma, sarcoplasma
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