Gli impianti con turbina a gas, o gruppi turbogas, sono motori termici nei quali l’energia
chimica di un combustibile viene convertita in energia meccanica, impiegando come fluido
operatore in turbina una miscela gassosa formata da aria e prodotti della combustione.
Sono fra gli ultimi impianti termici ad essere stati messi a punto per la produzione di energia
elettrica e per la propulsione. Sebbene l’impianto con turbina a vapore presenti vantaggi
legati alla possibilità di erogare grandi potenze con alti valori di rendimento globale, risulta
comunque afflitto da alcuni difetti che ne penalizzano più vasti impieghi: le dimensioni ed il
peso elevati, la richiesta di ingenti portate di fluido di raffreddamento, l’alto contenuto di
sostanze inquinanti allo scarico e i tempi lunghi di avviamento (circa 24h). Il vantaggio dei
motori alternativi a combustione interna è il loro alto rendimento globale e le loro dimensioni
contenute. Il loro problema si riscontra su larga scala (quando è necessario erogare grandi
potenze- propulsioni in aerei e navi), per via della loro complessità strutturale (complicazioni
architettoniche).
Le approfondite conoscenze maturate in campo termodinamico e meccanico permisero la
realizzazione di impianti con turbina a gas che presentavano i classici elementi costruttivi
che si ritrovano nei gruppi moderni: un compressore dinamico, che aspira l’aria
dell’atmosfera e la porta alla pressione di esercizio; una camera di combustione, dove il
fluido operatore viene riscaldato dal calore rilasciato dalla combustione in seno all’aria
stessa (combustione interna) di un combustibile liquido o gassoso; una turbina, dove il fluido
si espande rendendo disponibile lavoro meccanico, utilizzato nel trascinamento sia dal
compressore che dell’utilizzatore.
A causa delle limitate conoscenze in campo fluidodinamico ed aerodinamico ed a causa dei
problemi legati ai limiti di resistenza termo meccanica dei materiali, per lungo tempo gli
impianti motori con turbina a gas non furono in grado di produrre lavoro utile; in molti casi la
potenza erogata dalla turbina non era sufficiente nemmeno per trascinare il compressore:
non bisogna dimenticare che, essendo un fluido operatore aeriforme, il lavoro di
compressione non solo è trascurabile ma è addirittura rilevante.
Impieghi
L’estrema rapidità di messa in servizio a pieno carico (circa 1h) li rende idonei all’utilizzo
nella produzione di energia elettrica come gruppi di punta; poiché la
potenza assorbita dalla rete è variabile, sia di giorno che durante l’anno,
e gli interventi di regolazione risultano economicamente onerosi, le
aziende elettriche preferiscono ripartire la copertura del fabbisogno
elettrico allestendo due parchi di centrali elettriche: al primo, è costituito
da centrali elettriche ad alto rendimento (gruppi di base) (centrali a
vapore) è affidata la copertura del fabbisogno medio; il secondo,
costituito da gruppi di punta ossia da centrali rapide nel seguire le
variazioni di carico della rete (turbina a gas), provvede la copertura dei
picchi di carico.
I gruppi turbogas trovano impiego nella propulsione aeronautica e navale
e nella trazione terrestre veloce in sostituzione dei motori endotermici
alternativi, grazie alla loro bassi rapporti peso/potenza.
In campo aeronautico si registra un doppio utilizzo della turbina a gas:
come turbogetto, motore termico in grado di generare una spinta
propulsiva a seguito della variazione della quantità di moto indotta nel fluido che lo
attraversa; oppure come turboelica, la turbina cede lavoro meccanico ad un'elica o ad un
rotore posti anteriormente al gruppo.
Nella trazione terrestre e nella propulsione navale le turbine a gas si stanno affermando in
misura sempre maggiore: la possibilità di erogare elevate potenze con bassi ingombri le
rende preferibili ai motori Diesel in tutti i casi dove è essenziale limitare le dimensioni del
veicolo oppure ottimizzare lo sfruttamento degli spazi. In campo militare, permette di
disporre di imbarcazioni e carri armati piccoli e veloci o dotati di un maggiore armamento o
di una maggiore autonomia.
I componenti dell’impianto
Un gruppo turbogas è formato dalle seguenti macchine:
● Compressore dinamico assiale [C], aspria (1) e
comprime l’aria portandola alla pressione di
esercizio (2); il rapporto fra il valore della pressione
dell’aria alla bocca di mandata e quello alla bocca
di aspirazione è chiamato rapporto di
compressione , ed è caratteristica della macchina.
β
Per limitare le dissipazioni energetiche, il
compressore è accoppiato direttamente all’albero
della turbina senza interposizione di riduttori di
velocità. Anche in presenza di un elevato
rendimento meccanico del riduttore, la perdita
energetica risulterebbe comunque inaccettabile perché causerebbe un incremento
dei costi legato all’introduzione di scambiatori di calore per lo smaltimento della
potenza termica generata per attrito.
● Camera di combustione [C.C.], dove l’aria compressa subisce un riscaldamento ed
un conseguente aumento di volume specifico (3). Nelle camere di combustione delle
turbine a gas il combustibile brucia in seno al fluido operatore stesso, modificando la
massa e la composizione chimica. Visto che per ogni kg d'aria sono iniettati mkg di
combustibile, in uscita da C.C. il fluido operatore risulta costituito da (1+m)kg di
miscela gassosa formata da aria e prodotti della combustione.
Per rispettare i limiti di temperatura imposti all’ingresso della turbina dalla resistenza
termomeccanica dei materiali, il processo di combustione è condotto con valori molto
alti del rapporto massico aria/combustibile. Nei gruppi turbogas gli elevati valori di
eccesso d’aria non causano una diminuzione del rendimento di combustione perché i
fumi non dissipano calore sensibile.
Visto che le pale delle turbine si trovano in condizioni termomeccaniche critiche,
devono essere impiegati combustibili liquidi e gassosi a bassa aggressività
meccanica e chimica che limitano l'inquinamento ambientale degli impianti.
● Turbina a gas [TG], il fluido aeriforme si espande convertendo parte del salto
entalpico in lavoro meccanico; da TG i gas espansi vengono scaricati in atmosfera
nello stato fisico 4. Il rendimento globale è tanto maggiore quanto è più elevata la
temperatura , diviene indispensabile disporre di materiali ad elevata resistenza allo
3
scorrimento plastico (creep viscoso) alle alte temperature
● Alternatore [ ]
∼
● Motore di lancio [M]: trascina il compressore fino a quando la turbina non raggiunge
il della velocità angolare massima.
10 ÷ 30%
Ciclo di Brayton
Impianti con turbina a gas funzionanti secondo un ciclo a combustione a pressione costante,
in cui il fluido motore opera in circuito aperto. Esistono anche impianti che operano in circuito
chiuso dove il fluido alla fine dell’espansione non viene scaricato in atmosfera ma è riportato
alla bocca di aspirazione del compressore: non è possibile eseguire una combustione in
seno al fluido, la somministrazione e la cessione di calore avvengono tramite scambiatori.
Alcune considerazioni sulle trasformazioni reali subite dal fluido:
1. Durante la fase di riscaldamento in camera di combustione il fluido varia sia la massa
che la composizione fisico-chimica; non solo le due turbomacchine (compressore e
turbina) non sono attraversate dalla stessa portata massica ma neppure dallo stesso
fluido.
2. Il ciclo percorso dal fluido di lavoro non è chiuso perché la cessione di calore avviene
direttamente in atmosfera (trasformazione 4-1).
3. La compressione e l’espansione reali non sono trasformazioni reversibili.
Non sarebbe possibile studiare l’evoluzione degli stati fisici del fluido operatore facendo
ricorso ad un diagramma termodinamico, infatti introducendo opportune ipotesi è possibile
ricondursi ad un particolare ciclo termodinamico: il ciclo Brayton, si
possono dedurre utili indicazioni di carattere qualitativo sul
funzionamento delle turbine a gas.
Le ipotesi che permettono di effettuare l’analisi termodinamica
sono le seguenti:
1. Il fluido percorre un ciclo chiuso, si suppone che la
cessione di calore alla sorgente a temperatura più fredda
avvenga tramite uno scambiatore.
2. Il fluido operatore è costituito da sola aria: equivale a
considerare uguale la portata massica che attraversa le due
turbomacchine ed a trascurare le variazioni esistenti nelle
proprietà fisico-chimiche dell’aria e dei gas combusti;
ipotesi giustificate dall’alto valore del rapporto massico aria/combustibile.
3. Tutte le variazioni di stato si svolgono in modo estremamente lento.
4. Si trascurano le perdite di carico indotte nell’attraversamento di C.C., si assume che
la combustione avvenga a pressione costante.
5. La trasformazione 4-1, in cui il fluido cede calore all’atmosfera, ha luogo a pressione
costante.
6. La compressione e l’espansione e l’espansione del fluido operatore sono
isoentropiche.
Ora è possibile descrivere il ciclo ideale di Brayton, facendo riferimento al diagramma T-s,
tale ciclo risulta composto da:
- una compressione isoentropica 1-2 dove la pressione dell’aria viene elevata da a
1
;
2
- un riscaldamento 2-3 eseguito a pressione costante, che porta il fluido alla
temperatura massima . Il suo scopo è di aumentare il volume specifico del fluido
3
per ottenere in turbina il miglior lavoro specifico possibile.
- un’espansione isoentropica in turbina 3-4;
- un raffreddamento 4-1 dove il fluido cede calore all’esterno a pressione costante.
Se è il lavoro specifico di espansione ed il lavoro specifico di compressione, la
condizione di autosufficienza del gruppo assume la seguente forma:
= − ≥ 0
dove è il lavoro specifico utile ricavabile dell’impianto.
In base alle ipotesi f