Le Grazie
Insieme con la traduzione del Viaggio sentimentale e la Ricciarda, Foscolo andava componendo Le Grazie, un carme dedicato ad Antonio Canova ma rimasto incompiuto e frammentario, tra il 1812 e il 1813. Il carme fu concepito a Firenze, città tiepida, dell'arte, amata da Foscolo. Ma a Milano, nel 1814, si rende conto di non poterne continuare la stesura.
Genesi delle Grazie
I nuclei tematici delle Grazie sono presenti sia nella poetica precedente alla stesura del carme, che in avanti. Infatti Le Grazie sono collegate a:
- La Chioma di Berenice in cui egli delinea la poetica della lirica foscoliana e che inglobano le ProtoGrazie (1803), in cui Foscolo finge di aver trovato e radunato dei versi di un poeta greco ed è un'invenzione che egli ha nello stesso momento in cui compone l'ode All'Amica risanata in cui vi sono altri temi collegati alle Grazie, in particolare, quelli della bellezza (elegante, aggraziata, armoniosa).
- Alcuni frammenti dedicati alla descrizione di sculture antiche del duca di Belford, pubblicati durante l'esilio inglese (1822), in cui è presente una descrizione anche delle Grazie di Canova. Anche questi frammenti sono presentati come tradotti da un antico inno greco dedicato alle Grazie e attribuiti a Fanocle.
Questi due lontani estremi, tra cui passa un ventennio, sono collegati sia dalla stessa finzione del ritrovamento di versi antichi e, inoltre, sono accomunate dallo stesso tema ritrovato nelle Grazie. Il carme venne pubblicato in un'edizione critica, nel 1985 a cura di Mario Scotti a cui aveva lavorato per anni anche Francesco Pagliai. La pubblicazione non fu semplice in quanto la ricostruzione e la riorganizzazione dei frammenti che sono state fatte precedentemente avevano alterato il loro stato originario.
Infatti, un esempio ne è l'edizione a cura di Orlandini uscita nel 1848, preparata su incarico di Quirina Magiotti (donna che ha avuto un ruolo importante nella vita del Foscolo), il quale dopo molte manipolazioni e integrazioni con gli appunti del quadernone di Foscolo, tentò di stabilire un testo sostanzialmente mai esistito in quella struttura così organica e unitaria. Fu, infine, Michele Barbi a segnalare un diverso lavoro sui manoscritti, che nella frammentazione facesse emergere tutto quello che Foscolo aveva nel suo progetto originario e frammentario, senza provare a dare al testo quell'unità che non era sua.
Argomenti e poetica delle Grazie
Per avere un'idea comunque abbastanza unitaria del carme si può seguire il "Sommario del Quadernone" che Foscolo predispose nell'estate del 1814 per sistemare l'ingarbugliata materia del carme.
Struttura
Si compone di tre inni, dedicati a Venere, Vesta e Pallade.
Primo Inno
Intitolato "Venere", divinità che ha per distintivo la bella natura apparente. Esso è composto da protasi e dedica, dopodiché abbiamo le lodi a Venere e a Zacinto e vengono descritti: la nascita della dea che rappresenta la Bellezza della Natura e i suoi primi prodigi. Venere con un suo cenno sommerge la selva dei feroci cacciatori, esseri primitivi che vivono in uno stato di barbarie. Terminato il viaggio civilizzatore, ella torna all'Olimpo ordinando alle Grazie di restare tra gli uomini per dare conforto alle loro sventure. Al loro primo altare si recò Socrate a sacrificare Aspasia e i suoi discepoli. Venere è il simbolo della Natura Universale mossa a pietà del genere umano e osservano che questo era suscettibile di progresso.