Macchiavelli
Repubblica romana come stato misto
Seconda la teoria dell’anaciclosi le tre forme di governo “fondamentali” (monarchia, aristocrazia e democrazia) tendono a degenerare in forme di governo incontrollabili (tirannide, oligarchia, oclocrazia). Per evitare ciò è necessario che si formi uno stato misto come quello della repubblica romana che conteneva al suo interno tutte e tre le forme di governo (consoli, senato e tribuni della plebe) che confliggono e si controllano a vicenda garantendo stabilità.
Quale significato politico assegna alla religione
Machiavelli analizzò la religione come mezzo (instrumentum regni) per fini politici. La religione pagana era utile ad animare i soldati in guerra imponendo il coraggio in battaglia anche a costo di rischiare la vita, essa è strumento di educazione alla virtù. La religione cristiana al contrario tendeva a glorificare gli uomini umili e poiché basata su concetti ultraterreni distoglieva l’attenzione dai problemi politici e militari.
Nozione di virtù
La virtù è la capacità del principe di sapere fronteggiare con duttilità la fortuna che è sempre mutevole e ambigua. Un elemento fondamentale della virtù è la capacità del principe di essere golpe (volpe, cioè utilizzare l’astuzia) o lione (leone, cioè utilizzare la violenza) a seconda della situazione in cui si trova.
Conflitti roma repubblicana e firenze dei suoi tempi
Roma fu grande perché riuscì a regolare i tumulti derivanti dalla plebe, la quale voleva partecipare alla vita politica in quanto aveva contribuito alle vittorie militari. Così la repubblica romana riconobbe politicamente la plebe. I conflitti di Firenze invece non erano costruttivi poiché si basavano sulla lotta tra le famiglie che come obiettivo avevano il benessere personale e non quello collettivo.
Hobbes
Concezione stato di natura
Lo stato di natura secondo Hobbes è lo stato precedente a quando gli uomini si uniscono firmando i patti. In questa condizione gli uomini sono spinti dai propri desideri egoistici a perseguire il proprio bene a discapito degli altri in quanto non vi è uno Stato che detti delle leggi. Vige una perenne “bellum omnia contra omnes”, ossia una guerra di tutti contro tutti, e il diritto di tutti su tutto (“ius omnium in omnia”).
Significato delle nozioni di “diritto” e “leggi di natura” nel pensiero di Hobbes
Nello stato di natura vige il diritto di tutti su tutto (ius in omnia). Il diritto è quindi la libertà di ogni uomo di usare qualsiasi mezzo per conservare la propria vita. Le leggi di natura (lex naturalis) sono teoremi su ciò che conduce alla sicurezza di tutti, il cui fondamento è la conservazione della specie umana. Sono dei precetti dettati dalla ragione del singolo uomo e non comandi emanati da un’autorità preposta.
In quali termini Hobbes presenta il patto che da origine alla sovranità
Lo stato nasce mediante un contratto mediante cui gli individui conferiscono il proprio diritto di tutto su tutti (pactum subiectionis) ad un sovrano (qualsiasi uomo o assemblea di uomini). In questo modo una moltitudine di uomini che vive nello stato di natura viene unificata in un popolo (pactum unionis). Il sovrano non ha nessun patto da rispettare, il suo potere è assoluto e coincide con la sua volontà.
La sovranità
L’accordo che ci porta fuori dallo stato di natura è l’impegno che ogni persona prende con ogni altra persona a trasferire tutti i suoi diritti ad un uomo specifico o ad un’assemblea di uomini. Per Hobbes il sovrano è necessario affinché un popolo non sia soltanto una moltitudine. La sovranità deve essere una, indivisibile e assoluta, perciò non deve avere superiori o vincoli legali a ciò che può fare.
Concezioni di guerra tra gli stati
Gli stati sono fra loro come gli uomini nello stato di natura: vince il più forte. Hobbes crede nella possibilità di accordi temporanei, ma non nella pace duratura e che la guerra serva a mantenere il benessere all’interno degli Stati. In guerra non esiste nessuna legge di natura da seguire. Se uno stato viene conquistato dopo una guerra si parla di Stato per acquisizione e non di Stato per istituzione.
Locke
Differenza tra stato di natura e stato di governo
Locke vede nello stato di natura una situazione di libertà e uguaglianza tra gli uomini in cui regna il diritto alla vita ed è uno stato di pace in assenza di un governo. Chi non rispetta i diritti naturali può essere punito. Il limite dello stato di natura di Locke sta nell’assenza di giudici in grado di risolvere eventuali controversie. Lo stato di guerra è definito dall’uso della forza senza diritto.
L’origine della società (politica)
La società politica per Locke nasce in seguita alla stipulazione del patto sociale tra sudditi e sovrano. Quest’ultimo è soggetto alla leggi (a differenza del sovrano hobbesiano) ed è un arbitro necessario nelle contese non risolvibili nello Stato di natura e deve garantire la sopravvivenza dei sudditi. Il principio di maggioranza è l’unica forza in grado di trasformare una moltitudine di individui separati in un corpo politico.
Distinzione dei poteri all’interno dello stato
Locke distingue tre tipi di potere: il potere legislativo (supremo) che è incaricato di fare le leggi; l’esecutivo, che consiste nell’eseguire le leggi; il federativo, che è detto anche potere naturale poiché essendo il potere di guerra e di pace corrisponde al potere naturale degli uomini nello stato di natura. Al potere legislativo dovrebbero rispondere gli altri due.
Resistenza e appello al cielo
Quando lo Stato non rispetta il patto che lo ha fatto nascere e perde il consenso popolare, che lo legittima, si apre una crisi che Locke chiama “appello al cielo”. Viene a mancare quel giudice che aveva condotto la società polo fuori dallo Stato di natura e ognuno risponde solo alla propria ragione, andando verso uno stato di guerra. Il popolo detiene il diritto di resistenza, (in armonia con la conservazione della società) cioè di resistere ad un potere illegittimo.
Montesquieu
Rapporto tra leggi e popolo
Le leggi derivano dallo spirito di un popolo (e quindi dal popolo stesso) e questo spirito è l’insieme di caratteristiche peculiari delle persone, della cultura, delle condizioni economiche e del luogo in cui vivono. La vita del popolo perciò non deve modellarsi sulle leggi ma sono le leggi che devono plasmarsi su di essa.
Quali sono i tre tipi di governo, la loro natura
Montesquieu distingue tre tipi di governo: la repubblica, la monarchia e il dispotismo. La natura della repubblica consiste nella sovranità della totalità del popolo.
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