La zoognostica è una scienza applicata che insegna a conoscere e a valutare i caratteri morfologici, fisiologici e patologici
esteriorizzati dagli animali. Ci insegna a giudicare il valore e le condizioni della “macchina animale”. La valutazione del
bestiame è nata nel Neolitico insieme alla pratica dell’allevamento degli animali. E’ da sempre connessa con il
miglioramento produttivo.
Dal XVIII secolo gli allevatori inglesi plasmano importanti razze bovine (AbeerdenAngus e Shorthorn) ed ovine (Soutdown,
Leicester) basandosi sulla conformazione esteriore, sull’esame della genealogia e della discendenza. Si distinguono le
razze equine purosangue inglese e americano e le razze bovine francesi Charolaisee Limousine, la Frisona in Olanda e
la Bruna Alpina in Svizzera.
Nella seconda metà dell’800 era chiaro che i sistemi di scelta degli animali basati soltanto sulla morfologia non erano
soddisfacenti, così vennero introdotti i controlli funzionali. Questo però portò a un eccesso del peso dei controlli funzionali
con un peggioramento della morfologia degli animali.
La moderna valutazione degli animali da reddito realizza una valutazione integrale dell’animale con rilevazioni che
interessano le caratteristiche morfologiche, fisiologiche, funzionali e genotipiche. Le regioni talvolta corrispondono ad una
struttura anatomica, ne possono comprendere più di una, una parte o nessuna.
BELLEZZA
Correttamente la bellezza corrisponde ad un modello morfologico soggettivo.
Bellezza armonica: Per ogni specie animale e per ogni singola razza, a seconda dell’attitudine funzionale
predominante, l’armonia delle proporzioni ed i rapporti tra le masse rappresentano la bellezza armonica
dell’animale.
Bellezza zootecnica: In termini zootecnici la bellezza è sinonimo di utilità. E’ bello l’animale le cui caratteristiche
morfologiche e funzionali rispondono allo scopo per cui l’animale è allevato e che esprime il massimo rendimento
e la massima capacità produttiva. In questo tipo di bellezza viene perseguito l’adattamento delle forme esteriori
alle funzioni economiche richieste (masse muscolari sviluppate nei bovini da carne, mammella molto sviluppata
nelle lattifere) e all’ambiente nel quale l’animale deve vivere.
Bellezza convenzionale: Si tratta di una bellezza che soddisfa le richieste della moda o di un certo tipo di allevatori.
Vengono a crearsi razze di animali con caratteristiche nettamente diverse da quelle usuali (cani da salotto, polli
dal piumaggio lussureggiante…).
Per PREGI Si intende il perfetto adattamento di una regione o di un organo ad una determinata funzione richiesta
all’animale. (Es. stinco lungo e sottile nel cavallo da corsa, stinco breve e spesso nel cavallo da tiro).
Per DIFETTI Si intende la mancanza di adattamento di una regione o di un organo ad una determinata funzione, o
anche un’imperfezione che contrasti con la bellezza, anche armonica.
Difetti relativi: Sono difetti che non pregiudicano irrimediabilmente la riuscita dell’animale. (Es. imperfetta forma
della mammella nella bovina da latte, testa pesante in un toro di razza lattifera, garrese basso in un cavallo da
tiro.)
Difetti assoluti: Si tratta di difetti che pregiudicano gravemente l’animale, qualunque sia la sua destinazione. (Es.
cecità, avvallamento della linea dorso-lombare, forti deviazioni degli arti).
Difetti acquisiti: I difetti acquisiti non sono trasmissibili alla discendenza. (Es. difetti di appiombo, anomalo
portamento della testa).
Difetti congeniti: si presume che siano ereditari. Come il garrese basso, la groppa obliqua e i garretti vicini.
Per VIZI Si intendono i difetti di carattere psichico, dipendenti: dall’indole dell’animale (mordere, rinculare,
impennarsi…),da un errato ammaestramento (disobbedienza, mordere il freno) e da particolari stati del suo sistema
nervoso (ticchio, ballo dell’orso).
Per TARE Si tratta di alterazioni indelebili della pelle e delle parti sottostanti che portano a una svalutazione
dell’animale(es. cicatrici, depilazioni conseguenti a traumatismi, applicazioni di medicamenti…). Sotto la pelle, sui t.
connettivo, muscolare e osseo, le tare si trovano più frequentemente sugli arti e si distinguono in dure e molli.
Tare dure: Sono di natura ossea e si producono di preferenza ai margini delle articolazioni e sui punti di attacco
dei legamenti; sono in relazione a processi infiammatori (es. esostosi del garretto, degli stinchi, delle articolazioni
falangee).
Tare molli: Sono per lo più di natura sinoviale e si presentano sottoforma di tumefazioni fluttuanti per la presenza
di liquido. Possono interessare le guaine di scorrimento dei tendini o le sinovie articolari.
Per FONDO Le possibilità fisiche di un animale
e la sua resistenza alla fatica vengono, in gergo
ippico, definite “fondo”. Si giudica dall’esame
esteriore degli apparati della locomozione e dal
risultato di controlli funzionali.
Per SANGUE Si intende il complesso di qualità
emotive ereditarie che caratterizzano un animale e
che stanno a denotare la perfetta eccitabilità del
sistema nervoso e il grado di reazione del soggetto
agli stimoli esterni. Il sangue si rileva dal portamento
della testa, dalla vivacità dei movimenti, dalla
spigliatezza dell’andatura. Denota la nevrilità del
soggetto. “Sangue” è un termine che si usa nella
valutazione dei cavalli e dei bovini altamente
specializzati per la produzione del latte.
Per scegliere gli animali vengono effettuate delle
valutazioni dette VALUTAZIONI INTEGRALI che
comprendono una valutazione fenotipica (Si
realizza attraverso l’esame diretto dell’animale
stesso evidenziando parametri propri della specie, della razza e del tipo morfologico, del tipo costituzionale e del tipo
funzionale) e una valutazione genotipica.
Questa valutazione fenotipica comprende delle rilevazioni morfologiche come la razza,
l’età e elementi somatici (mantello, taglia, diametri, appiombi, conformazione, difetti,
tare) la taglia (il peso, statura, massa complessiva del corpo dell’animale) e le
proporzioni diametriche cioè l’altezza al garrese, lunghezza, larghezza e profondità del
tronco, la misura della circonferenza, la misura dello spessore (si misura la pelle con
un calibro, sulle facce laterali del collo, a livello del costato, nella parte posteriore della
mammella).
Le misure vengono spesso elaborate per calcolare gli indici zoometrici. Gli indici
zoometrici danno un’idea delle proporzioni dell’animale.
Dai rapporti tra lunghezza del tronco, lunghezza (o profondità) del torace, larghezza del torace, lunghezza degli arti e
altezza del torace, derivano tre diversi tipi morfologici di animali.
TIPO MEDIOLINEO O MESOFORMO: Presenta un armonico sviluppo dei diametri di lunghezza, larghezza e
altezza. E’ proporzionato. E’ caratterizzato da armonie delle forme e solidità. Schematicamente: arti = tronco
torace = addome. Presenta una testa di media pesantezza, collodi media lunghezza; garrese alto e largo; spalle
abbastanza muscolose; petto ampio e muscoloso; torace largo e profondo, con coste oblique; dorso di media
lunghezza, reni brevi e robusti; groppa larga; arti robusti; piede di media grandezza.
TIPO LONGILINEO O DOLICOMORFO: Un animale è dolicomorfo quando prevalgono i diametri longitudinali
rispetto a larghezza e profondità. L’animale è stretto, lungo e alto. Schematicamente: arti > tronco
torace > addome. Presenta una testa leggera, collo lungo, garrese alto e asciutto, spalle lunge, torace stretto e
profondo con coste dirette all’indietro, addome poco sviluppato, dorso lungo, reni larghi e brevi, fianchi brevi,
groppa lunga, arti lunghi, piede piccolo.
TIPO BREVILINEO O BRACHIMORFO: Si ha una prevalenza dei diametri trasversali, la larghezza del tronco è
proporzionalmente maggiore della lunghezza. L’animale è massiccio, con gli arti corti e tozzi. Schematicamente:
arti< tronco e torace< addome. Presenta una testa pesante, collo breve e massiccio, garrese largo, petto ampio
e muscoloso, spalle muscolose tendenti alla verticale, dorso e reni brevi, groppa inclinata con masse muscolari
sviluppate, coscia muscolosa, arti brevi, robusti e muscolosi, piedi grandi.
RILEVAZIONI FISIOLOGICHE
Per osservare lo stato di salute di un animale bisogna osservare l’animale da fermo e in movimento, valutare il suo
atteggiamento e il suo comportamento. La pelle pastosa, il mantello lucido, l’occhio vivace e limpido, le mucose brillanti
sono indice di un buon stato di salute (rilevazione temperatura, polso). Il polso per il bovino deve essere 50-70 pulsazioni
al minuto misurate sull’arteria facciale o coccigea e nel cavallo invece si devono misurare 30-40 pulsazioni al minuto
nell’arteria facciale o nell’arteria collaterale dello stinco.
Lo sviluppo Dipende dall’accrescimento
L’accrescimento è lo stimolo naturale e spontaneo degli esseri viventi ad aumentare gradualmente in peso vivo durante
le fasi dell’età giovanile; lo sviluppo è il raggiungimento accelerato della maggior mole possibile, in rapporto alle
caratteristiche somatiche etniche ed all’età dell’animale. Lo sviluppo è influenzato dall’alimentazione ma soprattutto dalle
caratteristiche genetiche della razza, del ceppo, della famiglia dell’animale e in particolare dall’interazione genotipo-
ambiente. L’accrescimento è l’aumento in peso vivo (IPG) in età giovanile ha andamento generalmente parabolico ed è
dato dall’incremento dello scheletro, delle masse muscolari, e dei visceri. In seguito l’aumento diminuisce di intensità ed
è dovuto soprattutto all’accumulo di grasso periviscerale, sottocutaneo ed intramuscolare. (bovini 1-1,5 Kg/die),
Un individuo è il risultato dell’interazione tra il genotipo manifesto e
l’ambiente.
L’ambiente può essere fisico ed ecologico quindi il clima, la natura, la geologica del
terreno, il pascolo, le malattie infettive e parassitarie ma può essere anche
zootecnico come i sistemi di allevamento, i ricoveri, l’alimentazione, le cure igieniche
e la ginnastica funzionale.
La PRECOCITA’ è il raggiungimento “anzitempo” della maturità sessuale o somatica. La precocità è correlata
all’accrescimento ed allo sviluppo; è strettamente legata al tipo genetico e può essere trasmessa alla discendenza. Per
gli animali da carne si parla anche di precocità di maturazione (caratteristica razziale). Tale precocità è evidenziata
dall’accrescimento giornaliero e/o dall’indice di conversione degli alimenti.
ICA= indice di conversione degli alimenti. È il parametro di stima della convenienza economica di qualsiasi produzione
zootecnica. Corrisponde alla quantità di alimento consumato per kg di accrescimento.
Il temperamento dipende dall’eccitabilità del sistema nervoso dell’animale (vivace, energico, calmo, flemmatico) invece la
nevrilità è propria di quegli animali che reagiscono con prontezza ed intensità al minimo stimolo esterno.
Dalle rilevazioni morfologiche e fisiologiche effettuate sull’animale in esame si ricava il tipo costituzionale. La costituzione
è una qualità fisiologica individuale. Costituzione = Genotipo manifesto + Paratipo di adattamento.
Grossolana: scheletro poderoso con forme angolose, pelle spessa (es. Maremmana);
Robusta: considerevole ma armonico sviluppo scheletrico; arti lunghi e robusti, pelle spessa ma elastica (es.
Romagnola, Chianina).
Fine: scheletro fine ma solido, pelle sottile elastica e pastosa, giogaia ridotta, masse muscolari ridotte (es. vacche
da latte).
Delicata o debole: scheletro sottile, masse muscolari deficienti, pelle sottile, connettivo sottocutaneo spesso
carriera produttiva limitata.
Linfatica: masse muscolari sviluppate, connettivo abbondante, sistema linfatico sviluppato (es. vacche da carne).
LE COSTELLAZIONI DI PENDE:
Nicola Pende (1926) ha riconosciuto nelle ghiandole endocrine il fondamento dello sviluppo morfo-funzionale
dell’organismo e quindi dell’individualità. Ha individuato due costellazioni di ghiandole a secrezione interna che controllano
il sistema della vita vegetativa e quello della vita di relazione.
I costellazione: Tiroide, Ipofisi, Surrene
II costellazione: Timo, Pancreas, Paratiroidi
Quando prevale la I cost(TIS)c’è iperattività dei processi catabolici con aumento dei processi redox, prevale l’attività
catabolica su quella anabolica, i soggetti sono magri, con occhi sporgenti, tipi nervosi (vacca da latte). Quando prevale la
II cost(TPP)c’è un rallentamento del metabolismo basale, prevale l’anabolismo (bovini da carne).
Poi il Duerst(1922) tende a precisare i rapporti esistenti tra
forme esteriori e funzioni economiche. Egli distingue negli
animali domestici due tipi costituzionali: tipo digestivo e il tipo
respiratorio.
IL TIPO DIGESTIVO IPOOSIDATTIVO: presenta una
o
testa piccola con mandibole fortemente divaricate; collo
corto e robusto; cavità toracica larga, alta e poco profonda;
fianchi ampi; addome rotondo e relativamente voluminoso;
masse muscolari sviluppate e ricoperte da pannicolo
adiposo; coste ben incurvate quasi verticali. sono per lo
più bovini, suini e ovini specializzati per la carne.
IL TIPO RESPIRATORIO IPEROSSIDATIVO: presenta
o
una testa fine e allungata, collo lungo e sottile, costato lungo
e alto, torace molto sviluppato, specie in profondità, addome
giustamente sviluppato, scheletro ridotto, masse muscolari
poco rilevate, forme angolose. sono per lo più bovini di
razze lattifere, cavalli e cani da corsa.
LA VALUTAZIONE FUNZIONALE Si basa sui “controlli funzionali”. Per gli animali all’ingrasso: rilevazione dei consumi
alimentari, degli accrescimenti in peso, dell’indice di conversione. Per gli animali da latte: pesatura ed analisi del latte
prodotto, mungibilità, valutazione della carriera riproduttiva. Per gli equini i controlli riguardano soprattutto i cavalli sportivi
e da diporto. Per i primi le corse si identificano con i controlli funzionali. Nei cavalli da diporto, da sella o da traino leggero
i controlli riguardano la resistenza e il loro grado di ammaestramento.
Nelle valutazioni fenotipiche e funzionali si rileva come siano gli animali rispetto alle caratteristiche della propria razza
e del tipo funzionale di appartenenza, tenuto conto dell’età e dell’ambiente. Per gli animali destinati alla riproduzione
occorre che sia definito il loro genotipo. Deve essere verificato se le caratteristiche rilevate siano o meno presenti nel loro
patrimonio genetico e in quale misura, nell’ambiente in cui i riproduttori vivono, tali caratteri siano trasmissibili alla loro
discendenza. Esame della documentazione genealogica e controlli da farsi sulla discendenza (progeny-test).
I MANTELLI DEI BOVINI
Nella maggior parte dei bovini il mantello è una caratteristica di razza. Le differenze dei mantelli dei bovini rispetto agli
equidi sono le seguenti: manca la criniera, la coda porta dei crini all’estremità libera(fiocco), le regioni distali degli arti non
presentano mai peli più scuri del fondo, le balzane sono molto rare (le balzane sono delle macchie bianche sugli arti a
partire dallo zoccolo.
Nel genotipo “selvaggio” del Bos taurus il mantello è uniformemente colorato. Il colore varia tra diverse tonalità comprese
fra il bruno scuro e il bruno rossastro ed è tuttora presente in alcune razze bovine quali la razza Bruna e la Jersey in
purezza. Gli animali con colorazione “selvaggia” tendenzialmente presentano colorazione più scura in alcune regioni:
testa, collo, spalle, parte prossimale degli arti. Nella medesima razza i maschi e gli adulti generalmente hanno mantello
più scuro rispetto alle femmine e ai giovani.
L’attività di selezione ha sempre spinto per privilegiare le specie e quindi gli animali che meglio ottimizzavano le condizioni
ambientali delle aree di produzione. Il colore del mantello influenza in maniera evidente la suscettività dei bovini rispetto
agli stress termici (colore mantello di calore assorbita dalle radiazioni solari). Negli ambienti caratterizzati da
quantità
elevata incidenza delle radiazioni solari gli animali che meglio si adattano sono quelli con pelame di colore chiaro e cute
di colore scuro (razze bovine italiane come la Chianina, Marchigiana, Romagnola e Piemontese).
I diversi mantelli di bovini si sono originati per modificazioni di tre colori base: bruno, rosso e nero. In molti casi le
colorazioni sono il risultato di diluizione o addirittura assenza della pigmentazione originaria. (es. il colore della razza
Limousine come diluizione del rosso; il bianco del Chianino come assenza di pigmentazione nel pelame). Altre mutazioni
geniche sono responsabili di diluizione della pigmentazione (Agouti,dilution,dun) che può essere uniforme o interessare
in maniera diversa le differenti parti del corpo.
Nei bovini il locus Extension è responsabile per la gran parte delle variazioni di colore. Sono presenti tre alleli:
ED: nero dominante
E+: l’allele selvaggio con le diverse tonalità fra rosso e nero
e: rosso recessivo
(dominanza: ED>E+>e)
L’allele ED (dominante) caratterizza le razze bovine che già dalla
nascita hanno il colore definitivo nero intenso con o senza presenza di
pezzature (Angus e Holstein). L’allele E+ (wild type) caratterizza le razze con mantello che va dal bruno – rossastro al
bruno scuro e con pigmentazione scura che può essere più intensa in alcune regioni del corpo (Jersey e Brown). I vitelli
con genotipo E+ sono rossastri alla nascita con minima presenza di pelame scuro in alcune regioni. Le razze bovine rosse
(He
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