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Organizzazione dei sistemi motori

I sistemi motori, da un punto di vista generale, comprendono un vastissimo repertorio di possibilità di movimento, caratterizzati da un notevole grado di versatilità e soprattutto di plasticità. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, nonostante questa enorme varietà, tutte le forme di movimento sottostanno a un sistema di leggi generali e possono essere generate dalla combinazione di un numero limitato di elementi costitutivi, disposti in ordine gerarchico.

Effettori dei sistemi motori

La muscolatura striata è ciò che consente i movimenti. Essi, prendendo parte al sistema osteomuscolare e inserendosi quindi sulla componente ossea, permettono, mediante contrazione, lo spostamento di un segmento articolare rispetto a un altro. Lo stato di contrazione della muscolatura striata è generato dai motoneuroni α, localizzati nelle corna anteriori del midollo spinale e nei nuclei motori dei nervi cranici. Ciascun motoneurone α innerva un insieme di fibrocellule muscolari, andando a costruire così un’unità motoria. Il rapporto tra motoneurone e numero di fibrocellule innervate determina quindi il grado di precisione del movimento, in quanto, minore è il numero di cellule innervate da un singolo motoneurone, più fine sarà il controllo del movimento che ne nasce.

In base alle loro caratteristiche morfo-funzionali, le unità motorie sono suddivise in tre tipologie:

  • Tipo 1 (slow, S): sono unità lente, con motoneuroni di piccole dimensioni e fibrocellule ricche in mioglobina e mitocondri, utilizzanti quindi prevalentemente un metabolismo ossidativo. Producono bassi livelli di tensione ma prolungati nel tempo (utile per esempio nei posturali).
  • Tipo 2A (fast resistant, FR): sono unità intermedie che generano tensioni moderatamente elevate e protratte nel tempo grazie alla capacità di produrre ATP anche attraverso reazioni ossidative.
  • Tipo 2B (fast fatigable, FF): sono unità veloci, con motoneuroni di grosse dimensioni e fibrocellule con scarse quantità di mitocondri e mioglobina, che utilizzano quindi un metabolismo anaerobico (più veloce dell’ossidativo). Producono elevati livelli di tensione ma per brevi periodi.

Caratteristica fondamentale di tali unità è che godono di un certo grado di plasticità, tale per cui, in base al tipo di stimolazione e di utilizzo, possono interscambiarsi. Le modalità con cui questi diversi tipi di unità sono reclutati sottostanno alla legge di Henneman, secondo la quale le fibre lente sarebbero attivate per prime e le veloci per ultime (ci sono comunque casi in cui tale legge non è applicabile).

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher StefanoConsoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurofisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Maioli Claudio.
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