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Adattamento cellulare

Per adattamento cellulare si intende una conseguenza della risposta alle sollecitazioni fisiologiche e/o patologiche a cui sono sottoposte le cellule. Una possibile situazione intermedia tra lo stato di salute e il danno cellulare è quella dell’adattamento, il quale rappresenta la risposta delle cellule a uno stimolo intenso perturbante l’equilibrio omeostatico, allo scopo di riportare la situazione il più vicino possibile alla normalità. Quando ciò non è possibile e la capacità adattativa della cellula è superata, si verifica il danno cellulare.

Condizioni di adattamento

Essenzialmente le condizioni di adattamento sono quattro:

  • Iperplasia
  • Ipotrofia
  • Atrofia
  • Metaplasia

In realtà bisognerebbe aggiungere anche displasia e anaplasia, le quali giocano un ruolo chiave nella trasformazione cellulare e dunque nella transizione da cellula normale a cellula tumorale.

Iperplasia

Iperplasia è una condizione di aumento del numero delle cellule in un tessuto o in un organo, che di conseguenza può aumentare di volume (ipertrofia). L’iperplasia può essere sia fisiologica che patologica. L’iperplasia fisiologica può manifestarsi nel corso della vita di un individuo in seguito a stimolazione ormonale (mammella/utero in gravidanza) o come fenomeno compensatorio (epatectomia parziale).

Nel primo caso, un esempio è costituito dall’aumento o diminuzione dello spessore dell’endometrio uterino durante il ciclo mestruale o durante la gravidanza. Nel momento in cui l’oocita viene espulso dal follicolo ovarico, lo spessore della parete dell’utero diminuisce e si attiva il ciclo mestruale cosicché l’utero ritorna nelle condizioni iniziali. Dunque, vi è un adattamento dell’endometrio all’ispessimento, dopodiché, in risposta alla mancata stimolazione ormonale, esso torna allo stato originario. Anche in caso di allattamento, si verifica iperplasia fisiologica dell’epitelio ghiandolare mammario. Un fenomeno simile si verifica in seguito ad epatectomia parziale, intervento chirurgico che consiste nell’asportazione parziale del fegato, viene cioè rimossa solo l’area danneggiata. In seguito all’asportazione, infatti, il fegato va incontro a iperplasia compensatoria: le cellule epatiche che sono in G0 riprendono il ciclo cellulare ed entrano in mitosi rigenerando il fegato mancante.

L’iperplasia patologica è determinata dall’iperstimolazione da parte di ormoni e/o fattori di crescita; può verificarsi quando alcuni tessuti vengono stimolati in maniera inappropriata e in tempi eccessivamente lunghi da fattori di crescita o da ormoni. Ad esempio, alcune donne operate per tumore al seno sensibile agli estrogeni, oltre alla chemioterapia, devono assumere un analogo estrogenico nei 5 anni successivi all’intervento. Questo analogo ha il compito di bloccare il più possibile la stimolazione della mammella da parte degli estrogeni della donna. Tuttavia, esso spiazza l’estrogeno a livello della ghiandola mammaria ma non a livello dell’utero, per cui l’utero viene continuamente stimolato con il conseguente ispessimento patologico della sua parete. Si parla di ispessimento patologico in quanto non avviene solo durante il ciclo mestruale ma per tutti e 5 gli anni in cui la donna assume il farmaco.

Una situazione simile si verifica anche per la tiroide: se è continuamente stimolata da ormoni come il TSH, va incontro a ingrossamento con formazione del gozzo tiroideo. Il gozzo è reversibile solo entro alcuni limiti, ovvero se è di piccole dimensioni e viene bloccata la sintesi di TSH. Anche il gozzo è dunque una iperplasia patologica.

Ipertrofia

Ipertrofia consiste nell’aumento delle dimensioni cellulari che determina, di conseguenza, un aumento delle dimensioni dell’organo. Quindi, nell’iperplasia vi è un aumento delle divisioni cellulari e dunque del numero di cellule, mentre gli organi ipertrofici non hanno nuove cellule bensì cellule più grandi che conferiscono al tessuto o all’organo un aspetto patologico. Il confine tra ipertrofia e iperplasia è tuttavia estremamente labile, infatti ad esempio, sia in caso di gozzo tiroideo che di gravidanza, parlare di ipertrofia significa parlare anche di iperplasia e viceversa.

Anche l’ipertrofia può essere sia fisiologica, come in gravidanza, sia patologica. Esistono diversi casi di ipertrofia patologica, tra cui quella che colpisce il cuore. Molto spesso, nel corso della vita di alcuni pazienti che potrebbero anche essere geneticamente predisposti, si verifica un ingrossamento della regione ventricolare cardiaca. Solitamente è accompagnata da ipertensione e patologie cardiache associate quali affaticamento, dispnea, dolori in corso di sforzo ecc. Questo problema è da attribuire all’incapacità del cuore di svolgere il proprio lavoro: nel cuore ipertrofico, a livello ventricolare, si ha un ispessimento della parete cardiaca e dunque dei cardiomiociti. Ciò fa sì che l’attività ritmica cardiaca sia ridotta e il cuore deve effettuare uno sforzo di gran lunga superiore per mantenere la gittata. Più aumenta lo sforzo, più aumenta l’ipertrofia per compensare la mancanza di funzionalità, determinando via via una riduzione del volume delle camere dei ventricoli e portando a una situazione patologica nota come cardiomiopatia dilatativa. Essa può essere curata in fase iniziale se l’ispessimento non è particolarmente pronunciato, ma richiede nel tempo il trapianto altrimenti la funzionalità potrebbe essere compromessa.

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anastasia_97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi del Sannio o del prof Pacifico Francesco Maria.
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