Microscopia ottica
Nel 1595 venne prodotto il primo microscopio, che combinava due lenti per l’osservazione del materiale biologico. Molto piccolo, si posizionava davanti all'occhio, con una goccia sopra il campione. Variando la posizione della lente si metteva a fuoco. L'ingrandimento era di solo 10-20x.
Robert Hook nel 1665 compose un microscopio con due lenti, un obiettivo e un oculare: coniò il termine “cellula” osservando che un pezzo di corteccia della pianta di sughero era composta da celle (in realtà stava osservando le pareti dei vasi linfatici, non le vere cellule).
Stereomicroscopio
Il stereomicroscopio permette di guardare con un certo grado di tridimensionalità del materiale biologico: non richiede la preparazione di un vetrino, ma permette di osservare i dettagli (fino a 200x) con un ampio campo visivo.
Microscopio ottico
Il microscopio ottico richiede la preparazione di un vetrino, per ingrandirlo con una buona risoluzione (garantita anche dalla colorazione). La risoluzione o potere risolutivo è la capacità di vedere due punti molto vicini come ancora distinti. L'occhio umano ha un potere risolutivo di un decimo di millimetro o poco più. Il microscopio ottico ha una risoluzione di 0,2 micrometri.
È composto da due parti che ingrandiscono: oculare e obiettivo. L’ingrandimento totale è il prodotto dei due. Si utilizza la luce visibile.
A fluorescenza
Un particolare microscopio ottico è quello a fluorescenza che permette di ottenere immagini molto brillanti, combinando sostanze che emettono colori brillanti molto diversi. Non migliora il potere di risoluzione, ma permette di sfruttare il fatto che alcune sostanze (fisiologiche o aggiunte) se eccitate emettono radiazione visibile (restituiscono parte della luce incidente sotto forma di una fluorescenza colorata). La fluorescenza è caratteristica solo di alcune cellule vegetali. La fluorescenza si ottiene con l'aggiunta di sostanze esterne fluorescenti, che colorano alcune parti del campione biologico (es: fluorocromo).
Microscopia elettronica
La microscopia elettronica a trasmissione (TEM)
Il TEM offre il miglior potere di risoluzione ed ingrandimento ottenibile. Si utilizza un fascio di elettroni che attraversa il materiale biologico. Il sistema di ricostruzione dell’immagine analizza come gli elettroni sono stati deviati attraversando il campione e ricostruisce un'immagine. All'interno della strumentazione c’è il vuoto, in modo che gli elettroni possano incidere senza essere deviati da altro che non sia il campione.
La microscopia elettronica a scansione (SEM)
Sfrutta un fascio di elettroni...
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