LA MUTAZIONE
1. crea VARIABILITà sulla quale agisce la selezione naturale nel processo evolutivo
2. consente di scoprire la FUNZIONE DEI GENI
3. è alla base del MIGLIORAMENTO GENETICO di piante ed animali di interesse agronomico
possono esserci:
MUTAZIONE SOMATICHE: che avvengono nelle cellule somatiche e NON sono trasmesse alle
generazioni successive
MUTAZIONI GERMINALI: che avvengono nella linea germinale e sono trasmesse alle
generazioni successive
quindi ci permettono di studiare il processo delle mutazioni in quanto tale e di DISSEZIONALE
GENETICAMENTE i processi biologici, quindi di ISOLARE i geni coinvolti in un dato processo
biologico
SISTEMI DI RIVELAZIONE DELLE MUTAZIONI
è necessario possedere un sistema identificativo a livello fenotipico degli alleli mutanti. i
sistemi delle mutazioni sono delle condizioni tali per cui la presenza di un allele mutante si
manifesta a livello fenotipico
il fenotipo degli alleli mutanti recessivi non deve MASCHERATO dall'allele selvatico
ci sono delle strategie per isolare le mutazioni nei microorganismi:
negli organismi aploidi è più facile mettere in evidenza le mutazioni perchè NON C'è IL
PROBLEMA DELLA DOMINANZA
la coltura può essere:
IN TERRENO LIQUIDO in cui le cellule si dividono in modalità BINARIA in SOSPENSIONE e il
loro numero aumenta fino alla SATURAZIONE in base alla disponibilità di nutrienti
COLTURA SU PIASTRA: *in cui un piccolo quantitativo di coltura liquida con un numero
discreto di cellule distribuito su una piastra con terreno solido a base di agar ed ogni
SINGOLA CELLULA si riproduce e forma una COLONIA*
MUTAZIONI E RETROMUITAZIONI
le mutazioni sono MUTAZIONI IN AVANTI e sono cambiamenti che portano un allele verso la forma
DIVERSA da quella selvatica
le RETROMUTAZIONI o REVERSIONE sono cambiamenti che riportano un allele VERSO il tipo
selvatico
SELEZIONE MUTAZIONI IN AVANTI
vengono selezionate quelle mutazioni che permettono la crescita solo in un terreno contenente
un nutriente ma non in un terreno minimo
1. si mettono in una BEUTA contenente terreno minimo vari CONIDI
la beuta contiene sia PROTOTROFI, che in questo caso possono crescere fino a colonie filamentose
chiamate ife, che AUXOTROFI che non si dividono
2. viene filtrata la coltura con i prototrofi che sono trattenuti dal filamento mentre gli
auxotrofi che lo attraversano
3. si mettono gli auxotrofi in piastra con un terreno contenente leucina
4. con questo tipo di terreno gli auxotrofi crescono
a questo punto si fa il TEST PER LA REVERSIONE DELGI AUXOTROFI
da quella coltura di auxotrofi per cellule di adenina si possono selezionare quelle in cui è
avvenuta una retromutazione
1. si mettono in sospensione gli auxotrofi in un terreno contente ADENINA
2. possono crescervi tutte le cellule quindi possono verificarsi RETROMUTAZIONI
3. viene piastrato il tutto su un terreno minimo che quindi non contiene adenina
4. quelli rimasti auxotrofi non prolifereranno mentre quelli tornati prototrofi si e
creeranno colonie
grazie al test di fluttuazione di Luria Delbruck nel 1943 si scoprì che le mutazioni insorgono
SPONTANEAMENTE e generano diversità genetica PRIMA che intervengono pressioni selettive
TEST DI FLUTTUAZIONE
il fenotipo studiato sono le MUTAZIONI che INDUCONO RESISTENZA AI VIRUS
ad esempio se infettiamo E. Coli col fago T1 la maggior parte delle cellule subiscono una LISI e
solo quelle che hanno acquistato resistenza nei confronti del fago NON VENGONO LISATE
in questo senso la resistenza è considerata un FENOTIPO e le cellule resistenti vengono
considerate MUTANTI rispetto alle cellule infettate e quindi NORMALI
la resistenza si acquisisce SPONTANEAMENTE per effetto del caso oppure è INDOTTA
dall'esposizione al fago, questa si chiama MUTAZIONE ADATTIVA
nel primo caso i mutanti erano già presenti prima dell'esposizione al fago e quindi
questo è stato solo il FATTORE DI SELEZIONE
Se la resistenza è presente all'esposizione al fago e questo è solo il fattore di selezione, il
NUMERO DI COLONIE sarà VARIABILE da coltura a coltura e dipende dal momento in cui si è
verificata la mutazione
nel secondo caso è stata l'ESPOSIZIONE AL FAGO a indurre i batteri a mutare
se la resistenza è indotta le diverse colture dovranno avere un NUMERO SIMILE di colonie
resistenti e il cambiamento indotto dall'esposizione al fago deve essere uguale per tutte
riprendendo gli esperimenti vediamo che nell'esperimento di CONTROLLO tutte le piastre hanno
un NUMERO SIMILE DI COLONIE
considera che viene messa una COLTURA SINGOLA su tutte le piastre contenenti il fago
nei TEST DI FLUTTUAZIONE (quindi dove mettiamo le provette contenenti terreno minimo e batteri,
creando così COLTURE INDIVIDUALI e poi incrociate ognuna su una piastra contente fagi) vediamo
che nelle piastre ottenute dalle colture individuali p stato trovato un numero di colonie MOLTO
DIVERSO tra le varie piastre e questo vuol dire che c'è stata FLUTTUAZIONE tra una piastra e
l'altra
in questi test i mutanti sono PREESISTENTI alla selezione e si dimostra anche con replica
planting.
la mutazione è un PROCESSO CASUALE e un qualunque allele in ogni cellula può MUTARE in ogni
momento
le mutazioni sono SPONTANEE e generano DIVERSITà GENETICA PRIMA che intervengano le
pressioni selettive
TIPI DI MUTAZIONI
i tipi di mutazioni sono: MOLFOLOGICHE, LETALI, CONDIZIONALI, BIOCHIMICHE, CON
PERDITA DI FUNZIONE e CON ACQUISTO DI FUNZIONE
1. le MUTAZIONI MORFOLOGICHE alterano le caratteristiche ESTERIORI di un organismo come
la forma, il colore o le dimensioni
2. le MUTAZIONI LETALI si trovano in geni ESSENZIALI e provocano la MORTE degli individui per
la mancanza di un prodotto genico essenziale e possono essere dominanti o recessivi
letali dominanti come ad esempio LL Ll muoiono, ne basta uno dominante per morire. un
esempio è la malattia di HUNTINGTON causata dalla mutazione nel gene H.
l'esordio della malattia è intorno ai 40 anni e causa una degenerazione neuronale e motoria
progressiva che porta alla morte
se gli individui affetti si riproducono prima di morire l'allele viene trasmesso alle generazioni
seguenti
letali recessivi come ll necessitano di due recessivi per morire
nell'uomo provocano la morte a livello embrionale mentre altri possono portare alla morte in
età PRERIPRODUTTIVA ad esempio distrofia muscolare di DUCHENNE, FIBROSI CISTICA,
ITTIOSI O FENILCHETONURIA
3. le MUTAZIONI CONDIZIONALI *sono quelle in cui gli individui presentano un FENOTIPO
MUTANTE solo in un ambiente particolare, mentre presenta il fenotipo selvatico in un
ambiente diverso ad esempio i TEMPERATURA SENSIBILI*
ALLELIA MULTIPLA: condizione in cui un gene può avere 3 o più alleli anche se un individuo diploide
può possederne solo due
POLIMOFISMO: l'esistenza a un dato locus di due o più alleli ciascuno dei quali ha una frequenza
dell'1% almeno
un allele viene definito SELVATICO se ha una frequenza maggiore o uguale all'1%
se la frequenza è minore dell'1% l'allele è MUTANTE
i GENI MONOMORFICI *sono quelli con un ALLELE SELVATICO ed uno o più alleli MUTANTI*,
mente i geni POLIMORFICI sono quelli con 2 o più alleli comuni quindi selvatici
a livello molecolare dli alleli multipli rappresentano forme diverse della sequenza di DNA di un
gene
Con le mutazioni possono verificarsi variazioni del fenotipo
può verificarsi la CODOMINANZA: viene manifestato il fenotipo di entrambi gli omozigoti in un
eterozigote
4. mutazioni per PERDITA DI FUNZIONE
portano alla produzione di proteine con funzionalità ridotta o assente e normalmente sono recessive e
possono essere NULLE o APOMORFICHE se sopprimono completamente la funzione di un prodotto
genico, oppure MUTAZIONI IPOMORFE se riducono l'attività del prodotto genico oppure è ridotto il
suo dosaggio
di quest'ultima possiamo abbiamo
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