Lezione 26/09/13
Riepilogo generale
Esistono tre tipologie di circuiti, quali:
- Circuito produttivo
- Circuito del capitale proprio
- Circuito del capitale di terzi
Il funzionamento dei circuiti può essere differente a seconda dei casi. Il circuito produttivo funziona con le uscite che misurano i costi e le entrate che misurano i ricavi. La parte superiore è definita aspetto finanziario, quella inferiore aspetto economico. Nell’aspetto finanziario non si hanno problemi di FFS o FFR, quando si “scende” nell’aspetto economico iniziano i problemi di FFS e FFR.
In questo circuito, l’azienda (che è una coordinazione economica, autonoma, durabile e sistemica) crea valore, cioè si avrà che ricavi > costi e questo avviene nella fase della combinazione, che è un atto di interna gestione. Il collegamento con l’esterno si ha nel momento dello scambio, ovvero quando si comprano fattori produttivi e quando si vendono beni o servizi. Quindi il momento della creazione di valore è quello della combinazione che non è contabilità generale non va nel libro giornale poiché è contabilità analitica.
Entrate uscite
Aspetto finanziario
Rileva le operazioni di gestione solo se si presentano variazioni finanziarie.
Aspetto economico
FFS; FFR
Ricavi ------------- Combinazione ----------------- Costi
Naturalmente si hanno gli altri due circuiti che sono quelli del capitale proprio e del capitale di terzi, ovvero sono i circuiti per finanziare l’azienda e sono collegati un po’ alla contabilità generale, quindi con il bilancio e un po’ con l’analisi economico-finanziaria. Bisogna prendere i fenomeni di gestione e interpretarli, quindi ricordare sempre i tre circuiti che, con le opportune modifiche, sono applicabili a tutte le aziende.
Quindi in ogni azienda bisogna individuare qual è il capitale proprio, qual è il capitale di terzi, dov’è il circuito produttivo, com’è strutturata la governante: questo tecnicamente è chiamato interpretazione economica dei fenomeni di gestione. La rappresentazione contabile è successiva. Il sistema che permette di rappresentare contabilmente quello che si è in precedenza interpretato è il sistema di contabilità generale che porta poi, come meccanismo esterno, alla comunicazione esterna d’impresa. Lo strumento principe per la comunicazione esterna è il bilancio d’esercizio.
Ci sono dei soggetti che valutano i bilanci, li analizzano: agenzie di rating. Nel corso dell’anno si rilevano le operazioni di gestione solo e soltanto quando si verifica una variazione finanziaria (entrate e uscite che misurano ricavi e costi). Alla fine dell’esercizio si redige il bilancio di verifica che consiste nel prendere tutti i conti movimentati del piano dei conti, che ha ogni azienda, che sarebbe come un numero legato ad ogni conto utilizzato in contabilità generale. La contabilità generale è la rappresentazione contabile dell’interpretazione economica dei fenomeni di gestione che hanno generato una variazione finanziaria (Es. Uscita che misura un Costo → rappresentazione contabile Banca (Dare) a Merce c/ acquisti (Avere). Si sono utilizzati due, Banca e Merci c/acquisti).
Tutti questi conti andranno a finire in un bilancio di verifica che è precedente agli assestamenti. Dopo di questo si avranno le operazioni di assestamento che sono: ammortamento, rimanenze, calcolo ratei e risconti, scritture integrative, rettifica. Alla fine di queste operazioni si avrà un altro bilancio di verifica chiamato situazione contabile, quindi la situazione contabile è il bilancio di verifica dopo le operazioni di assestamento, che è la base per il bilancio destinato a pubblicazione ed è composto da SP e CE costruiti a sezioni divise e contrapposte.
II lezione 30/09/13
Riprendendo dalla lezione precedente si può iniziare dicendo che entrati in azienda bisogna inquadrare i tre circuiti; questa materia è composta da bilancio e analisi di bilancio e si parte dal bilancio che è la derivazione della contabilità generale (libro giornale e libro mastro). Ci sono due tipi di contabilità: generale e analitica, che è quella dei costi. Quindi il bilancio contabile deriva dalla contabilità generale: non tutte le società hanno lo stesso periodo amministrativo, in genere si considera quello coincidente con l’anno solare, ma non sempre è così.
Al 31/12 si è in possesso di tutti gli articoli di contabilità generale, questi articoli sono stati riportati negli schermi di prima nota, dove sono stati inseriti gli articoli di partita doppia: con questa operazione si fanno gli articoli di prima nota, che in automatico, quando si chiude la prima nota, vanno sul libro giornale e sul libro mastro che racchiudono tutti i conti caratterizzati da un numero ricavato dal piano dei conti. Se si iscrive una posta nella sezione dare (sx) di un conto si dice addebitare un conto, nella sezione avere (dx) si dice accreditare un conto.
Dopo aver fatto le rilevazioni di contabilità generale, seguendo delle regole generalmente collegate all’entrata o all’uscita finanziaria. Bene o male queste regole di iscrizione iniziale sono le stesse per tutti (in America, in Italia …). Quando si fa il bilancio di verifica non si compie nessuna operazione logica, ma una simulazione delle operazioni di chiusura (tramite sistema informatico). Tra il momento del bilancio di verifica e il momento dei documenti contabili di sintesi ci sono dei passaggi:
- Passaggi di valutazione (problemi valutativi)
- Passaggi di assestamento (scritture di assestamento)
Nell’operare queste scritture di assestamento e questi problemi valutativi, bisogna scegliere i principi: quelli di base sono prudenza, competenza, cioè sono applicazioni di principi di competenza, prudenza, ma esiste un altro principio, tra virgolette valutativo (fair value), perché il principio di prudenza è strettamente collegato con un’ispirazione ad un criterio di valutazione che è il costo storico. Il principio di prudenza dice che se si ha un costo presunto bisogna metterlo, se si ha un ricavo solamente presunto assolutamente no. Questo si fa nelle scritture di assestamento (Es. Rischio su crediti è un costo presunto, probabile, quindi lo si considera; per una probabile vendita già chiusa per i lavori in corso su ordinazione, nel concetto del costo storico della prudenza, bisogna inserire solo i costi del lavoro svolto e non bisogna anticipare i ricavi! Tutto il margine del lavoro va a finire all’ultimo anno! Per una nave in costruzione: tot costi 80, tot ricavi 100: il margine è 20! Ma il primo anno se ne fanno il 30%, il secondo anno il 30%, l’ultimo anno il 40%. Come logica bisogna considerare non solo i costi ma anche i ricavi per fare questo tipo di ripartizione in modo da ripartire questo margine di 20 nei tre anni in proporzione al lavoro che si sta svolgendo. I anno = 80 x 30% e 100x 30%; II anno 30% di 80 e 30% di 100, III anno 80 x 40% e 100 x 40%. In questo modo il margine viene splittato nei 3 anni. Nel concetto della prudenza si prende il 30% di 80 e nessun ricavo superiore a quello, il 30% di 80 e nessun ricavo superiore a quello, il 40% di 80 e si chiude il lavoro, non ci sono più rischi e quindi si rileverà 100 quindi i 20 non vengono ripartiti tra i 3 anni, ma vengono riportati tutti all’ultimo anno per il principio di prudenza).
Nel mondo internazionale, si è affermato un altro principio che è quello del fair value (che è differente dal principio di prudenza) che viene applicato, non a tutto il sistema contabile, ma a determinati parti del sistema contabile. Allora tra l’approccio economico aziendale, l’approccio civilistico, l’approccio dell’OIC, l’approccio internazionale, l’approccio americano, sono dei binari differenti per operare delle operazioni di valutazione e di assestamento. Quindi, in questa fase, dove si rilevano le operazioni di assestamento e valutazione emergono le differenze. Questo è importante perché, ad esempio, se si cambiano le valutazioni e invece di fare l’ammortamento dell’avviamento (200.000,- €) si fa l’impairment e non si svaluta nulla si hanno 200.000,- € in meno di costi, vuol dire che il reddito e il patrimonio sono maggiori di 200.000,- €.
Non esiste un bilancio giusto o un bilancio sbagliato. A seconda delle regole di valutazione e di assestamento cambiano i valori che vanno in SP e a CE nelle operazioni di assestamento. Quindi dal bilancio di verifica (simulazione chiusura conti) alla situazione contabile, dove si fa la chiusura e ne risulta poi lo SP di mastro e il CE di mastro, avviene un passaggio che non è univoco.
Una volta arrivati alla fase finale, cioè alla situazione contabile (NB: l’iscrizione iniziale è uguale, la parte di assestamento e valutazione cambia. Naturalmente cambiando i criteri di valutazione se nell’anno n+1 si ha un valore proveniente dall’anno n, per l’OIC si avrà un valore, per IASB un altro), si otterranno i due documenti contabili di sintesi: SP di mastro e CE di mastro. Questi due documenti, venendo riclassificati, diventano oggetto del bilancio d’esercizio destinato a pubblicazione (secondo il c.c. la rappresentazione deve essere: chiara, veritiera e corretta).
Le scelte vanno fatte dopo il bilancio di verifica e prima della situazione contabile e poi vanno fatte dopo la situazione contabile, ma mentre le scelte che si fanno dopo la situazione contabile, anche variano, ma sono scelte che non incidono sulla sostanza economica, ma solo sulla riclassificazione di SP e CE di mastro che diventano SP e CE di bilancio, le scelte fatte dopo il bilancio di verifica cambiano il valore che si iscrive in CE e SP (Es. se si decide che un contributo di 1.000 € va imputato per 400€ (CE) ad esercizio, si hanno 400 di ricavo e 600 (SP) di risconto passivo, cioè 600 vanno al futuro esercizio. Quindi 400 sono di competenza e 600 no –> il contributo è un ricavo. Per cui invece di avere ricavo = 1.000 si ha ricavo 400 che è il ricavo di competenza. Il restante è un risconto passivo. Se invece fosse 600 a CE e 400 a SP, applicando i principi contabili internazionali, cambia il CE e lo SP, cambia il reddito d’esercizio e il connesso derivato capitale netto di funzionamento).
III Lezione 2/10/2013
Nella lezione precedente si è arrivati a 2 steps: il primo è il bilancio di verifica, il secondo è la situazione contabile. Il bilancio di verifica è la diretta derivazione delle scritture contabili della contabilità generale. La situazione contabile è rilevata dopo aver fatto un’altra serie di operazioni: valutative e di assestamento (ratei, risconti, rimanenze, impairment…). Dal bilancio di verifica si passa alla situazione contabile. Una volta arrivati alla situazione contabile c’è un problema di rappresentazione, che è più che altro un problema formale non sostanziale (reddito e capitale sono uguali, cambia la forma di esposizione del bilancio destinato a comunicazione esterna, cioè il bilancio volto a soddisfare tutte le esigenze informative degli stakeholders).
Nella fase della valutazione e dell’assestamento ci sono tre o più possibili vie, che dipendono dal tipo di interpretazione economica che si da, ovvero dai criteri che si applicano ad alcuni fenomeni di gestione. Quando si parla di ragioneria ed economia aziendale, si ha prima l’interpretazione economica e poi la rappresentazione contabile. Ad esempio, a livello internazionale c’è stata l’affermazione per un certo periodo del valore fair, che è un concetto che abbandonava certi concetti classici di costo, di prudenza, concetti di competenza. Si utilizzano vie diverse perché cambiando la valutazione cambiano i prospetti finali di reddito d’esercizio e i prospetti finali di capitale (viene prima il reddito e poi il derivato connesso capitale netto di funzionamento).
Queste regole sono dettate dagli organismi contabili, cioè quelli che dettano i principi contabili. Siccome si danno differenti interpretazioni, ovvero si fanno differenti valutazioni, che sono tutte attendibili, ma seguono regole differenti, in automatico si possono avere dei prospetti di capitale e di reddito che sono differenti.
Organismi contabili
America
- AICPA (American Institute of Certified Public Accountants, organismo tecnico) → corrisponde al consiglio dei dottori commercialisti in Italia, ovvero il consiglio dei CPA (Certified Public Accountants) cioè quelli che possono certificare il bilancio
- FASB (Financial Accounting Standards Board) → questo è l’organismo fatto dai CPA, dai rappresentanti delle imprese (equivalenti ai rappresentanti di Confindustria) e dai tecnici ministeriali per dettare le regole che valgono per le società quotate. La più importante borsa mondiale è quella di New York → NYSE: New York Stock Exchange. (Spinto verso il FAIR VALUE)
- SEC (Security and Exchange Commission, equivalente della CONSOB) → controlla la borsa di New York. La SEC ha incaricato il FASB di emanare i principi contabili.
Internazionale
- IASB (International Accounting Standards Board) → questo organismo pubblica i principi contabili internazionali (molto volto al FAIR VALUE).
In Europa questi principi contabili DEVONO essere applicati da: banche e assicurazioni, tutti i bilanci consolidati delle società quotate. Il bilancio consolidato è il bilancio di un gruppo di aziende.
- IAS (International Accounting Standard) → principi contabili internazionali.
- IFRS (International Financial Reporting Standard) → principi contabili internazionali “più evoluti”.
Italia
Chi prima si interessava dei bilanci era esclusivamente il FISCO. C’era il “black book” (TUIR – Testo Unico sulle Imposte sui Redditi). Se si inseriva un costo in bilancio quel costo è deducibile, altrimenti non lo è.
- CONSOB → organismo di controllo di Borsa Italia
- OIC e C.C. (Organismo Italiano di Contabilità e Codice Civile) → dettano i principi contabili nazionali (legati al costo).
Chi applica i principi contabili internazionali: tutti i consolidati e le quotate, tutte le società che sollecitano il pubblico risparmio (Borsa Italia), tutte le banche e le assicurazioni. Una controllata, una partecipata di un’azienda che segue i principi contabili internazionali e quindi consolida, ha la facoltà di seguire i principi contabili internazionali.
In Italia esistono due forme di bilancio d’esercizio: un bilancio d’esercizio in forma ordinaria e in forma abbreviata. Il bilancio d’esercizio in forma abbreviata, quindi semplificato, lo devono redigere le società piccole, cioè quelle con dei limiti imposti dal codice civile che variano di anno in anno. Viene presentato ogni anno ad un organismo chiamato registro delle imprese, il bilancio va approvato entro il 30/04 con un’assemblea, anche se è possibile spostare di 2 mesi questo termine. Entro il 30/09 si presenta la dichiarazione dei redditi basata sui valori che sono stati inseriti nel bilancio d’esercizio. A livello internazionale, invece, sono stati fatti degli appositi principi contabili per le PMI.
IV Lezione 3/10/13
Iscrizione risorse intangibili nelle imprese (o intangibile o risorse immateriali)
Gli intangibles sono valori legati ad una serie di aspetti: tecnologici, commerciali, umani. Il riconoscimento dei valori intangibili avviene quando vengono acquistati (licenze, marchi, concessioni, …) oppure quando si acquistano aziende, ma solo una parte di intangibles è riconosciuta, cioè quella che si riesce a rilevare con le operazioni di M&A → Merger And Acquisition.
Principi contabili:
- IAS 38 : intangible assets (1998), IAS 36 : impairment
- FASB 141 e 142 : intangible assets e business combination (2001) → M&A
- IFRS 3 : business combination (2005 – Norwalk Agreement)
- OIC 24: immobilizzazioni immateriali
Requisiti
Per operare una rilevazione degli intangibili questi devono essere assets che:
- Si controllano
- Diano benefici economici futuri
- Siano attendibilmente valutabili
Un intangible è controllabile quando si ha un diritto contrattuale di controllo (licenza, marchio, brevetti …). Quando non è così si può iscrivere la posta in bilancio solo se è autonomamente cedibile. Se non c’è nessuno di questi elementi non è possibile iscrivere quell’immobilizzazione immateriale in bilancio. In altri termini, il requisito del controllo si traduce o in un controllo giuridico oppure nella possibilità di cederlo autonomamente quindi di identificarlo, ovvero di separarlo dalla struttura.
Si possono avere tre forme di acquisizione degli intangibles (immobilizzazioni immateriali):
- Forma di acquisizione esterna (es. si acquista un marchio).
- Forma di costruzione interna (es. Totti, è sempre entrato nel bilancio della Roma come costo d’esercizio poiché non è stato acquistato) → non è possibile l’iscrizione in bilancio.
- Esterna combinations
Se un’azienda costruisce da sé beni materiali li può capitalizzare, mentre quelli immateriali non si può capitalizzarli, a meno che non si mette in atto un’operazione di M&A.
(Es. Si acquista X per 100, ma il valore effettivo è 20. I restanti 80 (100-20) sono assets che l’azienda ha autogenerato. Se si acquista Y per 100, ma il valore effettivo è 20, li si rileva in bilancio solo nella società acquirente, in quanto l’acquisizione è esterna.)
Nel momento in cui avviene acquisizione esterna si parla di avviamento (goodwill) che è un intangibile generico che si può iscrivere in bilancio solo se sono rispettati i requisiti. Quindi l’avviamento è il valore delle risorse intangibili che non siano assets autonomamente identifi
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.