LEZIONE INTRODUTTIVA
Famiglie=gruppo di utenti privati che consumano. Imprese= producono e investono. Governo= spesa pubblica e prelievo
tasse partecipa alla produzione del PIL. Resto del mondo= sezione estero, dove si determina la bilancia commerciale fra
export-import NX. L’aggregazione del settore produttivo nel complesso avvien anche tenendo conto del settore estero.
Le variabili principali macroeconomiche aggregate sono: livello della produzione (pil), livello dell’offerta di moneta
determinato dalla BCE, i consumi, investimenti, spesa pubblica, import-export, la domanda di moneta. Indicatori di
prezzo rilevanti: IPC indice dei prezzi al consumo è il prezzo medio di un paniere di bene di consumo armonizzato per
permettere il confronto tra vari paesi. Deflatore del pil: è un livello generale dei prezzi di tutto quello che si produce nel
paese. Questo era macroeconomia. Microeconomia riguarda questo corso: analisi dei singoli individuali soggetti
economici (un singolo consumatore, una singola impresa, descriz delle caratteristiche delle funzioni di utilità che
sovraintendono la scelta di questi individui). L’aggregazione di imprese in un settore produttivo o mercato, il settore si
riferisce all’offerta da parte delle imprese sui beni di un mercato. Mercato = domanda da parte dei consumatori di quelli
stessi beni offerti dalle imprese. Tante imprese e consumatori che consumano 1 bene in un singolo mercato: questione
determinazione del prezzo. Il prezzo è singolo, e rappresenta il prezzo di tutti i beni che si vendono sul mercato. Questo
mercato è costituito di fatto da un singolo beni o da beni che sono sostituti che possono soddisfare i bisogni del
consumatore. E’cco perché c’è un prezzo singolo che si riferisce a un bene e a tutti i suoi sostituti (tutti gli altri beni che
sono considerati equivalenti dai consumatori nel soddisfare i bisogni di consumo). Ci sono anche autorità che svolgono
delle politiche (macroeconomia): la BCE che si occupa della politica monetaria (determina livello del tasso d’int centrale
del sistema economico, controlla l’inflazione, stabilizzazione economica attraverso sostegno del livello della produz dei
paesi tramite politiche monetarie espansive per fronteggiare recessione). Il governo fa la politica fiscale: determinazione
del livello della spesa pubblica, spesa sanitaria, prelievo fiscale, politiche industriali (gamma di attività, d’incentivo o di
sostegno da parte del governo di attività economiche che perseguono determinati fini desiderati dall’autorità pubblica).
Importante autorità di politica economica: autorità garante della concorrenza e del mercato che si occupa di tutelare la
concorrenza dei settori industriali il meglio possibile per la struttura che i mercati hanno. Questo corso: Il paradigma
teorico sottostante è quello Struttura-Condotta-Performance, quindi si studia i principali caratteri della struttura dei
mercati, la condotta (comportamento delle imprese), quali le implicazioni di questa condotta che le imprese ottengono
nel mercato. Dopo si applica questo modello di analisi in casi concreti di imprese industriali (osservazione ed analisi dei
dati, fonti di statistica per descrivere settori produttivi, l’offerta impresa, domanda consumatori). Alcuni dati si basano
sul bilancio, d’impresa, sui flussi d’importaz ed export delle imprese del settore, ecc.. Poi analizziamo un settore
industriale specifico: che produce macchinari ed impianti per il confezionamento ed imballaggio (packaging). L’italia è
uno dei leader mondiali, principale competitor germania, in questo settore. Vi un’elevata concorrenza, è un settore
molto dinamico che spinge la crescita del PIL nazionale. La struttura è l’analisi di tutte le caratteristiche che descrivono
com’è fatto il settore, quali e quante sono le imprese che producono in un settore produttivo, quanto producono,
quanto sono grandi (grado di concentrazione del settore). Concentrazione= quando sono tendenzialmente grandi le
imprese producono una grande parte della produzione del settore, significa che la produzione è concentrata nella
produzione di poche imprese. I modelli che si utilizzano per descrivere questa situazione sono: monopolio, oligopolio
(poche imprese che producono sul mercato). Ma ci sono concentrazioni molto inferiori: mercati concorrenziali in cui ci
sono tante imprese che producono in condizioni più concorrenziali, ad esempio senza poter influire particolarmente sul
prezzo di vendita. Strategie relative alla condotta delle imprese: scelta delle strategie tecnologiche, quale livelli di
tecnologie produttive l’impresa basa la sua produzione, tipo di struttura gestionale si dà, tipo di concorrenza fa con le
altre imprese, comportamenti discrezionali attuati, quanto vende nei mercati nazionali ed esteri
(internazionalizzazione). L’internazionalizzazione può essere della produzione attraverso la vendita all’estero (export) o
acquisto di imprese già imprese all’estero o investimenti diretti (investimenti e aperture di nuove imprese all’estero).
Sono strategie, comportamenti e condotte che determinano effetti sul risultato finale delle imprese. Quindi la
performance è: dato la struttura, condotta delle imprese si raggiungono i risultati dell’impresa in termini di reddittività
se è profitto, reddittività lorda (EBITA), di robustezza finanziaria (capacità di onorare i debiti, copertura oneri passivi,
ecc..). Questo modello STRUTTURA-CONDOTTA-PERFORMANCE è dinamico e succede che a partire dei risultati per le
imprese, avvengono dei cambiamenti di struttura per le imprese di successo, alcune imprese diventano importanti sul
mercato in quanto hanno elevata performance: questo retroagisce a un feedback sul processo che dalla struttura passa
attraverso i comportamenti e raggiunge la performance. Per questo è dinamico, parte da una struttura industriale e
attraverso la condotta delle imprese in parte strategico determina risultati finali e retroagisce sulla struttura. LAVORO
DI GRUPPO: analisi di un settore produttivo per produrre un report da presentare a tutta la classe e discusso prima
dell’esame finale. Il report si basa sull’analisi di una singola impresa, nel suo contesto competitivo nel settore, ci sarà
la descrizione di analisi di settore, si contestualizza l’azienda all’interno di caratteristiche che descrivono il settore
produttivo, la storia dell’impresa in termini di fatturato, profitti, risultati e si descriveranno le imprese all’interno del
settore produttivo. Per l’analisi si useranno dati di tipo pubblico, dati di bilancio (dati banca orbis borovan dick), flussi
commerciali della banca dati ITC di import-export da e verso tutti i paesi, variabili congiunturali che si riferiscono a singoli
paesi (rischio paese, congiuntura macroeconomica del paese, ecc…). Poi dati originali proprietari raccolti dalle
associazioni: fonte UCIMA che è l’unione dei costruttori italiani di macchine automatiche (macchinari industriali per
confezionamento e imballaggio) con sede a modena e che fa capo a confindustria. Strumenti: excel, spss che è più
dettagliato es benchmark tra impresa e i suoi competitor. Il paradigma di economia industriale è struttura-condotta-
performance. Un settore produttivo (il settore dei macchinari per il packaging) caratterizzato da altissima competitività
internazionale ed elevate internazionalizzazione delle imprese è un obiettivo formativo. Utilità del corso: Economisti
industriali (analizzano i mercati, ossia i settori produttivi, e suggeriscono politiche ottimali a imprese e autorità
pubbliche), Manager (analizzano i mercati e attuano strategie ottimali a livello di impresa o gruppo di imprese), Analisti
e Ist. Finanziarie, Banche (analizzano le potenzialità reddituali e la robustezza finanziaria delle imprese). Metodologia=
Deduttiva: s’introducono modelli descrittivi di alcune caratteristiche e si deduce dai modelli/comportamenti attesi dalle
imprese
Analisi teorica
Modelli matematici
Analisi grafica
Induttiva: si parte dai dati.
Analisi di mercato (domanda)
Analisi di specifici settori (offerta, politiche, best practices)
Casi di impresa (tecnologia, strategie, politiche)
Le metodologie sono interdipendenti (non autosufficienti), perché quando si osserva un settore produttivo, si parte dai
dati che descrivono il settore, si cerca di riconoscere i modelli che permettono di interpretare la realtà sulle osservazioni.
Se i dati si discostano dal modello, si creano problemi economici: domande e quesiti a cui per rispondere si fanno analisi
specifiche quantitative. L’approccio deduttivo ed induttivo diventano un tutt’uno, necessario per affrontare l’analisi di
settore, anche tutti gli indici ed indicatori necessari per descrivere i settori produttivi scelti. Se va tutto bene esame
orale sul contenuto della prima parte manualistica, dopo presentazione online pubblica per il lavoro di gruppo.
PRIMA PARTE
Microeconomia= si considera il sistema economico dal lato di efficienza produttiva che è rappresentata dalla
tecnologia, è un modo di produrre fungibile, cioè trasferibile a chiunque lo desideri senza costi, permettendo di
raggiungere a tutti gli agenti economici il max liv disponibile di efficienza produttiva. Riguarda il modo in cui si
combinano gli input per ottenere un output = è la funzione di produzione. In economia industriale si privilegia un
approccio basato sull’osservazione e l’analisi delle funzioni di costo, di produzione. La funzione di costo che
rappresenta la tecnologia è il modo in cui si analizza l’efficienza produttiva del settore. Modo in cui le risorse di un
sistema economico disponibili vengono allocate = modo in cui le imprese decidono quali beni produrre e in che
quantità per metterli a disposizione dei consumatori. E’ la distribuzione delle risorse tra diversi settori produttivi e si
chiama efficienza allocativa. Il concetto non è tecnologico qui, ma ottimo paretiano: di ottimalità (vilfredo pareto) che
descrisse le caratteristiche di un sistema efficiente dal punto di vista allocativo. Poi ci occupiamo dei principi e
fondamenti teorici dell’Economia Industriale (organizzazione industriale che è sinonimo di economia industriale).
Economia industriale= Analisi della struttura, del comportamento e dei risultati delle imprese in singoli mercati
(settori). I risultati sono le performance, quindi in porzioni di sistema economico, perché il SETTORE PRODUTTIVO (o
settore industriale o industry) è quella porzione del sistema economico nel quale sono aggregate imprese simili che
producono beni simili (sostituibili agli occhi dei consumatori) e hanno tecnologie simili, e che sono tra loro
interdipendenti (le imprese di questo settore). Nel modello della conc perfetta le imprese non sono tra loro
interdipendenti perché nessuna delle strategie ottimali delle imprese dipende da cosa fanno le altre imprese. La
strategia ottimale dalle imprese in concorrenza perfetta è rappresentata dallo scegliere di massimizzare il profitto
dato il prezzo fornito sul mercato, decidendo ciascuno per sé con questo dato. Per tal ragione non sono
interdipendenti, non importa cosa implica la scelta dell’impresa A per la B. Mentre nell’economia industriale conta
molto l’interdipendenza, perché le imprese non sono solo indipendenti. Es. oligopolio: la scelta ottimale di un’ impresa
dipende dalle scelte che fanno le altre imprese oligopolistiche. LA STRUTTURA E IL COMPORTAMENTO DELLE IMPRESE
è il primo argomento oggetto di studio dell’economia industriale, e significa: cosa fanno le imprese, quali sono i loro
obiettivi (max profit oppure max vendite se imprese manageriali, o soddisfazione delle richieste del settore pubblico se
imprs pubbliche, ecc..), quali sono i comportamenti delle imprese (es partecipazioni statali che determinano grandi diff
nella struttura del mercato, dovuti ad obiettivi delle imprese) e le strategie (strategie di prezzo per fare concorrenza
riducendoli, strategie non di prezzo basate sulla quantità prodotta ad esempio, interrelazioni con altre imprese come le
strategie di filiera). Strategie di filiera= le imprese si uniscono a livello verticale coi fornitori e clienti per ottimizzare i
propri risultati. Ma anche quali sono i limiti dell’impresa: problema dell’integrazione verticale ossia quanti processi
tecnologici produttivi/commerciali l’impresa fa al suo interno e quanti compra dal mercato all’esterno in outsourcing
(make or buy, impresa vs mercato). Questa scelta make or buy dipende da molti fattori come l’incidenza del prezzo sul
costo che esse sopportano, sono i limiti dell’impresa determinati dalla scelta make or buy. Es. ponderare il make e il
buy. Es. Comprano semilavorati italiani e li assemblano negli impianti produttivi che poi vendono a loro marchio: c’è
più buy acquisto componente outsourcing e poco make (l’assemblaggio). Secondo aspetto è la struttura e la dinamica
dei mercati: un mercato è descritto dall’offerta che sul mercato di beni sostituibili è presente su quel mercato ,Mercati
e settori (domanda e offerta). Per cui si devono avere dei criteri di definizione dei mercati ad esempio vendere gli stessi
beni venduti in italia in cina è una caratteristica del mercato diversa che distingue un mercato prevalentemente
nazionale da uno molto internazionalizzato. Le tecnologie di produzione disponibili dalle aziende è rilevante, la
sostituibilità è il modo in cui i consumatori percepiscono i beni. I beni strumentali sono destinati alla produzione di altri
beni, acquistabili da altre imprese produttivi non dai consumatori. Nel caso dei beni strumentali la sostituibilità tra beni
si applica al fatto che diverse imprese che producono bevande considerino i beni strumentali tra loro sostituibili.
Sostituibilità = Pratica Antitrust = MKT rilevante : ad esempio se l’antitrust dice che l’impresa A ha monopolizzato il
settore, bisogna definire rima cos’è quel settore per quell’impresa, se il suo mercato rilevante è l’intero mondo e i suoi
competitor sono tutti i produttori simili in tutto il mondo all’impresa A, il monopolio che l’azienda può aver costruito
nel mercato nazionale diventa una situazione quasi concorrenziale nel mercato globale. Conta molto quindi il mercato
rilevante: è quello nel quale le imprese devono considerare la produzione dell’impresa Alfa come un sostituto
competitor. La pratica antitrust richiede informazioni significative su quanto è ampio il mercato in cui i beni prodotti da
una singola impresa sono venduti. All’antitrust le interessa questa cosa perché la situazione in cui il mercato viene
monopolizzato dall’impresa A è sgradevole per l’efficienza allocativa, l’ottimalità allocativa richiede che il mercato
abbia il più possibile alto grado di concorrenza. Quindi il monopolio da parte di un impresa è una situazione che
distorce l’efficienza allocativa e configura una situazione che crea danni alla capacità dei consumatori o imprese
acquirenti di acquistare al prezzo più basso possibile, diminuendo l’efficienza. Qui interviene l’antitrust per ripristinare
condizioni di concorrenza se il mercato rilevante è stato monopolizzato da quell’impresa. L’impresa monopolista
produce e vende a prezzi più alti di quanto il mercato osserverebbe in caso di concorrenza normale. L’antitrust
interviene ad esempio bloccando la fusione tra imprese che creano un monopolio nel mercato rilevante di
quell’azienda. Per monopolizzare i mercati, oltre alle fusioni(merge/acquisition), lo fanno attraverso le barriere
all’entrata che sono a volte di tipo naturale perché ci sono casi in cui non si possono rimuovere e le imprese qua sono
monopoliste in modo naturale, altri casi invece le imprese metton in atto comportamenti strategici tesi a bloccare
l’accesso ad altre imprese nel mercato rilevante. In questo modo si proteggono dalla concorrenza perché sennò
abbasserebbero i profitti se ci fossero, così erigono barriere all’entrata nel settore. L’antitrust non riguarda solo la
definizione del mkt rilevante ma anche il controllo su queste imprese che erigono barriere all’entrata nel settore. Le
imprese non producono solo un bene solo, hanno molti mercati rilevanti nei quali operano: un’impresa multiprodotto
potrebbe essere monopolista su un prodotto ed essere in concorrenza per un altro determinato prodotto che
produce. Se si danneggiano i profitti di un’impresa sul prodotto che produce in monopolio, ciò avrà effetti anche sul
comportamento dell’impresa per il prodotto che produce in concorrenza. L’autorità antitrust quindi deve considerare
che le imprese operano in mercati diversi, prodotti di mercati diversi. Crisi del concetto di mercato →impresa
multiprodotto. Terzo argomento: LE MODALITÀ DI INTERAZIONE TRA IMPRESE. Ci sono rapporti basati sulla
competizione di tipo di prezzo, non prezzo es quantità prodotte, o sul prodotto (tipologia). Su prodotto: es consorzio
tutela parmigiano il prodotto è riconosciuto meritevole di tutela dal consorzio, su un’impresa e diventa più
competitiva, quindi qualità del prodotto venduto che incrementa la competizione. Poi i rapporti basati sulla proprietà
dell’impresa (fusioni e acquisizioni; gruppi) : estendono i confini dell’impresa. Anche istituzioni che interagiscono con
le imprese es consorzi. Poi ci sono i Rapporti contrattuali (filiera): es rapporto di fornitura di lungo termine. Poi )
Rapporti cooperativi (joint venture) in cui le imprese cooperano per ottenere risultati congiunti: partecipare ad un
mercato all’esterno per penetrarlo, creando joint ventures. SONO TUTTI RAPPORTI DI INTERRELAZIONE slide 24. I
modelli di economia industriale (di questo corso) non sono cooperativi, non si accordano per monopolizzare un
mercato o decidere un livello dei prezzi. Perché le imprese possono cooperare per mettere in comune fattori
produttivi, es un ufficio estero in comune perché non è rilevante dal punto di vista dell’eff
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Analisi dei settori industriali
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Analisi dei settori industriali - Presentazione
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Analisi II - Serie
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Introduzione ad Analisi dei dati e applicazioni ai processi industriali