POTENZIALE D’AZIONE - DIPOLO
• A riposo la differenza di potenziale tra interno ed esterno della cellula è di
circa - 90 mV.
• Applicando alla cellula uno stimolo sufficiente a far crescere il potenziale di
membrana fino ad un livello critico di - 60 mV detto potenziale di soglia si
ottiene il potenziale d’azione.
• La depolarizzazione, una volta iniziata in un’area della membrana di una
cellula miocardica si diffonderà autonomamente a tutta la membrana della
cellula e da qui a tutte le cellule che sono a contatto come un’onda detta
fronte di eccitazione.
POTENZIALE D’AZIONE - DIPOLO
• Quando lo stimolo elettrico attraversa la cellula viene a crearsi una coppia di
cariche in movimento denominata dipolo, rappresentato da una carica positiva
seguita da una negativa.
• Quando un elemento viene posto nelle vicinanze della cellula, il dipolo di
depolarizzazione può essere registrato sotto forma di onda o deflessione.
LA STORIA
• La costruzione della macchina elettrocardiografica nasce ai primi del
Novecento ad opera di W. Einthoven. Proseguendo gli studi sull’elettricità
animale cominciati da Matteucci (1814), Du Bois Reymond (1841) ed
Heimholtz (1850), Einthoven costruì il primo elettrocardiografo a 3
derivazioni. LO STRUMENTO
• L’ECG è la registrazione dell’attività elettrica del cuore. Non misura la
funzione meccanica di pompa.
• L’ECG quindi registra i cambiamenti elettrici e non consente di rilevare
direttamente anormalità della struttura.
• L’apparecchio è costituito da un galvanometro che evidenzia la differenza
di potenziale tra due punti a cui siano collegati gli elettrodi.
LEGGI DELL’ELETTROCARDIOGRAFIA
• LEGGE 1: si registra una deflessione verso l’alto o positiva quando
il dipolo di depolarizzazione si muove verso l’elettrodo.
• LEGGE 2: si registra una deflessione verso il basso o negativa
quando il dipolo di depolarizzazione si allontana dall’elettrodo.
• LEGGE 3: se la depolarizzazione è diretta ad angolo retto rispetto
all’elettrodo si vedrà una piccola deflessione bifasica.
LEGGI DELL’ELETTROCARDIOGRAFIA
A. Differenza di potenziale tra i 2
elettrodi, propagazione dello stimolo
verso l’elettrodo positivo (onda +)
B. Assenza di differenza di potenziale
tra i 2 elettrodi (assenza di onda)
C. Differenza di potenziale tra i 2
elettrodi, propagazione dello stimolo
che si allontana dall’elettrodo positivo
(onda -)
D. Assenza di differenza di potenziale
tra i 2 elettrodi (assenza di onda)
ELETTRODI DEGLI ARTI
• Gli elettrodi devono
essere posizionati sul
braccio destro, sul
braccio sinistro e sulla
gamba sinistra.
L’elettrodo posto sulla
gamba destra è un
elettrodo di terra (neutro).
• La posizione degli
elettrodi sugli arti è
indifferente, in quanto gli
arti sono come conduttori
lineari cioè posseggono
lo stesso voltaggio.
ELETTRODI TORACICI
• La posizione degli elettrodi sul
torace influenza la
registrazione, per cui deve
essere precisa, in quanto il
torace si comporta come un
volume conduttore.
• V1: quarto spazio intercostale,
linea parasternale destra.
• V2: quarto spazio intercostale,
linea parasternale sinistra.
• V3: a metà del segmento che
unisce V2 a V4.
ELETTRODI TORACICI
• V4: quinto spazio
intercostale, linea
emiclaveare sinistra.
• V5: quinto spazio
intercostale, linea
ascellare anteriore.
• V6: quinto spazio
intercostale, linea
ascellare media.
Derivazioni Elettrocardiografiche
Derivazioni Bipolari
DERIVAZIONI BIPOLARI
• Tre derivazioni sono definite bipolari perché richiedono due elettrodi
(+) e (-) per la registrazione.
• Per convenzione si definiscono:
• DI: braccio sinistro (+), braccio destro (-).
• DII: gamba sinistra (+), braccio destro (-).
• DIII: gamba sinistra (+), braccio sinistro (-).
DERIVAZIONI UNIPOLARI
• Le tre derivazioni unipolari degli arti richiedono un solo elettrodo per
la registrazione. Per ciascuna di esse tale elettrodo è considerato
positivo.
• Sono designate con la lettera “a” (aumentate) e “V” (unipolari):
• aVR: braccio destro positivo (+)
• aVL: braccio sinistro positivo (+)
• aVF: gamba sinistra positiva (+)
• Tutte le derivazioni toraciche V1-V6 sono unipolari.
Vettore medio istantaneo
• Se si calcola la media
algebrica di tutte le linee
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