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TESTO UNICO

ENTI LOCALI

(T.U.E.L.)

Sommario

INQUADRAMENTO NORMATIVO __________________________________________________________ 3

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI ________________________________________________________ 3

TITOLO II e III – SOGGETTI E ORGANI _______________________________________________________ 4

IL COMUNE __________________________________________________________________________ 4

LA PROVINCIA _______________________________________________________________________ 5

CITTA’ METROPOLITANA _______________________________________________________________ 6

POTESTA’ STATUTARIA ________________________________________________________________ 7

POTESTA’ REGOLAMENTARE ____________________________________________________________ 7

FORME ASSOCIATIVE DEGLI ENTI LOCALI __________________________________________________ 7

IL CONSIGLIO ________________________________________________________________________ 8

LA GIUNTA __________________________________________________________________________ 9

IL SINDACO _________________________________________________________________________ 10

STATUS DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI _________________________________________________ 11

IL SISTEMA ELETTORALE ______________________________________________________________ 12

LA DIRIGENZA _______________________________________________________________________ 13

SERVIZI PUBBLICI LOCALI ________________________________________________________________ 13

I CONTROLLI __________________________________________________________________________ 14

ORGANO DI REVISIONE CONTABILE _______________________________________________________ 15

ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTABILE DEGLI ENTI LOCALI _________________________________ 17

ENTRATE DEGLI ENTI LOCALI ___________________________________________________________ 17

ARMONIZZAZIONE DELLA CONTABILITA’ _________________________________________________ 20

CICLO DELLA PROGRAMMAZIONE ______________________________________________________ 21

PRINCIPALI STRUMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE ________________________________________ 22

GESTIONE DEL BILANCIO ______________________________________________________________ 27

RENDICONTO DELLA GESTIONE _________________________________________________________ 30

SERVIZIO DI ECONOMATO COMUNALE __________________________________________________ 31

TRACCIABILITA’ DEI FLUSSI FINANZIARI __________________________________________________ 32

SERVIZIO DI TESORERIA _______________________________________________________________ 32

RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE E RESIDUI _____________________________________________ 33

INVESTIMENTI ______________________________________________________________________ 35

2

INQUADRAMENTO NORMATIVO

La normativa a cui si fa riferimento è il D.Lgs. 267/2000 il quale raccoglie e coordina la legislazione relativa

alla promozione e al recupero degli enti locali.

La riforma fu iniziata dalla Legge 142/1990 che introdusse i nuovi principi sull’ordinamento delle autonomie

locali attribuendo una nuova fisionomia a Comuni e Province. In associazione avvenne anche la riforma del

sistema elettorale locale valorizzando la rappresentanza della collettività di riferimento.

A tale ultimo fine la Legge 81/1993 introduce l’elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti della Provincia.

La cd. Legge Bassanini (L. 59/1997) impone il decentramento delle funzioni statali agli Enti Locali e alle

Regioni conferendogli funzioni amministrative originariamente in capo allo Stato.

Nel 2001 con la L.3 avvenne la riforma del Titolo V della parte seconda della Costituzione con la quale viene

specificato che la Repubblica è costituita da Comuni, Province, Città Metropolitane, Regioni e Stato. Alla

Regione rimane il potere legislativo insieme allo Stato.

Con la L.56/2014 (cd. Legge Delrio) vengono emanate le “Disposizioni su Città Metropolitane, Province,

Unioni e Fusioni di comuni”. Si ha un riordino degli enti locali finalizzato ad alleggerire la spesa pubblica e

ad attribuire maggiore efficienza alle funzioni e ai servizi. Tali obiettivi vengono raggiunti attraverso:

la trasformazione delle Province più grandi in Città Metropolitane;

 riformando le Province snellendo gli organi di governo e razionalizzando il loro ruolo;

 fornendo un nuovo impulso alle forme associative tra enti locali.

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Gli enti locali a cui il TUEL fa riferimento sono:

- Comuni, Province e Città Metropolitane enti locali NECESSARI: previsti dalla Costituzione

 ENTI TERRITORALI: territorio elemento imprescindibile

- Comunità Montane, isolane e Unioni di Comuni forme associative fra enti locali

L’autonomia degli enti locali può essere di tipo:

1. STATUTARIA: potere di darsi uno statuto

2. NORMATIVA: potere di emanazione di atti

3. ORGANIZZATIVA: capacità di amministrarsi con propri organi interni

4. IMPOSITIVA: possono imporre tasse e tributi alle comunità

5. FINANZIARIA: sono titolari di beni ed entrate proprie

Il Testo Unico sancisce alcuni principi secondo il quale si deve basare l’assegnazione dei compiti e delle

risorse agli enti locali.

Il PRINCIPIO DELLA SUSSIDIARIETA’ può essere ORIZZONTALE, ovvero promuovendo il coinvolgimento dei

cittadini nell’assolvimento di attività di competenza, oppure VERTICALE, ossia attribuendo le attività

amministrative all’ente più vicino al cittadino fino a che sia possibile farlo.

Il PRINCIPIO DI ADEGUATEZZA definisce che le funzioni attribuite alle PA devono essere idonee a garantirne

il corretto assolvimento.

Il PRINCIPIO DI DIFFERENZIAZIONE invece specifica che l’idoneità di un ente allo svolgimento di determinate

funzioni deve essere valutato sulla base di caratteristiche demografiche, geografiche e strutturali.

Le FORME di PARTECIPAZIONE POPOLARE possono essere:

LIBERO ASSOCIAZIONISMO: ad es. comitati, consulte, volontariato..

 CONSULTAZIONE POPOLARE: ad es. Referendum che da l’opinione della popolazione

 AMMISSIONE DI ISTANZE, PETIZIONI, PROPOSTE

 AZIONE POPOLARE: potere di azione di ciascun cittadino in difesa di un pubblico interesse in

 sostituzione di un ente inerme

DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI

 DIFENSORE CIVICO: organo monocratico GARANTE dell’IMPARZIALITA’ e del BUON ANDAMENTO

 dell’amministrazione locale il quale segnala abusi, disfunzioni e ritardi.

3

TITOLO II e III – SOGGETTI E ORGANI

IL COMUNE COMUNE

ELEMENTI FUNZIONI

NATURA COSTITUTIVI Proprie

Ente autonomo Conferite

Territorio

previsto dalla Svolte per conto

Popolazione

Costituzione, dotato di dello Stato

Patrimonio

propri statuti, poteri e Fondamentali –

essenziali per il

funzioni funzionamento

dell’ente

Le funzioni svolte per conto dello Sato dal Sindaco in qualità di Ufficiale di Governo sono:

- ANAGRAFE

- STATO CIVILE

- SERVIZI ELETTORALI

- LEVA MILITARE

- STATISTICA

Le funzioni proprie del comune si identificano nei servizi forniti alla persona e alla comunità, nell’assetto e

nell’utilizzazione del territorio e nello sviluppo economico.

ORGANI

GIUNTA SINDACO

CONSIGLIO COMUNALE

COMUNALE Capo

Organo esecutivo i

Organo di indirizzo dell’amministrazione

cui membri

politico – amministrativo Ufficiale di Governo

(assessori) sono

i cui membri sono eletti a eletto a suffragio

nominati dal

suffragio universale e universale e diretto

Sindaco

diretto 4

Il SEGRETARIO COMUNALE è un funzionario pubblico operante presso l’ente ma dipendente dal MINISTERO

dell’INTERNO. Attraverso un concorso pubblico, accedono alla formazione e alla successiva iscrizione

all’albo. Dalle liste dei segretari comunali il Sindaco nomina il funzionario che seguirà il suo mandato.

Generalmente viene nominato Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza ed è il

garante della legittimità dell’amministrazione.

La sua revoca avviene nei casi di violazione di doveri d’ufficio.

Il MUNICIPIO è una forma di decentramento comunale che non figura come nuovo ente e non è dotato di

personalità giuridica.

Le CIRCOSCRIZIONI COMUNALI sono un’articolazione interna del territorio comunale che non hanno

personalità giuridica.

Lo STATUTO Comunale viene approvato con i voti favorevoli dei 2/3 dei consiglieri comunali oppure in

seconda votazione a maggioranza assoluta dei consiglieri (50% + 1)

LA PROVINCIA PROVINCIA

ELEMENTI FUNZIONI

NATURA COSTITUTIVI Conferite

Ente locale di vasta Fondamentali –

Territorio

area previsto dalla essenziali per il

Popolazione

Costituzione, dotato di funzionamento

Patrimonio

propri statuti, poteri e dell’ente

Esercitabili d’intesa

funzioni con i Comuni

Pianificazione,

coordinamento e

programmazione

territoriale

ORGANI

ASSEMBLEA PRESIDENTE

CONSIGLIO DEI SINDACI DELLA

PROVINCIALE PROVINCIA

Composta da tutti i

Composto da membri Sindaci dei Comuni Eletto dai Sindaci dei

eletti da Sindaci e della Provincia Comuni tra di loro

consiglieri comunali tra di

loro 5

Lo STATUTO della Provincia viene formulato dal Consiglio e proposto all’Assemblea che lo approva o lo

respinge. Viene votato con i voti che rappresentano 1/3 dei Comuni della Provincia e la maggioranza della

popolazione residente.

CITTA’ METROPOLITANA CITTA’ METROPOLITANA FUNZIONI

FINALITA’

NATURA ISTITUZIONALI Conferite

Ente locale di vasta Fondamentali –

- Sviluppo strategico del

area previsto dalla essenziali per il

territorio

Costituzione, dotato di funzionamento

- promozione e gestione

propri statuti, poteri e dell’ente

integrata di servizi, Proprie

funzioni infrastrutture e reti di

comunicazione

- cura le relazioni istituzionali

afferenti al proprio livello

Le FUNZIONI FONDAMENTALI della Città Metropolitana sono:

- Adozione e aggiornamento annuale del PIANO STRATEGICO TRIENNALE del TERRITORIO

METROPOLITANO che risulta essere l’atto di indirizzo dell’ente;

- Pianificazione territoriale generale;

- Strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici;

- Mobilità e viabilità;

- Promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale;

- Promozione dei sistemi di informatizzazione e digitalizzazione;

6

ORGANI

CONFERENZA SINDACO

CONSIGLIO METROPOLITANA METROPOLITANO

METROPOLITANO Composta da tutti i Coincide con il

Composto da membri Sindaci dei Comuni Sindaco del

eletti da Sindaci e della Città Capoluogo

consiglieri comunali tra di Metropolitana

loro

Il TERRITORIO della Città Metropolitana coincide con il territorio della Provincia.

Lo STATUTO contiene norme fondamentali di organizzazione dell’ente e l’attribuzione agli organi delle

articolazioni delle loro competenze. Viene formulato dal Consiglio metropolitano e proposto alla

Conferenza metropolitana che lo adotta o lo respinge con i voti che rappresentino almeno 1/3 dei Comuni

della Città Metropolitana e la maggioranza della popolazione residente.

POTESTA’ STATUTARIA

Si intende la capacità dell’ente di dotarsi di un proprio Statuto.

Tale Statuto ha un contenuto OBBLIGATORIO nella quale vengono definiti:

Attribuzione degli organi

 Forme di garanzia e partecipazione delle minoranze

 Criteri generali di organizzazione dell’ente

 Forme di collaborazione tra Comuni e Province

 Istituti di partecipazione popolare

 Modalità di accesso a informazioni e procedimenti amministrativi da parte dei cittadini

 Individuazione dei segni distintivi dell’ente locale ovvero stemma e gonfalone.

Per quanto riguarda il contenuto FACOLTATIVO invece può contenere l’individuazione del Difensore Civico,

la disciplina riguardante il Presidente del Consiglio nei comuni con più di 15.000 abitanti e la costituzione

delle commissioni consiliari.

La PUBBLICAZIONE dello Statuto approvato viene affisso nell’Albo pretorio dell’ente per almeno 30 gg

consecutivi, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione (BUR) e inserito nella raccolta ufficiale degli

Statuti conservata presso Ministero degli Interni.

POTESTA’ REGOLAMENTARE

Si riferisce alla capacità dell’ente di emanare Regolamenti in grado di disciplinare l’organizzazione e lo

svolgimento delle proprie funzioni.

Viene deliberato dal Consiglio e pubblicato nell’Albo Pretorio per 15 gg consecutivi al termine del quale

acquisterà efficacia. L’unica eccezione riguarda il Regolamento degli uffici e dei servizi che risulta essere di

competenza dell’organo esecutivo.

FORME ASSOCIATIVE DEGLI ENTI LOCALI

In questa categoria troviamo tre fattispecie: 7

- CONVENZIONI: sono accordi organizzativi per esigenze di coordinamento nell’esercizio di funzioni

senza necessità di creare un nuovo ente dotato di personalità giuridica. Devono essere in forma

scritta pena nullità e sono soggette a norme di diritto privato.

- CONSORZI: soggetti autonomi con personalità giuridica per la gestione associata di funzioni o servizi

- UNIONI DI COMUNI E COMUNITA’ MONTANE O ISOLANE: ente locale costituito da più comuni

normalmente confinanti finalizzato all’esercizio associato di funzioni. L’ente formato è dotato di

personalità giuridica e potestà statutaria e regolamentare.

IL CONSIGLIO

E’ l’organo di indirizzo e controllo politico- amministrativo. Dura in carica 5 anni ed è un organo collegiale,

formato da membri eletti a suffragio universale e diretto. E’ dotato di autonomia funzionale ed

organizzativa.

I suoi ATTI FONDAMENTALI sono:

Statuti e regolamenti dell’ente

 Programmi, piani finanziari, rendiconto, bilanci, variazioni, piani territoriali

 Convenzioni tra Comuni e tra Comuni e Province

 Organizzazione dei pubblici servizi

 Istituzioni e ordinamento dei tributi

 Autorizzazione di spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi.

Le variazioni di bilancio possono essere adottate dalla Giunta in caso di URGENZA salvo poi essere ratificate

in Consiglio entro 60 gg.

I CONSIGLIERI sono in numero rapportato alla popolazione residente e sono eleggibili a partire dai 18 anni

di età. Dal momento in cui vengono proclamati sono titolari di alcuni DIRITTI tra cui:

Presentare iniziativa su questioni del consiglio

 Presentare interrogazioni e mozioni: ottengono risposta entro 30 gg

 Chiedere la convocazione del consiglio: ottengono la convocazione entro 20gg

 Ottenere notizie e informazioni utili per l’espletamento del mandato.

La carica di consigliere può essere sottoposta a:

DECADENZA:

per cause di ineleggibilità dopo l’elezione

o per incompatibilità preesistente o insorta dopo l’elezione

o per passaggio in giudicato di una condanna

o per mancata partecipazione alle sedute consigliari (definito dallo Statuto)

o

RIMOZIONE: disposta con decreto del Ministro dell’Interno in caso di:

Atti contrari alla Costituzione

o Gravi e reiterate violazioni di legge (es. infiltrazione mafiosa)

o Gravi motivi di ordine pubblico

o

DIMISSIONI: efficaci ed irrevocabili dal momento in cui vengono protocollate

SURROGA: qualora la carica sia definitivamente cessata. Avviene con delibera consigliare

immediatamente esecutiva in favore del candidato che nella medesima lista segue

immediatamente l’ultimo. Se vi è una cessazione o dimissione della metà dei consiglieri + 1 si ha lo

scioglimento del consiglio

SUPPLENZA: sostituzione temporanea del consigliere con il candidato della medesima lista con

maggior numero di voti. 8

Il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO nei comuni con meno di 15.000 abitanti, nelle Province e nelle Città

Metropolitane coincide con la figura del Sindaco. Nei comuni con più di 15.000 abitanti viene eletto nella

prima seduta consiliare. Ha potere di convocazione e direzione dei lavori, convoca il consiglio se richiesto

da 1/5 dei consiglieri o dal Sindaco. Rappresenta il consiglio, ne assicura l’informazione e ha poteri di

disciplina e polizia interna. In capo al Presidente del consiglio vi è l’obbligo e il dovere di garantire

imparzialità e neutralità.

La PRIMA SEDUTA del consiglio viene convocata entro 10 gg dalla proclamazione e si tiene entro 10 gg dalla

convocazione. In tale sede vengono esaminate le condizioni degli eletti con la dichiarazione eventuale

dell’ineleggibilità, viene eletta la Commissione elettorale e il Sindaco provvede alla nomina degli Assessori,

del Vicesindaco e dell’eventuale Presidente del Consiglio.

Il REGOLAMENTO CONSILIARE viene approvato dalla maggioranza assoluta dei membri. Disciplina almeno la

modalità di convocazione, di presentazione delle proposte di deliberazione e la loro discussione e il numero

di consiglieri necessario per la validità della seduta.

LA GIUNTA

E’ l’organo esecutivo dell’ente, la sua carica dura 5 anni ed è presieduta dal Sindaco. Collabora con il

Sindaco alla gestione dell’ente.

Gli Assessori sono scelti dal Sindaco in numero non superiore ad ¼ dei consiglieri compreso il sindaco, tra i

consiglieri e/o i cittadini nei comuni con meno di 15.000 abitanti. Vengono nominati dal Sindaco nella prima

seduta consiliare.

Le principali COMPETENZE della Giunta sono:

Atti di indirizzo, programmazione e controllo politico-amministrativo

 Attività propositiva e di impulso per il consiglio

 Gestione finanziaria dell’ente (es. predisposizione bilancio annuale)

 Conferimento di incarichi e gestione del personale

 Adozione di regolamenti relativi all’organizzazione degli uffici e dei servizi

 Determinazione delle aliquote dei tributi

 Autorizzazione per il prelevamento dal fondo di riserva

 Autorizzazione per le anticipazioni di tesoreria

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giogio_94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Porporato Stefania.
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