UROLOGIA Urologia
INTRODUZIONE e IVU
Urologia: tutto ciò che è inerente all’apparato urinario → pato chirurgiche del rene + pato
mediche e chirurgiche dell'apparato urinario e organi genitali maschili. Unico specialista per
vie urinarie e apparato genitale maschile.
Sintomatologia urologica
Disturbi minzionali
- nicturia o pollachiuria notturna: aumento frequenza diuresi notturna;
- stranguria: bruciore durante la minzione;
- disuria: difficoltà nella minzione → donna: stenosi / uomo: ostacolo a livello
prostatico - stenosi uretra - ipocontrattilità vescicale.
- ematuria: presenza di sangue nelle urine (macro o micro); sia segno (rilevata dal
medico) che sintomo (riferita dal pz); cause sia benigne che maligne → 25-30%
tumore; se unico sintomo = ematuria isolata; altre cause: cistiti, traumi, calcoli, tumori
vescicali o renali. Prova dei 3 bicchieri: urina in 3 bicchieri diversi durante unico atto
minzionale:
a. sangue in TUTTI i bicchieri: origine in qualsiasi tratto dell’apparato urinario
→ ematuria totale.
b. ematuria iniziale: lesione a carico dell’uretra prostatica
c. ematuria terminale (o totale con rinforzo terminale): lesioni a carico del collo
vescicale, perché questo si contrae alla fine della minzione >> cause: IPB, Ca
prostatico invasivo, prostatite cronica litiasica, flogosi e neoplasie uretra
posteriore.
Possono anche essere presenti dei coaguli, di forma diversa: allungati se sono di
origine alta, tondi se di origine bassa.
Ci sono anche situazioni farmacologiche che possono mimare il colore scuro/rosso
(coloranti, farmaci) → pseudoematuria.
- uretrorragia: diversa dalla precedente → sgocciolamento di sangue indipendente
dalla minzione; cause: pato a valle dello sfintere uretrale esterno; se fosse a monte,
sarebbe solo con urina perchè manterrebbe la continenza → alterazioni genitali
esterni, tumori pene, rottura frenulo.
- emorragie dei genitali: rottura frenulo, condilomi, ulcere, sangue mestruale, pato
ginecologica;
- incontinenza: perdita involontaria di urine
a. da sforzo: dovuta a difetto sfinteriale > non riesce a generare pressione
sufficiente per controbilanciare la P addominale (che aumenta sotto sforzo).
b. da urgenza: dovuta a contrazione eccessiva ed irregolare della vescica > P
sovrasta la P di chiusura dello sfintere >> improvviso desiderio di minzione
senza il tempo di arrivare in bagno.
c. da rigurgito: pz maschio con ritenzione urinaria e vescica piena → vescica
iperdistesa + perdita forza contrattile = rigurgito urina in modo costante e
continuo (overflow incontinence) 1
- pollachiuria: aumento frequenza delle minzioni; nei maschi anziani spesso è dovuta a
ipertrofia prostatica (può causare anche poliuria).
- poliuria: diuresi > 2 L/24h → cause mediche che aumentano la produzione di urina
diurna o notturna (diabete); capacità vescicale = 350 - 400 mL → se la produzione
arriva a 4 L, il pz urina spesso anche se la vescica è normale.
- oliguria: diuresi < 500 mL/24h
- anuria: diuresi < 100 mL/24h oppure assenza totale di urina → a che punto è lo stop?
Bisogna valutare il volume della vescica:
a. anuria pre-renale: non arrivano liquidi al rene;
b. anuria renale: rene non fa quello che deve;
c. anuria post-renale: rene funziona ma c’è uno stop nella via escretrice → più
frequente a livello urologico = ipertrofia prostatica benigna.
DD con ritenzione acuta → in caso di anuria la vescica deve essere vuota.
- pneumaturia: presenza di aria nelle urine → comunicazione tra vescica e organi
adiacenti: ad esempio patologie neoplastiche > fistola tra sigma e vescica.
- chiluria: linfa nelle urine
- piuria: pus nelle urine (numerosi linfociti degenerati in ammassi al sedimento)
- fecaluria: feci nelle urine → fistola dovuta a neoplasia.
- ritenzione urinaria acuta: dolore al basso ventre con stimolo urinario MA senza
urinare; in questo caso come reperto all’EO si trova il globo vescicale → massa in
ipogastrio = vescica piena.
- attesa o esitazione: sintomo legato all’ostruzione.
Disturbi andrologici
- disfunzione erettile;
- eiaculazione precoce: più frequente disfunzione maschile;
- priapismo: erezione prolungata e dolorosa non correlata a desiderio sessuale → in
erezione il pene diventa un circuito chiuso: sangue non circola > arricchisce di CO2 e
si acidifica; se perdura, diventa dolorosa → ipossia crea necrosi del tessuto cavernoso
> fibrosi successiva; dopo un episodio del genere, difficilmente si può avere un
erezione quando si desidera.
- infertilità di coppia: fattore maschile nel 50% - fattore femminile nel ⅔ dei casi →
può essere anche di entrambi.
- tumore del testicolo: nodulo duro sul testicolo → molto importante l’autopalpazione
per diagnosi precoce.
- varicocele: patologia → “sacchetto di vermi” sopra i testicoli.
- emospermia: sangue nello sperma.
Dolore renale
- dolore continuo = lombalgia: per distensione della capsula renale
- lombalgia trafittiva in corso di minzione: post-operatorio di pz con reflusso
vescico-ureterale o pz con stent
- dolore sovrapubico = cistalgia → dolore ipogastrico + assenza di minzione;
aspecifico, può essere causato da prostatite, cistite, dolore pelvico e tumore vescica.
- parossistico > colica renale: dolore lancinante al fianco, basso ventre e testicoli →
origina dal fianco per poi irradiarsi verso il basso e genitali esterni; precisa evoluzione
2
temporale: parte subdolamente > cresce in modo acuto > si risolve con il tempo (circa
mezz’ora). La colica renale è definita come sindrome → corollario di sintomi: dolore
- pollachiuria - sintomi neurovegetativi (nausea, vomito, brividi e febbre). Inoltre, la
colica può anche essere associata a pielonefrite. Dovuta ad attività iperperistaltica
della muscolatura pelvica
Anatomia apparato urinario
Localizzato nell’addome:
- livello retroperitoneale → reni e ureteri;
- livello sottoperitoneale → vescica e prostata.
A livello pelvico, l’anatomia maschile e femminile si differenziano molto; nei maschi è
presente una ghiandola in più, che produce buona parte del liquido seminale → prostata.
Nella donna inoltre, apparato riproduttore e urinario sono anatomicamente separati, e posti
l’uno dietro l’altro; nell’uomo si ha un unico canale = uretra → passa sia urina che sperma.
RENE: protetti dai muscoli retti dell’addome > vasi epigastrici > rapporti con altri organi:
- rene dx: polo superiore posteriore al fegato - polo inferiore in rapporto con flessura
epatica del colon - porzione dell’ilo renale dietro al duodeno.
- rene sx: polo superiore posteriore alla milza - medialmente in rapporto con coda del
pancreas.
L’accesso chirurgico usato è l’accesso retroperitoneoscopico → pz sul fianco, taglio
lombotomico (senza aprire il peritoneo).
VIE ESCRETRICI: sistema collettore dell’urina → calici, pelvi renale, uretere, vescica e
uretra.
Corticale produce urina > calici > pelvi > giunzione pielo-ureterale (tessuto muscolare: se si
restringe → difetto del giunto OGPU, spesso congenito) > ureteri la portano in vescica:
diversi tratti dell’uretere, passa davanti all’ileopsoas:
- lombare: 1 cm all’interno processi trasversi vertebre;
- iliaco: 1 cm sopra la biforcazione dei vasi iliaci comuni in interni ed esterni;
- pelvico: è il tratto che differisce tra uomo e donna → vicino ai vasi uterini > meati
ureterali > vescica.
!! Protesi sintetiche: stent → durano max 1 anno.
ORGANI PELVICI e APPARATO RIPRODUTTIVO
Uomo: prostata → organo dell’apparato genitale, ma se si ammala, dà sintomi minzionali.
Localizzato sotto la vescica: attraversata dall’uretra prostatica; dietro sono presenti i dotti
eiaculatori, formati da vescichette seminali + dotti deferenti → all’interno: sperma diluito
dalla prostata. Ogni tecnica di asportazione dell’adenoma prostatico comporta un rischio di
compromissione dell’eiaculazione. Se no, se c’è tumore = asportazione totale →
prostatectomia radicale, con agganciamento della vescica alle vie urinarie inferiori. Il volume,
la presenza di noduli e la dolenzia vengono valutate con l’esplorazione rettale.
Lateralmente alla prostata → nervi cavernosi: fanno rilassare arterie che portano il sangue e
muscoli che rivestono il corpo cavernoso. 3
L’erezione avviene grazie al riempimento di sangue a livello dei corpi cavernosi (cavità
spongiose, separate da setti); lacune riempite di sangue che arriva dalle arterie cavernose >
dilatazione e messa in tensione della tonaca albuginea > chiusura sistema drenaggio venoso:
sangue intrappolato = aspetto rigido.
Eiaculazione: durante il rapporto lo sfintere uretrale è chiuso in modo molto serrato > fase
emissiva: uretra prostatica piena di liquido seminale (secrezione di prostata, vescichette e
testicoli) > apertura improvvisa dello sfintere > svuotamento prostata e fase espulsiva.
Meccanismo della minzione: contrazione del muscolo detrusore della vescica +
rilasciamento dello sfintere esterno; a livello del collo della vescica (contrazione): fibre
ortosimpatiche mantengono il tono. Se lo sfintere esterno non si rilassa > contrazione insieme
alla vescica → dissinergia: pato neurologica > aumento P vescica → meccanismo
dell’antireflusso a rischio = reflusso vescico-ureterale (RVU), causato anche da
ingrandimento prostata e ostruzione: differenza
- dissinergia: evento acuto;
- ostruzione prostatica: cronica.
Fattori contrastanti infezioni uomini: lunghezza uretrale.
Fattori favorenti infezioni uomini: prostata ostruente → con l’invecchiamento aumenta di
dimensioni > ostruzione al flusso > residuo post-minzionale → facilita infezioni.
Donna: uretra e parete vescicale posteriore sono a contatto con la vagina → EO ginecologico
è sufficiente per evidenziare un tumore alla vescica. L’uretra è lunga solo 2-3 cm → molto
più facile l’insorgenza di una patologia infettiva: più facilmente i batteri risalgono in vescica.
Fattori favorenti infezioni donne:
- attività sessuale, perché la spinta del pene = vis a tergo → movimento batterio >
verso vescica; era frequente la Honeymoon cystitis. I batteri provengono dai genitali
esterni femminili, non dal partner.
- lunghezza uretra;
- ciclo mestruale: perdita di sangue ricco di nutrienti facilita l’insorgenza di infezioni.
Fattori contrastanti infezioni donne:
- svuotamento vescicale → espulsione all’esterno dei batteri: il flusso agisce come una
cascata che si oppone alla risalita batterica. Per questo nelle cistiti delle donne si
consiglia di bere molta acqua per stimolare la diuresi, a patto che lo svuotamento
avvenga in modo completo. Altrimenti, il residuo costituisce un ambiente favorevole
alle infezioni.
- epitelio vescicale: ricoperto da strato di glicosamminoglicani → rendono difficile
l’attecchimento batterico; ci sono anche integratori per proteggere la vescica >
favoriscono formazione di film polisaccaridico → mirtillo rosso/mannitolo: saturano i
recettori batterici e impediscono di attaccarsi all’epitelio.
Quadro clinico cistite: diverso
- uomo: batterio fino all’uretra prostatica > qui ci sono dotti eiaculatori + tanti dotti
piccoli dalla prostata → muscolatura liscia, possono essere percorsi al contrario dai
batteri; non c’è mai cistite isolata: se batteri sono in vescica, sono già passati dalla
prostata = cistite e prostatite. Nella prostata i batteri stanno da dio → caldo, con
nutrienti >> secrezione di citochine pirogene = febbre e stato di prostrazione. 4
- donna: non c’è febbre → vescica ha parete muscolare: batteri non arrivano
nell’interstizio > non entrano in contatto con cellule che secernono citochine
pirogene. Le donne solitamente svuotano bene la vescica > infezione autolimitante.
Vescica
La vescica è una sorta di serbatoio, e presenta due sfinteri:
- esterno: muscolo striato e volontario;
- interno: muscolo liscio e involontario.
La vescica si presenta in due fasi: riempimento e svuotamento. La prima fase avviene a
bassa P, con sfintere esterno ed interno chiusi. Quando arriva lo stimolo della minzione >
cambia la trasmissione nervosa → sfintere esterno si rilassa volontariamente, mentre quello
interno si rilassa grazie al parasimpatico > rilascio acetilcolina > contrazione muscolo
detrusore.
La vescica è quindi sotto il controllo del sistema autonomo, ma risponde anche agli stimoli
del SNC.
Se la vescica non funziona, può accadere il contrario: possono partire delle contrazioni
muscolari (non inibite) → vescica instabile o vescica iperattiva.
Se invece l’instabilità viene misurata come aumento di P → iperattività detrusoriale.
Sintomi della fase di riempimento: sintomi provocati dall’incapacità della vescica di
distendersi → sintomi irritativi:
- pollachiuria;
- urgenza;
- incontinenza da urgenza;
- tenesmo vescicale: stimolo della minzione anche se poi la vescica è vuota → non si
riesce a urinare.
Quello che fa perdere la stabilità alla vescica può essere: infezioni, stress prolungato
(adenoma prostatico), malattie neurologiche (Parkinson, sezioni del midollo), neoplasie.
Sintomi della fase di svuotamento: sono sintomi ostruttivi
- mitto ipovalido;
- disuria;
- mitto frazionato;
- minzione in più tempi;
Esame obiettivo urologico
Manovre utilizzate per la valutazione urologica:
- manovra di Guyon: pz supino, mano a piatto sotto la 12° costa >> ballottamento
renale per evocare dolore: positivo se c’è dolore, ed è causato da calcolo → provoca
iperdistensione della capsula renale (molto innervato)
- punti ureterali: servono per identificare un calcolo a livello dell’uretere, spesso a
livello di 3 restringimenti → giunzione tra pelvi renale-uretere, incrocio dell’uretere
con vasi iliaci e punto in cui entra in vescica.
- palpazione sovrapubica: per ritenzione urinaria o cistalgia;
- palpazione tubercoli pubici: se dolorabili > pubalgia
- valutazione dell’ernia: digitopressione inguinale per vedere presenza di protrusione;
- manovra di Giordano: colpetti a livello della loggia renale per evocare dolore.
- schiacciamento dei muscoli lombari: utile per dirimere lombalgia. 5
Ispezione e palpazione dei genitali esterni → evidenziare eventuali ernie, tumori o
accumulo di liquido nella tonaca vaginale del testicolo (idrocele). L’unico modo per fare DD
è attraverso l’eo:
- idrocele: con una torcia si osserva il liquido che si trans-illumina;
- se massa oppure liquido ematico: non si vede nulla.
Eo prosegue con valutazione di:
- corretta disposizione del meato uretrale:
- se è inferiore al punto fisiologico > ipospadia;
- se è superiore al punto fisiologico > epispadia;
- può anche essere stenotico.
- frenulo: può rompersi e guarire con reazione fibrotica; si può intervenire
chirurgicamente per allungarlo.
- presenza di noduli penieni: malattia nodulare di origine non chiara → malattia di La
Peyronie.
- testicoli: presenza, disposizione, consistenza + palpazione epididimo.
- placche di indurimento della tonaca albuginea
- valutazione scrotale
Infezioni delle vie urinarie (IVU)
Le infezioni delle vie urinarie si possono presentare in diverse forme: cistite semplice,
prostatite, infezioni renali, epididimite,...
Alcune di queste sono facilmente diagnosticabili ed evidenti, altre meno, poiché si
manifestano in maniera subdola. Un esempio è il pz con la febbre elevata (settica) → subito
pensare che potrebbe essere una IVU; questa può essere dovuta ad una pielonefrite, che può
evolvere e formare ascesso renale → intervento d’urgenza: nefrectomia, con perdita del rene;
altrimenti sepsi > shock e morte.
Eziologia: i batteri possono raggiungere le vie urinarie attraverso
- via canalicolare ascendente → 95% dei casi;
- altre vie: linfatica, ematica, contiguità..
Fattori predisponenti: anatomiche, fisiologiche e parafisiologiche
- generali: diabete - stato defedato - immunocompromissione
- locali: ostruzioni, alterazioni svuotamento, calcoli, neoplasie, cateteri,
strumentazioni;
- minor frequenza minzionale;
- residuo post-minzionale.
Fattori protettivi: normale svuotamento completo della vescica → azione di lavaggio delle
vie urinarie + elimina fisicamente i batteri; dove c’è flusso = non ci sono batteri.
Diagnosi: cut off batteriuria = 100.000 UFC/ml + associata a sintomi; eo con manovre ed
esplorazione rettale.
- stick urinario
- anamnesi ed EO
- campione di urina
- ecografia 6
- TC: senza mdc per eventuali calcoli o con sintomi severi; con mdc se i calcoli non
sono evidenti
Incidenza:
- fino ai 55 anni colpisce prevalentemente il sesso femminile (20-35% delle donne nella
loro vita);
- maschi: incidenza aumenta con la comparsa della patologia prostatica ostruttiva.
Quadro clinico:
- Febbre settica: febbre elevata, con improvvisa insorgenza, brivido e forte malessere
generale → sempre pensare a un’origine urologica. NON deve mai essere
sottovalutata. Basta fare un dipstick su urine o inviare il campione per urinocoltura →
urosepsi: piccolo calcolo o colica senza alcuna via di drenaggio che evolve in febbre
settica e scompenso dei parametri vitali.
- dolore al fianco → pielonefrite;
- testicolo tumefatto + febbre → orchiepididimite;
- disuria e dolore sovrapubico → prostatite.
Vie urinarie alte: patologie che possono esordire con febbre elevata
- Pielonefrite acuta: infezione batterica che coinvolge il parenchima renale.
eziologia: causata dagli stessi germi della cistite batterica: E. coli, proteus mirabilis,
pseudomonas;
sintomi: febbre elevata con brivido, dolore lombare omolaterale al rene colpito (per
gonfiore rene e distensione capsula), bruciori minzionali, nausea e vomito;
segni obiettivi: dolore alla palpazione renale, distensione addominale, blumberg +,
leucocituria e piuria.
diagnosi: ecografia (rene globoso e edema parenchimale), TC / UroTC per diagnosi
definitiva.
trattamento: somministrazione antibiotici; se però c’è un calcolo (pielonefrite con
calcolo ostruente), non basta: gli antibiotici non arrivano + manca il meccanismo di
autopulizia (flusso) → serve il drenaggio del rene, senza peggiorare ulteriormente la
situazione. Questo si fa andando a posizionare un sondino doppio j: sondino che
risale dalla vescica fino al rene, bypassando il calcolo. NON bisogna provare a
rimuovere il calcolo, perchè inserendo lo strumento si va ad aumentare la P nella via
escretrice > rischio riassorbimento di batteri da parte del rene > sepsi.
Evoluzione della pielonefrite: in due direzioni
1. distruzione locale >> ascesso renale;
2. debacle > sepsi >> shock settico e morte.
- pielonefrite cronica: se quella acuta non viene trattata, questa può condurre ad una
cronicizzazione → fibrosi del parenchima ed evoluzione in IRC. Spesso i pz sono
oligosintomatici.
- pionefrosi: stasi renale + accumulo di urina infetta.
- ascesso renale: possono essere presenti dei micro-ascessi che si fondono insieme a
causa di una condizione di debilitazione del pz/diabete - oppure - la causa più
frequente di ascesso cortico-midollare è l’E. coli in presenza di reflusso
vescico-ureterale.
Conseguenza di pielonefrite che evolve in raccolta purulenta. 7
Diagnosi: ecografia > raccolta liquida, solitamente capsulata; TC: fistola
nefro-cutanea in pz con calcolosi a stampo che ha sviluppato un ascesso drenatosi
spontaneamente.
Trattamento: antibiotici, in rari casi drenaggio.
- ascesso perirenale/perinefrico: intorno al rene, può estendersi lungo le vie di
diffusione anatomiche (psoas) o formare fistole verso la cute.
- idronefrosi: dilatazione delle vie urinarie superiori; se anche l’uretere è dilatato si ha
idro-ureteronefrosi.
Vie urinarie inferiori
- prostatite batterica acuta: infezione tipicamente ascendente provocata
principalmente da E. Coli e Pseudomonas.
difficilmente causa morte, però i pz stanno molto male a causa del coinvolgimento
sistemico; principalmente causata da E. coli e pseudomonas; se non trattata può
evolvere nell’ascesso prostatico. Frequentemente però evolve in prostatite cronica,
perché viene trascurata → non è sufficiente antibiotico come se fosse cistite (monuril
per 5 gg).
- ascesso prostatico;
- epididimite acuta: si riconosce perché si vede all’eo senza bisogno di TC; se la
flogosi si diffonde al testicolo si tratta di orchiepididimite (in casi ancora più gravi:
ascesso). L’epididimite va messa in DD con torsione testicolare → pato molto
urgente: testicolo ruotato su se stesso > chiusura del funicolo spermatico > ischemia
del testicolo: molto dolorosa. L’epididimite invece è una patologia progressiva, ed è
solo l’epididimo ad essere ingrandito e dolente. Presenta anche i sintomi
dell’infezione, con febbre + triade di sintomi minzionali: pollachiuria, urgenza e
stranguria. La conferma di DD si fa solo con con esplorazione chirurgica: anche
l’ecodoppler non ha valenza assoluta → possono vedersi degli spike di flusso, ma
magari sono chiuse solo le vene per una torsione di soli 180°.
- ascesso testicolare: flogosi acuta, batterica → scroto flemmonoso, dolente, con
compromissione dello stato generale ed iperpiressia.
Diagnosi: ecografia (gold standard) + TC e RM
- ascesso prostatico: deve sempre essere drenato
- orchite parotitica.
NB: non è corretto parlare di prostatite nell’uomo, ma di cistoprostatite: più complessa e con
terapia antibiotica di almeno 10 gg.
In caso di febbre di origine incerta bisogna sempre considerare un’origine urologica.
Terapia: urocoltura è fondamentale per impostare la terapia adeguata (soprattutto in caso di
infezione che non guarisce e infezioni ricorrenti), e nel frattempo si fa antibiotico empirico
→ mentre si aspetta l’antibiogramma. Occhio alle resistenze! La durata della terapia in base
alla patologia:
- cistite semplice: single shot + tanta acqua;
- prostatite acuta: 15 gg
- prostatite
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