Analisi Macroeconomica
Prof. Russo 2
SOMMARIO
ANALISI MACROECONOMICA...............................................................................5
FUNZIONI DI POLITICA ECONOMICA.................................................................11
STABILIZZAZIONE MACROECONOMICA...........................................................16
FUNZIONI DI POLITICA ECONOMICA: CASISTICA..........................................24
APPROCCIO MODERNO E LIMITI ALL’AZIONE DEI POLICY MAKERS........26
INFORMAZIONI........................................................................................................... 26
ASPETTATIVE RAZIONALI............................................................................................ 30
CREDIBILITÀ............................................................................................................... 32
(time inconsistency)....................................................34
INCOERENZA TEMPORALE.
MORAL HAZARD..................................................................................................... 35
LIMITI ALLA BENEVOLENZA........................................................................................ 38
POLITICA FISCALE..................................................................................................41
ACCUMULAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO.....................................................45
INSOSTENIBILITA’ DEL DEBITO PUBBLICO......................................................49
TEORIE DI ACCUMULAZIONE..............................................................................54
DEL DEBITO PUBBLICO.........................................................................................54
TEORIE SULL’EFFETTO DELLA POLITICA FISCALE........................................57
MODELLO DI MUNDELL FLEMING............................................................................... 65
CRITICA NEOCLASSICA.........................................................................................68
EQUIVALENZA RICARDIANA...............................................................................69
ESTREMIZZAZIONI DELLE POSIZIONI BASATE SULLE ASPETTATIVE.......74
POLITICA MONETARIA...........................................................................................80
OBIETTIVI DELLE BANCHE CENTRALI..............................................................87
MODELLO NEOKEYNESIANO...............................................................................96
DIMOSTRAZIONE RISULTATO BARROW-GORDON........................................103
CANALI DI TRASMISSIONE DELLA POLITICA................................................105
MONETARIA............................................................................................................105
POLITICHE MONETARIE.......................................................................................111
NON CONVENZIONALI.........................................................................................111
3
POLITICA DEL TASSO...........................................................................................116
DI CAMBIO..............................................................................................................116
TEORIE DI DETERMINAZIONE...........................................................................120
DEL TASSO DI CAMBIO........................................................................................120
AREE MONETARIE.................................................................................................127
OTTIMALI................................................................................................................127
CRISI VALUTARIE..................................................................................................132
LA CRISI FINANZIARIA DEL 2007.......................................................................137
(Parte 1: Aspetti microeconomici.)............................................................................137
LA CRISI FINANZIARIA DEL 2007.......................................................................144
(Parte 2: Aspetti macroeconomici.)...........................................................................144
POLITICA DELL’OCCUPAZIONE.........................................................................150
MODELLO NEOCLASSICO DEL MERCATO DEL LAVORO.............................155
CLASSIFICAZIONE DELLA DISOCCUPAZIONE...............................................156
MODELLO WAGE-SETTING.................................................................................158
PRICE-SETTING......................................................................................................158
MODELLI DI MATCHING......................................................................................163
POLITICHE DELLA DOMANDA DI LAVORO.....................................................170
POLITICHE DELLA DOMANDA DI LAVORO.....................................................172
pt.2.............................................................................................................................172
POLITICHE DELLA CRESCITA.............................................................................177
POLITICHE DELLA CRESCITA.............................................................................184
Modelli di crescita esogena.......................................................................................184
POLITICHE DELLA CRESCITA.............................................................................192
Modelli di crescita endogena.....................................................................................192
POLITICHE DELLA CRESCITA.............................................................................201
New growth theory.....................................................................................................201
4
Lezione 1
18/09/18 ANALISI MACROECONOMICA
Anzitutto, occorre fare una distinzione fondamentale nell’approccio all’economia:
Approccio positivo: analisi del rapporto causa-effetto. Approccio tipicamente
usato in macroeconomia. Ad esempio: cosa succede se la BC aumenta il tasso
di interesse?
Approccio normativo: analisi degli strumenti necessari a raggiungere
determinati obiettivi. Ad esempio: cosa occorre fare e che strumenti è
necessario utilizzare se l’inflazione è elevata?
L’analisi positiva costituisce, ovviamente, un prerequisito a quella normativa poiché
consente di capire cosa accade nell’economia e quali sono gli obiettivi da
raggiungere. La scelta delle migliori politiche economiche è fortemente condizionata
dal possesso di informazioni adeguate; le asimmetrie informative rappresentano uno
dei problemi principali nella scelta delle politiche ottimali: non è possibile
raggiungere il first best ma occorre accontentarsi del second best. Perché?
Perché i policy makers, nella scelta delle politiche ottimali, hanno una serie di vincoli
da considerare tra cui, per l’appunto, le asimmetrie. Ad esempio, una situazione di
asimmetria informativa si verifica nei monopoli naturali (ove può operare una sola
5
impresa per questioni tecniche). L’impresa monopolista, in quanto tale, può applicare
prezzi più elevati, causando una perdita del benessere ai consumatori. Per evitare ciò,
si può regolamentare il monopolio, imponendo al monopolista di non aumentare
eccessivamente i prezzi. Il problema, però, è che per imporre regole circa i prezzi al
monopolista, è necessario avere informazioni circa il suo processo produttivo e le
informazioni sono fornite dallo stesso monopolista il quale, ovviamente, non ha
interesse a rivelarle al regolamentatore. Al contrario, egli ha interesse a dichiarare
costi di produzione più elevati in modo tale da poter incrementare i prezzi.
In definitiva: lo Stato non ha informazioni sufficienti; le chiede al monopolista; il
monopolista usa strategicamente le informazioni. Risultato: impossibilità di
raggiungere il first best.
Esempio: Per comprendere l’analisi normativa, consideriamo la pirateria informatica
in ambito musicale. Il costo di copiare un Cd musicale è, essenzialmente, il mancato
guadagno per l’autore (inefficienza dinamica). La soluzione migliore, per risolvere la
questione, sarebbe imporre una norma fiscale che prevede il pagamento di una tassa a
carico di coloro che commettono l’atto di pirateria. La soluzione, però, per quanto
ottima, è impossibile data la difficoltà di individuare specificamente chi ha commesso
l’illecito. Dunque, il first best è irraggiungibile. Occorre perseguire un second best:
ad esempio si potrebbero individuare, in base a caratteristiche personali, i maggiori
ascoltatori del genere musicale cui il Cd copiato appartiene e imporre loro la tassa
ma, in realtà, questa soluzione presenta problematiche: non è detto, infatti, che colui
cui si impone la tassa abbia commesso l’illecito. Ancora, si potrebbe tassare il Cd
bianco necessario per effettuare la copia. Ma si tratta, anche in questo caso, di una
soluzione secondaria poiché, ancora una volta non vi è la certezza della colpevolezza.
Un ulteriore esempio è dato dall’analisi di Von Hayek che vede la contrapposizione
tra un’economia centralizzata con un pianificatore che decide l’allocazione delle
risorse e un’economia decentralizzata ove le persone sono lasciate libere e i mercati
1
operano autonomamente . L’idea di base è che un’economia pianificata difficilmente
possa funzionare date le forti asimmetrie informative. Il pianificatore, infatti, non
possiede le informazioni necessarie, relative alla funzione di produzione ma anche
alle preferenze dei consumatori, e questo gli impedisce di attuare il first best. In
un’economia decentralizzata, gli agenti, liberi di agire secondo le proprie preferenze,
sono in grado di ridurre le asimmetrie e migliorare l’efficienza allocativa.
L’approccio normativo non può, quindi, prescindere dai vincoli, di carattere
istituzionale quanto informativo. Occorre, inoltre, considerare che le politiche hanno
1 «Ogni individuo […] mira solo al suo proprio guadagno ed è condotto da una mano invisibile, in questo come in
molti altri casi, a perseguire un fine che non rientra nelle sue intenzioni.» Ricchezza delle nazioni, Adam Smith. 6
effetti multipli: un medesimo obiettivo può essere raggiunto con strumenti alternativi;
ciascuno strumento, però, genera effetti diversi su persone diverse: ecco perché
diviene difficile individuare gli strumenti ottimali.
Approccio political economy: analisi delle decisioni assunte dai policy
makers. Si cerca di capire perché essi compiono determinate scelte e quali
incentivi si celano dietro. Ad esempio: perché il Governo decide di alzare o
abbassare l’età pensionistica?
Questo approccio nasce nel momento in cui muta la concezione dei “policy makers”.
In passato, quest’ultimi erano intesi quali soggetti perfettamente benevolenti: le loro
scelte coincidevano con il benessere della collettività. È stato solo successivamente
che si è compreso come gli incentivi siano in grado di discostare la funzione di utilità
dei policy makers dalla funzione di utilità sociale.
Ma chi sono, effettivamente, i policy makers? Cosa fanno?
Tassazione e spesa pubblica: decidono cosa e come tassare, come gestire
o deficit e debito pubblico o, ancora, come spendere i soldi raccolti mediante la
tassazione. In Italia, i police makers che si occupano della politica fiscale sono
i politici eletti.
Moneta: decidono i tassi di interesse, fissano le condizioni necessarie per la
o concessione di credito al sistema bancario o, ancora, impongono i tassi di
cambio. Essi, per l’appunto, gestiscono la moneta. Si tratta, in questo caso,
della Banca Centrale, soggetto indipendente rispetto al Governo e al
Parlamento.
Trattati: conclusione di negoziazioni internazionali. C’è tutta una serie di
o organizzazioni internazionali (WTO, WB, IMF, ONU, UNESCO) cui il
Governo partecipa, stipulando trattati e conducendo negoziazioni con altri
Stati.
Legislazione economica: fissano i limiti entro cui deve avvenire la politica
o economica. Ad esempio, possono fissare un salario minimo nel mercato del
lavoro; individuare delle categorie protette o, ancora, stabilire dei requisiti per
2
l’apertura di nuove attività commerciali . Si tratta, ancora una volta, del
Governo.
2 Si tratta di barriere volte a garantire la qualità anche se, con esse, si corre il rischio di creare scarsa competitività e
causare un rialzo dei prezzi, con conseguente perdita di benessere del consumatore. 7
Produzione di beni e servizi: è preferibile che la gestione di alcuni specifici
o settori, data la loro importanza, competa allo Stato. La misura dell’intervento
3
statale nei settori e, quindi, nell’economia muta da Paese a Paese .
Generalmente, quando lo Stato ha un ruolo diretto nella produzione di beni e
servizi, vuol dire che vi sono ragioni per ritenere che la massimizzazione del
profitto non sia l’unico obiettivo da perseguire.
Nell’ambito normativo, occorre compiere una distinzione tra gli obiettivi perseguiti e
gli strumenti utilizzati; come si diceva in precedenza, gli strumenti possono essere
molteplici e produrre effetti diversi. Ecco perché è necessario valutare l’opportunità
di ciascuno di essi, al fine di individuare il migliore.
Obiettivi:
- Occupazione
- Inflazione
- Riduzione del debito pubblico
- …
Strumenti:
- Tasso di interesse
- Tassazione
- Spesa pubblica
- Variazioni di credito
- …
La BC è indipendente perché ciò consente di evitare che la PF generi pressioni
inflazionistiche, premendo affinché la BC acquisti il debito pubblico (generando, in
questo modo, l’inflazione). Dunque, il tipo di strumento muta in base al meccanismo
complessivo: una Banca Centrale indipendente incide sull’effetto che variazioni del
tasso di interesse o della PF hanno sull’inflazione. Il frame work istituzionale è
fondamentale.
Infine, occorre ricordare che all’utilizzo di uno strumento sono sempre associati i
cosiddetti “trade-off”.
3 L’intervento può essere minimo o, al contrario, molto esteso. In Italia, una volta, esisteva anche il Ministero a
partecipazioni statali. 8
Inflazione Tasso di disoccupazione
Consideriamo, ad esempio, la curva di Phillips: trade-off negativo tra inflazione e
tasso di disoccupazione. Data un’inflazione eccessivamente elevata, l’obiettivo è
quello di ridurla. La BC decide allora di aumentare il tasso di interesse (strumento).
L’aumento del tasso di interesse porta un minor numero di imprenditore a richiedere
un prestito per poi investire. Se gli investimenti si riducono, si riduce la domanda
aggregata, l’output e, quindi, l’inflazione: si raggiunge, così, l’obiettivo.
D’altro canto, però, l’aumento del tasso di interesse, data la riduzione dell’output,
conduce anche ad un aumento del livello di disoccupazione.
In conclusione, ad ogni strumento sono sempre connessi vantaggi e svantaggi, ecco
perché diviene difficile l’individuazione della politica ottimale.
Gli interventi di politica economica possono essere classificati in due categorie:
Economic managment: gestione del trade-off.
Structural reform: miglioramento del trade-off.
Nell’esempio fatto, aumentare l’indipendenza della banca centrale, può migliorare il
trade-off: per qualsiasi livello di disoccupazione l’inflazione è più bassa. Si tratta,
quindi, di un esempio di politica strutturale. Se la BC non risponde a pressioni
politiche ma ha quale unico obiettivo mantenere un’inflazione bassa, vi sono
aspettative circa un’inflazione bassa. Questo determinerà, effettivamente, un più
basso livello di inflazione per qualsiasi livello di disoccupazione: il trade-off, come
detto, migliora. 9
Un ulteriore esempio di trade-off è dato dalla relazione tra produttività ed
occupazione.
Produttività Occupazione
La relazione esistente è decrescente. Si pensi al meccanismo di allocazione nel
mercato del lavoro: da un lato, ci sono imprese che cercano lavoratori e dall’altro, c’è
un pull di lavoratori con caratteristiche differenti. Ora, supponendo che l’impresa
abbia informazioni perfette, essa sceglierà, ovviamente, i lavoratori migliori, i più
produttivi. Quantomeno all’inizio. Ma se l’impresa continua ad avere bisogno di
lavoratori, essa si troverà a scegliere, progressivamente, lavoratori meno produttivi.
Dunque, più aumenta la produzione e, quindi, l’occupazione, più sono occupati
individui con una produttività più bassa.
Supponiamo che la BC decida di attuare una politica monetaria espansiva, utilizzando
come strumento, anche in questo caso, il tasso di interesse. La riduzione del tasso di
interesse e l’aumento del credito disponibile determinano un aumento della domanda
aggregata, della produzione e dell’occupazione. Tuttavia, determinano anche una
riduzione della produttività aggregata. Si tratta, in questo caso, di una politica
economica che mira semplicemente a gestire il trade-off.
Un esempio di politica strutturale che può migliorare il trade-off, aumentando la
produttività per qualsiasi livello di occupazione (spostamento della curva verso
destra), è dato da un aumento dei sussidi all’istruzione, volti a migliorare la
formazione e le competenze dei lavoratori. 10
Lezione 2 20/09/18
FUNZIONI DI POLITICA ECONOMICA
È possibile distinguere tre funzioni dell’intervento pubblico in economia:
1. Allocazione delle risorse.
2. Stabilizzazione macroeconomica.
3. Redistribuzione delle risorse.
1. Gli interventi allocativi mirano all’allocazione e, dunque, alla distribuzione
efficiente dei fattori produttivi Allocazione Pa
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