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Introduzione

La vita è trasformazione, ogni forma vivente è:

Fatta di cellule;

• In grado di nutrirsi;

• In grado di riprodursi.

La materia vivente è riconducibile ad un'unità fondamentale, la cellula. Essa è

concepita in modo da fare l'uso più economico dell'energia disponibile. È in grado di

riprodurre copie di sé stessa, di ricostruire parti usurate e di sintetizzare i prodotti che

esplicano le varie funzioni. È inoltre capace di resistere e adattarsi alle variazioni

dell'ambiente. Dal punto di vista chimico è costituita da molecole organiche e

inorganiche formate da elementi del sistema periodico a basso peso molecolare

diversi per lo più da quelli presenti sulla crosta terrestre per evitare la competizione.

L'ossigeno è l'elemento più pesante presente nelle cellule e quello più leggero

presente nella crosta terrestre. Molecole

ACQUA

L'acqua è la molecola più importante, tutte le cellule la contengono. È una molecola

asimmetrica perché dalla parte dell'ossigeno vi è un'abbondanza di elettroni quindi

una carica negativa mentre dall'altra parte vi è l'idrogeno e una situazione opposta. È

una piccola calamita chiamata dipolo, essa inoltre è:

Polare , quindi è un buon solvente;

• Ha un volume molare basso perché piccola, può inoltre penetrare dappertutto;

• Ha un calore specifico elevato quindi ci vuole molto calore per riscaldarla, ci

• vuole molto tempo per scaldare il nostro corpo, ma rilascia calore lentamente,

quindi non ci raffreddiamo tanto;

Ha una tensione superficiale elevata, se smuoviamo un liquidi e fa le bolle, se

• scompaiono entro poco vuol dire che la tensione è alta, i saponi diminuiscono

la tensione dell'acqua e quindi le bolle durano più tempo, la bile ha la stessa

funzione per digerire i grassi;

Occupa il 60% del nostro peso corporeo, diviso in:

• Frazione intracellulare, dove prevale;

◦ Frazione extracellulare, dove è presente in minor quantità, questa viene

◦ distinta inoltre:

Liquido interstiziale, circa il 15%;

▪ Acqua dei liquidi circolanti, il 5%.

Nell'acqua endocellulare avvengono le reazioni chimiche che caratterizzano i processi

vitali, ciò è reso possibile dal fatto che l'acqua è un dipolo che favorisce

l'instaurazione di legami idrogeno tra molecole d'acqua e tra molecole d'acqua e altri

ioni. È quindi capace di tenere disciolti sia composti organici sia sali, inoltre veicola i

gas respiratori come l'O2 e la CO2, le sostanze nutritizie e le scorie metaboliche.

Sali minerali

Sono generalmente in forma ionica, rappresentano una quota minima ma la loro

presenza è comunque essenziale. Lo ione a più elevata concentrazione è il catione

potassio, un altro importante è il catione bivalente magnesio. La somma delle cariche

di tutti i cationi presenti nel liquido intracellulare è uguale a quella degli anioni,

perciò vi è un equilibrio elettrico. Le cellule che costituiscono i vari tessuti si

trovano circondate dal liquido interstiziale che può considerarsi anch'esso una

soluzione salina. ZUCCHERI

Gli zuccheri, o glucidi, sono molecole ternarie formate da Carbonio, Ossigeno e

Idrogeno, sono anche denominati idrati perché il rapporto tra ossigeno e idrogeno è lo

stesso dell'acqua. Sono presenti nella cellula in parte liberi, in parte come materiale di

deposizione e in altra parte a carattere energetico. Inoltre sono unità costitutive di

molecole fondamentali dal punto di vista biologico come DNA e RNA. Sono distinti

in monosaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi, i primi sono le unità elementari

sostanze cristallizzabili dal sapore dolce e solubili in acqua, i più diffusi in natura

sono gli esosi e i pentosi, il D-glucosio è sicuramente il più diffuso. I polisaccaridi

sono molecole asimmetriche ed esagonali che possono essere formati da due tipi di

legami: Legami alfa, α, la parte più lunga della molecola è posta

Stessa molecola sempre dalla stessa parte (amido);

ma i legami Legame beta, β, la parte più lunga della molecola è posta in

sono posti modo alternato (cellulosa), è un legame più forte da spezzare e

diversamente ci vuole tanta energia per produrlo, solo i vegetali ci riescono.

Il legno è fatto di cellulosa e infatti quando viene bruciato

produce molto calore perché libera energia. Questo tipo di

legame non è infatti attaccabile dagli enzimi glicolitici,

possono essere rotti solo da enzimi presenti ad esempio in

molti batteri anaerobi e nell'apparato prestomacale dei

Ruminanti.

Inoltre possono essere a catena:

Lineare (amido);

• Ramificata i due tipi di legami sono alternati (glicogeno).

• LIPIDI

I lipidi, o grassi, sono molecole composte da Carbonio, Idrogeno e Ossigeno, il primo

è sempre legato ad un altro carbonio. Rappresentano il 23% in peso dei composti

organici, hanno una composizione piuttosto eterogenea ma hanno in comune il fatto

di essere insolubili in acqua e solubili in solventi organici come l'etere. Sono distinti

in lipidi di deposizione e strutturali, i primi svolgono un ruolo energetico e protettivo,

gli altri hanno un significato più plastico costituendo le membrane plasmatiche. Son

presenti inoltre nel citoplasma e nelle cellule adipose. Solo nel caso di digiuno i lipidi

di deposizione diminuiscono drasticamente, gli altri invece non diminuiscono mai e

sono difficilmente estraibili da solventi organici. Sono chimicamente catalogati come

esteri perché sono formati da una reazione tra un alcol e un acido grasso con

l'eliminazione di una molecola d'acqua. L'alcol più comune è il glicerolo che

combinandosi con diversi acidi grassi forma il mono-di-trigliceride. I trigliceridi

sono i lipidi più comuni, hanno come base la glicerina che è legata alla parte idrofila

e quindi acida di tre catene di lipidi. Gli acidi grassi sono scarsamente ossidati, da 1

a 8 atomi di C sono liquidi e maleodoranti mentre gli altri sono solidi e inodore. Gli

acidi linoleico, linolenico e arachidonico vengono considerati essenziali per

l'accrescimento e l'apprendimento. Lipidi semplici sono le cere ma hanno importanza

biologica imitata. Gli steroidi sono di notevole importanza, il più noto è il colesterolo.

I lipidi complessi si distinguono perché contengono anche basi azotate, glucidi ecc. I

fosfolipidi hanno come base il glicerolo legato a due catene di lipidi e ad un acido

fosforico, sono la base per immagazzinare energia, in questi un'estremità è affine

all'acqua grazie al complesso acido fosforico più base azotata, mentre l'altra è affine

ai lipidi grazie ai radicali acilici. Se nella catena è presente un doppio legame essa è

insatura, i grassi idrogenati sono chiamati così perché al posto del doppio legame

hanno un atomo di idrogeno.

Le membrane cellulari sono composte da due strati di lipidi intervallati da proteine

che selezionano il passaggio attivo di macromolecole, esse sono semipermeabili e

grosse circa 5nm. PROTEINE

Sono composte sempre da una molecola di azoto e un radicale acido. Sono in minor

quantità ma hanno una funzione primaria perché costituiscono il più importante

materiale organico con funzione plastica e sono gli elementi regolatori delle attività

cellulari. La cisteina è l'unica proteina con un atomo di zolfo, se sono presenti due di

queste proteine in una catena i due atomi di zolfo si legano formando un ponte

solforico. Più unità elementari formano gli amminoacidi, questi sono circa una

ventina che si combinano tra loro per dare un numero elevato di molecole proteiche.

Sono otto gli amminoacidi essenziali che quindi vanno introdotti nella dieta. I legami

covalenti che si formano -CO-HN- tengono unite le catene poliamminoacide e

prendono il nome di legami peptdici. Sulla base della loro organizzazione strutturale

prendono il nome di fibrose o globulari. Inoltre si possono distinguere quattro livelli

di organizzazione:

Struttura primaria, sequenza di amminoacidi;

1. Struttura secondaria, le catene polipeptidiche che formano le molecole

2. proteiche sono disposte in una struttura tridimensionale:

O piegate una sull'altra foglietto;

1. O a forma elicoidale, questa è la più comune.

2.

Struttura terziaria, ripiegamento dei tratti non spiralizzati su quelli spiralizzati,

3. conferisce una forma sferoidale od elissoidale, è molto più stabile della

secondaria;

Struttura quaternaria, unione di più subunità distinte, in genere con struttura

4. terziaria, che solo quando vengono ad unirsi conferiscono specificità alla

molecola.

Molte proteine sporgono nel lume, ovvero nella cavità, dell'intestino per legare le

sostanze nutrienti. Sono detti recettori le molecole che ricevono altre molecole

avendo una forma complementare, servono molto al sistema immunitario.

ACIDI NUCLEICI

Hanno un significato biologico importante in quanto da questi dipendo la

trasmissione ereditaria e la sintesi proteica. Esistono due tipi di catene di acidi

nucleici il DNA e l'RNA, formati da unità basi dette nucleotidi che sono formati a

loro volta da una base azotata di natura purinica o pirimidinica, da un pentoso e da

un acido fosforico. La diffrazione a raggi X ha messo in evidenza che il DNA ha una

struttura tridimensionale con due filamenti avvolti ad elica e le basi azotate rivolte

verso l'interno, si è notata una complementarietà tra basi A-T e C-G tra le quali si

instaura un legame idrogeno. Riscaldando il DNA i legami idrogeno si rompono e le

basi azotate si staccano, questo processo è reversibile ed chiamato denaturazione. Il

DNA è presente nella cromatina del nucleo e in piccola quantità nei nucleoli e nei

mitocondri. Una parte del DNA può despiralizzarsi per consentire all'RNA di copiare

quel tratto, detto gene. L'RNA invece è formato da A-U e C-G, esso è composto da

un solo filamento ed è molto più corto del primo, si conoscono re tipi di RNA:

L'rRNA o ribosomiale, rappresenta il 60-80% di tutto l'RNA è un

• componente fondamentale dei ribosomi;

L'mRNA o messaggero, viene prodotto dal nucleo e quando entra nel

• citoplasma si attacca ai ribosomi, il numero di questi è uguale al numero di

molecole proteiche da dover sintetizzare;

Il tRNA o transfert, ha un basso peso molecolare, è presente a livello del

• nucleo, ha una forma a trifoglio, il numero di tRNA presenti nelle cellule è

uguale al numero di amminoacidi presenti in natura.

Terminologia anatomica

Termine Descrizione Contrario

Piano che divide il corpo in due metà che si

Mediano possono considerare specularmente uguali.

Ogni piano parallelo al piano mediano,

viene anche usato per un piano che divide

Sagitale in due metà quasi simmetriche un arto, un

dito o un organo.

Si contrappone a mediano, piano posto ai

Laterale Mediale

lati del corpo.

In un arto in un dito indica la parte più

Assiale Abassiale

vicina all'asse dell'arto.

Piano perpendicolare al piano mediano del

Trasversale corpo o all'asse longitudinale di una sua

parte.

Negli arti indica la parte più vicina alla

Prossimale Distale

radice dell'arto stesso. Ventrale: per la

testa, collo, tronco o

Parti o sezioni rivolte verso la regione del

Dorsale coda; Palmare:

superiore dell'animale. mano; Plantare:

piede.

Posizione in rapporto alla superficie del

Superficiale Profondo

corpo.

Craniale Punti vicino alla testa. Caudale

Ventrale Punto vicino alle parti inferiori dell'animale

Punti vicino alla cavità boccale, si usa solo

Orale Aborale

per la testa.

Apparato Composizione

Organi passivi: Ossa;

Locomotore Organi attivi: Muscoli.

Digerente Tubo digerente; Ghiandole annesse.

Respiratorio Vie respiratorie; Polmoni.

Circolatorio Sanguigno; Linfatico

Uro-genitale Urinario; Genitale.

Nervoso Volontario; Vegetativo

Endocrino Ghiandole endocrine.

Tegumentario Pelle; Annessi.

Cavità del corpo Descrizione

Contenuta nella gabbia toracica, delimitata caudalmente dal

Cavità toracica diaframma e ricoperta dalla pleura.

Delimitata cranialmente dal diaframma, comprende

anteriormente la regione dell'ipocondro che occupa la parte

Cavità addominale caudale della gabbia toracica, la porzione più caudale è

circondata dalle ossa del bacino ed è detta cavità pelvica.

Ricoperta dal peritoneo.

Citologia

La citologia è lo studio delle cellule. Sono grosse in media circa 12-15 μm perché

devono contenere le molecole e quindi non possono essere più piccole, la grandezza è

comunque indipendente dalla mole dell'animale che contiene le cellule. Tra cellule

vicine è posta la matrice extracellulare. La cellula è l'unità morfofunzionale di un

organismo, è delimitata da una membrana. Un organismo può essere formato da una

sola cellula e pure da più di una. Una cellula sospesa in un mezzo fluido assume una

forma sferica che le consente di avere il minimo di superficie. Ogni cellula ha un

turnover, ovvero un ricambio continuo di organuli.

Le cellule possono essere divise in tre tipi a seconda della durata del ciclo cellulare:

Labili, hanno una durata minima;

• Stabili, possono accrescersi per anni senza riprodursi;

• Perenni, non si dividono mai (neuroni).

Questa divisione è stata ideata da Bizzozzero nell'800.

Vengono chiamate cellule staminali quelle cellule che per un periodo non si evolvono

anche se ne hanno la capacità, sono racchiuse ad esempio nel midollo osseo. In certi

momenti dello sviluppo vengono prodotte cellule in eccesso che in un secondo

momento si autoelimineranno mediante l'apoptosi. Questa differisce dalla necrosi

perché non provoca reazioni nelle cellule adiacenti.

CICLO CELLULARE

Al microscopio si possono colorare gli enzimi che ci danno la possibilità di capire in

che fase del ciclo cellulare la cellula è in quel momento:

G1, (Growth = crescita intesi RNA e proteine, la cellula acquisisce le

), s

• caratteristiche della sua popolazione;

S, (Sintesi), sintesi DNA e proteine, duplicazione cromosomi;

• G2, continua ma viene accelerata la sintesi proteica, la cellula diventa più

• grande, il materiale genetico è doppio, questa fase è instabile perché la cellula

è troppo grossa quindi si prosegue con la mitosi.

Durante la duplicazione c'è il rischio di compiere qualche errore essendo il DNA una

catena molto lunga, se questi errori non sono troppi possono essere riparati. Errori

che provengono da fattori esterni possono provocare le mutazioni, in questi casi

nascono delle proteine diverse da quelle iniziali della cellula. Le mutazioni sono alla

base dell'evoluzione, questa cosa l'aveva capita Darwin per primo perché intuisce che

la selezione naturale poteva far cambiare le specie e quindi era una mutazione casuale

(focomelia). MITOSI

Il cromosoma è una forma che il DNA può assumere, non è sempre in questa fase. La

mitosi è la divisione del nucleo, la doppia elica dopo la fase G2 comincia ad

avvolgersi attorno a proteine, dette istoni, ognuno di questi avvolgimenti è detto

nucleosoma, continuano ad avvolgersi fino a diventare più spessi, arrivano ad

assumere la forma di cromatide che si unisce ad un altro omologo per il centromero.

I telomeri sono le parti estreme del cromosoma.

Il numero di cromosomi è tipico di ogni specie ed è molto diverso da una specie

all'altra.

Durante la mitosi sparisce il nucleo, si formano due “stelle” con al centro i centrioli

che formano il fuso mitotico con il citoscheletro, una parte dei filamenti di una delle

due stelle si legano all'altra, nella profase i cromatidi uguali si accoppiano

costituendo il cromosoma, quest'ultimo presenta un restringimento che ne determina

la divisione in due braccia, è un'area chiara chiamata centromero e rappresenta il

punto in comune dei due cromatidi. Nella metafase i cromosomi vengono attratti dal

fuso e si dispongono nell'equatore, l'involucro nucleare scompare completamente.

Nell'anafase i cromatidi si staccano e migrano ai poli della cellula, questi

rappresentano i cromosomi figli. Durante la telofase, (tele = lontano), si riforma il

nucleo, i centrioli si dividono, la cellula in questa momento ha due nuclei, la

situazione è instabile. A questa segue la citodieresi ovvero la divisione del citoplasma

e quindi delle due cellule.

Un tumore è dato dalla continua moltiplicazione delle cellule e quindi è un

rigonfiamento.

La meiosi è una particolare divisione cellulare che avviene durante la formazione

delle cellule uovo o degli spermatozoi. La duplicazione del DNA avviene nella

seconda divisione quindi le cellule che ne derivano sono aploidi, l'ovocita diventerà

diploide quando riceverà il patrimonio dello spermatozoo formando lo zigote.

COMPOSIZIONE

Membrana

Il citoplasma è separato dall'ambiente esterno grazie alla membrana che è di natura

lipoproteica, questa è detta membrana cellulare o plasmalemma. Costituisce una

barriera semipermeabile attraverso la quale vengono regolati gli scambi con 'esterno,

può captare i segnali esterni inducendo mutamenti nella cellula. È formata da lipidi

posti a formare un doppio strato nel quale sono immerse più o meno profondamente

proteine dette proteine di membrana, Singer e Nicolson definirono la membrana

come un mosaico fluido in cui le proteine fluttuano. Nel doppio strato sono presenti

fosfolipidi, colesterolo e glicolipidi, tutti sono anfipatici ovvero presentano

un'estremità idrofila o polare mentre l'altra è apolare o idrofobica, sono orientate con

la porzione polare all'esterno mentre la parte apolare è rivolta verso il centro del

doppio strato. Il colesterolo riduce la fluidità della membrana. Le proteine possono

essere disposte all'interno o sullo strato esterno, questo sono proteine estrinseche o

proteine periferiche. Altre proteine sono dette intrinseche perché penetrano

profondamente nel doppio strato e lo attraversano sporgendo da entrambe le

estremità. Le proteine possono:

Formare canali permettendo agli ioni inorganici o altre molecole di diffondersi

• passivamente, questi canali sono detti acquaporine;

Essere trasportatrici, formate da catena polipeptidiche che attraversano più

• volte lo spessore della membrana, legano sostanza specifiche e le trasferiscono

mediante cambiamento della loro forma, questo trasferimento richiede energia;

Essere recettrici, costituite da più subunità che formano siti di legame per le

• molecole segnale, si apre successivamente un canale acquoso attraversato da

anioni e cationi.

Può avere dei microvilli ovvero delle estroflessioni contenenti filamenti con

microtubuli del citoscheletro, le cellule li costruiscono per allargare la loro superficie.

Possono avere ciglia più lunghe e meno numerose rispetto ai microvilli, si muovono

in modo univoco spingendo il liquido che circonda la cellula, sono presenti

soprattutto nell'apparato respiratorio. Sono composte da coppie di tubuli disposti a

cerchio che possono irrigidirsi. Può compiere sia endocitosi che esocitosi.

Citoplasma

È la parte della cellula posta tra la membrana cellulare e il nucleo. In esso si

riconoscono due componenti:

Una zona amorfa, il citosol;

• Una zona organizzata e dispersa nella precedente formata dai vari organuli.

RIibosomi

I ribosomi sono organuli deputati alla sintesi proteica, si possono osservare solo al

microscopio elettrico. Quando vengono agganciati dall'mRNA si dividono in due

subunità:

Maggiore, è responsabile della formazione dei legami carboamidici e

• dell'allungamento della catena proteica;

Minore, si lega all'mRNA e ai vari RNA.

Retricolo endoplasmatico

Gran parte della cellula sintetizza proteine grazie ai ribosomi. Questi sono posti in

una parte particolare del reticolo che è composto da diverse cisterne con membrane

uguali a quella cellulare. È diviso in:

RER, è la parte del reticolo che ha in superficie i ribosomi, le varie cisterne

• sono collegate dall'involucro nucleare. Qui nascono le proteine che possono:

Essere introdotte nel lume del reticolo se i ribosomi sono attaccati alle

◦ cisterne;

Sparse nel citoplasma se i ribosomi non sono attaccati al reticolo.

REL, è composto da tubi ed è distante dal nucleo, svolge un azione

• disintossicante in quanto la sua membrana contiene enzimi che trasformano i

farmaci, nel muscolo striato ha il compito di legare il catione Calcio.

Apparato di Golgi

Scoperto da Camillo Golgi, vide al microscopio un punto costante in ogni cellula che

non si colorava con nessun tipo di colorante, credette che fosse un punto vuoto e lo

chiamò laculoma. È posto sopra il nucleo. È anch'esso composto da cisterne più

ravvicinate, è più visibile nelle cellule secernenti, ovvero le ghiandole. È l'ultima

tappa del viaggio delle proteine. La faccia convessa è collegata ad una rete cis nella

quale arrivano le vescicole che si staccano dal RER, la faccia più interna invece è

connessa alla rete trans nella quale vengono immesse le proteine che sono accolte in

vescicole secretorie gemmate dalla rete stessa.

MIitocondri

Sono organuli presenti in tutte le cellule eucariote e servono alla respirazione, hanno

una forma sferoidale o a bastoncello e sono più o meno numerosi. Possono cambiare

posizione in modo passivo. Sono allungati, hanno due membrane, tubi o creste. Nella

camera interna è posta la matrice mitocondriale dove risiedono i filamenti di DNA

e piccoli ribosomi. Ad essi arrivano ossigeno e glucosio quindi possono produrre

energia sotto forma di ATP. In assenza di glucosio da poter distruggere, grazie al ciclo

di Krebs, si trasformano i lipidi. Contengono DNA perché sono derivati da batteri che

vivevano in simbiosi con la cellula, provengono sempre solo dalla madre perché il

padre trasferisce al figlio solo il nucleo dello spermatozoo e non gli altri organuli.

Vacuoli

Sono circondati da una membrana quindi il loro interno è isolato, possono contenere:

Rifiuti;

• Nutrienti;

• Riserve.

I vacuoli possono essere di diverso tipo:

Lisosomi, (soma = corpo, lisare = sciogliere), sono piccoli vacuoli eterogenei,

• contengono enzimi quindi riescono a sciogliere organuli vecchi che devono

essere rinnovati, servono inoltre per distruggere il materiale estraneo e quindi

fanno pulizia;

Perossisomi, contengono acqua ossigenata, sono da tenere sotto controllo

• perché possono distruggere il metabolismo della cellula.

La pinocitosi è un tipo di endocitosi che determina l'assunzione di piccole quantità di

liquido e di sostanze disciolte tramite la formazione di vescicole.

La fagocitosi è la capacità di ingerire materiali estranei e distruggerli, la cellula

circonda il materiale che viene poi raggiunto dai lisosomi primari che li trasformano

in fagolisosomi nel quale il materiale fagocitato viene degradato. Quando alcuni

organuli risultano non più funzionali vengono avvolti dal reticolo endoplasmatico

liscio e prendono il nome di autofagosomi.

L'esocitosi è il fenomeno mediante il quale le glicoproteine non lisomiali ed altre

proteine vengono trasferite dalla faccia trans dell'apparato di Golgi. Questo tipo di

secrezione può essere:

Secrezione costitutiva, trasferimento continuo di molecole proteiche

• generalmente racchiuse in vescicole;

Secrezione regolata, il prodotto della secrezione viene avvolto dalla membrana

• e può rimanere per un periodo più o meno lungo accumulato nella cellula.

MICROTUBULI

Sono strutture cilindroidi presenti nel citoplasma di molti tipi di cellule, sono

particolarmente numerosi nelle cellule nervose dove sono chiamati neurotubuli,

entra nella costituzione del citoscheletro e sono alla base del flusso di molecole nel

citoplasma.

Citoscheletro

È composto da filamenti proteici composti di actina e microtubuli, dà sostegno e

movimento alla cellula. Estroflessioni.

Centrioli

Sono posti vicino al Golgi, formati da due tubi posti a 90° l'uno rispetto all'altro, i

tubi sono formati da nove triplette disposte circolarmente. Organizzano il

citoscheletro, sono posti in vicinanza del nucleo.

Nucleo

È la parte isolata della cellula, si colora con sostanze basiche, Il DNA è il libro

le zone dense che ne risultano sono composte da cromatina le delle ricette, l'mRNA

è il foglio di appunti

zone sparse invece sono i cromosomi sciolti, ovvero le parti di e i ribosomi sono le

DNA che in quel momento vengono lette ovvero i geni, queste pentole.

parti sono diverse da cellula a cellula perché ogni cellula

sintetizza geni diversi. Il nucleoplasma è il sito dove avviene la duplicazione. Anche

la membrana nucleare è fatta di cisterne collegate da proteine selettive. La membrana

nucleare è composta da pori per far passare l'RNA contenuto solo nel nucleolo.

METODI DI GIUNZIONE

Giunzioni strette, le due membrane condividono uno strato di lipidi, non può

• passare liquido tra questa giunzione (vene e arterie);

Giunzioni di salto, o gap junction, proteine fanno da ponte per le

• macromolecole, passano soprattutto ioni;

Desmosomi, (desmo = a contatto ), è la giunzione più

Controllo valvole resistente perché coinvolge il citoscheletro, le cellule

Ducati incatenano il citoscheletro, le proteine fanno da collante tra

le due membrane. Istologia

Ogni parte di un essere vivente è fatta di tessuti che sono aggregati cellule che

esplicano funzione simile legate da giunzioni.

Nei poriferi le cellule sono solo di un tipo, in seguito alcune cellule si sono

specializzate diventando più robuste per proteggere le altre che invece si

specializzano nel nutrimento, sono nati così i celenterati.

I tessuti possono essere distinti in quattro tipi:

Epiteliali;

• Trofoconnettivali o di sostegno;

• Muscolari;

• Nervosi.

• EPITELIALE

La mitosi è frequente perché, negli epiteli che sporgono verso l'esterno, in superficie

sono presenti cellule morte che vengono ricambiate continuamente. Le cellule sono

legate da desmosomi e quindi sono molto compatte anche dopo la morte perché

legate per il citoscheletro. Possono derivare dall'ectoderma, dal mesoderma o

dall'ectoderma.

Sono innanzitutto divisibili a seconda della superficie che ricoprono:

Epiteli, ricoprono superfici interne ed esterne delle cavità che sono collegate

• indirettamente o direttamente con l'esterno;

Mesotelioma, Mesoteli, (pleura, peritoneo), ricoprono cavità non collegate

tumore della con l'esterno;

pleura Endoteli, ricoprono cavità dell'apparato circolatorio.

Sono tutti composti da cellule labili e possono essere di diverso tipo:

Di rivestimento, creano superficie resistenti;

• Ghiandolari, possono far uscire secrezioni;

• Sensoriali, trasmettono informazioni.

Epiteli di rivestimento

Ricoprono le superfici esterne o interne degli organi cavi, si distinguono a seconda

del tipo di cellule che esso contiene:

Pavimentoso, (pelle), cellule piatte, è il rivestimento più semplice;

• Cubico, cellule alte e larghe, le cellule creano dei tubi o delle sfere;

• Cilindrico o prismatico, cellule lunghe.

Possono essere:

Monostratificati, (intestino), semplici, la membrana basale, che è fatta di

• connettivo, divide un epitelio da un altro tessuto, sotto ad un epitelio c'è

sempre del connettivo, le cellule sono allungate;

Pluristratificato, ci sono più serie di cellule che possono essere variabili,

• prevale il tipo pavimentoso. Può essere cheratinizzato o no, in questo caso le

cellule più profonde sono più piramidali mentre quelle superficiali ellittiche

(cavità boccale), nell'epitelio cheratinizzato invece si hanno cinque strati

diversi (pelle), le cellule dei vari strati sono chiamate cheratinociti;

Pseudostratificati, (apparato escretore), le cellule in superficie, che sono vive,

• sono legate, attraverso estroflessioni, alla membrana basale per essere nutrite;

Di transizione, (vescica), l'epitelio deve cambiare le sue dimensioni, infatti

• quando l'organo è vuoto l'epitelio è stratificato mentre quando si riempie

diminuisce i suoi strati fino ad un massimo di due strati.

In un rivestimento pluristratificato il nome è dato dal tipo di cellule che sono in

superficie.

Epiteli ghiandolari

Spesso la secrezione è legata ad epiteli unicellulari ma possono essere anche cellule

pluristratificati, queste possono essere:

Semplice, ghiandole secernenti o adenomeri che versano il loro secreto in un

• nico condotto escretore;

Composte, ghiandole il cui condotto principale converge verso altri condotti di

• calibro minore i più esili dei quali portano agli adenomeri.

Elaborano sostanze specifiche che possono essere utilizzate dall'organismo o possono

rappresentare materiali di rifiuto. Le cellule secernenti possono essere isolate o

raggruppate in ghiandole, queste si dividono principalmente in due tipi:

Ghiandole esocrine, riversano il loro secreto su superfici esterne o

Muco = •

acqua + cavità collegate direttamente o indirettamente con l'esterno;

zuccheri Ghiandole endocrine, fondamentalmente sono quelle del sangue,

• secernano ormoni.

Durante la secrezione la cellula può:

Mantenere inalterata la sua forma, secrezione merocrina, prodotto

• prevalentemente proteico, la cellula produce vacuoli pieni di secreto e li espelle

tramite l'endocitosi, si possono distinguere:

Secrezione sierosa, cellule conoidi con un nucleo sferoidale situato nella

◦ metà basale, il secreto è conservato dai fissativi e si colora con i comuni

coloranti;

Secrezione mucosa, le cellule hanno limiti poche netti presentano un nucleo

◦ generalmente appiattito a ridosso della membrana cellulare, il citoplasma è

infarcito di gocciole di mucina.

Alterare un poco la sua forma, secrezione apocrina (apo = sopra), prodotto

• proteico e lipidico, la cellula accumula vacuoli nella parte alta e poi si stacca

tutta quella parte, (ghiandola mammaria);

trasformarsi in secreto stesso, secrezione olocrinaolocrina (olo = tutto),

• prodotto per lo più lipidico, ha un aspetto oleoso, piccola percentuale proteica a

causa della degradazione della cellula, tutta la cellula si riempie di secreto e si

staccano morendo, (ghiandole sebacee, peli).

Le ghiandole pluricellulari sono fatte da cellule cubiche non secernenti, sono dei dotti

che portano verso l'esterno e possono essere:

Semplici;

• Ramificati.

L'adenomero, di cui il parenchima è pieno, è l'unità morfofunzionale degli epiteli

ghiandolari, questo può essere di diverso tipo:

Sferoidale con lume poco ampio collegato ad un condotto, si parla di acino e la

• ghiandola sarò acinosa, (ghiandole salivari);

Uguali Sferoidale con lume ampio, si parla di alveolo e la ghiandola sarà

esternamente alveolare, (ghiandola mammaria);

Cilindroide la ghiandola sarà tubulare.

Esistono inoltre:

Adenomeri sierosi, appaiono scuri al microscopio perché pieni di enzimi che

• sono il loro secreto;

Adenomeri mucosi, pieni di muco e quindi di zuccheri perciò appaiono chiari

• al microscopio.

Epiteli di sostegno

Epiteli nel cui contesto si trovano cellule altamente differenziate capaci di captare

forme di energia fisica o chimica, in seguito alla stimolazione liberano un

neurotrasmettitore specifico e che depolarizza le terminazioni nervoso.

CONNETTIVI

Questo tipo di tessuto è il più abbondante, ha origine nel mesenchima ed è composto

da cellule tra loro distanziate dalla sostanza intercellulare elaborata dalle cellule

stesse, questa determina le varie funzioni di questo tipo di tessuti. La sostanza

intercellulare si compone di sostanza fondamentalmente e della parte fibrosa. La

prima è formata essenzialmente da glucosamminoglicani, grandi polimeri non

ramificati nei quali è sempre presente un amminozucchero e quasi sempre acido

uronico sono strutture piuttosto rigide e fortemente idrofile, e da proteolitici, tutte le

sostanze sciolte in esso formano il liquido interstiziale.

Il tessuto connettivo oltre a formare organi definiti, come tendini e legamenti, entra

della costruzione della trama dei visceri, con lo stroma, e connette gli elementi

specifici di questi, con il parenchima. Le cellule del connettivo possono essere di

diverso tipo e variano la loro densità:

Proprie del connettivo, costruiscono le fibre del tessuto sono quelle costanti

• presenti in tutti i tipi di tessuto connettivo, sono cellule lunghe provviste di

prolungamenti, il nucleo è allungato con le estremità appuntite di queste

cellule, di questo tipo di cellule fanno parte:

Fibroblasti, cellule giovani e attive, citoplasma ricco di RER e il complesso

◦ di Golgi è sviluppato, i mitocondri sono numerosi e allungati;

Fibrociti, cellule adulte, RER e complesso di Golgi ridotti.

Sono la stessa cellula ma in due fasi diverse della vita, è possibile il processo

contrario ovvero un fibrocita può tornare ad essere fibroblasto in caso di

danneggiamento ai tessuti;

Difensori, di questa categoria fanno parte:

• Macrofagi, (fago = mangiare), quando non esplicano la loro attività sono

◦ uguali ai fibroblasti poi acquisiscono una forma sferoidale o stellata con

numerosi prolungamenti del citoplasma, derivano anche da cellule del

sangue, come i globuli bianchi e poi migrano e si disperdono nel connettivo,

sono cellule piene di lisosomi e perossisomi e servono quindi ad eliminare il

materiale organico piuttosto grande per fagocitosi, se il materiale è troppo

grande più macrofagi collaborano dando origine ad una cellula gigante

miltinucleata da corpo estraneo;

Mastociti, sono più rare, sono cellule voluminose ovoidali nel cui

◦ citoplasma sono presenti tanti granulo o vacuoli che possono contenere:

Eparina, potente coagulante;

▪ Istamina, vasodilatatore capillare;

▪ Serotonina, vasocostrittore e anche neurotrasmettitore.

Il contenuto dei granuli può essere riversato per esocitosi che in questo caso

viene chiamata degranulazione. Queste cellule procurano l'infiammazione

ovvero uno stato fisiologico che si instaura per l'aggressione di agenti

patogeni, la parte infiammata è più calda perché ci passa più sangue che

trasporta i difensori. Il sangue affluisce in quel punto grazie all'istamina,

che provoca anche orticaria o asma, presente nei difensori. Gli antistaminici

combattono l'eccessiva risposta immunitaria di queste cellule. Questo tipo

di cellule inoltre fluidificano il sangue impedendo la coagulazione;

Plasmacellule, hanno forma sferoidale con un nucleo eccentrico, hanno uno

◦ sviluppato RER, sono numerose nella tonaca mucosa intestinale, derivano

dai linfociti B infatti sintetizzano anticorpi grazie a dei ricettori che hanno

sulla loro membrana, dopo averli sintetizzati li espellono per endocitosi.

Sono le principali cellule del sistema immunitario;

Melanociti o cromatofori, danno la colorazione, nera o no, la forma è

◦ stellata e più o meno estesa a seconda della colorazione, sintetizzano e

distribuiscono la melanina.

Le fibre possono essere divise in:

Fibre collagene, quando vengono fatte bollire danno un materiale piuttosto

• viscoso, la colla. Risultano formate da parti più piccole, le fibrille, che sono

costituite a loro volta dalle microfibrille disposte parallelamente, queste sono

formate da protofibrille derivate dall'aggregazione di una proteina, il

tropocollagene, una proteina filamentosa insolubile in acqua, questo è formato

infine da protocollagene che viene elaborato ed esocitato dai fibroblasti. Le

microfibrille presentano una bandeggiatura trasversale che si ripete, questo dà

la periodicità assile ed è data dalla discontinuità tra una molecola di

tropocollagene e un'altra. Sono fibre inestensibili che resistono quindi alla

trazione;

Fibre elastiche, (orecchio), sono più attorcigliate delle prime, ritornano sempre

• alla loro forma originaria, alla base della struttura di queste sta l'elastina, una

proteina molto diversa dal collagene;

Fibre reticolari, (parenchima), sono sottili, le cellule sono voluminose e

• stellate e non sono altro che i fibroblasti, uniscono le cellule formando una rete

a maglie più o meno strette che mantiene la posizione di esse

Ci sono diversi tipi di connettivi:

Connettivi a fasci intrecciati, (derma), resistono alle sollecitazioni in tutte le

• direzioni, è formato da molte fibre collagene e fibre elastiche e per questo è

anche detto denso;

Connettivi a fasci paralleli, (tendini), lavorano solo in una direzioni, cellule e i

• loro nuclei sono posizionati parallelamente, sono formati solo da fibre

collagene, i tendini sono formati da fascetti primari riuniti in fascetti secondari

che si riuniscono a loro volta in quelli terziari.

Tessuto cartilagineo

Questo tipo di connettivi è in grado di tenere su le parte dell'organismo, ha una forma

propria, ha una notevole resistenza alla compressione, forma tutto lo scheletro dei

vertebrati primitivi, (squali), è formata da molta matrice extracellulare e da cellule

che sono ovoidali e possono essere isolate o riunite in gruppo isogenici ovvero fatti di

cellule con gli stessi genitori, il loro citoplasma è più o meno ricco di RER e di Golgi,

contiene molta acqua che gli dà una forte resistenza meccanica. Le cellule di questo

tessuto sono chiamate:

Condroblasti, (condro = cartilagine), capaci di costruire la cartilagine,

• rappresentano la fase di accrescimento della cellula;

Condrociti, mantengono stabile il tessuto, un condroblasto si isola e inizia a

• moltiplicarsi;

Condroclasti, distruggono la cartilagine da rinnovare.

Non passano capillari a nutrire le cellule, il sangue passa nella superficie che è

sempre ricoperta da una membrana fibrosa detta pericondrio fatta di connettivo con

fibrociti, i nuclei delle cellule sono allungati, il nutrimento scende piano nella

cartilagine e quindi questa ha un metabolismo lento. Il pericondrio manca sempre

nella cartilagine che v a formare superfici articolari.

La cartilagine può essere di diverso tipo:

Ialina, (trachea, naso), fatta di materiale amorfo, ha un aspetto vitreo, è molto

• diffusa, le fibrille in prossimità dei condrociti si dispongono concentricamente

mentre in superficie sono riunite in fascetti paralleli, sono frequenti i gruppi

isogeni;

Fibrosa, (parte periferica dischi intervertebrali), le fibre collagene prevalgono

• sulla sostanza fondamentale, ha grossi problemi nella riformazione però è

molto resistente;

Elastica, (orecchio), ha un colore giallastro, ha un numero variabile di fibre

• elastiche che si dispongono a formare reti.

Tessuto osseo

Caratterizzato dalla grande resistenza alla trazione, flessione e pressione, costituisce

quasi tutto lo scheletro, è composto da cellule e dalla matrice ossea. Le cellule sono

ellittiche con numerosi prolungamenti che si irradiano in tutte le direzioni, possono

essere:

Osteoblasti;

• Osteociti;

• Osteoclasti.

La matrice ossea è fatta di:

Sostanza osteoide proteica, capace di accumulare il minerale;

• Fibre collagene;

• Minerale idrossiapatite, ricca in gioventù, presente anche nei sassi, formato

• da Calcio e Fosforo.

Alcune cartilagini possono mineralizzarsi diventando più dure ma non diventano mai

ossa.

Può essere:

Spugnoso;

• Compatto.

Le cellule di questo tessuto si riuniscono nelle lacune ossee dalle quali prendono

origine i canalicoli ossei che ospitano i prolungamenti. Si può dividere in:

Non lamellare, fibre parallele o fibre intrecciate;

• Lamellare, formato da lamelle ossee che si dispongono concentricamente

• attorno a dei canali chiamati canali di Havers che contengono vasi sanguigni e

linfatici che penetrano nel periosto attraverso altri canali trasversali più piccoli

detti canali di Volkmann. Nei canali più grossi è presente anche del midollo

osseo. Nel complesso la struttura è chiamata osteone ovvero l'unità

morfofunzionale dei connettivi di sostegno, all'estremità gli osteoni si

assottigliano. In essi partono delle ramificazioni verso le cavità che servono a

raccogliere sostanze nutritive, le sostanze in eccesso passano al livello

successivo quindi gli osteoni sono grossi finché c'è la possibilità di dare

sostanze nutritive al livello successivo. Gli osteociti sono nel punto di

passaggio tra due cilindri successivi. Le fibre collagene sono disposte a 90° tra

un cilindro e l'altro per dare resistenza. Attorno ad ogni osteone vi è una zona

priva di fibre collagene detta linea cementante. È un tessuto in continuo

rinnovamento, gli osteoclasti eliminano gli osteoni più vecchi o danneggiati da

microtraumi, è difficile però fermarli. Gli osteoni nuovi non sono mai uguali a

quelli di prima, perciò la forma dell'osso non è mai la stessa. Nell'osteoporosi

si creano pori nel tessuto perché si demolisce più di quello che si è capaci a

ricostruire.

Il midollo osseo passa all'interno dell'endostio. La superficie esterna è formata dal

periostio, una membrana connettivale formata da due strati: uno superficiale ricco di

vasi sanguigni che possono entrare nell'osso; uno più profondo con una fila di

osteoblasti che da qui iniziano la loro ricostruzione in caso di frattura.

Per ossificazione si intende il processo mediante il quale si forma del nuovo tessuto

osseo, questa può essere:

Diretta, inizia in territori circoscritti del mesenchima detti centri di

• ossificazione che sono ricchi di vasi, si ha poi:

La comparsa attorno ai vasi di piccoli gruppi di cellule con nucleo

1. eccentrico, RER e ribosomi sviluppati, ovvero gli osteoblasti;

Gli osteoblasti incominciano a produrre intorno a loro la matrice

2. intercellulare. Man mano che la matrice si mineralizza gli osteoblasti si

trasformano in osteociti con numerosi e lunghi prolungamenti;

Abbondante deposizione di cristalli con la formazione di trabecole ossee

3. mentre gli altri osteoblasti si dispongono attorno ad esse e producono

matrice ossea.

Indiretta, anche detta di sostituzione perché è il processo nel quale il tessuto

• cartilagineo viene sostituito da quello osseo, può essere:

Pericondriale, se inizia dalla superficie;

◦ Endocondriale, se inizia all'intero.

Nelle ossa corte è sempre endocondriale mentre in quelle lunghe

l'endocondriale è sempre preceduta dalla pericondriale.

Tessuto adiposo

Per vederlo a microscopio si usa la congelazione e le cellule di questo appaiono

piene. Il nucleo delle cellule, dette adipociti, è posto alla periferia, il vacuolo è pieno

di lipidi. Le cellule sono grandi e molto irrorate dal sangue attraverso i capillari,

prelevano i lipidi che sono in eccesso nel sangue e viceversa. Questo tessuto serve:

Come riserva;

• Per produrre calore;

• In alcuni casi per galleggiare.

Esistono due tipi di questo tessuto:

Bianco, (occhi, reni), protegge, non viene mai consumato totalmente perché ha

• un ruolo importante, di solito è giallo o rosa, le cellule di questo tipo di tessuto

hanno un solo vacuolo, l'aspetto all'inizio è simile a quello dei fibroblasti

quando sono invece carichi di lipidi il vacuolo occupa tutta la cellula, hanno un

REL sviluppato e nella membrana hanno recettori per l'insulina, l'ormone della

crescita, l'ormone tiroideo e l'adrenalina, questi possono regolare l'assunzione

di lipidi;

Bruno, è anche detto grasso primario perché nella vita embrionale si forma

• prima del bianco, hanno un elevato numero di mitocondri, che danno il colore

alle cellule, perché hanno un ruolo fondamentale nella produzione di calore. Le

cellule di questo tessuto hanno tanti piccoli vacuoli che poi alla fine

confluiscono in uno unico, si ha perciò più superficie libera e quindi serve

meno lavoro per prelevarlo da questo tessuto perché gli enzimi hanno più

spazio su cui agire, è abbondante negli animali che vanno in letargo perché in

quel periodo consumano tutto il grasso bianco e quando si stanno per

risvegliare hanno poca energia giusto quello per consumare il grasso bruno.

SANGUE :

Questo tipo di tessuto è composto da elementi figuranti e plasma, esso funziona per lo

più da veicolo per le cellule che poi si differenziano al di fuori di esso. Le cellule

sono di diverso tipo: Globuli bianchi;

• Globuli rossi;

• Piastrine.

Globuli bianchi

Anche chiamati leucociti, è presente un globulo bianco ogni tremila globuli rossi.

Questo tipo di cellule servono a difendere, possono raggiungere ogni parte del corpo.

Sono incolore e traslucidi, sono divisi in due classi a seconda della presenza di

granulazioni nel citoplasma:

Agranulociti o mononucleati, il nucleo è ben visibile, fanno parte di questa

• categoria:

Monociti, difendono in modo attivo, sono larghi circa 14 μm e sono le

◦ cellule più voluminose del sangue, il numero non è elevato, dopo che

abbandonano il sangue entrano nei tessuti trasformandosi in macrofagi, i

monociti hanno vita lunga e vi è un continuo apporto di questi ai tessuti;

Linfociti, sono più piccoli ma più abbondanti sono presenti nella linfa, sono

◦ composti quasi solo dal nucleo perché hanno poco citoplasma. Derivano da

cellule staminali nel midollo osseo, poi entrano in circolazione e si dirigono

verso gli organi linfatici primari dove maturano:

Timo, posto nella regione del collo/sterno, presente solo negli individui

▪ giovani poi si trasforma in tessuto adiposo, da qui escono e diventano

linfociti T, sono i più numerosi e aggrediscono un antigene direttamente

grazie ai lisosomi, si dice quindi che sono responsabili dell'immunità

diretta o cellulare;

Borsa di fabrizio, presente solo negli uccelli, o bursa equivalenti,

▪ presente nei mammiferi, questi sono chiamati linfociti B, non vanno

contro l'antigene ma sintetizzano anticorpi, sono responsabili quindi

dell'immunità indiretta o umorale.

I linfociti sono responsabili delle risposte immunitarie ovvero la capacità

dell'organismo di riconoscere ciò è che gli è proprio, self, e ciò che è

estraneo, non self.

Granulociti o polimorfonucleati, il nucleo è uno ma con forme irregolari e a

• volte può sembrare costituito da più parti. Se ne distingono diversi a seconda

della loro affinità con le varie colorazioni:

Neutrofili, reagiscono a sali neutri, sono i più numerosi, la vita media nel

◦ sangue è di 8-10 ore poi migrano nei tessuti attraverso gli spazi tra le

cellule, il citoplasma appare bianco al microscopio, è povero di organuli ma

ricco di filamenti di actina, contiene due tipi di granuli:

Granuli primari, rosso-viola, sono i lisosomi che contengono

▪ particolari enzimi;

Granuli secondari o specifici.

Inoltre si distinguono per il loro trasporto in:

Pool circolante, vengono trasportati dalla corrente sanguigna;

▪ Pool marginale, aderiscono all'endotelio dei capillari.

Rappresentano la prima linea di difesa, sono richiamati nella zona di

infezione da fattori chemiotattici liberati dai batteri stessi, molti di questi

muoiono o degenerano formano il pus che è la dimostrazione che le cellule

stanno attaccando i batteri biogeni. Si originano nel midollo osseo da cellule

progenitrici staminali bipotenziali;

Basofili, il citoplasma presenta puntini dello stesso colore del nucleo al

◦ microscopio, sono rari, sono simili ai monociti sia per il tipo di granuli sia

per la loro funzione, questi però sono coinvolti nell'anafilassi generale o

shock anafilattico ovvero danno un segno di allergia;

Eosinofili, sono colorati dalla eosina, un colorante acido, il nucleo è quasi

◦ assente, hanno granuli piuttosto voluminosi che contengono enzimi,

vengono attratti dai siti dove si ha un'intensa liberazione di istamina, danno

segno di infiammazione, sono particolarmente abbondanti nei siti di entrata

di materiale estraneo come l'intestino.

Globuli rossi

Anche detti eritrociti o emazie, nella maggior parte dei mammiferi sono dischi

biconcavi e chiaro, nei Camelidi sono invece ovoidali. In tutti i Mammiferi sono

anucleati cosa che invece non sono negli Uccelli e nei Rettili. Prima della maturità

presentano il nucleo. Il diametro è più o meno costante sui 7 μm per quasi tutte le

specie, tutte le variazioni sono date da patologie, si usano per questo come metro di

paragone, sesso, età gravidanza e altre condizioni possono variare il numero di

globuli rossi. È caratteristica la disposizione in pile che assumono nel cavallo dopo il

prelievo del sangue. La maggior parte del loro citoplasma è formato da emoglobina.

Nei mammiferi mancano anche mitocondri, ribosomi, complesso di Golgi e centrioli,

per questo non sintetizzano proteine quindi hanno una vita breve perché non sono

capaci di produrre il materiale necessario. La forma del disco biconcavo è dovuta

all'interazione di una proteina intrinseca nella membrana, inoltre sono importanti le

glicoproteine che sono ricche di acido sialico fortemente elettronegativo che

impedisce ai globuli rossi di avvicinarsi uno all'altra, con l'invecchiamento questo

carattere negativo viene perso e i globuli rossi tendono ad ammassarsi, si pensa che

l'indice di elettronegatività dà un segnale ai macrofagi di fagocitare i globuli rossi più

vecchi. Queste cellule sono sensibili alle variazioni osmotiche del plasma con il quale

sono isotonici, se la pressione del plasma diminuisce l'eritrocita si gonfia fino a

scoppiare, emolisi. La formazione di nuovi eritrociti è detta eritropoiesi e avviene

per lo più nel midollo rosso delle ossa piatte, presente nella parte spugnosa, qui inizia

grazie a precursori derivati da cellule staminali, quando lasciano questa parte del

corpo perdono anche il nucleo. Contengono ferro.

Piastrine

Scoperte da Bizzozzero, sono irregolari, non sono cellule ma frammenti di

megacariociti presenti nel midollo osseo. In esse si distinguono una zona centrale

rossa detta cromomero circondata da una zona quasi incolore detta ialomero.

Innescano la trasformazione da fibrogeno a fibrina che serve a cicatrizzare infatti il

primo è solubile in acqua mentre l'altro no. Negli emofiliaci la trasformazione non

funziona, in caso di infarto invece funziona troppo.

MUSCOLARE

Deriva dal mesoderma o dal mesenchima. È l'unico tessuto in grado di muoversi,

perché possiede particolari proteine capaci di accorciarsi e dare quindi la contrazione,

questa è subordinata da impulsi nervosi, ormonali ecc. negli animali superiori può

essere di tre tipi:

Liscio, involontario;

• Striato, volontario;

• Cardiaco.

Liscio

Questo tipo di tessuto ricopre le pareti degli organi cavi, ovvero la tonaca muscolare.

Compie solo movimenti lenti per la regolazione ma è molto forte. Le cellule sono

fusiformi prive di strutture trasversali, hanno un lungo nucleo rettilineo a riposo e

spiralato durante la contrazione. Ogni cellula è avvolta da una guaina di connettivo

reticolare. La membrana citoplasmatica delle cellule muscolari lisce è caratterizzata

da numerose invaginazioni denominate caveole. Le cellule comunicano spesso con

giunzioni di salto per il passaggio di corrente da una cellula all'altra. Possono

sintetizzare il collagene.

Striato Questo tessuto è anche detto volontario o scheletrico perché

Muscolo costituisce muscoli che contraendosi provocano uno spostamento

↓ dei segmenti ossei, inoltre la contrazione di questo è volontaria,

Fascetti può partecipare anche alla composizione di lingua, faringe,

↓ orecchio medio e muscoli pellicciai. Questo tipo di muscoli è

Fibre composto da lunghi tubi fatti di fibre muscolari, ogni fibra è

↓ polinucleata perché nel feto si hanno tante cellule, dette

Proteine filiformi mioblasti, che poi si fondono, rimangono quindi i nuclei alla

↓ periferia, questa azione è detta silcizio. Le fibre sono lunghe tutto

Sarcomeri il muscolo, le cellule si uniscono per facilitare la contrazione. La

membrana cellulare di queste è detta sarcolemma ed è sempre rivestita da una

membrana basale come quella del tessuto epiteliale. Il citoplasma è detto invece

sarcoplasma e contiene mitocondri, reticolo e particolari proteine accessorie. I

mitocondri sono numerosi nelle fibre a metabolismo ossidativo medio-alto. Le fibre

ad alta resistenza sono di piccolo diametro. Prende il nome di striato perchè è molto

regolare, infatti le fibre hanno caratteristiche bandeggiature chiare e scure che si

alternano, le bande chiare sono dette

bande I, le altre bande A, al centro di

ogni banda I vi è una linea Z più scura,

mentre al centro di ogni banda A vi è una

banda H più chiara nel quale centro si

trova la linea M. L'unità

morfofunzionale di questo tessuto è il

sarcomero che va da una banda Z

all'altra. Si possono individuare inoltre:

Filamenti sottili, composti di actina, si estendono nella linea Z fino alla banda

• A;

Filamenti spessi, composti da miosina, si estendono in tutta la banda A dove al

• centro sono ancora più inspessiti determinando la linea M.

La miosina è pesante mentre l'actina è più leggera, la prima è una molecola a

bastoncello con le estremità globulose che possono creare i ponti trasversali con cui i

filamenti di miosina si agganciano a quelli di actina che scivolano su di essa al

momento della contrazione creando il complesso actomiosina. Si deve ricordare il

sistema T o trasversale costituito da invaginazioni del sarcolemma perpendicolari

all'asse della fibra muscolare le quali internamente si ramificano formando una rete di

maglie su cui si collocano le miofibrille. Un lato della maglia costituisce il tubulo T

che decorre attorno alla mifibrilla a livello della banda I. Il reticolo sarcoplasmatico

è coposto da un insieme di cisterne delimitate da membrane, i sarcotubuli, questi a

livello della banda H formano una rete di maglie in cui sono accolte le singole

miofibrille, nella banda A e nelle emibande I decorrono parallelamente alle

miofibrille e perciò sono denominati cisterne longitudinali. Nell'emibanda I al

confine con la banda A confluiscono nelle cisterne terminali che hanno un diametro

inferiore a quello dei tubuli. Tra le proteine intrinseche della membrana dei

sarcotubuli vi è l'enzima ATPasi-Ca-Mg-dipendente anche detto pompa del calcio in

quanto determina l'accumulo di questo catione all'interno delle cisterne. Le cisterne

terminali presentano sulla faccia rivolta verso il tubulo T particolari strutture

elettrodense che sono la sede di rilascio degli ioni calcio.

È da ricordare che questo tipo di tessuto ha capacità riproduttive quasi nulle, le

perdite consistenti di questo vengono sostituite da tessuto connettivo.

Cardiaco

Questo tessuto forma la spessa tonaca muscolare del cuore, risulta costituito da

cellule muscolari striate con bandeggiatura uguale alle fibre muscolari e da cellule

specializzate nella conduzione dello stimolo cardiaco, il miocardio, ovvero il cuore,

anche se è innervato si contrae in modo spontaneo. Le cellule miocardiche hanno

forma cilindroide, sono ramificate all'estremità con un solo nucleo. Ai limiti delle

cellule ci sono i dischi o strie intercalari, questi sono sfalsati rispetto agli altri delle

cellule adiacenti come a formare i gradini di una scala a pioli per questo sono anche

detti dischi scaliformi. Cadono sempre a livello della banda Z e si estendono anche

se per poco sui lati delle cellule miocardiche, la membrana citoplasmatica a livello di

questi dischi è irregolare. Si osservano tra le membrane giunzioni di salto che hanno

grande valore per permettere il passaggio del potenziale d'azione da una cellula

all'altra. Nel citoplasma a ridosso dei dischi si osserva un'elevata concentrazione di

alfa-actina come nelle bande Z dei sarcomeri, questa serve ad ancorare i filamenti. I

tubuli T in questo tipo di tessuto hanno un diametro maggiore rispetto agli altri e si

trovano a livello della banda Z, sono affiancati inoltre non da cisterne terminali ma da

espansioni a fondo cieco. I mitocondri sono voluminosi e la loro lunghezza occupa

tutto il sarcomero. NERVOSO

Deriva dall'ectoderma. È composto da cellule nervose in senso stretto e di altre che

svolgono per lo più funzione trofica e di sostegno nei confronti delle altre, nel

complesso vengono chiamate nevroglia. Il tessuto nervoso può essere considerato

ubiquitario perché è presente in tutto l'organismo e costituisce il sistema nervoso. La

cellula nervosa o neurone ha due proprietà fondamentali:

Irritabilità o eccitabilità, capacità di rispondere a stimoli fisici e chimici

• dando origine ad un impulso;

Conducibilità, capacità di trasmettere un impulso da una regione all'altra del

• neurone.

Il neurone è l'unità morfologica di questo tessuto e quindi del sistema nervoso. Nel

neurone tipo si distinguono:

Corpo cellula o pirenoforo o pericario o soma, contiene nucleo e una parte di

• citoplasma, di solito ha contorno angoloso da cui vertici si originano

prolungamenti. Il nucleo ha posizione centrale, è voluminoso e contiene un

grosso nucleolo, spesso addossato al nucleo si osservano nelle femmine la

cromatina sessuale. RER è sviluppato e si trova concentrato in piccole aree

nella quali le cisterne sono impilate, complesso di Golgi è esteso, i mitocondri

sono piccoli e rotondeggianti;

Prolungamenti chiamati dendriti, da uno di questi si origina un processo sottile

• di solito lungo, il neurite. I dendriti si originano dal pirenoforo senza un limite

netto, dopo un breve tratto si assottigliano e si ramificano ma terminano in

poco tempo. Il primo tratto è assai breve e tozzo, il secondo tratto è più lungo e

ramificato, le ramificazioni possono essere sottili e presentare piccoli processi

peduncolati dette spine. Il neurite o assone o cilindrasse prende di solito

origine da un rilievo conico del corpo denominato cono di emergenza o

monticolo assonico, è raro che nasca da un grosso dendrite. Il neurite può

essere corto o lungo, spesso è rivestito da una guaina mielenica. Dal punto di

vista strutturale si possono distinguere:

Il cono di emergenza, gran numero di neurotubuli che si dispongono in

◦ fasci;

Il segmento iniziale, sottile tratto, in esso si origina il potenziale d'azione;

◦ Il neurite propriamente detto, contiene mitocondri, REL ecc.

I neuroni si possono distinguere in quattro categorie:

Neuroni provvisti di vari dendriti e di un neurite, multipolari;

1. Neuroni che presentano un dendrite e un neurite, bipolari;

2. Neuroni provvisti soltanto di neurite, sono quelli dei gangli sensitivi dei nervi

3. spinali e dei nervi cranici, nelle fasi iniziali si presentano bipolari in seguito la

parte della cellula tra i due processi si allunga e si peduncolizza unendo i due

processi in un unico ispessito, si forma così un neuro pseudounipolare. Dei due

processi uno si dirige verso la periferia e può presentare notevole lunghezza,

l'altro si porta al sistema nervoso centrale e generalmente è corto;

Neuroni provvisti solo di dendriti, si rinvengono nella retina e nel bulbo

4. olfattivo.

Con il termine sinapsi si indica un'area specializzata di giunzione tra cellule nervose

a livello della quale viene trasmesso l'impulso nervoso tra un neurone e l'altro.

Esistono sinapsi chimiche e elettriche.

Prevalgono però le cellule non nervose che costituiscono la nevroglia divisibile in:

Macroglia:

• Astrociti, corpo stellare, numerosi prolungamenti:

◦ Protoplasmatici, prolungamenti corti e tozzi non molto ramificate, le

▪ estremità delle ramificazioni completano ogni sinapsi isolandola,

prevalgono nella sostanza grigia e sono a ridosso dei pirenofori e in

stretto contatto con i capillari;

Fibrosi, corpo cellulare piccolo, pochi prolungamenti lunghi che

▪ terminano a ridosso delle cellule endoteliali dei capillari mediante

espansioni dette pedicelli che formano l'apparato assorbente, prevalenti

nella sostanza bianca.

Hanno importanti funzioni, i loro contatti da una parte con le sinapsi e

dall'altra con i capillari sono alla base del rapporto vascolonervoso,

forniscono supporto meccanico ai neuroni formando una solida intelaiatura;

Oligodendrociti, sono le cellule più numerose, sono più piccoli dei primi, il

◦ loro citoplasma è ricco di RER, mitocondri e glicogeno. Hanno pochi

prolungamenti che si dividono ripetutamente per raggiungere i neuriti ai

quali forniscono mediante il processo mielinizzante la guaina mielinica di

un internodo.

Microglia, sono cellule estremamente piccole e poco numerose, le cellule

• prendono il nome di microgliociti, non si trovano a ridosso di pirenofori ma

prendono contatto con i prolungamenti della macroglia, il nucleo ha forma

triangolare e il corpo spesso ne ripete la forma. Sono macrofagi specializzati.

Tutti i neuriti che escono dal sistema nervoso centrale e quelli dei neuroni de gangli

sono rivestiti da particolari cellule dette lemnociti o cellule di Schwann ritenute una

varietà di oligodendrociti. Il neurite e il rivestimento formano la fibra nervosa, se la

cellula di Schwann dà origine alla guaina mielinica la fibra sarà costituita anche dalla

guaina e il suo diametro comprenderà quello del neurite e del rivestimento. Le cellule

di Schwann hanno forma allungata, nucleo voluminoso, Golgi sviluppato, si

comportano in modo diverso a seconda della grandezza del neurite:

Neuriti con diametro inferiore agli 1.5-2 μm, una singola cellula si mette in

• rapporto con 15-20 neuriti ciascuno accolto in uno stretto solco o nicchia sulla

superficie della cellula, quando i neuriti passano da una cellula all'altra entrano

in solchi simili della cellula contigua, i neuriti che stabiliscono questo rapporto

sono detto amielenici;

Neuriti con diametro superiore ai 2-3 μm, la cellula di Schwann dà origine ad

• un particolare rivestimento, la ghiandole mielinica. Quest'ultima è una

particolare membrana segmentata che avvolge un elevato numero di neuriti del

sistema nervoso centrale e di quello periferico, non è continua ma interrotta a

intervalli, ogni segmento è separato dall'altro da un tratto privo di guaina detto

nodo di Ranvier, il segmento viene detto perciò internodo. La guaina è

composta da una serie di lamelle concentriche elettrodense.

Nel sistema nervoso centrale la guaina mielinica è fornita dagli oligodendrociti,

ognuna può fornire un internodo a più neuriti, nel sistema nervoso periferico invece

la guaina di un solo internodo è formata da una sola cellula di Schwann.

Una fibra muscolare in condizioni normali si contrae quando è stimolata da una fibra

nervosa motoria, questo evento ha come substrato anatomico la giunzione

neuromuscolare chiamata sinapsi neuromuscolare o placca motrice perché è

simile alla sinapsi chimica. Il termine placca ricorda la forma a placchetta che assume

la fibra nervosa nel punto di contatto con la fibra muscolare la quale presente un

rilievo del sarcolemma detto suola.

Apparato locomotore

Tutti gli organi deputati alla locomozione.

OSTEOLOGIA

Le ossa, bianco-giallastre, sono dure e resistenti e sono gli organi passivi di questo

apparato, forniscono attacco ai muscoli e concorrono a formare cavità atte ad

accogliere e a proteggere gli organi. L'insieme delle ossa forma lo scheletro che

forma e dà sostegno al corpo, si divide in:

Scheletro assile, colonna vertebrale, all'estremità craniale c'è la testa, nella

• regione toracica le coste unite allo sterno;

Scheletro appedicolare, ossa della cintura e degli arti toracici e pelvici.

Il numero delle ossa varia a seconda della specie, la forma varia a seconda della

funzione. Alcune sono situate sul piano mediano e sono dette impari o simmetriche,

la maggior parte però è presente sia a destra che a sinistra ed è detta quindi pari o

asimmetriche. Possono essere di tre tipi:

Lunghe, (tibia), una delle tre dimensioni prevale sull'altra, sono composte da

• una diafisi la parte centrale composta da osso compatto che circonda un canale

midollare in cui è presente il midollo giallo, Il midollo giallo è ricco di

hanno poi all'estremità due epifisi, una lipidi, va a sostituire quello

prossimale e una distale , composte da un sottile rosso durante la crescita.

strato di osso compatto che racchiude l'osso

spugnoso che in alcune contiene midollo rosso, resistono a carichi pesanti

grazie alla disposizione delle travecole. Alcune ossa pur presentando questa

struttura sono prive di canale midollare e perciò sono dette allungate;

Piatte, (scapole), spesse pochi millimetri, larghe, due dimensioni prevalgono

• sulla terza, la superficie è liscia perché fatta di tessuto compatto che racchiude

quello spugnoso chiamato diploe nelle ossa craniali, qui il midollo rosso

rimane per sempre, nella testa e soprattutto nelle cavità nasali possono

contenere grandi quantità d'aria e per questo vengono dette pneumatiche;

Corte, (astragalo, vertebre), fatte solo di osso spugnoso e un sottile strato di

• osso compatto in superficie, non è quasi mai presente il canale midollare,

appartengono a questa classe anche le ossa sesamoidi che si sviluppano nello

spessore di certi tendini ed esercitano forti pressioni.

Le eminenze e le cavità articolari sono destinate ai rapporti articolari fra le ossa, sono

sempre rivestite da cartilagine articolare o di incrostazione. Le eminenze e le cavità

non articolari sono generalmente rugose per fornire un solido attacco ai muscoli e ai

legamenti, quelle senza cartilagine sono dovute generalmente all'impronta di un

muscolo o al passaggio di un tendine. Vi sono poi i fori destinati al passaggio di vasi

e nervi, il foro attraversa solitamente uno strato osseo sottile, il canale compie invece

un lungo tragitto nello spessore dell'osso. I fori nutritizi permettono il passaggio dei

vasi per la vascolarizzazione dell'osso.

Tronco

Formato da:

Colonna vertebrale;

1. Coste;

2. Gabbia toracica

Sterno.

3.

COLONNA VERTEBRALE

Serie di ossa impari simmetriche e corte. La colonna sostiene all'estremità craniale la

testa e dalla parte opposto termina con un tratto sottile che appartiene alla regione

della coda. Ha rapporti articolari con coste e con i coxali. Per tutta la sua lunghezza è

percorsa dal canale vertebrale che contiene il midollo spinale e le meningi.

Possiamo dividere la colonna in cinque regioni:

Cervicale;

1. Toracica;

2. Lombare;

3. Sacrale;

4. Coccigea.

5.

Le vertebre hanno caratteri comuni in tutte queste zone:

Corpo vertebrale, cilindroide posto ventralmente, ha quattro facce:

• Dorsale, forma il pavimento del foro;

1. Ventrale, nella maggior parte delle vertebre è divisa da una cresta

2. vertebrale in due aree più o meno concave.

Craniale, convessa, è detta anche testa;

3. Facce articolari

Caudale, concava è detta anche fossa vertebrale.

4.

La concavità e la convessità diminuiscono in senso + Concave

caudale, quando la concavità è accentuata vuol dire che

le due vertebre possono muoversi tanto;

Arco vertebrale, chiude il canale vertebrale, è posto

• dorsalmente e protegge il midollo, è costituito da due

lamine ossee che si riuniscono dorsalmente sul piano + Piatte

mediale per formare il foro vertebrale che corrisponde al foro

dell'occipitale, ogni lamina poco distante dall'origine ha un'incisura vertebrale

che ha corrispondenza con quella della vertebra successiva costituendo il foro

intervertebrale destinato al passaggio di vasi e del nervo spinale.

Processo spinoso, si eleva sulla faccia dorsale dell'arco

• Due processi trasversi, si creano dai lati dell'arco;

• Due processi articolari, si sviluppano sulla faccia dorsale dell'arco.

• Le vertebre sono separate da cuscinetti

cartilaginei detti dischi intervertebrali con

forma e spessore variabili composti sempre da

un nucleo polposo al centro, formato da

connettivo, e una parte più fibrosa alla

periferia, formata da un tessuto

fibrocartilagineo. L'articolazione tra le vertebre

è una sinfisi. Gli archi vertebrali si articolano

con una faccetta articolare verso l'alto ed una

verso il basso, vi è quindi un diartrosi piana. L'ernia del disco porta la fuoriuscita del

nucleo a causa di una rottura della parte periferica, può provocare una paralisi dal

punto di rottura in giù.

VERTEBRE CERVICALI

Sono sette in ogni Mammifero.

La prima è chiamata atlante, non ha il corpo che è

sostituito da un arco ventrale, ha processi trasversi

sviluppati e quindi denominati ali per accogliere i

tendini del capo, non ha un processo spinoso, ha

un'ampia superficie articolare nella faccia dorsale detta fovea dentis che si articola

con il dente della seconda vertebra, la superficie articolare della faccia ventrale ha un

tubercolo ventrale. L'arco dorsale ha un tubercolo dorsale, un vestigio del processo

spinoso, da ciascun lato di esso di ha un foro vertebrale laterale per far spazio al

primo nervo spinale cervicale. Ogni ala in corrispondenza dei margini craniale e

caudale portano superfici articolari, le prime sono per l'articolazione con i condili

dell'occipitale, le altre per l'articolazione con la seconda vertebra.

La seconda vertebra è chiamata epistrofeo, il corpo è prolungato oltre il limite del

canale anteriore formando un dente, la parte del corpo dell'atlante si è staccata da

esso e si è fusa alla seconda vertebra, la perfetta corrispondenza di queste due

vertebre permette la rotazione del collo, ha piccoli processi trasversi e un evidente

processo spinoso.

Le seguenti vertebre man mano diminuiscono in lunghezza e aumentano in larghezza,

i processi spinosi sono ben sviluppati, i processi trasversi sono divisi in un due

cuspidi, la cresta è pronunciata.

La sesta vertebra si distingue perché ha la cuspide ventrale sviluppata, negli Equidi è

sdoppiata e da qui deriva il nome di tricuspide.

La settima ha il processo spinoso molto lungo ed è per questo chiamata prominente,

ha processi trasversi ridotti privi di foro trasversario, ha una faccetta articolare ai lati

della fossa per articolarsi con la testa delle coste.

VERTEBRE TORACICHE

Si articolano con le coste, la prominente ha un processo spinoso allungato per

allinearsi con queste. Sono meno voluminose, hanno due faccette articolari che

corrispondono a quelle delle vertebre contigue per formare una cupola costale che è

destinata ad accogliere la testa delle coste. Hanno corpi brevi, processi spinosi lunghi

inclinati in senso caudale e poi si riallineano in verticale, quelli trasversi sono invece

ridotti. La superficie del processo è ruvida perché passa il legamento che le tiene

insieme.

VERTEBRE LOMBARI

Hanno processi trasversi sono lunghi e chiamati costiformi per proteggere i reni e

l'ovaio, in alcuni animali (come il cavallo) le ultime si fondono con una sinostosi

perciò non vi è movimento a quel livello e quindi più resistenza. I processi costiformi

aumentano di lunghezza dal primo al penultimo, poi decrescono. Qui finisce il

midollo spinale.

VERTEBRE SACRALI

Si saldando formando un unico osso, il sacro, con forma triangolare. La faccia

dorsale ha sul piano mediano una serie di processi sponosi che decrescono man mano

e che nel complesso formano la cresta sacrale mediale, nei Bovini sono

completamente fusi. La faccia ventrale è concava, sul piano mediano ha delle linee

trasversali che seguono i punti di saldatura dei corpi vertebrali. Sui margini laterali i

processi trasversi sono fusi e si riducono, il primo processo trasverso è esteso e forma

l'ala del sacro che si articolano con il bacino, qui ci sono i punti in cui la forza degli

arti posteriori si trasmette a tutto il corpo. La base mostra la testa della prima vertebra

sormontata dal foro vertebrale. I nervi pian piano escono dai fori. Nel cucciolo il

midollo arriva fino a queste vertebre poi però non cresce abbastanza per arrivarci.

VERTEBRE COCCIGEE

Sono la base scheletrica della coda, sono separate, i processi sono estensioni a cui si

attaccano i muscoli, sono molto mobili, non vi è un canale per proteggere i nervi.

Solo le prime sono complete, hanno entrambe le facce convesse, le altre sono ridotte

a piccoli bastoncelli a forma di clessidra.

GABBIA TORACICA

Lo scheletro del torace delimita la cavità toracica.

COSTE

Le coste sono ossa allungate ibride perché hanno un epifisi ma poi si appiattiscono,

l'angolo che vi è alla fine è detto ginocchio costale, la parte distale delle vertebre è

fatta di cartilagine per favorire il movimento. Il numero delle coste è uguale in paia al

numero di vertebre toraciche. Ogni costa comprende:

Una parte ossea, obliqua in direzione ventro-caudale e che si articola con la

• colonna vertebrale;

Una parte cartilaginea, obliqua in direzione cranio-ventrale.

Le coste sternali o vere uniscono la loro parte cartilaginea direttamente con lo sterno,

le coste invece asternali o false uniscono le cartilagini insieme e si poggiano sulle

precedenti formando l'arco costale che delimita la parete del torace caudalmente.

Alcune specie (come l'uomo e il cane) hanno coste fluttuanti con la cartilagine che va

a finire nel vuoto. L'estremità vertebrale mostra:

Testa, due faccette articolari leggermente convesse o pianeggianti per

• l'articolazione con le vertebre;

Collo,unisce la testa e il tubercolo, appiattito in senso cranio-caudale;

• Tuberosità, più tondeggiante, una faccetta articolare pianeggiante per

• l'articolazione con il processo trasverso della vertebra corrispondente.

Il corpo è incurvato e appiattito, ha una faccia esterna convessa con una doccia per

l'inserzione dei muscoli, una faccia interna concava e liscia percorsa da un'incisura

detta solco costale per i vasi e i nervi. Il margine craniale è concavo e smusso

mentre il margine caudale è convesso e tagliente. La cartilagine costale è appiattita

quella delle coste sternali è breve e termina con ingrossamento mentre la cartilagine

di quelle asternali ha l'estremità affusolata.

La prima costa è sempre breve e incurvata, il volume della testa e della tuberosità

diminuisce progressivamente, il tubercolo situato lateralmente viene via via più

caudale fino a forndersi con la testa delle ultime coste.

STERNO Le ossa sono unite da una sinsarcosi per

formare le sternebre. In alcuni animali la

cartilagine è ben visibile nella porzione

craniale. La prima è allungata a formare il

manubrio schiacciato lateralmente, l'ultima

porta una cartilagine larga e sottile detto

xifoideo schiacciato dorso ventralmente si dice

che è carenato. Vi è un allargamento dello sterno nei primati ma soprattutto nei

bipedi.

Testa

Possiede due articolazioni:

Con la colonna;

• Con la mandibola.

È composto da diverse ossa suturate da sinostosi lisce o a zig zag, quest'ultimo tipo è

più resistente e infatti sono posti nelle parti più sollecitate. L'esterno è composto da

ossa piatte, alcune hanno dei forellini che sono fori nutritizi, sono inclinati per far

entrare arterie e uscire le vene, in alcuni casi sono più grandi e ci passano dentro i

nervi. All'interno ci sono grosse cavità, seni, ci sono quindi ossa pneumatiche perché

sono piene di aria, queste alleggeriscono ma sono comunque resistenti. Negli uccelli

ci sono molti seni per alleggerire e facilitare il volo. La cavicchia ossea è la parte su

cui crescono le corna, è cava perciò è un osso pneumatico, è presente solo nei bovidi.

La superficie interna è ricoperta da epiteli in cui possono aderire i battei che entrano

dal naso, questi provocano la sinusite.

Si possono distinguere due zone:

Zona orale ovvero lo splancnocranio, composta da bocca e naso separati dal

• palato, questo è un allineamento obliquo più spesso rispetto alle altre ossa, è la

base del cranio, sono presenti gli organi viscerali e l'apparato respiratorio e

digerente;

Zona aborale, ovvero il neurocranio.

Le botte prese in testa vengono scaricate sulla base cranica, essa separa le due zone.

NEUROCRANIO

Tre ossa impari:

Occipitale;

• Sfenoide;

• Etmoide.

Tre ossa pari:

Parietale;

• Frontale;

• Temporale.

OCCIPITALE

Osso più aborale, occupa la faccia nucale della testa e deborda su quella ventrale. Le

parti laterali delimitano un grande foro da cui esce il midollo allungato che poi

diventa midollo spinale, questo è detto foramen magnum. È presente la squama

dell'occipitale ovvero la zona piatta nella parte dorsale dove è presente la

pretuberanza dell'occipitale esterna che continua da ciascun Parola usata

lato formando la cresta nucale. Le basi dell'occipitale sono sul sempre per

piano sagittale e ha forma di prisma triangolare, concorre indicare sporgenze

a delimitare il foro giugulare e quello lacero. Le parti di questo tipo, se

laterali sono formate da due condili, che permettono invece la parte è

al cranio di muoversi rispetto all'atlante, e due processi ossei tondeggiante si

che formano una sporgenza allungata che scende al di sotto del dice tuberosità.

corpo per attaccarsi al muscolo parietale. L'occipitale è un osso

piatto con pochi seni nella maggior parte degli animali è l'osso più esteso.

SFENOIDE

Parte della base che si sviluppa all'interno e non in superficie, si può osservare dal

foro dell'orbita, ha una forma a farfalla dalla base infatti si allargano due ali che fanno

da parete di fondi per le zone auricolari, quest'osso accoglie l'ipofisi in una cavità e

sulle sue ali si appoggia l'encefalo. Nella faccia endocranica si trova la fossa

ipofisaria che accoglie la ghiandola omonima, nel solco chiasmatico invece accoglie

il chiasma ottico che si prolunga in avanti mediante il canale ottico per il nervo

omonimo. È la parte più robusta della base cranica.

TEMPORALE

Sono due ossa pari che chiudono il neurocranio, si articolano con l'osso zigomatico

grazie al processo omonimo posto sulla faccia laterale della squama del temporale.

Chiude l'orbita anche se nei carnivori le due ossa non si uniscono. La porzione

auricolare dell'osso ha una forma piramidale nella quale base vi è la cavità timpanica

e la cavità dell'orecchio che nel loro insieme costituiscono il labirinto osseo.

Ventralmente a quest'ultimo vi è il meato acustico interno sui cui ci sono quattro fori

per il passaggio dei nervi.

PARIETALE

È posto tra l'occipitale, l'interparietale, il temporale e il frontale. La faccia esterna è

convessa percorsa dalla linea temporale che concorre a delimitare la fossa omonima.

La faccia interna è invece concava.

FRONTALE

Osso esteso che chiude la parte dorsale, una parte di questo fa parte dello

splancnocranio, la squama del frontale copre la parte dorsale dell'orbita, qui vi è la

cavicchia ossea. La faccia esterna può essere pianeggiante, concava o convessa a

seconda della specie, concorre a formare la parete mediale dell'orbita. La faccia

interna mostra creste trasversali. Il margine nasale corrisponde all'osso nasale.

ETMOIDE

Non si può vedere dall'esterno, forma la parete che separa l'encefalo dalle cavità

nasali dove finisce la base. Le masse laterali sono formate da sottilissime ossa piatte

arrotolate, dette etmoturbinati, ricoperte di epitelio olfattivo con neuroni

chemiorecettori, la porzione che è in grado di elaborare questi stimoli si trova nella

parte di encefalo che confina con questo osso dove sono presenti i bulbi olfattivi.

Lateralmente le lamine sono inserite nella lamina papiracee, da papiro, la capacità di

recepire gli odori è proporzionale alla superficie di queste ossa.

SPLACNOCRANIO

Lo scheletro della faccia comprende un solo osso impari, il vomere, e nove ossa pari:

Cornetto;

• Nasale;

• Lacrimale;

• Zigomatico;

• Pterigoideo;

• Palatino;

• Mascellare;

• Incisivo;

• Mandibola.

VOMERE

A forma di U, si infila nel setto nasale. È una lamina appiattita che si estende dallo

sfenoide ai processi palatini. Nel margine dorsale vi è un solco settale è destinato ad

accogliere il margine ventrale del setto nasale. Il margine ventrale appoggia sulla

sutura dei processi palatini. L'estremità caudale del vomere si unisce allo sfenoide e

mostra un'incisura che divide i prolungamenti laterali formando le ali del vomere.

CORNETTI NASALI

Sottili lamine ossee avvolti su sé stessi situati nelle fosse nasali due per ciascun lato.

Il cornetto dorsale è formato da una lamina inserita lateralmente sulla cresta

etmoidale dell'osso nasale. La sua cavità comunica con il meato medio, la parte più

aborale è vasta e forma il seno concale dorsale e si apre nella cavità del naso o del

seno frontale.

NASALE

Chiude dorsalmente la cavità, è una squama perché è allungato. La faccia esterna è

convessa, quella interna è concava e dà attacco al cornetto dorsale.

LACRIMALE

Ospita le ghiandole lacrimali. Nella porzione orbitale vi è una cresta orbitale che

mostra la fossa del sacco lacrimale nella quale vi è un foro lacrimale che immette nel

canale lacrimale.

ZIGOMATICO

Unendosi al processo zigomatico del temporale forma l'arcata zigomatica.

PTERIGOIDEO

Osso piatto a forma di lamina, l'estremità ventrale mostr un processo incurvato detto

uncino pterigoideo.

PALATINO

Termina la bocca è l'osso più aborale dello coanoitti furono i primi

I

splacnocraneo, vi è un seno che permette di far passare pesci che uscirono

l'aria nella faringe, questo è detto coana. dall'acqua perché

CONCHE NASALI svilupparono le coane. I

Sia superiori che inferiori, sono ossa papiracee non con pesci invece hanno le

funzione olfattiva però ma respiratorio, infatti vi è un narici chiuse.

epitelio bagnato di muco che trattiene il pulviscolo, sono

ossa molto vascolarizzate per riscaldare l'aria che noi respiriamo.

MASCELLARE

Osso voluminoso che presenta sul piano mediano il processo palatino che va a

formare il palato osseo. La faccia esterna presenta una tuberosità posta dietro l'ultimo

dente molare. Dalla faccia interna si stacca il processo palatino. Il margine dorsale è

sottile, in quello ventrale ci sono gli alveoli per premolari e i molari.

INCISIVO

In questo osso si distinguono una parte ingrossata detta corpo dove sono presenti tre

alveoli per i denti incisivi tranne nei ruminanti che non hanno gli incisivi superiori.

MANDIBOLA

Unico osso che si muove in questa parte del corpo, vi sono infatti due emimandibole

che si uniscono con una sinostosi al livello del mento. Il corpo presenta gli alveoli per

gli incisivi inferiori. È presente un diastema negli erbivori ovvero una separazione

fra incisivi e premolari, sono presenti inoltre gli alveoli dei premolari e dei molari

inferiori. La branca, ovvero la parte verticale dell'osso, è più sottile, tutte e due le

facce di questa, laterale e mediale, sono concave per ospitare i muscoli, perciò la

parte centrale è sottile, sono distinte due fosse:

Laterale, fossa masseterina, dove attacca il muscolo massetere;

• Mediale, fossa pterigoidea, dove attacca il muscolo pterigoideo.

Nella parte dorsale della branca ci sono dei condili per farla muovere rispetto al

temporale. Nei carnivori l'articolazione è cilindrica e quindi possono solo muovere la

mandibola su e giù mentre gli altri animali possono compiere una diduzione grazie ai

muscoli pterigoidei, nei primi l'articolazione è più resistente perché non ha molte

libertà di movimento. Il processo coronoideo ha una superficie rugosa per fare alzare

la mandibola, funziona quindi da leva, esso passa sotto l'arco temporale/zigomatico

nella fossa temporale.

APPARATO IOIDEO

Serie di ossa all'altezza del temporale a forma di U, sostiene la faringe, la laringe e la

lingua. L'osso glossoiale è la parte finale dove vi è il processo linguale che dà la base

della lingua.

Arti

Schema:

Si ha sempre una cintura con la quale gli arti si articolano al tronco;

• Un osso detto stilopodio;

• Due ossa dette zeucopodi;

• Tante piccole ossa brevi:

• Carpo;

◦ Tarso.

Un osso lungo metatarso;

• Dita.

Si segue sempre questo schema:

Spalla/Bacino → Braccio/Coscia → Avambraccio/Gamba → Mano/Piede

Gli animali hanno sempre gli arti a zig zag mantenuti così dai muscoli e dai tendini,

l'elefante essendo troppo pesante non può avere questo schema di ossa.

ARTI TORACICI

La scapola è l'unico esempio si sinsarcosi.

Nei mammiferi placentati la cintura toracica è formata dalla scapola e dalla clavicola,

parte dalla scapola e arriva allo sterno.

Prima tutti gli animali avevano cinque dita poi con il tempo alcuni le hanno perse.

SCAPOLA

Forma la base anatomica della spalla, è per lo più piatto a forma di triangolo la cui

base è rivolta verso l'alto. La superficie laterale è convessa quella mediale è concava,

sporge un processo detto spina che è spostato più verso il cranio, questa divide le due

fosse una sopraspinata e l'altra sottospinata. Negli Equidi la spina si esaurisce

gradualmente, nelle altre specie si interrompe con un rilievo, l'acromion. Ha un

epifisi distale perciò è un osso ibrido con una superficie articolare concava, vi è una

cavità detta glinoidea per accogliere l'omero.

CLAVICOLA

Varia a seconda della specie:

Primati, svolge funzione prensile quindi è robusta;

• Carnivori e Roditori, funzione di sostegno quindi è esile;

• Ungulati, funzione di sostegno non è presente, l'unione con il tronco si effettua

• solo tramite muscoli.

Si articola con lo sterno e con l'acromion.

OMERO

L'epifisi prossimale ha una concavità che si articola con la scapola detta testa

dell'omero, qui vi sono due tuberosità tra i quali vi è un solco intertubercolare per

accogliere o trochitere ruvido per accogliere i legamenti. Vi è una diafisi con

sporgenza laterale per formare un solco di torsione in cui gira il muscolo. L'epifisi

distale ha una superficie laterale cilindroide divisa in due porzioni: la troclea e il

capitello. Al di sopra della troclea nella faccia caudale vi è una fossa detta

olecranica, in alcuni animali è proprio un buco, che ospita l'oleocrano.

RADIO

È più esteso rispetto all'ulna. La testa si presenta estesa con una superficie divisa in

due porzioni che corrispondono alla troclea e al capitello.

ULNA

Si assottiglia man mano, l'epifisi prossimale sormonta quella del radio e presenta una

tuberosità, l'oleocrano, è una sorta di “becco” che si infila nella fossa dell'omero

quando il braccio è alla massima estensione. Nel maiala radio e ulna sono simili e

sono attaccati insieme.

CARPO

Sono presenti due file di quattro ossa corte indipendentemente dal numero di dita che

l'animale possiede, insieme hanno lo stesso diametro di radio e ulna.

A) Osso radiale

B) Osso lunato

C) Osso ulnare

Osso pisiforme

D)

E) Osso trapezio

F) Osso trapezoide

G) Osso capitato

H) Osso uncinato

Pur presentando forme e volume variabili hanno caratteristiche comuni come l'avere

tutte sei facce in cui, nelle ossa interne, quattro sono articolari e due rugose o, in

quelle esterne, sei sono articolari e sei rugose.

METACARPO

Solitamente il numero di dita corrisponde al numero di ossa del metacarpo, nei bovini

ci sono due ossa fuse insieme perciò si ha una sola epifisi prossimale e due distali, si

può notare un solco in mezzo più un foro nutritizio.

FALANGI

Lo scheletro di ciascun dito è costituito da tre falangi e da piccoli ossi complementari

detti sesamoidi. Nel primo dito manca la prima falange. Prima falange è un osso

lungo mentre le altre due sono corte. La terza falange è a forma di tronco di cono.

ARTI PELVICI

BACINO

Dovendo trasmettere l'energia degli arti inferiori a tutto il corpo, la cintura pelvica è

completa e saldamente unita alla colonna vertebrale. È formata da un unico osso, il

coxale, ma in realtà questo è dato dalla fusione precoce di tre ossa:

Ileo, cranio-dorsale;

• Ischio, ventro-craniale;

• Pube, ventro-caudale.

Le due metà del bacino si uniscono al livello dell'ischio e del pube con una sinfisi,

chiamata ischio-pubica negli animale e solo pubica nell'uomo, ai lati vi è la

cartilagine fibrosa dura e al centro invece c'è del connettivo più morbido, nei maschi

non si vede la linea di separazione perché serve solo al momento del parto, infatti

nella femmina l'anello viene chiamato canale del parto perché il feto passa di qui.

Nell'articolazione tra l'ileo e il sacro viene trasmessa l'energia della spinta. I due

coxali si articolano con l'osso sacro per formare il bacino o pelvi. Il coxale è un osso

piatto a forma di elica, i tre segmenti convergono in una cavità semisferica,

l'acetabolo, dove il coxale si articola con la testa del femore, in questa cavità vi è una

zona ruvida dove passa un legamento tra questo il femore. L'ileo è losso più grande

dei tre e presenta un espansione detta ala dell'ileo. Sono tutte ossa piatte, la tuberosità

è un punto in cui è facile estrarre il midollo osseo. Vi è un foro otturato che in realtà

sono due perché abbiamo due ilei, due ischi e due pubi, non ci passa niente ma

alleggerisce la struttura. La tuberosità ischiatica è la parte che si appoggia quando ci

sediamo. I due emibacini sono separati dall'osso sacro. La cavità addominale è uguale

a quella pelvica.

FEMORE

Il femore è l'unico osso che costituisce la coscia. L'estremità prossimale di questo

osso lungo è detta testa del femore dove passa il legamento, la parte mediale è liscia

con fossetta dove esce il legamento rotondo che finisce nell'acetabolo, questo

impedisce lo staccamento del femore. Il legamento accessorio non è uguale in tutti e

dà differenti movimenti: nel cavallo è robusto e collega le due ossa e non permette

l'abduzione; nei ruminanti è lasso e cedevole quindi permette l'abduzione. Il

trocatere è un robusto rilievo laterale, ruvido con fori nutritizi, è usato come una leva

per camminare, dà inserzione ai muscoli. L'epifisi distale ha tre rilievi articolari:

Uno craniale formato dalla troclea, con la rotula;

• Due caudali formati dai condili, con la tibia, separati da uno spazio occupato

• dai crociati.

Il corpo ha una forma di prisma triangolare.

TIBIA

L'estremità distale presenta tre grosse tuberosità di cui due sono condili pianeggianti

che si articolano con il femore. Il menischi compensa lo spazio tra la curvatura dei

condili del femore e la superficie piatta della tibia, sono a forma di C fatti di

cartilagine per ammortizzare il peso. La rotula è un grosso osso sesamoide che nasce

all'interno del muscolo e trasmette l'azione alla gamba. La tuberosità tibiale è rivolta

lateralmente e continua sul corpo della tibia con la cresta tibiale, separata dal condilo

laterale mediante una profonda incisura, il solco dell'estensore. Il corpo nella parte

prossimale è prismatico mentre in quella distale è cilindroide.

FIBULA

Anche detta perone, è posta lateralmente alla tibia, ha due estremità solo nel Maiale e

nei Carnivori, l'estremità prossimale nei Ruminanti è fusa con la tibia. Il corpo è

assente nei Ruminanti mentre negli Equidi è un esile stilo lungo circa metà della tibia.

TARSO

È composto da sette ossa disposte in due file, quella prossimale è formata sempre

dall'astragalo e dal calcaneo. Il primo ha forma più o meno cubica e si articola

caudalmente con il calcaneo e prossimalmente con la cloclea tibiale. Il calcaneo è

invece appiattito in senso trasversale. L'astragalo nell'uomo appoggia a terra. Gli

ungulati camminano sulle unghie appoggiando solo la terza falange. I cani sono

digitigradi perché si appoggiando sulle dita. L'uomo è un plantigrado.

METATARSO

Composto da massimo cinque ossa lunghe dette metatarsali.

FALANGI

Anche qui sono tre per ogni dito e la struttura è la stessa che nella mano.

ARTROLOGIA

Modo in cui le ossa comunicano tra loro, la parola articolazione può significare

movimento ma non si usa sempre questo significato. Più un articolazione è mobile

meno è robusta. Possono essere di diverso tipo:

Sinartrosi, ogi vengono chiamte con il termine articolazioni fibrose e

• cartilaginee, il termine sinartrosi significa unione e quindi sono articolazioni

per continuità, sono articolazioni immobili o poco mobili, sono chiamate in

diverso modo a seconda di che tessuto è presente tra le due ossa:

Sindesmosi, (dente, alveolo, dentale), i due segmenti ossei sono uniti tra

◦ loro, vi è un connettivo fibroso che forma una lamina più o meno estesa;

Sincondrosi, (sternebre), il tessuto interposto tra i due segmenti è

◦ cartilagine ialina, generalemente ossifica con l'età;

Sinfisi, (ischio-pubica), i due segmenti ossei sono interposti da dischi

◦ cartilaginei con cartilagine in periferia e connettivo fibroso al centro che

forma il nucleo polposo;

Sinelastosi, connettivo elastico;

◦ Sinsarcosi, presente solo tra la scapola e il tronco, tessuto muscolare

◦ scheletrico, è più mobile rispetto alle altre;

Sinostosi, (cranio), anche dette suture, tessuto osseo viene prodotto

◦ successivamente, non vi è molto connettivo fibroso.

Diartrosi o articolazioni sinoviali, sono per contiguità e sono più mobili

• rispetto alle altre, vi è una guaina molle che unisce le due ossa, inoltre vi è una

cartilagine articolare, ialina, ovvero composta da proteine e acqua, questo tipo

di articolazioni sono isolate da una capsula articolare, lo strato esterno è

composto da una guaina fibrosa mentre quello interno da un epitelio di

rivestimento, la parte interna è secernente un liquido sinoviale lubrificante

esso fa da collante. La cartilagine ialina riceve nutrimento dai vasi che passano

nell'osso, non ha un pericondrio perciò è liscia vi è meno attrito e quindi è

consumata poca energia. Questo tipo di articolazione può essere:

Piana, le due superfici scivolano una sull'altra;

◦ A perno, (cervicale), è possibile la rotazione;

◦ A cerniera, (dita), è possibile la mobilità angolare solo su un piano perché

◦ vi è un osso che blocca la rotazione nell'altro piano;

Condilartrosi, (ginocchio), due superfici, dette condili, sono separate per

◦ far posto ai legamenti;

A calotta, (polso), superficie sferica angolare, rotazione su più piani;

◦ Sferoidale, (femore-bacino), una sfera è accolta da un'altra mezza sfera

◦ cava. MIOLOGIA

Studia i muscoli che sono organi, sono sempre striati, l'unico liscio è la trippa. Le

stratificazioni sono frequenti. Costituiscono la parte attiva dell'apparato locomotore,

inoltre sono la vera e propria carne. Si distinguono:

Cutanei, sotto la pelle, sono quelli che danno il movimento ad essa, hanno

• almeno un inserzione nel derma;

Scheletrici, separati dal sottocute per mezzo di fasce connettivali.

Hanno:

Uno o più teste;

• Una coda;

• Almeno due tessuti, di solito connettivo e muscolare;

• I tendini fanno parte del muscolo.

Sono divisi principalmente in:

Brevi, generalmente sotto a grandi masse muscolari.

• Lunghi, principalmente negli arti, vi è una parte media detta ventre e due

• estremità di cui quella meno mobile è la testa, alcuni presentano le loro

estremità divise in più parti, per questo vengono detti bi-tri-quadricipide a

seconda del numero di tendini che sono presenti nel capo del muscolo;

Piatti, formati da grandi lamine,

• principalmente nelle cavità

addominali e toraciche.

Tutti questi possono essere di diverso tipo

a seconda dell'orientamento rispetto ai

tendini:

Semipennato, tendini danno

• l'attacco alle fibre. Il tendine è da

un lato e i fasci si attaccano ad esso;

Pennato, il tendine si ingrossa

staccandosi dalle fibre, il tendine nasce in seno al ventre muscolare e i fasci si

attaccano su esso;

Pluripennato, muscoli del sotto ala, la forma si ripete più volte e i tendini sono

• più di uno;

Fusiforme, è il tipo più comune, le fibre hanno piccole dimensioni in entrata e

• in uscita;

Dentato, solo nei muscoli piatti, può mettere in contatto con una serie di ossa

• uguali fra loro, sono tendini piatti chiamati anche aponeurosi, il

loro margine ha delle linguette muscolari; Termine che

Digastrico, muscolo unico con due ventri muscolari separati

• significa

da un tendine intermedio; tendine ma

Poligastrico, sono quelli addominali, sono separati da brevi

• si usa solo

inserzioni tendinee; per quelli

Orbiculare o sfinterico, il capo coincide con la coda,

• piatti.

restringono le parti interessate se sono contratti, i fasci hanno

una disposizione anulare.

I tendini sono cordoni fibrosi di colore bianco, formano fasci longitudinali e

paralleli, possono prendere origine all'interno del corpo carnoso o sulla superficie.

All'interno dei muscoli si trova il muscolo rosso o bianco a seconda della quantità di

mioglobina, una proteina, che esso contiene. Ogni muscolo è composto da diversi

connettivi:

Fascetti, immersi nel perimisio;

• Fibre, immerse nell'endomisio;

• Il muscolo è circondato dall'epimisio.

• Tutti questi formano lo stroma che circonda ogni

Il poco connettivo parenchima.

presente nella carne fa Se due muscoli collaborano per un'unica funzione sono detti

aumentare il prezzo. congeneri, se invece compiono movimenti opposti sono

detti antagonisti. Ogni movimento non è mai dato da un solo muscolo perciò sono

detti sinergici. L'accorciamento del muscolo è proporzionale alla lunghezza mentre la

sua potenza è proporzionale al numero delle fibre.

Muscoli della testa

MUSCOLI CUTANEI

Anche detti della faccia, sono della parte dello stenocranio, il capo di questi muscoli è

attaccato allo scheletro mentre la coda alla pelle. Sono i muscoli mimici.

Comprendono:

Elevatore naso labiale; Antagonisti, sono sottili lamine si

• Depressore naso labiale; usano quando si sorride

• Orbiculare labbra, costituiscono l'impalcatura delle labbra;

• Buccinatore, gonfia la guancia, di diverse dimensioni,

• Conchiglia buccino,

nei carnivori è corto mentre negli erbivori è esteso per grande, se si rompe e

contenere il cibo. ci si soffia dentro fa

MUSCOLI MASTICATORI il suono di una

La testa e la coda di questi muscoli sono attaccate alle ossa tromba.

della testa. Comprendono:

I muscoli elevatori della mandibola:

• Laterali rispetto alla branca:

◦ Massetere, larga lamina appiattita che prende origine dall'arcata

▪ zigomatica;

Temporale, termina sul processo coronoideo, è importante per i

▪ carnivori e quindi è più grosso.

Mediali rispetto alla branca:

◦ Pterigoideo mediale;

▪ Pterigoideo laterale, importante per gli erbivori.

I muscoli depressori della mandibola:

• Digastrico, piccolo perché si ha bisogno di poca energia per abbassarla.

Muscoli del collo

Sono avvolti nella muscolatura del collo. Comprendono:

Quelli sopra la colonna che servono ad alzare la testa:

• Epissiali, organi situati dorsalmente all’asse principale del corpo:

◦ Trapezio, forma triangolare, parte dalla spina della scapola;

▪ Romboide;

▪ Dentato.

Quelli sotto la colonna che servono ad abbassare la testa:

• Ipoassiali:

◦ Pelliciaio, permette di muovere la pelle; Pretracheali, proteggono

▪ Sternocefalico, va dallo sterno alla testa; la trachea.

▪ Sternotiroideo, fino alla cartilagine tiroidea;

▪ Brachiocefalico, parte dal braccio;

▪ Sternoiodeo, parte dello ioide.

Muscoli della colonna vertebrale

Sono epiassiali, molto sviluppati, nel torace ci sono solo questi, formano la groppa

dell'animale:

Lungo spinoso;

• Lungo dorsale;

• Multifido lombo-toracico.

Muscoli lombari

Sono ipoassiali, tendono a fondersi nel muscolo ileo-psoas detto anche filetto:

Psoas, diviso in:

• Piccolo, muscolo lungo, facendo punto fisso sulla regione lombare flette il

◦ bacino, mentre se fa punto fisso su quest'ultimo flette la colonna vertebrale

o la inclina;

Grande, muscolo lungo posto dorsalmente al piccolo, si origina dal corpo

◦ delle ultime due vertebre toraciche, flette la coscia, se il punto fisso è sul

femore flette la colonna vertebrale.

Iliaco, forma prismatica posto davanti alla faccia pelvica dell'ileo, larga doccia

• che accoglie il grande psoas.

Muscoli pettorali

Scorrono lungo il torace, coprono lo sterno, hanno un diverso orientamento delle

fibre: Pettorali discendenti, si origina dal manubrio e termina nella cresta omerale,

• adduttore del braccio;

Pettorali ascendenti, è il più voluminoso, nasce dallo sterno e termina nella

• tuberosità dell'omero;

Pettorali trasversi, muscolo sottile.

Muscoli toracici

Diaframma, muscolo piatto che separa il torace dall'addome, involontario,

• anche detto frenico perché è regolato dal nervo frenico, dal tendine si

irradiano fasci carnosi che costituiscono i pilastri laterali, in esso sono posti:

Il centro frenico, un ampio tendine posto nel punto di massima convessità

◦ della cupola diaframmatica, da qui si irradiano i fasci carnosi del muscolo;

Lo iato aortico, anello fibroso da cui inizia l'aorta addominale;

◦ Lo iato esofageo, un buco da cui passa l'esofago, i vasi e i nervi ad esso

◦ connessi;

Lo iato della vena cava caudale, buco per il passaggio di questo vaso, qui

◦ vi è una bassa pressione. Occupano gli spazi intercostali fino all'origine

Intercostale interno;

• delle cartilagini, completano in maniera elastica

Intercostale esterno.

• la parete toracica

Muscoli addominali

Obliquo esterno, la parte carnosa del muscolo ha fasci paralleli diretti

• ventrocaudalmente, termina sull'angolo dell'anca, è un muscolo espiratore

perché tira le coste caudalmente;

Obliquo interno, la parte carnosa ha fasci diretti ventrocranialmente;

• Retto, muscolo piatto a struttura poligastrica, flette la regione lombare

• avvicinando il torace al bacino;

Trasverso, è il più profondo, fasci diretti dorsoventralmente, solleva i visceri

• restringendo l'addome.

Muscoli della spalla

Caudali flessori:

• Deltoide, muscolo largo triangolare che prende origine dalla spina della

◦ scapola, termina con un tendine robusto sulla tuberosità dell'omero;

Piccolo rotondo, piccolo muscolo appiattito quasi completamente nascosto

◦ dal deltoide e dalla fossa sottospinata;

Grande rotondo, muscolo allungato fusiforme.

Mediali adduttori:

• Sottoscapolare, muscolo largo triangolare, termina con breve e robusto

◦ tendine.

Laterali abduttori:

• Sopraspinato, muscolo che si origina da tutta la fossa sopraspinata;


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DETTAGLI
Esame: Anatomia
Corso di laurea: Corso di laurea in produzioni e gestione degli animali in allevamento e selvatici
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LoveBarbie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Galloni Marco Rodolfo.

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