4 - SOMESTESIA
Il sistema somatosensoriale (o somestesico) rileva, trasporta ed elabora le informazioni che
provengono dal corpo, sia dalle parti profonde (organi interni, membrane di rivestimento,
muscoli, articolazioni, connettivo) che da quelle superficiali (cute).
Le sensazioni somatiche e viscerali che provengono da questi distretti sono molteplici e
complesse e vanno sotto il nome di somestesia (o sensibilità somatica).
Il sistema somatosensoriale è responsabile di tre funzioni principali: propriocezione,
esterocezione e interocezione.
Esterocezione:
meccanocezione (superficiale) tatto
à
• termocezione (caldo(freddo)
• nocicezione (stimoli nocivi)
•
Propriocezione: (profonda) stimoli meccanici su muscolatura e articolazioni
à
Interocezione: stato organi interni, in condizioni standard non siamo consapevoli di essi
chemocettori (livelli O2, CO2, H+ nel sangue)
• barocettori (pressione ematica)
• meccanocettori (stiramento intestinale)
• osmocettori
•
Tutte le modalità sensoriali sono mediate da un’unica classe di neuroni sensitivi, i neuroni dei
gangli delle radici dorsali; ciascuno di essi risponde selettivamente a stimoli specifici grazie
alla specializzazione morfologica e molecolare delle proprie terminazioni periferiche. Questi
neuroni svolgono due funzioni principali: codificano e trasducono gli stimoli fisici in stimoli
elettrici e li trasmettono alle strutture del SNC. Sono cellule pseudounipolari con un assone
(fibra afferente primaria) presentante due rami, uno periferico e uno centrale.
In particolare abbiamo due vie nervose: il sistema lemniscale che trasmette le informazioni
tattili e propriocettive; il sistema anterolaterale per le informazioni dolorifiche e termiche.
4.1 LE GRANDI FUNZIONI SOMESTESICHE
4.1.1 Meccanocezione
Nel contesto delle neuroscienze il tatto è definito come una specifica modalità sensoriale
attraverso cui il contatto con il corpo è percepito in maniera cosciente. Esso è rappresentato
dalla meccanocezione superficiale, ovvero dalla rilevazione di stimoli meccanici applicati alla
cute da parte di recettori localizzati nella cute stessa.
È definito da tre qualità: pressione, velocità e vibrazione.
Il tatto può essere attivo o passivo e le due modalità attivano la stessa popolazione di recettori
cutanei ed evocano risposte simili nelle fibre afferenti; la differenza sta nelle caratteristiche
cognitive e nell’attività a livello dei centri superiori di elaborazione delle informazioni.
La modalità passiva serve per riconoscere gli oggetti e descrivere le sensazioni, quella attiva
ha un ruolo importante nella manipolazione degli oggetti.
Quando si parla di tatto nell’uomo, l’organo d’elezione per questa modalità sensoriale è la
mano, la parte del corpo che permette di esplorare il modo circostante e riceverne
passivamente le informazioni.
La capacità meccanocettiva può essere espressa definendo in termini quantitativi la soglia di
riconoscimento di uno stimolo e la capacità di discriminare tra due stimoli che differiscono
nell’intensità, nello spazio e nel tempo.
La soglia è la quantità di energia minima che deve possedere uno stimolo per determinare
una deformazione della cute tale da generare un’esperienza cosciente; è determinata
misurando la probabilità che un soggetto rilevi una serie di stimoli della stessa qualità ma di
diversa intensità: il valore che corrisponde dal 50% di risposte positive è considerato il valore
soglia. Variazioni della soglia sono correlate a differenze della densità dell’innervazione
periferica. Per esempio la soglia è bassa a livello delle labbra e delle regioni periorali, mentre è
alta a livello del dorso e delle gambe.
È definita soglia fisiologica la soglia per l’attivazione delle fibre afferenti.
Le due soglie coincidono nelle zone cutanee a elevata densità d’innervazione periferica
(labbro, polpastrelli), in queste zone l’attivazione di un meccanocettore è sufficiente a
determinare la percezione dello stimolo. Nelle altre zone deve sommarsi l’azione di più
meccanocettori.
Discriminazione dell’intensitààfunzione variabile in relazione alle diverse regione cutanee.
Nei polpastrelli correlata linearmente al grado di infossamento della cute. Incremento minimo
d’intensità percepibile è del 10-15%.
N.B. Le impronte digitali migliorane l’adesione e la frizione della cute con le superfice degli
oggetti e riduce la quantità di forza necessaria per impugnare l’oggetto. Inoltre la presenza di
creste e valli permette al dito che esplora una superfice a grana fine di amplificare lo stimolo e
selezionare una vibrazione la cui frequenza è misurabile in 200-300 Hz, ottimale per attivare i
corpuscoli di Pacini.
Discriminazione spazialeàpermette il riconoscimento preciso della localizzazione del punto
di cute stimolato e la distinzione di due punti applicati alla cute. Soglia misurata utilizzando le
punte di un compasso: 1-2 mm soglia periferica elevata (es. polpastrelli); 50 mm soglia bassa
(es. dorso). Questa proprietà definisce l’acuità tattile.
Discriminazione temporaleàdistinguere stimoli applicati in rapida successione temporale. È
alla base della sensibilità vibratoria. La soglia dipende dall’ampiezza e dalla frequenza: a bassa
frequenza l’ampiezza deve essere elevata, ad alta frequenza l’ampiezza può essere bassa.
4.1.2. Propriocezione
Sensazioni dell’apparato locomotore (muscoli, tendini, articolazioni)
La propriocezione comprende tre qualità: il senso di posizione, il senso di movimento e il senso
di forza delle varie parti del corpo. Essa mette in relazione il corpo con l’ambiente esterno e le
differenti parti del corpo le une rispetto alle altre e fornisce in ogni istante l’esatta
rappresentazione del proprio corpo nello spazio.
Soglia del movimento articolare è minore per le articolazioni prossimali (0.2-0.3° anca e
spalle) ed è maggiore per quelle distali (> 1° interfalange).
4.1.3 Termocezione
È la modalità sensoriale attraverso la quale si percepiscono il caldo e il freddo. Esiste per la
cute una zona di temperatura indifferente che non evoca alcuna sensazione e che va da 31 a
36°C. Compare una sensazione di caldo al di sopra dei 36°C fino ad arrivare a circa 45°C,
quando si percepisce una sensazione dolorosa. Al di sotto dei 31°C compare una sensazione di
freddo, fino ad arrivare a 17°C, che rappresenta il punto in cui si manifesta il dolore da freddo.
Sono stati individuati due canali attivati dall’esposizione al caldo, TRPV3 e TRPV4, la cui soglia
di attivazione è rispettivamente di 32-39°C e 27-34°C. Entrambi sono espressi a livello
cutaneo.
Le vie termiche e dolorifiche ascendono insieme nel midollo spinale fino ai centri superiori.
4.1.4 Interocezione
I processi fisiologici che si svolgono all’interno dell’organismo sono generalmente al di fuori
della coscienza. Per esempio il battito cardiaco, la pressione arteriosa e i processi digestivi
non vengono percepiti; in alcune circostanze tuttavia queste funzioni degli organi interni
arrivano allo stato di coscienza attraverso un meccanismo indiretto, come il battito cardiaco
dopo una corsa o diretto per esempio l’eccessivo stiramento dello stomaco (sazietà), la
distensione dell’intestino (gonfiore) o la distensione della vescica (pienezza).
Il termine interocezione raggruppa tutte le sensazioni che provengono dagli organi interni,
con l’eccezione dell’apparato locomotore (muscoli, tendini e articolazioni) che contribuisce
invece alla propriocezione.
Una struttura importante è rappresentata dal nucleo del tratto solitario nel tronco
encefalico, la cui porzione caudale svolge un ruolo importante nell’integrazione sensoriale
delle informazioni provenienti dagli organi interni. Questa parte del nucleo del tratto solitario
è ulteriormente suddivisa in subregioni, alle quali afferiscono informazioni provenienti dai
sistemi cardiocircolatorio, respiratorio e gastrointestinale. Queste subregioni contribuiscono
alla regolazione dei riflessi dei rispettivi sistemi e apparati, oltre che a proiettare a importanti
strutture cerebrali implicate in funzioni cognitive ed emotive (amigdala, ipotalamo e corteccia
cerebrale).
Un’importante caratteristica dell’interocezione è la convergenza delle informazioni dai visceri
con quelle più superficiali (cute). Questa convergenza sarà importante per il dolore riferito.
4.2 MECCANOCETTORI
Si individuando due grandi categorie, meccanocettori della cute glabra e quelli della cute
villosa.
4.2.1 Cute glabra
Le sensazioni tattili nella mano originano dall’azione concertata di quattro tipi di
meccanocettori che forniscono diverse informazioni sullo stimolo e su come le sensazioni e la
forza applicata nel punto di contatto variano nel tempo. Ogni recettore risponde in modo
caratteristico in base a morfologia, profilo d’innervazione e profondità nella cute:
corpuscoli di Meissner (RAI, rapidly adapting type I)
• corpuscoli di Pacini (PC o RAII, rapidly adapting II)
• dischi di Merkel (o Pinkus-Iggo, SAI, slowly adapting I)
• corpuscoli di Ruffini (SAII, slowly adapting II)
•
Tutti sono connessi a fibre mielinche di tipo Aβ, a grande diametro e alta velocità di
conduzione (35-70 m/s). Quindi abbiamo una rapidissima trasmissione al SNC. Le fibre Aβ
sono tutte fibre afferenti primarie, assoni periferici dei neuroni a T (neuroni sensitivi primari)
dei gangli radicolari. La diversa sensibilità quindi non è data dalla fibra (sempre Aβ), ma dalla
porzione terminale.
- Corpuscoli di Meissner (RAI): sono molto superficiali, subito al di sotto dell’epidermide
(40% nel derma) i più comuni in polpastrelli, palmo delle mani, pianta dei piedi), e risultano
essere collegati meccanicamente alle estremità delle creste papillari attraverso fibre
collagene. Questi corpuscoli, di forma allungata, sono costituiti da una guaina nella quale entra
un assone mielinico Aβ che, dopo aver perduto il suo rivestimento, si avvita in spirali separate
da cellule non nervose.
Hanno campi recettivi puntiformi. Essendo recettori a rapido adattamento e trovandosi
superficialmente, essi sono particolarmente adatti a rilevare il contatto rapido, la velocità, la
direzione del movimento (sono dunque molto attivi durante la presa di un oggetto con la
mano) e l’applicazione di pressioni anche molto leggere sulla cute. Rilevano stimoli a bassa
ampiezza e a bassa frequenza (5-55 Hz) detti FLUTTER. Sono responsabili della rilevazione
delle caratteristiche di superficie degli oggetti, anche se microscopiche (sistema Braille). Un
assone RAI innerva dai 10 ai 20 corpuscoli, integrando le informazioni da diverse creste
papillari. Ogni corpuscolo è innervato da 2 a 5 diverse fibre.
- Corpuscoli di Pacini (RAII): localizzati in profondità nel derma, nelle membrane interossee
e nell’intestino. Costituiscono il 15% dei recettori cutanei della mano. Sono costituiti da
lamine di tessuto connettivo separate da spazi riempiti di liquido. Hanno una capsula a strati
concentrici a buccia di cipolla. Sono a rapidissimo adattamento e per questo sono i recettori
ideali per il senso di vibrazione e il riconoscimento delle superfici degli oggetti, forza di
pressione da applicare e forza di carico. Hanno campi recettivi molto ampi, con una regione
limitata di maggior sensibilità. Sono i meccanocettori più sensibili nel sistema
somatosensoriale. Rispondono a stimoli vibratori ad alta frequenza e svolgono un’azione di
filtraggio ed amplificazione di questi. Lo sfregamento di una superficie ruvida sulla cute
induce una vibrazione ad alta frequenza (60-400 Hz), stimolo ottimale per questi recettori.
Nella figura a destra si evidenzia come un recettore RAII generi un solo potenziale d’azione
(pda) all’inizio della stimolazione, seguito dal silenzio dell’attività nervosa (a