La domanda di permessi dipende dal valore marginale, data l’offerta fissa, si forma sul
mercato un prezzo p .
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Esempi di STRUMENTI DI MERCATO:
- Certificati verdi
- Titoli di efficienza energetica (certificati bianchi)
- Packaging recovery notes
- Green procurement:
invece di offrire un sussidio, lo stato può acquistare direttamente i prodotti,
aggiungendo la propria domanda a quella del mercato, così da offrire uno spazio di
mercato garantito.
In generale, gli strumenti permettono di raggiungere gli stessi obiettivi a costi inferiori
e danno garanzie di raggiungere il livello desiderato. Il problema è che sono adatti solo
alle situazioni in cui è indifferente che le esternalità siano prodotte da uno o da un
altro soggetto. Come le tasse, inoltre, si prestano ad essere usati in alcuni casi, ma
non sempre.
Sia la tassa che lo strumento di comando e controllo permettono di internalizzare le
esternalità: con gli standard l’impresa paga solo i costi di depurazione e acquisisce il
diritto ad emettere entro i limiti, con la tassa l’impresa paga sia il costo di
abbattimento che il costo esterno residuo.
È importante ricordare che l’alternativa non è solo tra stato e mercato, ma si può
usare anche la terza dimensione, ossia il “senso di appartenenza” alla comunità.
POTERE DI MERCATO E MONOPOLIO NATURALE
L’espressione potere di mercato individua quelle situazioni in cui un soggetto è in
grado di esercitare un potere economico sulle sue controparti.
Il potere economico è un potere di mercato, ma anche sociale e politico; dunque,
l’intervento pubblico nelle situazioni in cui vi sia rischio di sfruttamento del potere di
mercato non risponde solo a motivazioni economiche.
La teoria economica individua 3 categorie generali di situazioni in cui si può verificare
un potere di mercato:
1. Monopolio naturale
2. Monopolio legale
3. Monopolio di fatto
Ogni soggetto economico detiene in una certa misura un potere di mercato in funzione
del grado di differenziazione del suo prodotto o della numerosità dei concorrenti.
Esistono forme di mercato intermedie tra concorrenza perfetta e monopolio puro
(concorrenza monopolistica, oligopolio). Nei mercati reali, convivono imprese più
grandi con quote di mercato più significative e imprese più piccole.
Si definisce MONOPOLIO NATURALE un mercato le cui caratteristiche economiche
fanno si che solo un’impresa possa servire efficientemente l’intero mercato. Nel
modello di concorrenza perfetta l’impresa è price taker: le sue dimensioni sono troppo
ridotte perché le sue decisioni di posizionamento influenzino il prezzo di mercato.
In concorrenza perfetta, il fatto che le imprese siano piccole rispetto alle dimensioni
del mercato dipende dal fatto che emergono anche certe diseconomie. La curva di
costo ha la forma a U, se così non fosse, significherebbe che il costo continua a
diminuire all’aumentare della scala produttiva (NB i costi possono avere forme non a U
per la “sub-additività dei costi). La presenza di sub-additività dei costi è una
condizione necessaria affinché ci sia il rischio di sfruttamento del potere di mercato,
ma non è sufficiente per giustificare l’intervento pubblico. Il monopolista potrebbe
comportarsi comunque in modo simile a quello previsto dalla teoria dei mercati
concorrenziali.
Un monopolio si dice contendibile se è possibile a un’impresa entrare sul mercato a
spese dell’incumbent, prendendo il suo posto. In realtà, ciò che conta è la sola
minaccia credibile, così da stimolare l’incumbent a praticare prezzi più bassi di quelli
che incoraggerebbero l’entrata. Le condizioni che determinano la perfetta
contendibilità non si verificano nella realtà, ma il mercato sarà comunque contendibile
oltre un certo livello di prezzo che corrisponde al costo medio.
Benefici della concorrenza:
- Imprese costrette a operare sulla frontiera di costo
- Le imprese non possono fissare mark-up sopra il costo marginale
- Le imprese possono investire in reputazione
Svantaggi della concorrenza:
- Dissipazione delle risorse
- Concorrenza sleale non sanzionata
- Impossibilità per le imprese incumbent di coprire i costi fissi se i nuovi entranti
non ne sono gravati
- Entrata nei soli segmenti redditizi
In un mercato monopolistico, una configurazione è sostenibile solo se il mercato è un
monopolio naturale (solo se la funzione di costo è sub-additiva).
Costi affondati e fedeltà al venditore
Nodo 3) al nuovo entrante non conviene entrare
Nodo 4) il monopolista, ribassando il prezzo, rende non conveniente l’entrata
Nodo 2) aspettandosi la ritorsione di prezzo, il nuovo entrante non entra
Nodo 1) il monopolio è dunque sostenibile
Se in un mercato è possibile una configurazione sostenibile, le imprese non sono
invogliate a uscire e le altre non sono invogliate a entrare.
Un mercato potrebbe non ammettere una configurazione sostenibile anche se è
monopolio naturale a causa del rischio di non riuscire a coprire i costi affondati (questo
è indipendente dal numero delle imprese); in questi casi può essere necessario che lo
stato intervenga per limitare la concorrenza cui le imprese incumbent sono sottoposte.
Altri casi in cui potrebbe non esistere una configurazione sostenibile sono:
- Industrie nascenti
- Mercati incompleti per la presenza di asimmetrie informative
- Industrie soggette a una dinamica tecnologica molto accentuata
- Industrie il cui output presenta dimensioni di bene pubblico o bene meritorio
La sostenibilità ha a che fare anche con gli obblighi di servizio pubblico: il
monopolista è richiesto di servire tratte di minore domanda, quindi pratica un prezzo
medio che, nelle tratte più domandate, è superiore al CMa. Se vi fosse libertà di
entrata, nuovi operatori potrebbero entrare solo nelle tratte redditizie, obbligando così
il monopolista a diminuire i prezzi e a perdere la possibilità di finanziare le linee a
domanda debole.
Il finanziamento degli obblighi di servizio pubblico (OSP) può avvenire:
- A carico della fiscalità
- Permettendo alle imprese di praticare p > MC in alcuni segmenti del mercato
- Consentendo forme di discriminazione del prezzo
- Consentendo l’utilizzo di sussidi incrociati
SUSSIDI INCROCIATI
Si verifica un sussidio incrociato quando alcuni utenti beneficiano di tariffe più basse
perché il costo ad essi spettante è in parte sopportato da altri utenti (es. tariffe
ferroviarie e idriche).
In questo caso, può verificarsi l’IMPOSIZIONE DI OSP, considerando che i sussidi
incrociati sono uno dei tanti modi con cui il soggetto pubblico può finanziare
l’imposizione di obblighi e vincoli all’operatore.
Se un operatore è gravato di OSP e gli altri no, può darsi che il m
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