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ANALISI DEI PROCESSI DECISIONALI E SISTEMA POLITICO

Prima lezione

Il sistema politico - come e perché studiarlo

- in uso corrente il termine è spesso usato come sinonimo di stato o regime politico

- in uso accademico e scientifico è un concetto che assume una propria rilevanza ed uno spazio semantico

diverso rispetto alle nozioni vicine

Sistema politico: nella sua accezione più generale, l’espressione si riferisce a qualsiasi insieme di istituzioni,

gruppi e processi politici caratterizzati da un certo grado di interdipendenza reciproca

Focalizza l’attenzione su istituzioni, gruppo e processi che sono più o meno interdipendenti tra loro.

Insieme di interazioni e dei livelli di interdipendenze tra questi soggetti

Elementi costitutivi del sistema politico (Easton)

- comunità politica: la dimensione orizzontale della politica (cittadini e policy takers), dove il sistema

politico sviluppa le dinamiche

- regime politico: insieme di norme (formali ed informali) e procedure che rendono effettive le

“assegnazioni imperative di valori” (costituzioni, diritto amministrativo..)

- autorità: dimensione verticale, insieme dei soggetti che sono chiamati a prendere le decisioni e le scelte

politiche

Che cosa è un sistema politico

Easton: è un sistema di interazioni dove si realizza la politica come nel suo insieme di rapporti, ovvero

l’assegnazione autoritativa di valori all’interno di una comunità sociale

- Il concetto si distingue rispetto alla definizione di ordinamento giuridico e comprendere istituzioni

finalizzate e non

- Il concetto non si limita a catturare le caratteristiche di una serie di interazioni ma comprende gli effetti di

tali interazioni

Per Easton la politica è “assegnazione imperativa di valori”

La politica prende le distanze dal campo etico, morale, giuridico e religioso e ha a che fare con il potere:

- capacità di influenzare

- insieme di decisioni sovrane collettivizzate e senza uscita

- processo mediante il quale si assegnano imperativamente spettanze, diritti e valori

**Lezione 1, slide 8

Sistema politico come insieme di funzioni

- Funzioni di sistema (socializzazione e mobilitazione politica, selezione e reclutamento del personale

politico)

- Funzioni di processo (aggregazione e articolazione degli interessi, messa in opera delle decisioni), la

funzione di domanda ha bisogno di strutture mediante le quali si mettono insieme interessi simili,

attraverso l’articolazione, o si aggregano interessi potenzialmente diversi, attraverso processi di

aggregazione. Sono funzioni di mediazione tra società e sistema politico.

- Funzioni di politica pubblica (estrazione, regolazione e distribuzione/re-distribuzione delle risorse)

**Modello di Almond-Powell, lezione 1 slide 10

Sistema politico oltre lo stato nazione

- Passaggio dal sistema politico internazionale (netta separazione tra sfera domestica e sfera della politica

tra gli stati) a sistema globale

- Processo di svuotamento dello stato (nascita delle regioni e dell’Europa)

- Spostamenti di sovranità verticali e orizzontale verso altri livelli politici (sub-nazionali, sovranazionali) e

verso i diversi attori pubblici e semi-pubblici che compongono la nuova governance

- Superamento della tradizionale visione per cui i sistemi politici sono necessariamente sistemi di stati

nazionali

- Il caso del Sistema Politico dell’Unione Europea, in cui istituzioni, gruppi e movimenti producono

politiche all’interno dell’Unione e attraverso procedimenti di integrazione e aggregazione

1

Il sistema politico italiano: un ritorno di attenzione

- La transazione intra-democratica degli anni novanta aveva aperto vari fronti di ricerca:

studi sulle spiegazioni della crisi

• studi sulla “destinazione” del modello italiano di democrazia

• studi sugli outcomes: riforme strutturali e nuovi corsi di politiche

• difficile ristrutturazione del sistema partitico

- Nuova ondata di lavori sul “significato della transazione” e mix di fattori endogeni/esogeni: il Sistema

politico italiano è cambiato per fattori interni o a causa dell’ambiente sovranazionale e globale?

- grande attenzione anche sulla componente di “italianisti” all’estero (berlusconismo, protesta, populismo)

- Il terremoto del 2013 e lo Tsunami del 2018. Nuovo azzeramento del sistema partitico

- L’Italia e gli altri. Il cambiamento italiano come un aspetto di un più ampio fenomeno di evoluzione delle

democrazie

- Riforma costituzionale ?

Questioni al centro dell’analisi del Sistema politico italiano

- Come sono cambiati, e quanto profondamente, i rapporti sul versamento degli input del sistema italiano

- Quali livelli di capacità istituzionale, trasparenza e responsabilità raggiungono oggi le istituzioni centrali

di governo

- Qual è stato il reale impatto dei fattori interni e in particolare la crisi dei partiti storici, l’adozione di

diversi sistemi elettorale e di altre riforme istituzionali come quelle che hanno cambiato il sistema di

governo locale e regionale

- Quale impatto hanno esercitato fattori esogeni come la fine della guerra fredda e l’accelerazione del

processo di integrazioni europea (e il Covid19)

- Quali dei vari settori istituzionali sono particolarmente bisognosi di adattamenti o riforme

IL SISTEMA POLITICO ITALIANO

La corruzione dello stato unitario

- l’Italia è uno stato relativamente giovane se comparato con gli altri grandi stati europei

- l’unificazione dell’Italia avvenne per “incorporazione” nello stato sabaudo

- La parte più significativa del processo avvenne nel 1861, ma Roma fu annessa solo nel 1870 (presa di

Porta Pia) e altri territori attesero sino al 1918

- I confini del paese furono fissati con difficoltà, legati alla non coincidenza dei confini naturali, linguistici

e culturali

- confini mobili, che sono sono modificati fino al 1918

- minoranze all’interno dello stato italiano

- la langua italiana si diffonde tra i soldati durante la prima guerra mondiale

- larghi strati della popolazione rimasero legati alle vecchie case regnanti

- l’opposizione più decisa fu quella cattolica, a seguito della presa di Roma e a causa nel Non expedit

- la questione cattolica fu ricomposta solo con il Patto Gentiloni (1913) e con i patti lateranensi (1929)

- le élite meridionali e parte della popolazione guardavano con nostalgia ai Borbone

I caratteri del nuovo stato

- inizialmente la struttura dello stato unitario ricalcava quella dello stato sabaudo: setta casa regnante,

costituzione, burocrazie e parlamento

- il processo di “nazionalizzazione” delle élite fu molto lento

- il sistema amministrativo fu imposto dalla monarchia piemontese. La così detta “meridionalizzazione”

della burocrazie cominciò solo nel XX secolo

- stato accentrato: non esistevano le regioni e gli enti locali erano largamente subordinati alla figura del

prefetto.

- tuttavia c’erano grandi differenze tra nord-sud e dentro le macro-aree

1. La prima democratizzazione

- l’affermarsi del sistema parlamentare è stato piuttosto rapido

- Due erano i principali fattori di debolezza:

l’opposizione cattolica diminuiva la legittimità dello stato

• i partiti liberali non erano radicati sul territorio (il suffragio rimaneva molto ristretto)

- dopo la prima guerra mondiale, con l’allargamento del suffragio, il parlamento era paralizzato dalla

divisone tra i nuovi partiti di massa e vecchia élite liberale

2

2. L’avvento del fascismo

- Mussolini fu nominato capo del governo in modo legale, sebbene la nomina seguisse esibizioni di forza e

violenza come la marcia su Roma (1922)

- Dal 1925 il Partito Nazionale Fascista fu l’unico ammessa

- Nel nuovo sviluppo, il regime fascista rimase sospeso tra autoritarismo e totalitarismo

- a differenza che nei totalitarismi, alcuni attori sociali mantennero la propria autonomia e contribuirono alla

caduta di Mussolini nel 1943

3. Dopo il fascismo

- I partiti erano il larga misura contrari alla monarchia, e volevano guidare il processo di transizione

- dal 1944 al 1946 una coalizione di tutti i partiti guidò il paese rinviando la soluzione delle questione più

spinose (monarchia e costituzione)

- 1946: referendum per la Repubblica

- La democrazia cristiana guidata da De Gasperi emerge come il partito maggiore

Elementi condivisi in Assemblea costituente (1946-’47)

Eredità del difficile processo di costruzione stato-nazione ed eredità di un ventennio di autoritarismo fascista:

a. complesso del tiranno

b. ricerca di un sistema complesso di garanzie

—> rafforzamento e ama regolazione costituzionale del parlamentarismo

—> riconoscimento “tacito” del ruolo dei partiti, protagonisti della transizione

—> convivenza di elementi di unitarismo e regionalismo

—> bilanciamento tra i vari poteri e garanzie attraverso istituzioni intervenienti

Elementi innovativi nella struttura istituzionale del 1948

- un presidente della repubblica con poteri limitati ma che vanno ben oltre l’elemento simbolico dell’unità

nazionale

- la creazione di due tipo di regione: a statuto speciale e ordinario (queste ultime vengo implementate nel

1970)

- la creazione di un istituto come il referendum abrogativo (implementato solo nel 1970)

- la creazione del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno della magistratura

(attivato solo nel 1958)

- la creazione della Corte costituzionale (attivata solo nel 1956)

La nuova democrazie ed il problema dell’opposizione

- l’accordo tra Democrazie cristiana, socialisti e comunisti produsse una costituzione con molti

compromessi:

sistema di democrazia parlamentare

• bicameralismo simmetrico

• esecutivo debole

- dopo il 1948 la DC divenne forza di governo occupando il centro dello schieramento politico, mentre il

PCI radicalizzava le sue pozioni stando all’opposizione

Cosa è importante conoscere della “prima repubblica”

- il modello (stabile) di comportamento elettorale

- il sistema dei partiti

- la dimensione organizzativa dei partiti

- il consolidamento del governo dei partiti

- i cicli di coalizione politica

- la centralità del parlamento

La crisi degli anni novanta

- le inchieste giudiziarie sulla corruzione politica portarono al collasso del sistema partitico, ma ciò non

sarebbe stato possibile senza il conosco di due fattori:

caduta del muro di Berlino e fine della guerra fredda

• crisi della finanza pubblica e decisione di introdurre una Unione economica monetaria nell’EU

- la DC non era più l’unico baluardo contro l’avvento del comunismo, ed il governo non poteva più contare

sulle risorse distributive per preservare il proprio consenso

3

L’Italia nel sistema internazionale

- il ruolo internazionale dello stato italiano era stato storicamente limitato dal maggiore potere degli altri

grandi stati europei

- l’incompleta unificazione e la mancanza di colonie erano stati avvertiti come svantaggi di calmare, e

questo aveva guidato la politica estera italiana fino al secondo dopoguerra

- le ambizioni da cambiare lo status quo vennero infine abbandonate dopo la sconfitta nella seconda guerra

mondiale

—> politica di media potenza

Linee guida del secondo dopoguerra

- nel mondo diviso in due blocchi l’Italia scelse l’Alleanza atlantica

- questo non precludeva un certo margine di autonomia economia (affare con l’URSS, in medio oriente, con

i non allineati ecc..)

- Il PCI, schierato con Mosca, era sistematicamente escluso dal governo

- tradizionalmente l’Italia è stata tra i paesi più favorevoli all’integrazione europea

- parziale ritorno ad una politica estera più attiva negli anni ottanta

Cambiamenti avvenuti

- decentramento

- crisi ed evoluzione della rappresentanza

- impatto dell’appartenenza all’Ue

Cambiamenti futuri - nuove sfide

- immigrazione

- invecchiamento

- globalizzazione dei mercati

- pandemie

Seconda lezione

IL SISTEMA DEI PARTITI

Il primo sistema partitico in Italia (1861-1913)

- sistema dominato da partiti parlamentari composti da notabili

- distanza ideologica relativa tra i due attori parlamentari maggiori (destra storica e sinistra storica) che

con il trasformismo confluiscono in un unico ceto parlamentare di ministeriali (pur di stare al governo si

scambiano gli individui)

- relativa irrilevanza di gruppi di opposizione, anch’essi composti da notabili ma distanti dal centro di

governo (democratici, radicali e repubblicani) e poi del piccolo partito socialista che giunge in parlamento

alla fine del XIX secolo

Nel complesso, il primo sistema partitico italiano realizzò la costruzione dello stato unitario senza veri partiti

garantendo per circa mezzo secolo i diritti ella costituzione liberale e una vita parlamentare regolare.

Il pluralismo tuttavia rimaneva ancora limitato.

Il processo di democratizzazione si interrompe prima che i partiti possano completare il loro consolidamento.

Se non fosse stato per la prima guerra mondiale, probabilmente il processo di democratizzazione si sarebbe

completato: i primi partiti liberali avrebbero costruito i capisaldi, l’elettorato si sarebbe allargato e i partiti

liberali sarebbero poi stati sostituiti dai grandi partiti di massa.

Il secondo sistema partitico (della durata di 3/5 anni)

- emergono i partiti organizzati di massa (Partito Socialista e Partito Popolare) che nel 1919, con le prime

elezioni con sistema proporzionale, ottengono una grande vittoria nel nord

- i liberali vengono sconfitti e viene posta fine al loro dominio

- successo dei partiti posti sulle ali estreme (nazionalisti e fascista a destra, socialisti massimalisti e

comunisti a sinistra)

- sovrapposizione di vari conflitti (di classe, confessionale, agrario/industria, urbani) e soluzione “post-

ideologica) del fascismo

- Nel 1922 Mussolini prende il potere e viene a mancare un sistema partitico

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Il terzo sistema partitico (sistema partitico della prima repubblica: 1948-1992)

- Sostanziale stabilità delle componenti ideologiche rispetto alla fase 1919-1921: comunisti, socialisti, laici,

democristiani..

- Alcuni piccoli partiti nuovi legati a nuove domande emergenti (Partito d’Azione, Uomo qualunque,

Monarchici) che però non si consolideranno dopo il 1948

- Il Comitato di Librazione Nazionale dà un imprinting fondamentale al sistema partitico della seconda

repubblica

Tuttavia ci sono alcuni caratteri distintivi di questo sistema rispetto al passato:

a. divisione a sinistra e sorpasso del Pci sul partito socialista (caratteristica soltanto italiana e che cambierà

l’assetto del suo funzionamento)

b. crescita del partito cattolico che si afferma come il partito nettamente più forte nel 1948 (ciò successe

anche in Germania la cui Dc è formata da due partiti democratici-cristiani: quello bavarese, con i

cattolici, e quello degli altri lender di impronta protestante)

c. riduzione del partito liberale e delle altre forze liberali e social-democratiche ad una posizione

minoritaria

Interpretazioni del sistema partitico della prima repubblica

- Bipartismo imperfetto (Galli): ruolo predominante dei due principali partiti (DC e Pci) ma impossibilità, a

differenza dei bipartissi normali, di un’alternanza al governo causata da vincoli strutturali

- Pluripartitismo polarizzato (Sartori): presenza di due partiti anti-sistema (Pci e Msi) e articolato introno a

tre poli, con uno spazio ideologico polarizzato molto esteso tra estrema sinistra ed estrema destra

- Pluripartitismo centripeto (Farnetti): progressiva riduzione dello spazio ideologico e tendenza del sistema

partitico (negli anni ’70) che quindi aveva un andamento centripeto invece che centrifugo

Il pilastro del sistema era il partito al centro di questo, che lo bloccava a causa della sua grandezza.

** guardare slide seconda lezione (Nr. 7-8)

Il quarto sistema partitico italiano - presupposti storici

- dopo il crollo del muro di Berlino e la fine del Pci, nascono il Pds, Partito Democratico della Sinistra (poi

Ds, Democratici di sinistra) e il Partito della Rifondazione comunista (1991)

- Il successo della Lega Nord nel 1992 inaugura un processo di erosione dei partiti tradizionali

- I referendum elettorali: 1991 per l’abolizione delle preferenze e 1993 per l’abolizione del sistema

proporzionale

- Tangentopoli e l’emergere di un forte conflitto politica-magistratura

Il sistema partitico della seconda repubblica - la fase di formazione (1993-1996)

- Disintegrazione della Dc e del Ppi: scissione a destra (Ccd, Centro cristiano democratico, 1993),

insuccesso del Ppi nel 1994 e ripozizionamnto nel centro-sinistra (Ppi) o nel centro-destra (Cdu, Cristiani

democratici uniti)

- scomparsa dei Psi e dei partiti laici (1994)

- mancata affermazione del Patto Segni al centro e di Alleanza Democratica sul centro-sinistra (1994)

- mancato recuperato del Pds e tenuta di Rc, Rifondazione comunista, a sinistra (1994)

- trionfo di Forza Italia (1994) e successo dei suoi “alleati alternativi”, Ln di Bossi e Msi di Fini

(ribattezzatosi An, Alleanza nazionale con la svolta di Fiuggi): si crea un’alleanza nazionale con la Ln che

prende il nord e An che prende il sud

- recupero dei partiti del contro-sinistra (1996) con ulteriore frammentazione (Socialisti, Rinnovamento

Italiano)

Gli sviluppo nel sistema partitico (2008-2013)

- le mancate occasioni per consolidare il quasi-bipartitismo: europee 2009 e regionali 2010: Lega > 10%,

recupero di Idv (Italia dei valori), Udc (Unione di centro) e Sel (Sinistra ecologica libertà)

- Centro destra strutturalmente maggioritario, ma:

1. frizioni sulla leadership fino alla rottura di An con Fini e nascita di Fli (Futuro e libertà) che però

non sfonda e si rifugia nel terzo polo

2. declino legato anche ai problemi di Berlusconi e alla successio

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federica1542 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi dei processi decisionali e sistema politico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Capano Gilberto.
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