La corruzione:
definizione, storia, aspetto psicologico,
normativa e attualità.
Studente:
Gilda Francesca Chisena
Matricola:
86106
Docente:
Raffaella Coppier
Insegnamento:
Analisi economica dei comportamenti criminali
Corso di studio:
Scienze Giuridiche Applicate
Operatore Giudiziario e Criminologo
Anno: –
2019 2020
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INDICE
1. CORRUZIONE
1.1.1. DEFINIZIONE
1.1.2. CENNI STORICI
1.1.3. LA CORRUZIONE DA UN PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO
1.1.4. SOGGETTI DELLA CORRUZIONE
1.1.5. ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE
1.1.6. PENE PER IL CORRUTTORE
2. DIFFERENZE
2.1.1. CORRUZIONE VS CONCUSSIONE
2.1.2. CORRUZIONE VS ABUSO DI UFFICIO
2.1.3. CORRUZIONE VS RIFIUTO OD OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO
3. TIPOLOGIE DI CORRUZIONE
3.1.1. CORRUZIONE AMBIENTALE
3.1.2. CORRUZIONE CON E SENZA FURTO
3.1.3. CORRUZIONE PROPRIA E IMPROPRIA
3.1.4. CORRUZIONE TRA PRIVATI
3.1.5. CORRUZIONE E CONFLITTO DI INTERESSI
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4. LE FORME DI CORRUZIONE CON ABUSO DI POTERE:
4.1. TANGENTE;
4.2. CLIENTELISMO
4.3. NEPOTISMO;
4.4. APPROPRIAZIONE INDEBITA;
4.5. STATE CAPTURE;
4.6. PATRONAGE.
5. CORRUZIONE E CODICE PENALE
NOVITA’ LEGISLATIVE DEL 2019
5.1.
6. CORRUZIONE E ANALISI ECONOMICA
6.1.1. FONTI DI MISURAZIONE DELLA CORRUZIONE
6.1.2. INDICE DI PERCEZIONE DELLA CORRUZIONE
6.1.3. CORRUZIONE E CRIMINALITA' ORGANIZZATA
6.1.4. CORRUZIONE E RICICLAGGIO DI DENARO
6.1.5. ANTIRICICLAGGIO
6.1.6. LA NUOVA DIRETTIVA
6.1.7. SITUAZIONE NEL MONDO
6.1.8. SITUAZIONE IN ITALIA
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7. CORRUZIONE NELLA CHIESA
7.1.1. CORRUZIONE DELLA CHIESA NEL MEDIOEVO
LE DIFFICOLTÀ DELLA CHIESA E L’ATTUALITÀ DELLA
7.1.2.
DIVINA COMMEDIA
7.1.3. L'INTERVENTO DI PAPA FRANCESCO
8. RIFLESSIONI FINALI
9. ELENCO DELLE FONTI
10. NOTE
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1. CORRUZIONE
1.1.1. DEFINIZIONE derivato di corrumpĕre «corrompere».
Termine proveniente dal latino corruptio -onis,
La corruzione indica, in senso generico, la condotta di un soggetto che, in cambio di
denaro oppure di altre utilità.
La corruzione è il reato/delitto plurisoggettivo o meglio dire bilaterale, consistente in un
pactum sceleris tra un funzionario pubblico e un soggetto privato, mediante il quale il
pubblico funzionario, in funzione delle proprie mansioni accetta dal privato un
compenso (di norma non dovuto) in cambio di una azione di favore contraria ai propri
doveri e obblighi, al buon andamento della e all’imparzialità della Pubblica
Amministrazione.
1.1.2. CENNI STORICI
Per intendere la presenza e l’evoluzione storica della corruzione, la stessa deve essere
esaminata principalmente come manifestazione sociale e culturale prima ancora che
giuridica: infatti, essa è tanto antica da essere stata presente anche ai tempi dei greci e
dei romani. 1
Il filosofo olandese Bernard de Mandeville , autore nel 1723 della celebre Favola delle
ovvero vizi privati, pubbliche virtù, ha scandalizzato l’Europa del suo tempo
api:
affermando che «il vizio è tanto necessario in uno stato fiorente quanto la fame è
necessaria per obbligarci a mangiare. È impossibile che la virtù da sola renda mai una
celebre e gloriosa... Se l’uomo fosse stato per sua natura umile e indifferente
nazione
all’adulazione, il politico non avrebbe mai potuto raggiungere i propri fini, né avrebbe
saputo che fare di lui. Senza i vizi la superiorità della specie umana non si sarebbe mai
manifestata...».
Già nel V secolo a.C. Pericle tentava di guadagnarsi il consenso del popolo
organizzando banchetti e feste e impiegando il denaro dello stato.
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Lo stesso introdusse la «mistoforìa», ossia una indennità giornaliera conferita a coloro
che ricoprivano cariche pubbliche, affinché anche i non abbienti potessero dedicarsi alla
vita politica; tale beneficio, tuttavia, determinò lo scambio di denaro per ottenere voti
elettorali. dopo averne
Nel 324 a.C. Arpalo, tesoriere di Alessandro Magno, fuggì da quest’ultimo
saccheggiato le ricchezze. Giunto ad Atene, fu fatto arrestare da Demostene il quale,
cedendo alle pressioni di Alessandro, ne ordinò la confisca dei beni.
Qualche tempo dopo Arpalo scomparve misteriosamente da Atene e fu rinvenuta solo la
metà del tesoro depredato. Demostene e gli altri oratori furono accusati di essersi fatti
corrompere in cambio della concessione della libertà ad Arpalo.
Antica Roma il problema dei ‘brogli elettorali’ quale
Nacque nell’ nuova forma di
corruzione e il primo provvedimento di controllo: la lex Petelia de ambitu del 358 a.C.,
con la quale era limitata l’ambitio, consistente nell’andare in giro per raccogliere voti.
Dalla fine del II sec. a.C. fino al I sec. a.C. la situazione divenne talmente comune da
necessitare di una nuova legge: la lex Calpurnia de ambitu, proposta dal console
Calpurnio Pisone, che suscitò una reazione violenta da parte dei divisores, distributori
del denaro predisposto dal candidato per i membri delle sue tribù.
Altri casi si ebbero dopo la Prima guerra punica, con la creazione della prima provincia
romana, la Sicilia, teatro di una delle ruberie di denaro pubblico più tristemente note
della storia, quelle commesse dal governatore provinciale Verre.
Altro fenomeno molto diffuso nell’antica Roma era quello delle tangenti, soprattutto in
età imperiale: somme di denaro usate per essere ricevuti da persone potenti o per
ottenere le licenze durante il servizio militare o per avviare una pratica amministrativa.
Anche Giulio Cesare, nel lungo cammino verso la gloria, non ha disdegnato corruttele e
concussioni
Secoli dopo, Montesquieu, nelle Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani
e della loro decadenza, osservava che Crasso, Pompeo e Cesare introdussero l’uso di
corrompere il popolo con il denaro.
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Tali fatti accadevano così frequentemente nell’antichità che la virtù, l’onestà e il bene
comune divennero oggetto di riflessioni filosofiche come quella di Platone.
Attraversando la linea di confine tra l’epoca avanti e dopo cristo, possiamo evidenziare
come anche il Medioevo si caratterizza da numerosi episodi di corruzione, in particolare
nel corso dei secoli IX e X all’interno del Papato.
I papi subirono l’influenza di donne corrotte, ma furono soprattutto protagonisti di casi
di simonia (commercio di cose sacre) e nicolaismo (infrazione del celibato) fino a subire
uno dei più grandi crolli morali nel X secolo.
Nel 1860, poi, grande scrittore francese Alexandre Dumas, come grande amico di
Garibaldi, decise di seguire l’impresa dei Mille fino a Napoli scrivendo come grande
corrispondente la realtà dei fenomeni criminali che caratterizzavano la città e gran parte
dell’ex regno borbonico.
Da acuto osservatore, egli individuò, con rara lucidità, nel decennale malgoverno dei
Borboni il fattore principale e determinante dei grandi fenomeni criminali di quel vasto
regno, tanto da presentarli come una sorta di “capi occulti” dei poteri criminali.
Il brigantaggio, in primis, favorito e incoraggiato dal Clero, si diffuse e radicalizzò in
maniera tale da potersi oggi comparare al ruolo della camorra e rilevando, a livello
Europeo e Mondiale, l’Italia come Paese con alto tasso di corruzione
Attraverso l’interpretazione di Dumas poi richiamata dall’editore Donzelli in “La
briganti”; si evidenzia come la corruzione, il malgoverno, le
camorra e altre storie di
malversazioni e gli abusi del potere, avessero creato le condizioni ideali per la crescita
del fenomeno camorristico, sino a divenire una condizione connaturale e necessaria di
ogni fenomeno mafioso esistente al mondo.
Un fenomeno che si trasmise al nuovo Regno d’Italia fino alla “Seconda Repubblica”.
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1.1.3. LA CORRUZIONE DA UN PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO
Una recente ricerca pubblicata sulla rivista “Psychological Science” e condotta da But
Köbis e colleghi della Vrije Universiteit di Amsterdam, ha voluto indagare sui
meccanismi psicologici della “corruzione” e sull’impatto nel nostro Paese.
Se ne riassume che la cosa che spinge verso la corruzione è la grande occasione di trarre
un vantaggio personale anche attraverso una condotta immorale e inaccettabile. Sarebbe
quindi smentita la convinzione che l’avvicinamento a un meccanismo corrotto avvenga
gradualmente.
Sembrerebbe che una singola trasgressione in cambio a un'opportunità improvvisa
risulta più accettabile psicologicamente e probabilmente anche moralmente di una serie
di trasgressioni.
Sono quattro le sperimentazioni effettuate per il raggiungimento di questa conclusione,
su un gruppo di 86 volontari impegnati in un gioco competitivo con la consapevolezza
2
della trasgressione morale .
Ma nello specifico ci interesse capire quale è la visione psicologica del corrotto e che
cosa implica e da cosa dipende la moltiplicazione dei corrotti.
Lo studio a 365° della materia, porta ad escludere innanzitutto vari luoghi comuni. Per
esempio, non è vero che la corruzione sia figlia della miseria, che chi accetta di farsi
corrompere lo fa per mancanza di mezzi. La corruzione è, insomma, quasi sempre un
comportamento che tenta di aumentare e moltiplicare una ricchezza conquistata
recentemente, e senza troppa fatica.
La corruzione si disegna di tratti psicologici di euforia di caratteristiche esibizionistiche
e mitomaniache: l’interesse per lo star system, il mito di arrivare a camminare su
qualche tipo di “red carpet”.
L’esibizione del lusso tende poi a dilagare nei periodi immediatamente successivi,
quando si tratta di “digerire” quella ricchezza, di incorporarla stabilmente sia nelle
strutture produttive e politiche che nei comportamenti e nei valori condivisi.
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Nonostante queste premesse la figura della persona corrotta è caratterizzata da un tratto
di debolezza e dipendenza da comportamenti collettivi con una sostanziale incapacità a
“fare da soli”, senza appunto gli aiuti forniti dalla corruzione.
1.1.4. SOGGETTI DELLA CORRUZIONE
Come definito precedentemente affinché ci si scontri con un reato di corruzione si
necessita della presenza di due soggetti che secondo una base di convenienza decidono
se ricevere o pagare una “tangente”. le entrate e dall’altra chi riceverà un
Da una parte un soggetto che massimizzerà
beneficio. di “ricevere” o
Solitamente la legge parla, in riferimento al pubblico ufficiale,
“accettare”, mentre parla di “dare” o “promettere”, in riferimento al privato: ma, a ben
guardare, la differenza è puramente apparente perché un dare o un ricevere esistono sia
da una parte che dall’altra. Il pubblico ufficiale riceve la dazione o la promessa e dà in
cambio l’atto d’ufficio o contrario ai doveri di ufficio; il privato, da parte sua, riceve
l’atto di ufficio o l’atto contrario ai doveri di ufficio e dà in cambio denaro o altre
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utilità .
Nello specifico di maggior rilievo è il soggetto considerato attivo: il pubblico ufficiale o
chi svolge servizio pubblico. Nel dettaglio descrittivo, chiunque:
• concorre a formare la volontà della Pubblica Amministrazione;
• ha poteri decisionali;
• svolge un ruolo di certificazione in nome dello Stato;
Inoltre, relativamente ai soggetti attivi, le fattispecie appartenenti alla categoria della
corruzione configurano reati sia propri sia comuni.
Propri, considerando il lato del corrotto, necessariamente un Pubblico Ufficiale e
comuni dal punto di vista del soggetto corruttore, qualunque privato cittadino.
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1.1.5. ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE
L'istigazione alla corruzione è il reato contemplato dall'art. 322 del Codice penale, che
mira a punire chi crea i presupposti per realizzare un atto di corruzione. I primi due
commi dell'art. 322 c.p. puniscono chiunque offra (o prometta) denaro o altre utilità al
pubblico ufficiale e questi non accetti. dell’offerta e cioè
Negli artt. 318 e 319 c. p. viene definito dunque quale è lo scopo
ottenere l'indebito esercizio delle funzioni o dei poteri da parte del pubblico ufficiale o
indurlo a omettere o a ritardare un atto del proprio ufficio, o comunque a compiere un
atto contrario ai suoi doveri.
Affinché i parli di istigazione occorre che l'offerta o la promessa non sia accettata dal
pubblico ufficiale; in caso contrario, la condotta del privato sarebbe punibile ai sensi
dell'art. 321 c.p.
Gli ultimi due commi dell'art. 322 c.p. puniscono, poi, il pubblico ufficiale che sollecita
la promessa o la consegna di denaro per i fini di cui sopra.
Nell’art. 322 c.p. manca tuttavia, il richiamo alla fattispecie dell’art. 319 ter c.p. relativa
alla corruzione in atti giudiziari, così ci si è chiesti quale sia la disciplina giuridica
applicabile nel caso in cui la proposta di conclusione dell’accordo criminoso abbia per
oggetto un atto giudiziario.
Modellandosi sui concetti dell’art. 322 c.p. e attraverso il d.lgs. 38/2017, il nostro
ordinamento ha introdotto anche il reato di istigazione alla corruzione tra privati, di cui
al nuovo art. 2635-bis cod. civ
Ricalcando i passi degli artt. 318 e 319 c.p., la norma fino ad ora esposta richiama
l’interesse protetto dalle forme di corruzione volendo individuare il bene giuridico
anche nella specifica del reato di istigazione alla corruzione.
Gilda Francesca Chisena UNIMC 2020 10
Sulla base distintiva tra corruzione propria e impropria: in tema di corruzione impropria
ex art. 318 c.p., l’orientamento maggiormente persuasivo individua il bene giuridico
nell’interesse a che gli atti d’ufficio non costituiscano oggetto di una
protetto
compravendita privata.
Per quello che riguarda invece la corruzione propria diviene più controversa rimane
l’identificazione dell’oggetto giuridico.
Alcuni vorrebbero individuarlo nel regolare funzionamento della Pubblica
Amministrazione riconducendo l’evento corruttivo allo sviamento della normale
attività.
Recentemente si è delineata poi, un’altra impostazione: ricorso a pratiche di corruzione
su scala internazionale si è affermato che la dimensione offensiva dei reati di corruzione
non può più ricondursi alla sola Pubblica Amministrazione e al buon andamento e
l’imparzialità della bensì all’integrità dell’intera “costituzione economica”.
stessa,
1.1.6. PENE PER IL CORRUTTORE
estende l’applicazione della pena anche per il
Il legislatore corruttore, disciplinando così
la cosiddetta corruzione attiva. Quindi se per necessità il soggetto passivo deve essere
un esercente una pubblica funzione quello attivo potrebbe tranquillamente essere un
privato.
L'art. 321 c.p. dice:
“Le pene stabilite nel primo comma dell'articolo 318, nell'articolo 319, nell'articolo 319
bis, nell'articolo 319 ter e nell'articolo 320 in relazione alle suddette ipotesi degli articoli
318 e 319, si applicano anche a chi dà o promette al pubblico ufficiale o all'incaricato di
un pubblico servizio il denaro o altre utilità”.
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L’articolo è stato modificato, prima dall'art. 11, L. 24.04.1990, n. 86 e poi dall'art. 2, L.
07.02.1992, n. 181.
Inoltre, di rilevanza per il suddetto articolo sono le seguenti sentenze della Corte di
Cassazione:
• 4
Cass. pen. n. 47191/2004
• 5
Cass. pen. n. 2983/1996
• 6
Cass. pen. n. 8582/1981
Gilda Francesca Chisena UNIMC 2020 12
2. DIFFERENZE
Dal reato di corruzione vanno tenute distinte altre fattispecie di reato che pur avendo
delle affinità hanno presupposti e disciplina nettamente diversificati. Nello specifico:
concussione, abuso di ufficio e rifiuto od omissione di atti di ufficio.
2.1.1. CORRUZIONE VS CONCUSSIONE
Il termine “concussione” deriva del latino e significa letteralmente “estorcere”.
La concussione è caratterizzata da un abuso costrittivo del pubblico ufficiale che
abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere
indebitamente, a lui o a un terzo, denaro od altre utilità.
L’elemento di differenza rispetto alla corruzione è la costrizione con delle intimidazioni,
oppure attraverso induzione, creando una pesante pressione psicologica nel soggetto.
L’accordo della corruzione in effetti è l’accordo libero.
La pena prevista per il reato di concussione è la reclusione da 4 a 12 anni con
l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oppure temporanea, a causa dell’applicazione
di circostante attenuanti.
“Il pubblico ufficiale o l'incaricato
Art. 317 c.p.: di un pubblico servizio che, abusando
della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente,
utilità, è punito con la reclusione da sei a dodici anni.”
a lui o a un terzo, denaro o altre
2.1.2. CORRUZIONE VS ABUSO DI UFFICIO
L’abuso di ufficio invece si verifica quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di
pubblico servizio, nello svolgimento delle funzioni o del servizio intenzionalmente
procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale.
Nell’abuso d’ufficio potrebbe anche non esservi una persona offes
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Analisi economica aggregata
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Appunti analisi dei costi
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Analisi dei capitalismi
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Statistica economica - Analisi serie storiche