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Alessandro di Afrodisia e Aristotele

Appunti di Storia della filosofia antica su Alessandro di Afrodisia e Aristotele basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Movia dell’università degli Studi Normale di Pisa - Sns, Classe di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia antica docente Prof. G. Movia

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antica all’Università Statale di Milano, non possiamo affermare che la metafisica studia la sostanza

divina, perlomeno che lo fa in primis.

Alessandro non sarebbe molto d’accordo con Merlan e infatti nel commento di Alessandro si legge che

l’oggetto proprio della metafisica è lo studio delle essenze e delle forme.

Dal momento che dei 14 libri di metafisica di Aristotele oggi sono rimasti solo i primi 5 libri (dall’alfa al

delta) è solo attraverso questi commenti che possiamo accedere al pensiero aristotelico nella sua

interezza, andando però ovviamente incontro a tutti i fraintendimenti che gli studiosi successivi hanno

apportato. Il 12 libro, dove Aristotele parla di Dio “il motore immobile” è trattato nel commento arabo

di Averroé. I testi greci sono stati tradotti prima in siriaco, poi in arabo e infine in latino, cosìcchè

l’occidente latino ha letto i testi greci tradotti dall’arabo. Di Averroè Dante disse “il grande

commentatore” e fece tre tipi di commenti ai testi aristotelici: analitici, medi, grandi.

Esiste un commento greco attribuito ad Aristotele da Alessandro, ma esiste anche uno pseudo-Alessandro

del quale si sa per certo solo che era un neoplatonico. Secondo il professor Movia si vede chiaramente

che non è intelligente come il vero Alessandro di Afrodisia!!Si pensa che sia Michele di Efeso, attorno

al 11 sec. D.C.

Tornado all’essere..che cos’è l’essere? La via maestra per arrivare a comprenderlo è il LINGUAGGIO.

Tommaso si chiedeva “UTRUM DEUS SIT”? (se dio esiste).

Il verbo essere ha principalmente 3 usi:

FORMA ESISTENZIALE: egli è

FORMA COPULATIVA-PREDICATIVA: il sole è caldo

FORMA IDENTIFICATIVA: Socrate è un uomo

Il verbo essere ha un altro significato/uso: VERITATIVO. Fa riferimento alla

Alétheia

(verità in greco). Il filosofo non si accontenta di accostare questi usi ma vuole sapere quale sia il più

importante. Di certo per un filosofo il significato più importante dell’essere è quello esistenziale

perchè grazie ad esso possono esserci tutti gli altri. Per analizzare una cosa, infatti, dobbiamo prima

sapere se esiste.

ENS IN QUANTUM ENS

Ciò che è: ciò che identifica l’essere, ciò che non può essere altrimenti. Quando vuoi capire cos’è il bello

devi provare a capire cosa sia il brutto. Tutte le scienze si occupano di quel che è. L’ontologia studia le

cose in quanto enti, mentre la fisica studia una determinata fascia di enti (l’ente in quanto ente

naturale): quindi la fisica isola un oggetto della realtà e ne fa oggetto di studio. Analoga è la

matematica che studia l’ente in quanto numerabile o esteso. Ma quando il metafisico prende in

considerazione la dimensione di Silvia la considera solo per se stessa, non la studia per gli altri. Che

tipo di ente è la dimensione di un corpo? In quale delle classi degli enti noi collochiamo la dimensione

di Silvia? Quando conta il peso o le dimensioni di Silvia in questo? Contano poco per un metafisico

che non si cura delle determinazioni quantitative degli oggetti. Le dimensioni sono enti perchè esistono

ma sono accidenti della sostanza.

La filosofia è una scienza dimostrativa basata su sillogismi. Per Aristotele la filosofia ha invece una

struttura prettamente dialettica.

ONTOLOGIA E TEOLOGIA: la distinzione tra metafisica speciale (teologia) e metafisica generale

(ontologia) è solo un’ipotesi di Alessandro, peraltro saltuaria, perchè lui interpretava l’ontologia

aristotelica subordinata alla teologia. Secondo Donini non ci sono motivi sufficienti per ritenere che

nella Metafisica ontologia e teologia siano la stessa cosa, e ciò mostra di nuovo l’unitarietà

dell’oggetto della metafisica, anche se Aristotele e Alessandro concepiscono diversamente questa

unitarietà:

Per Aristotele l’identità, l’unità si fonda sull’unità stessa dell’oggetto di studio: l’ontologia pone il

problema dell’essere, la teologia è il sistema per risolverlo. Per Alessandro: l’identità risiede nel fatto

che l’ontologia rientra nell’ambito della teologia. Quindi per Alessandro Aristotele subordina

l’ontologia alla teologia, mentre per Donini Aristotele identifica ontologia e teologia, e questa tesi

appare più plausibile. Pertanto non possiamo escludere a priori l’unitarietà dell’oggetto della

metafisica. Sebbene ci siano livelli diversi, non è detto che l’oggetto sia diverso.

SCIENTAE SPECIFICANTUR A SUBJECTO

È un principio che sostiene che le scienze si distinguono a seconda dell’oggetto che studiano. Nel nostro

caso, anche se l’oggetto è articolato su più livelli, la sua unità è una forte convinzione di Alessandro.

Donini non prende delle posizioni rigide sull’interpretazione che fa Alessandro. Ma per capire cosa

intendeva Alessandro è fondamentale avere una buona precomprensione di Aristotele. Donini

s’interessa piuttosto di verificare se l’oggetto delle metafisica di Aristotele è coerente o meno, e non è

coerente! Per lui la metafisica di Aristotele propone la tesi di una unitarietà dell’oggetto della

metafisica nel senso che ONTOLOGIA E TEOLOGIA si identificano. Mentre per Alessandro, e questa

è una delle sue tesi principali, Aristotele subordina l’ontologia alla teologia, questa è la sua

interpretazione.

Fin dal libro Alfa è manifesto che la metafisica, oltre che essere unitaria, ha un unico oggetto coerente nel

senso che la distinzione di molti oggetti non danno origine a più scienze poichè si tratta di oggetti

coerenti e collegati tra loro. Aristotele realizza il connubio tra scienza ricercata e scienza praticata, c’è

unità fra l’oggetto e la sua pratica. La metafisica di Aristotele nasce perchè nella sua scuola teneva dei

seminari, un pò improvvisava e un pò studiava, perciò questa sua metafisica è per forza ricercata: egli

si poneva delle domande e si dava delle risposte. La metafisica di Aristotele è quindi anche praticata,

ma lui la chiamerebbe diversamente a seconda del livello della discussione:

SOPHIA: sapienza, viene da sapere (succulento scienza che soddisfa il palato), la scienza alta per

Aristotele.

PHILOSOFIA: dicono che siano stati i pitagorici a coniare questo nome. Dio è sapiente, gli uomini no,

sono solo amanti del sapere.

Tutti gli uomini per natura TENDONO AL SAPERE. Questa è la prima frase con la quale Aristotele

comincia la sua Metafisica. Il verbo tendere rimanda a OREXIS...TENDENZA RAZIONALE (distinta

dal desiderio che è invece irrazionale). Non avremmo potuto dire che tutti gli uomini desiderano di

sapere. Se tendono significa che NON hanno ancora raggiunto il sapere, ma non significa che non lo

raggiungeranno. Per Aristotele l’uomo è in grado di giungere ad un alto livello del sapere, che è la

Sophia. Hegel dice ciò ma in modo più estremizzato: per lui le scienze filosofiche a cominciare dalla

logica che ha perduto il nome di filosofia hanno perso il loro antico significato di “tendenza al sapere”.

Per Aristotele e Platone la filosofia non depone mai il suo nome perchè, pur essendo conclusiva, il suo

oggetto non viene mai penetrato del tutto.Quando Aristotele chiama questa scienza praticata e ricercata

sophia, egli intende anche philosofia, Quindi questi termini non sono per lui differenti, come affermato

da Alessandro.

1) sophia

2) philosofia

3) filosofia prima

4) Scienza dell’essere in quanto ens

5) Teologia (dottrina razionale che ruota attorno a Dio. Viene chiamata così nel 6 libro (Y) per indicare la

metafisica che specula sugli enti più divini, più alti, pertanto il nome teologia si addice a questo genere

di studi.

Su questo tema ci sono diverse ipotesi:

- distinzione metafisica generale e metafisica speciale

- ipotesi privilegiativa: l’ontologia identificata con la teologia

- altre conclusioni in altri testi

Donini obietta alla Bonelli che queste possibilità non possono essere equiparate. La seconda, infatti è la

più frequente e quindi anche la più plausibile. Secondo Donini dalla Metafisica di aristotele risulta

l’identità di ontologia e teologia. Ma se lui attribuisce questa tesi sia ad Alessandro che ad

Aristotele...significa che non c’è differenza? Ebbene per entrambi gli autori il concetto di identità c’è

ma è inteso in maniera molto differente:

Per Alessandro c’è una scienza, la teologia, che fa rientrare nel suo ambito anche l’ontologia. Per lui il

nome più giusto che possiamo dare alla Metafisica di Aristotele è teologia. Questa è l’identità intesa da

Alessandro. Aristotele, invece, dimostra che per la metafisica, l’ontologia rappresenta la problematica

più importante in quanto si chiede:

cos’è l’essere? Quali i suoi principi e le cause?

La risposta ultima è data dalla teologia e Aristotele la spiega con il motore immobile. Egli giustifica

sempre ciò che sa.

Aristotele utilizza vari nomi per dire metafisica, la scienza che non studia un ente particolare ma

l’ESSERE UNIVERSALE per cui anche la filosofia ha ache fare con:

- l’essere in quanto essere (in generale)

- sostanze intelleggibili (sovrasensibili, immateriali, la cui essenza è intelletto puro [il nostro

intelletto è solo una facoltà], enti che sussitono di per sè)

tutti gli enti autonomi sono sostanze, ma per es. i colori non sussistono di per sè. Noi non siamo intelletto

per essenza come le altre sostanze, che sono intelletto puro e perciò divine. Da esse dipendono tutte le

altre SOSTANZE SENSIBILI che per Aristotele si suddividono in:

- MONDO SUBLUNARE: sostanze della terra, generabili e corruttibili

- MONDO CELESTE: stelle astri, ingenerate e incorruttibili (questa credenza durò fino a

Galilei)

Le sostanze di entrambi i mondi dipendono dal motore immobile. Chi muove il sole? Il sole nel suo

movimento non si spiega da sè e perciò anch’esso dipende dall’intelletto puro e attraverso tutte le

sostanze sensibilidipendono tutte le altre forme di essere. Non ci sono sostanze se non ci sono:

- i trascendentali (in senso classico sono i predicati che possono essere attribuiti a qualcosa:

l’ente, il diverso, l’uno, il simile, l’essere etc etc...)

- gli accidenti

ovvero le due forme dell’essere. Per aristotele esistono 3 generi di sostanze, ma oltre a queste vi sono

anche gli accidenti. Ciò che differenzia le sostanze divine dalle altre è proprio che queste non

subiscono accidenti: sono atti puri, sono perfetti, sono realizzazione pura. (es. la bellezza di Platone

che sussiste di per sè, non la bellezza di un oggetto). Ciò che è solo atto non nè aumentare nè diminuire

la sua perfezione. Per es. il CALCOLO in sè è invariabile.

Le altre sostanze sono invece caratterizzate dalle PROPRIETA’ e sono in continuo divenire ma sotto

questo divenire c’è una sostanza che permane. Es: la barca di Teseo, tutte le tavole vennero cambiate

ma la forma della barca non cambiò.

LE SOSTANZE

Dalle sostanze sovrasensibili dipendono tutte le altre sostanze che possono essere celesti o terrestri e

siccome gli accidenti (proprietà secondarie che non possono sussistere se non nelle sostanze) e

siccome anche i predicati universali (i trascendentali) non sussistono di per sè (in quanto riferibili solo

alle sostanze) DALLE SOSTANZE SOVRASENSIBILI DERIVANO LE PROPRIETA’ DELLE

SOSTANZE SENSIBILI.

Secondo Donini per Aristotele le sostanze prime sono quelle divine, immateriali, i motori. L’Essere in

quanto essere non è dio...si diceva...ma è l’aspetto comune e universale a tutte le cose che sono.

Perchè allora quelle sostanze non sono quelle che crede VOEGEL, cioè le essenze?

Perchè l’essenza di una cosa non è la sua causa in sè ma l’essenza è causa del fatto che questa cosa sia

così e non sia un’altra cosa. In parole povere, la sostanza è la causa prima, mentre l’essenza è la causa

del perchè una cosa è quella che è.

Come mai Achille esiste? Come mai Achille è diverso da Patroclo? Perchè le loro anime sono diverse, c’è

l’identità specifica (sono tutti due uomini) ma vi è anche una diversità individuale: le loro essenze sono

diverse. E chi ha dato loro l’essenza? Peleo con la generazione.

E’ colpa di Aristotele se l’immagine di Dio è maschile: egli sosteneva che il maschio dona la forma,

mentre la donna solo il sangue mestruale, pertanto l’essenza viene ricevuta dal padre.

Vi è quindi differenza di cause: quelle prossime (il padre, Peleo) e quelle remote, le prime, Dio.

Nel libro I della Metafisica questa disciplina viene chiamata solo “scienza dei principi e delle cause

prime” mentre nel libro IV viene definita anche “scienza dei principi dell’essere”. Questa definizione

solo nel libro IV perche Alessandro studia Aristotele sistematicamente, facendo i collegamenti

concettuali e studiando la metafisica da un punto di vista prettamente teologico. Tutti gli oggetti della

metafisica si fodnono in una unità. Tutto l’intero essere dipende dalle cause prima, ogni parola che

usiamo siamo per forza obbligati a farla rientrare in una delle 9 categorie di Aristotele. Si tratta della

primarietà e della universalità dell’oggetto (è universale perchè è primo) e c’è una scienza che è


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Filosofia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia.furcas.1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Normale di Pisa - Sns o del prof Movia Giancarlo.

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