Il tessuto epiteliale
Si caratterizza con cellule adese (cellule attaccate l'una all'altra) senza interposizioni di sostanze intercellulari; assenza di una vascolarizzazione propria, differenziamento della superficie apicale. La forma di queste cellule può essere pavimentosa o appiattita, cubica o isoprismatica, cilindrica o batiprismatica.
Epiteli di rivestimento
Con funzione di protezione e assorbimento, ricoprono la superficie esterna del corpo e interna degli organi. Ne riconosciamo 5 tipi:
- Pavimentoso semplice: presente in organi delicati, uno strato e sottile. Es. capsula di Bowman nel rene e nell’endotelio che tappezza i vasi sanguigni.
- Cubico semplice: uno strato, riveste l’ovaio.
- Batiprismatico semplice: uno strato, riveste l’apparato digerente. Può essere con orletto a spazzola con funzione assorbente (intestino tenue) o con ciglia vibratili per vie respiratorie.
- Squamoso o pavimentoso stratificato: rivestimento di organi sottoposti a stimoli notevoli come cavità orale, esofago, vagina e cute.
- Batiprismatico stratificato: più strati, presente in uretra cavernosa, mucosa anale, dotti escretori.
Epiteli ghiandolari
Funzione di produzione e secrezione di sostanze, si originano dall’invaginazione dell’epitelio di rivestimento con il quale possono mantenere un contatto (esocrine) o staccarsi (endocrine). Si dividono in:
- Ghiandole endocrine: a loro volta in cordonali nel surrene, follicolari nella tiroide, interstiziali nell’ovaio.
- Ghiandole esocrine: costituite da parte secernente e adenomero più un dotto che mantiene stabile il collegamento tra epitelio di rivestimento e adenomero, vengono definite in base alla forma del dotto escretore e degli adenomeri, che possono avere 3 forme:
- Tubulari, come le ghiandole sudoripare.
- Acinose, come le ghiandole sebacee e pancreas.
- Alveolare, come le ghiandole mammarie.
Le ghiandole sono organi secretori e la modalità di secrezione cellulare si può dividere in 3 tipi:
- Olocrina: le cellule, dopo aver accumulato prodotti di secrezione nel citoplasma, vanno esse stesse incontro a disfacimento e vengono eliminate insieme ai prodotti di secrezione.
- Apocrina: i prodotti di secrezione si accumulano nella parte apicale del citoplasma, che si distaccherà insieme ad essi formando il prodotto terminale della secrezione.
- Eccrina: i prodotti dell’elaborazione cellulare vengono dismessi all’esterno mediante un processo simile a quello dell’esocitosi. In base alla natura del secreto si riconoscono tra le ghiandole esocrine merocrine, una secrezione di tipo sieroso e mucoso.
Il tessuto connettivo
Si dividono in 4 tipi: tessuto connettivo propriamente detto, tessuti connettivi liquidi (sangue) e tessuti connettivi di sostegno (cartilagineo e osseo). Svolge funzioni di connessione fra i diversi tessuti all'interno degli organi.
Tessuto connettivo propriamente detto
È costituito da cellule e da una sostanza intercellulare che le separa. Il tessuto connettivo propriamente detto si può suddividere in:
- Lasso: maggiormente ricco di cellule che formano reti a larghe maglie; svolge funzioni meccaniche di scorrimento tra tessuti differenti e funzioni riparative.
- Denso: maggiormente ricco di sostanza intercellulare di tipo fibroso (caratteristica dei tendini); svolge una funzione meccanica, essendo molto resistente alla trazione.
La sostanza intercellulare è costituita da fibre e da sostanza amorfa, ricca di glicoproteine denominate proteoglicani. Le fibre sono di 3 tipi:
- Collagene: costituite da tropocollagene (aminoacidi), responsabili delle caratteristiche biomeccaniche di resistenza alla trazione del tessuto connettivo.
- Reticolari: costituite anch'esse da tropocollagene, molto presenti nelle membrane basali su cui poggiano gli epiteli e gli endoteli nei vasi sanguigni.
- Elastiche: composte da elastina.
Le cellule presenti nei tessuti sono numerose e derivano da una capostipite, la cellula mesenchimale. Questa origina cellule staminali, che si differenziano in elementi che danno vita ai tipi cellulari del tessuto connettivo. Nel tessuto connettivo distinguiamo 2 tipi di popolazione cellulare: cellule fisse e cellule mobili. Tra le fisse ricordiamo i fibroblasti, cellule fondamentali del tessuto connettivo, responsabili della sintesi della sostanza amorfa e delle fibre della sostanza intercellulare. Il secondo tipo sono i macrofagi, con la capacità di inglobare particelle di inchiostro di china nei tessuti connettivi. Il terzo sono i mastociti. Altri tipi di cellule sono quelle adipose o adipociti, caratterizzati dalla presenza di gocce lipidiche che riempiono il citoplasma.
Tessuto connettivo liquido
Il sangue connette gli organi tra loro ed è costituito da cellule di difesa per i processi di immunità. Non ha funzione di sostegno in quanto liquido ed è formato da cellule, la parte corpuscolata per il 45%, e dalla sostanza intercellulare, il plasma, per il 45%. Il rapporto tra queste parti prende il nome di ematocrito.
Plasma: È costituito dal 90% da acqua, per il 7% da proteine plasmatiche come le albumine e il fibrinogeno. Il restante 1% da altri soluti. All'interno del plasma si riscontrano numerosi sali minerali come gli ioni sodio, ione potassio, ione cloro, potassio, calcio ecc. Sono presenti anche sostanze nutritizie come glucidi e trigliceridi.
Parte corpuscolata: Formata da cellule quali i globuli rossi, detti eritrociti, che compongono il 99% delle cellule. Hanno una vita breve (circa 3 mesi) e non hanno un nucleo, in quanto non necessitano di produrre proteine o altro. Sono cellule differenziate, nello sviluppo perdono il nucleo e gli altri organuli ad eccezione del citoscheletro, importante per il sostegno. Il citoplasma è un contenuto di acqua ed emoglobina, una proteina globulare costituita da una parte proteica e un gruppo prostetico, fondamentale per il suo scopo: trasportare ossigeno. Il secondo tipo di cellule riguarda i globuli bianchi, detti leucociti, con un nucleo. Si distinguono in polimorfonucleati (un nucleo in tanti segmenti) che presentano nel citoplasma tanti granuli che prendono il nome di granulociti e mononucleati senza granuli (agranulociti).
All'interno dei mononucleati possiamo riconoscere 2 tipi: i monociti (6%), hanno uno stretto rapporto con i macrofagi del tessuto connettivo, per la capacità di fagocitare gli agenti patogeni e i linfociti (30%), divisibili in tipo B (maturano nel midollo osseo) per le reazioni contro i virus e gli anticorpi e in tipo T (maturano nel timo) che si occupano delle reazioni immunitarie.
Nei polimorfo nucleati possiamo individuare: basofili (2%), in stretto rapporto con i mastociti dove migrano durante le reazioni infiammatorie, i neutrofili (50%), ricchi di lisosomi con capacità fagocitaria e gli eosinofili (5%) per le reazioni antigene-anticorpo e aumentano in corso di reazioni allergiche. I globuli bianchi hanno lo scopo di difesa, immunità del corpo.
Infine abbiamo le piastrine. Non hanno un nucleo, hanno una vita breve (120 gg) e non sono considerate cellule bensì frammenti di cellule (es. Megacariocite nel midollo osseo). Sono minori in quantità dei globuli rossi ma maggiori di quelli bianchi. Hanno un meccanismo di riparazione dei danni dei vasi sanguigni: durante la coagulazione le piastrine cercano di arrestare il flusso del sangue (emostasi).
Emopoiesi: tessuto nel midollo osseo, produce elementi del sangue. Emocateresi: rinnovazione globuli rossi vecchi.
Tessuti connettivi di sostegno (cartilagineo/osseo)
Cartilagineo: Ha una matrice solida, di tipo gommoso che dà consistenza al tessuto. Le cellule cartilaginee vengono chiamate condroblasti e al loro esterno è presente una sostanza fondamentale scura, chiamata capsula cartilaginea. All'interno di questa sostanza ciascun condroblasto resta intrappolato in spazi della sostanza chiamati lacune. Le cellule ricevono nutrimento dai tessuti che lo circondano. Si possono differenziare 3 tipi di cartilagine: quella di tipo ialino, nelle cartilagini articolari che riducono l'attrito tra le superfici ossee; tipo elastico, nel padiglione auricolare, è presente una distorsione senza danno; infine di tipo fibroso, riguarda i menischi e permette di far lavorare bene.
Osseo: Ha una matrice mineralizzata e la matrice intercellulare, non solo fatta di sostanza amorfa e fibre, ma anche di calcio e fosfato, conferisce durezza. L'osso non è passivo, anzi è molto attivo e rimodellato sulla base dell'esigenza dell'organismo: è importante per la regolazione dell'omeostasi. Inoltre l'osso è anche resistente alla compressione e non solo alla mineralizzazione, grazie alle fibre collagene. Il tessuto osseo è organizzato in lamelle (insieme di fibre) e nell'uomo il tessuto osseo lamellare viene diviso in: spugnoso, dove le lamelle sono intrecciate tra di loro e formano una rete a maglie dove, tra le trabecole ossee, c'è il midollo osseo; compatto, dove tra le trabecole emergono spazi. La sostanza intercellulare è fatta di una matrice calcificata, molto dura. È formato da osteoni, unità morfologiche funzionali, e sono modi in cui le lamelle si organizzano in ordine circonferenziale (una all'interno dell'altra): esse sono disposte attorno al canale di Havers dove dentro albergano i vasi sanguigni, fondamentali per il nutrimento del tessuto. I canali di Havers possono essere uniti tra loro da tratti trasversali, situati all'interno di canali scavati nel tessuto lamicellare, i cosiddetti canali di Volkmann, importanti per il trasferimento di sostanze nutritive dai vasi alle cellule.