Lo scheletro e l’apparato cardiocircolatorio
Scheletro e colonna vertebrale
Lo scheletro presenta 206 ossa [Tronco [Superiori collegati al tronco [Inferiori Successione di ossa corte. Sono 2 ossa formate dalla fusione di alcune vertebre terminali.
- Curvature primarie: si formano nella pre-nascita (nella vita intrauterina) e sono a livello della zona toracica e sacrale con una concavità anteriore (cifosi) per far spazio agli organi.
- Curvature secondarie: si formano dopo la nascita per distribuire il peso del corpo e allineare la testa sulla colonna vertebrale, allinea anche il tronco con la zona cervicale (per la testa) e lombare (fondamentale per quando si inizia a camminare); queste curvature hanno una concavità posteriore (lordosi).
Margini dei peduncoli incavati che delimitano dei fori intervertebrali. A livello dei peduncoli. Contatto inserzioni muscoli. Per di Punti di articolazione con i dischi intervertebrali, esternamente è cartilagine fibrosa mentre internamente è una sostanza gelatinosa che ammortizza e trasmette la pressione esercitata su tutta la colonna e l’omogenizza.
Posizione anteriore. Senso orizzontale. In senso posteriore forame vertebrale che protegge il midollo spinale. Che si fondono tra loro. Foro intervertebrale da cui emergono i nervi spinali.
Si incastra nell’atlante e permette il movimento da destra verso sinistra della testa, non ha un corpo, C1 sta per la prima vertebra della zona cervicale. Forma dei canali trasversali in cui passa l’arteria vertebrale che irrora l’encefalo. Articolazione con l’osso occipitale che permette il movimento avanti e indietro della testa.
Articolazione con le 12 costole. Più massicce perché sorreggono la maggior parte del peso del corpo. Fusione di processi spinosi, la superficie laterale del sacro si articola con l’anca. Fusione di vertebre ma molto più piccole. (La parte superiore del sacro somiglia all’orecchio).
Con diverse faccette articolari che si articolano tramite diversi tipi di cartilagini costali. Cartilagine propria costale (ialina). Articolazione con lo sterno (osso piatto). Nessun contatto. Articolazione con gabbia toracica (ossa piatte). Si agganciano alla cartilagine costale del 7° paio in modo indiretto (sulla fine delle faccette articolari).
Punto dell’osso iliaco che si articola con il femore. Porzione superiore] Inferiore. Visione laterale. Visione mediale. Depressione. Altro osso dell’anca. Grandi pelvi. Piano che divide grande e piccola pelvi. Piccole pelvi.
Articolazioni e movimenti
Cartilagine fibrosa. Tessuti e forma. Legamento parodontale (ossificazione indiretta). Movimenti limitati. Cartilagine fibrosa. Ampia gamma di movimento.
Non è un legame stretto ma le ossa sono in continuità. Capsula piena di liquido sinoviale che ha una densità simile all’albume di uovo (con un margine di spazio). Costituita da una membrana sinoviale e piena di liquido sinoviale (ialina). Per rinforzare l’articolazione e renderla più efficiente, ammortizza.
Cellule: sinoviociti. Rinnovamento del liquido. Massimo 3 ml, è un liquido molto ricco di acido ialuronico e peptidoglicani (consistenza dell’albume di uovo). Nutrire elementi cellulari (non c’è diffusione dal connettivo ma dal liquido sinoviale).
Legamenti crociati (interno). Fanno sì che le strutture combacino perfettamente. Cuscinetto ammortizzante (adiposo) dietro la patella. Tra legamento o tendine e la superficie dell’osso.
Vasi sanguigni e circolazione
Nutrienti e " ! Scarti e !" ! Vasi sanguigni. Ematosi (scambio di gas).
Grande circolazione: parte dal ventricolo sinistro e finisce nell’atrio destro (ematosi nei polmoni). Il sangue ossigenato va ai tessuti. Piccola circolazione: parte dal ventricolo destro e finisce nell’atrio sinistro.
Superiore. Inferiore. Organo cavo. Racchiuso anche il tratto iniziale da cui partono i ventricoli. Espansioni della parete atriale. Entrambi i solchi sono coperti dal grasso. Visione di tutti vasi che partono da atri e ventricoli.
Cuore e pericardio
Per mantenere in sede il cuore. Delimitano la cavità che NON comunica con l’esterno. Fibroso viscerale = epicardio (mesotelio) (collagene). Foglietto viscerale. Accumuli di tessuto adiposo. Elementi muscolari contrattili.
SX DX. Setto interatriale (biancastro). Confluenza con 4 arterie. Confluenza con 2 vene cave e con il seno coronario dove scorre il sangue venoso refluo dalle pareti cardiache.
Lo spessore della parete è più sottile rispetto ai ventricoli e la forza di contrazione è minore (perché il sangue è spinto solo nei ventricoli), successivamente viene spinto nei canali. Superficie irregolare. Leggera concavità verso sinistra (che è leggermente più grande di quella di destra). Inoltre, la parete è più spessa perché spinge il sangue nell’aorta.
Valvole atrioventricolari (estroflessioni). Corde tendinee che evitano il reflusso di sangue dalle valvole. Per il corretto funzionamento delle valvole tirando i lembi. Muscoli papillari. (Camera di reflusso) (parte di deflusso). Flusso ascendente. Flusso discendente verso l’apice del cuore. Per impedire il reflusso di sangue, quindi, il volume di sangue che viene spinto è minore nella circolazione].
(3 lembi) Presentano dei lembi che tramite delle corde tendinee sono collegati ai muscoli papillari. (2 lembi) Hanno una forma a tasca di nido di rondine. Sono rivestite esternamente da cellule endoteliali mentre internamente orifizi che mettono in comunicazione i ventricoli con l’aorta e il tronco polmonare da tessuto connettivo che non presenta vasi ma glicosamminoglicani, il nutrimento lo ricevono per diffusione dal sangue stesso.
Valvola semilunare, semilunare. Lembo. Tricuspide. Bicuspide. Si alternano tra ventricoli e atri la sistole (contrazione) e la diastole (rilassamento). Diastole ventricoli. Sistole atri. Lembi aperti. Lembi chiusi. Senza le corde tendinee i lembi andrebbero verso l’alto. Sistole ventricoli. Diastole atri.
Parete cardiaca e conduzione
Parte più esterna. Parte più interna. Foglietto viscerale. Maggior parte. Verso la cavità cardiaca. (Le stesse cellule dei vasi) (sottile).
È costituito da uno scheletro fibroso al quale sono ancorate lamine di tessuto muscolare (miocardio), il quale costituisce il vero e proprio muscolo cardiaco, sia nella parte atriale (sottile) sia nella parte ventricolare. Cardiomiociti tenuti uniti dai dischi intercalari (spessa), sia nella parte destra sia nella parte sinistra.
A livello degli atri. Il setto atrio-ventricolare è formato da tessuto connettivo fibroso denso: che permette le contrazioni di atri e ventricoli in momenti differenti. Isolante elettrico.
- Inserimento per i cordoni dei cardiomiociti, presentano degli ispessimenti sia negli orifizi atrio ventricolari sia in quelli arteriosi (attorno).
- Formando lo scheletro fibroso del cuore.
Alcuni cordoni rimangono nel proprio ventricolo mentre altri vanno nell’altro ventricolo. Granuli che all’interno presentano l’ormone natriuretico atriale (attività ipertensiva).
Pacemaker: dispositivo elettronico che una volta collegato a un cuore dal ritmo troppo lento. Contrazione atri. A livello della vena cava superiore confluisce con l’atrio destro (bradicardia o insufficienza cardiaca), troppo veloce (tachicardia) o irregolare (aritmia cardiaca) ne normalizza le contrazioni.
(Per 100 millisecondi) L’impulso contrattile nasce spontaneamente. Così gli atri si svuotano completamente e arriva l’impulso quando i ventricoli sono completamente riempiti, ma il sistema di conduzione lo può regolare.
SNA: che modula tutti gli organi interni regolando il sistema omeostatico antagonista { Frequenza cardiaca (centro cardio inibitore). Funzione frequenza cardiaca (centro cardio-attivatore), esso attiva le fibre ortosimpatiche, decorre l’impulso lungo i nervi e ne aumenta la frequenza.
I recettori sono sensibili agli stimoli chimici (pH, ) e a stimoli meccanici (pressione)! ! Centri superiori controllano i valori registrati se entrano nel range di normalità (simpatico e parasimpatico).
Arterie, vene e capillari
Collassa perché ha poche fibre elastiche (più interna, vicino al lume) (più esterno). Mantiene la forma perché ha molte fibre elastiche (molto sottile). Piatte, unico strato. Permette il flusso lineare del sangue. Fenomeno di extravasazione.
Possono modificare il flusso del vaso (lamina elastica interna). Solo nelle arterie di grosso calibro. Ci sono più fibre elastiche che fanno sì che ci sia una maggiore resistenza alla pressione per le arterie vicino al cuore sovrapposte. Contraendosi il tono basale fa sì che ci sia tanta vasocostrizione e quindi c’è un maggiore flusso. Quelle lontane invece hanno più cellule muscolari.
Sempre solo in arterie di grande calibro (vaso nel vaso) sono arterie molto spesse con piccoli vasi nello stato connettivale. 2 lamine elastiche. Tonaca avventizia. Vasovasorum. Tonaca media. Tonaca intima.
In prossimità del cuore. Cellule muscolari. Fibra del SNS. Parete molto sottile. Lento scorrimento. Fenomeni di riassorbimento. Le cellule muscolari lisce regolano il flusso. Si localizzano nella parte esterna del capillare. Arteriola, rete capillare, venula. Basta una sola cellula per rivestire il capillare. Abbracciano la circonferenza del vaso.
Cellule muscolari modificate (modificano il flusso). Inizio della rete capillare. Letto capillare. Con pressione e regolari " ! si verificano aperture meno frequenti. Anelli di muscolatura liscia fra metarteriola e la rete capillare. In un minuto si verificano circa 12 aperture e chiusure (alternate), quando è necessario più c’è " ! la metarteriola e il sangue una maggiore apertura). Quando sono contratti (chiudono la metarteriola) e il sangue scorre nella venula. Quando sono rilassati la metarteriola è aperta e quindi il flusso passa nella rete.
Pressioni bilanciate tramite entrambi i fenomeni. Cala progressivamente. Fenomeni di filtrazione. Colloide genetica: formazione di noduli costituiti da secrezioni colloidali o da sangue dovuto a continui fenomeni di riassorbimento. Maggiore all’interno del sangue che nei tessuti (25 mmHg) che rimane costante.
Cellule endoteliali unite che permettono il trasporto tra degli spazi. Più permeabili dei continui. Inizio della. Passaggio più veloce. Più diffusi (poco permeabili). Fenestrati con dimensioni di 30 mµ.
Vene, anastomosi e valvole
Più numerose delle arterie e sono corrispondenti ad esse + cellule muscolari lisce. Intima, media, avventizia. O interno dei visceri. Sentono meno la pressione.
- La parete è più distendibile.
- È contenuto più sangue rispetto alle arterie.
- (Perché hanno un diametro maggiore).
La maggior parte del sangue sta nelle vene (65%). Collegamenti di vasi per garantire l’irrorazione dei tessuti in caso di occlusioni di alcuni di essi. Arteriola - venula.
Poiché il sangue arriva da più vasi diversi a pressioni diverse, le anastomosi servono anche a pareggiare la pressione e a rilasciare il sangue a pressione costante.
La valvola chiusa impedisce il reflusso di sangue verso il basso favorendo il ritorno venoso contro la gravità (aiuta anche la contrazione della muscolatura scheletrica). Se non funziona questo meccanismo la pressione idrostatica aumenta nella rete capillare e c’è il ristagno di liquido che causa gonfiore e edema.
Valvola a nido di rondine (2 lembi). Queste valvole suddividono la massa di sangue in parti più piccole per facilitare la spinta verso l’alto. Cellule muscolari lisce che tramite stimoli nervosi si apre ed esclude il letto capillare variando la temperatura (°C) del tessuto. Quando i muscoli sono contratti è chiusa e quindi il sangue fluisce nella metarteriola alternata alla rete capillare (°C).
Vasculogenesi, angiogenesi e rimodellamento
(A livello embrionale) (dal nulla). Progenitori. Cellule epiteliali. Struttura tubolare. Perfezionata (germogliare). Richiamo di altre strutture cellulari (matrice extracellulare).. (interno del tessuto).. Per invaginazione, seconda all’angiogenesi e vasculogenesi.
Se non c’è un bilanciamento allora si verifica una condizione di patogenicità e si sviluppano: rimodellamento del vaso.
- Ulcere (con la diminuzione del proangio con successiva difficoltà nella guarigione).
- Infiammazioni e tumori (con l’aumento del proangio).
Contatto fra pareti opposte in cui si crea un buco da dove poi sorgerà una ramificazione (tramite invaginazione). Anti. Pro. I capillari sono molto permeabili e facilitano la metastasi.
Cellule della superficie ricevono nutrienti e e! ! quindi crescono (massa vascolare). Cellule al centro invece non ricevono i nutrimenti e e quindi vanno in! ! apoptosi. Terapia tumorale tramite inibitori dell’angiogenesi.
Aorta, arterie e distretti irrorati
Arco aortico ascendente discendente. Passa il diaframma. Nascono le coronarie ed è intrapericardica (avvolta dal pericardio). Cavità addominale.
Arteria breve di 3 mm (all’interno dell’osso temporale) che irrora l’encefalo. Aumenta la densità di recettori per il monitoraggio dell’apparato cardiocircolatorio: sciolto! pressione. I rami irrorano il viso.
Cartilagine tiroidea. Parallele (irrorano l’encefalo). 2 emisferi cerebrali. Tronco encefalico. Cervelletto. L’irrorazione continua e l’encefalo ha una pressione costante. Tramite un canale (torace) (organi interni al torace) (pareti della cavità addominale e del diaframma).
2 esemplari dx e sx. Sono 3. Ramificazioni che irrorano: stomaco, pancreas, fegato e milza. Irrora l’intestino crasso dx. Irrora l’intestino crasso sx e il retto.
Sangue ossigenato. Sangue venoso dal seno coronario dall’atrio dx. (7 cm) ha un decorso breve. Con l’emiazygos forma una anastomosi. (E dalla vena cava inferiore). Forame giugolare. Più esterna.
Sistema linfatico
(Eccezione per il sangue dell’apparato digerente) (tramite un orifizio). Sangue ricco di sostanze nutritizie e ! ! Intestino. Fegato (vena lineale). (I vasi sanguigni non riassorbono l’eccesso di liquido) linfa.
Avviene una stimolazione nei linfonodi che attivano i linfociti e vengono immessi nella linfa con anche gli anticorpi. È la parte acquosa della linfa e deriva dal drenaggio del liquido interstiziale (con poche proteine). Flusso che va dai tessuti verso il sistema venoso.
Non presenta globuli rossi e si trovano: cellule batteriche, cellule presentanti l’antigene, anticorpi e cellule tumorali o detriti cellulari. Drenano il liquido in eccesso (liquido interstiziale e cellule presenti nel tessuto).
Pre-collettori collettori. Entrata ma non uscita, le cellule endoteliali sono sovrapposte e il liquido interstiziale aumentando la pressione sposta i lembi delle valvole (tenuti da delle fibre) (a tasca, che sono come quelle delle vene).
Situati lungo i vasi. Stimoli meccanici come il riempimento del vaso collettore o la pulsazione dell’arteria vicino al vaso linfatico. Territorio più piccolo. Si fonde (vene anonime).
Linfonodi, linfociti e timo
Si formano le popolazioni linfocitarie. Si attivano (con all’interno elementi cellulari) i linfociti. Linfociti divisi in zone:
- T dipendenti.
- Attivazione dei linfociti.
- T indipendenti.
- B.
Situati dove c’è uno spessore maggiore, permettono di abbandonare il sangue e andare nell’organo linfoide periferico ed essere attivati.
Situata nella cavità toracica davanti al pericardio. Progenitori dal midollo osseo timo differenziazione multistadio. Timo giovane. Timo anziano. Processo involutivo in cui diminuiscono i timociti. Infiltrazione di adipociti.
Lobulo. Maggiore densità cellulare. Lobulo. Parte esterna (subito sotto) (sotto al sottocapsulare). Parte interna. Minore densità cellulare.
Progenitori/forme immature stimolano e regolano (nurse cells) indispensabili per un differenziamento corretto dei timociti. Nicchie/microambienti per i timociti per proteggerli dagli antigeni NO-self, infatti hanno contatto solo con eliminano i linfociti T auto reattivi e presentano gli antigeni self tramite la barriera emato-timica che è molto permeabile tramite i suoi capillari e giunzioni occludenti fra le cellule endoteliali.
Antigeni durante la maturazione. Proprietà contrattili per permettere lo spostamento dei timociti. Fra la fine della zona corticale e quella midollare (zona sottocapsulare) ci sono i timociti che diventano linfociti T maturi e poi vengono.
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