Anatomia – Apparato locomotore
Descrizione generale
L'apparato locomotore è composto dallo scheletro, costituito da ossa, muscoli e articolazioni. Questo apparato serve a sorreggere il corpo, proteggere e delimitare cavità e organi interni e consentire la locomozione. La locomozione è dovuta allo spostamento dell’osso in base alla contrazione dei muscoli ancorati a due o più ossa.
La direzione del movimento dipende da: siti di inserzione muscolare, direzione delle fibre muscolari e forma dell’articolazione. La valutazione dell’azione di un muscolo si esegue valutando come l’osso è inserito rispetto al fulcro (cioè l’articolazione) considerandone il funzionamento delle leve (aste rigide, ovvero ossa).
Leve nel movimento
Le leve ruotano attorno al fulcro; la parte tra la regione di applicazione della forza e la leva è il braccio della forza, quella tra punto di applicazione del carico e fulcro è il braccio del carico. In base a questi elementi si definiscono 3 leve:
- Primo tipo - Fulcro tra braccio del carico e della forza, serve a bilanciare il peso e a cambiare direzione alla trazione. Es: Il peso sull’arto inferiore dx; fulcro anca dx, BdC arto sx, BdF medio e piccolo gluteo dx.
- Secondo tipo – Fulcro ad un’estremità e forza applicata all’estremità opposta. Buona resa meccanica. Es: Porsi sulla punta dei piedi; fulcro testa metatarsi, BdC distanza tibia e ossa metatarsali, BdF contrazione muscoli del polpaccio tra calcagno e ossa metatarsali.
- Terzo tipo – Fulcro ad un’estremità, carico dall’altro e forza applicata nel centro. Poca resistenza. Es: Contrazione del bicipite brachiale (BdF) che permette la rotazione dell’articolazione del gomito (fulcro) per muovere mano e avambraccio (BdC).
Ossa
Le ossa costituiscono la parte passiva della locomozione e spesso costituiscono cavità a protezione degli organi interni, si uniscono tra loro a formare le articolazioni. Le ossa nell’adulto sono 203, il numero varia anche in funzione di piccole formazioni ossee (sesamoidi) che si formano in prossimità di tendini e legamenti. Il numero di ossa può essere maggiore nei giovani per frammenti ossei che solo nei vecchi costituiscono un unico elemento osseo.
Classificazione delle ossa
- Ossa lunghe: La lunghezza è la dimensione maggiore, il corpo è noto come diafisi (cilindro irregolare) e presenta all’interno la cavità midollare, le regioni laterali sono le epifisi e sono composte da parti lisce componenti dell’articolazione e parti rugose per l’inserzione di tendini e muscoli. Le epifisi sono distinte in prossimale e distale. La regione tra epifisi e diafisi è detta metafisi.
- Ossa piatte: La superficie risulta maggiormente estesa.
- Ossa corte: Le 3 dimensioni si equivalgono.
Elementi descrittivi delle ossa
Eminenze: parti sporgenti dell’osso divise in articolari e non articolari. All’interno delle non articolari troviamo bozze, tubercoli, protuberanze...
Cavità: Anche esse divise in cavità articolari e non articolari. Le cavità articolari sono contrapposte alle rispettive eminenze articolari dell’osso adiacente. Le cavità non articolari hanno vari nomi e spesso danno inserzioni a muscoli e tendini.
Fori e canali: I canali di trasmissione fanno passare da una parte all’altra dell’ossa vasi e nervi. I canali nutritizi immettono all’interno dell’osso vasi che portano nutrimento all’osso.
Struttura dell’osso
Periostio
Il periostio è una membrana di connettivo fibroso che avvolge l’osso, importante nel corso dell’ossificazione e porta all’interno di esso i nutrimenti: ha colore bianco-giallastro. Lo spessore è in funzione dell’osso che avvolge, maggiore per le ossa lunghe e all’interno di queste più spesso per le epifisi. Non si localizza in prossimità dell’ancoraggio di tendini e legamenti che si legano direttamente all’osso e manca nelle superfici articolari cartilaginee: in prossimità dell’articolazione continua con la capsula fibrosa che avvolge e riveste l’articolazione e, in tal modo, prosegue con il periostio dell’osso adiacente. Il periostio presenta una regione esterna in connessione con muscoli e tendini (separato da questi da una membrana di connettivo) e una regione interna direttamente appoggiata all’osso e ancorata a questo mediante le fibre connettivali di Sharpey di origine tendinea. Il periostio risulta particolarmente vascolarizzato.
Tessuto osseo
Differenza tra tessuto osseo compatto e spugnoso, con forma reticolare lamellare. Entrambi sono composti da lamelle che organizzano il tessuto in diversi strati uniti tra loro. Le epifisi delle ossa lunghe sono composte da tessuto osseo spugnoso con un solo rivestimento esterno di tessuto osseo compatto; la diafisi è composta esternamente da tessuto osseo compatto e internamente presenta il canale midollare.
Il canale midollare ospita il midollo osseo che si distingue in midollo rosso (prevalente nel neonato e nell’adulto presente solo in alcune regioni di tessuto osseo spugnoso che dà origine agli elementi figurati del sangue) e midollo giallo (midollo rosso ripieno di adipociti).
Le ossa larghe hanno due strati di tessuto compatto esternamente e un piccolo rivestimento di tessuto spugnoso internamente, le componenti di tessuto compatto si uniscono alle estremità. Nel caso delle ossa piatte craniche le due regioni compatte sono dette tavolati mentre la zona spugnosa è la diploe. Le ossa brevi sono composte come le epifisi delle ossa lunghe.
Componenti del tessuto osseo
Il tessuto osseo è composto da una parte cellulare e una componente di sostanza fondamentale amorfa: questa è composta da una parte organica (osseina, glicoproteine, proteoglicani) e una parte inorganica (fosfato di calcio, carbonato di calcio). Gli elementi cellulari sono gli osteoblasti, basofili ed importanti per la calcificazione, osteociti, ovvero osteoblasti incastrati nella matrice calcificata presentano prolungamenti per comunicare con elementi nutritizi e sono separati dalla matrice da una guaina glicoproteica, ed osteoclasti, elementi polinucleati derivanti dalla famiglia dei macrofagi con citoplasma acidofilo e secerne idrolasi acide che degradano la matrice ossea in prossimità di apposite lacune scavate dagli stessi osteoclasti.
Il tessuto osseo lamellare è organizzato in lamelle ed è il tessuto maggiormente presente nell’organismo umano: le lamelle sono composte da sostanza fondamentale amorfa e l’organizzazione dipende in particolar modo dalla disposizione delle fibre collagene. L’organizzazione si concentra intorno ai canali vascolari di Havers dove le lamelle assumono un’organizzazione concentrica mentre negli spazi tra lamelle la SFA ha un’organizzazione amorfa. La disposizione concentrica è rimaneggiata nell’adulto. Più lamelle unite formano il tessuto spugnoso mentre tante lamelle formano il tessuto compatto.
All’interno del tessuto osseo ci sono anche altri canali più piccoli rispetto ai canali di Havers e portano vasi e sostanze di nutrimento.
Tessuto cartilagineo
Forma una struttura alla base della formazione dell’osso e nell’adulto permane a livello delle articolazioni, in parte delle coste e in dischi e menischi intervertebrali. Gli elementi cellulari principali sono i condrociti che sono immersi nella matrice cartilaginea particolarmente idratata. La matrice extracellulare è composta principalmente da fibre collagene, proteoglicani, glicoproteine e altre molecole organiche prodotte dai condrociti; la matrice è composta dalle fibre collagene e negli spazi interposti a queste si collocano le altre molecole.
- Cartilagine ialina: Colorito biancastro e molto diffusa. Nell’adulto è presente in poche regioni (setto nasale e coste) e dà sostegno alle vie aeree. È presente nelle superfici articolari dove ha caratteristiche peculiari.
- Cartilagine articolare – Non presenta pericondrio e ha superficie molto levigata, i condrociti hanno una forma particolare dovuta allo schiacciamento. Vi è una fitta rete collagenica che aumenta con l’età e intrappola i proteoglicani che legandosi all’acqua e rendendo idratata l’articolazione permettono a questa di avere una costituzione reversibile. Con l’invecchiamento acqua e proteoglicani diminuiscono.
- Cartilagine metafisiaria – Disco epifisiario che permette l’accrescimento dell’osso in lunghezza, i condrociti hanno varie forme e diverse costituzioni metaboliche (in prossimità della regione calcificata aumenta i GAG) anche in relazione alla calcificazione stessa. In questa regione, in prossimità della parte calcificata esistono matrix vescicle che hanno affinità con i lisosomi e sono molto importanti per la deposizione dei sali minerali.
- Cartilagine elastica: presente nelle trombe di Eustachio, nel padiglione auricolare e in parte delle cartilagini laringee. Ha colorito giallastro.
- Cartilagine fibrosa: Aspetto biancastro e funzione di connessione tra la cartilagine ialina e il tessuto connettivo adiacente. Presente nei dischi intervertebrali e in altre regioni dell’organismo. Presenta i fasci di fibre collagene disposti in diversi modi a seconda della regione contigua.
Vascolarizzazione e innervazione
Arterie
Ossa lunghe: L’arteria nutritizia è quella di diametro maggiore che entra nell’osso mediante il foro nutritizio e, una volta penetrata in esso, entra nel midollo e si divide in due branche che decorrono l’osso in senso longitudinale. Le arterie periostee della diafisi nascono nel periostio e tramite canali di Havers entrano nell’osso, quelle che vascolarizzano l’epifisi si immettono in queste per canali di Havers e in questa categoria rientrano anche arterie che entrano nell’epifisi e qui arrestano il loro decorso inserendosi nelle trabecole o nel midollo presente in questa regione.
Ossa larghe: Hanno arterie periostee che si fermano a livello del tessuto osseo compatto e arterie più profonde che arrivano sino al tessuto spugnoso e si arrestano nel midollo o nelle trabecole.
Ossa corte: Arterie molto variabili in numero che si esauriscono a livello del tessuto spugnoso interno e in parte allo strato compatto.
Vene
A partire dalle arterie le vene solitamente si spostano verso le epifisi dove diventano vene del periostio e poi si buttano in una vena contigua fuori dal tessuto osseo.
Innervazione
Il periostio è innervato e alcuni nervi decorrono all’interno dell’osso insieme ai vasi.
Articolazioni
Le articolazioni sono gli elementi di connessione tra osso e osso responsabili della forma dello scheletro e dei movimenti: sono costituite dalla congiunzione tra le due ossa e da legamenti che (anche distanti dalla regione articolare) uniscono tra loro le diverse ossa e possono avere forma di membrane. Esistono due classi diverse di articolazioni: sinartrosi, immobili, e diartrosi, mobili.
Sinartrosi
Sono immobili e le ossa sono separate da una componente connettivale e da cartilagine. Ne esistono diverse tipologie.
- Suture: Le ossa sono separate da connettivo denso che continua nel periostio. A seconda della forma si identificano diverse suture:
- Dentata - Si trovano tra le ossa piatte del cranio e le superfici articolari sono dentellate e incastrate tra loro.
- Squamosa – La superficie articolare è posta di sbieco e non sempre regolare. Si trova nell’articolazione del parietale con la squama temporale. L’incisione avviene per un osso a livello del tavolato esterno e per l’altro a livello del tavolato interno.
- Piana/armonica – Le due superfici sono lisce e coincidono tra loro.
- Sinfisi: Le superfici articolari sono rivestite da cartilagine e tra queste si pone un disco di connettivo denso in relazione diretta con il periostio che può avere anche una piccola fessura al centro. Scarsamente mobile.
- Sincondrosi: Articolazioni immobili simili alle suture che sono frapposte da tessuto cartilagineo che con il tempo diventa tessuto osseo trasformando l’articolazione in sinostosi.
Diartrosi
Molto mobili e composte da elementi ricorrenti: capsula, superficie e cavità articolare. Le superfici articolari possono avere varie forme e quella di un osso è complementare a quella dell’altro, sono solitamente rivestite da cartilagine articolare (senza periostio) che ha colore opaco. A volte possono essere separate da una piccola componente fibrosa (labbri, cercini o menischi) o da un intero disco fibroso che separa le due superfici.
La capsula articolare è composta da un manicotto fibroso che riveste l’articolazione e crea la cavità articolare che è riempita da sinovio, un liquido che lubrifica lo scorrimento delle articolazioni. La capsula è composta da due diverse regioni: una esterna detta membrana fibrosa, e una interna detta membrana sinoviale, che risulta vascolarizzata ha fibre amieliniche e diverse frange.
La cavità articolare è solitamente unica ma può essere doppia nel caso il disco fibroso separa le due superfici articolari e in questo caso si parla di articolazione doppia; a volte la cavità si estende seguendo la forma della membrana sinoviale. Il liquido sinoviale è giallastro e composto da mucina, grasso, monociti, macrofagi e granulociti; il liquido viene costantemente rinnovato e la mucina è prodotta dalla membrana sinoviale. La lubrificazione può essere idrostatica (semplice interposizione del liquido) o elastodinamica (il liquido si sposta dal centro alla periferia).
Le diartrosi si distinguono in base alla forma delle superfici articolari e la forma dipende dall’azione che il muscolo esercita sull’osso.
- Artrodie – Le superfici sono piane e il movimento è solo di scivolamento permesso dalla capsula articolare o da eventuali legamenti.
- Enartrosi – Una superficie è concava e l’altra convessa e permettono movimenti di rotazione e angolari. Esempio: spalle e anca.
- Condiloartrosi – Le superfici non coincidono perfettamente e sono a forma ellittica con curvature diverse. Permettono movimenti angolari. Esempio: articolazione temporo-mandibolare.
- Articolazioni a sella – Andamento curvilineo con una parte concava ed una convessa per ogni superficie e angolo di 90° tra le due regioni. Solo movimenti angolari.
- Ginglimi – Articolazione che costituisce il segmento di un cilindro con una parte concava ed una convessa. Ne esistono due tipologie a seconda dell’orientamento della parte convessa rispetto all’asse delle ossa che fanno parte dell’articolazione: le troclea/ginglimo angolare hanno il piano perpendicolare all’asse del corpo e permettono movimento angolari secondo il piano del corpo, il trocoide ha il piano parallelo e permette movimenti rotazionali.
Le diartrosi sono semplici quando composte da solo due superfici articolari, dove la parte convessa è il maschio e la parte concava è la femmina (è possibile che la femmina sia più ampia del maschio e in questo caso è rivestita da un cercine cotiloideo fibroso per rendere complementari le due superfici). Quando le articolazioni sono composte da più superfici articolari sono composte come nel caso dell’articolazione del gomito. Sono dette articolazioni complesse quando la cavità articolare è divisa da un disco (che separa completamente) o un menisco (che ha la forma di un cuneo e permette alla cavità di restare unica). A seconda che il movimento si svolga secondo uno, due, tre o più gradi di libertà si distinguono articolazioni mono, bi, tri o pluriassiali.
Cinesiologia
Scivolamento: Movimento delle artrodie, corrisponde ad uno slittamento.
Movimento angolare: Sono movimenti in cui aumenta o si riduce l’angolo tra due superfici articolari. Solitamente sono i movimenti possibili in arti superiori o inferiori. Tra questi possiamo osservare flessione/distensione e adduzione/abduzione (in alcune regioni la definizione è più complessa come nel caso della flessione dorsale e palmare per la mano).
I movimenti rotatori sono movimenti intorno all’asse dell’osso o a linee immaginarie (come nel caso della rotazione del femore) e sono tipiche dei ginglimi laterali. Pronazione/supinazione sono tipici della rotazione interna/esterna di mano e piede.
Il movimento di circonduzione è tipico dell’articolazione della spalla e dell’anca ed è un movimento in cui l’osso fa un movimento conico: è una risultante dei movimenti di flessoestensione e di adduzione-abduzione.
La cinesiologia dipende dal tipo di articolazione e al numero di assi attorno al quale si effettua il movimento. È importante valutare il centro meccanico dell’osso che è un asse che si localizza al centro dell’articolazione, pertanto non corrisponderà sempre all’asse dell’osso. Nel caso delle articolazioni ovoidali si prende in considerazione il concetto di ovoide di movimento che descrive i movimenti oscillatori (su più assi) di un punto ad una certa distanza dall’articolazione. I movimenti compiuti su un solo asse si definiscono rotazioni.
L’articolazione può avere una struttura serrata o allentata a seconda dell’adesione della capsula articolare e dei legamenti all’articolazione stessa: nel caso di articolazione serrata le superfici articolari sono adese tra loro e il movimento limite è imposto dalla torsione/stiramento della capsula articolare (e le superfici sono più soggette ad erosione), nel caso di articolazione allentata le due superfici non sono in stretto contatto e la capsula presenta delle regioni lasse e per tale motivo sono concessi movimenti molto più ampi.
Muscoli
I muscoli sono composti da una parte carnosa e da una parte tendinea e con la forza contrattile permettono lo spostamento delle ossa. Come per le ossa i muscoli si classificano in lunghe, larghe e corte: le prime sono prevalenti in arti inferiori e superiori, tronco e testa. I secondi sulla superficie della te... (testo troncato).
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