INTRODUZIONE
la GENETICA è una branca della biologia che *studia le caratteristiche e le modalità di
trasmissione del MATERIALE EREDITARIO*
1. la storia della genetica parte dieci/venti mila anni fa dove abbiamo le prime FORME DI
COLTIVAZIONE di piante e allevamento di animali selvatici (simile produce simile)
2. inizia la SELEZIONE ARTIFICIALE selezionando ed incrociando singole piante o animali che
presentavano i caratteri desiderati in modo da trasmettere queste alle generazioni successive
3. Ippocrate con l'ipotesi della PANGENESI in cui le informazioni provenienti da varie parti del
corpo sono portati da PARTICELLE agli organi riproduttivi e da tali organi sono trasmesse
all'embrione
4. Aristotele con la teoria che il nuovo INDIVIDUO riceve la SOSTANZA dall'uovo e la FORMA dello
sperma quindi abbiamo un DIFFERENTE contributo dei due sessi alla generazione successiva
il ventre materno garantisce all'embrione un costante apporto di nutrimento prima e dopo il
parto ma è il contributo maschile a GENERARE il nuovo vivente, la femmina da solo supporto
5. nel diciassettesimo secolo abbiamo l'invenzione del MICROSCOPIO e quindi la nascita dalla
BIOLOGIA MODERNA
Poco dopo Anton Van Leeuwenhoek scopre i protozoi nel 1674 e successivamente anche globuri
rossi e spermatozoi
6. William Harvey sviluppa la TEORIA DELL'EPIGENESI: un organismo deriva da sostanze senza
forma già presenti nell'uovo e nello sperma che verrebbero organizzate durante lo sviluppo
embrionale sotto la spinta di misteriose forze mistiche
seguita dalla TEORIA DEL PREFORMISMO: la cellula sessuale contiene un ADULTO COMPLETO in
miniatura e gli OVISTI sostenevano che tale creatura risiedesse nell'uomo mentre gli
ANIMACULISTI che dimorasse negli spermatozoi e i PREFORMISTI sostenevano che tutti i
caratteri venivano ereditati da un solo genitore
7. nell'800 prevale la TEORIA DEL MESCOLAMENTO che dice che entrambi i genitori
contribuivano alla teoria trasmissione dei caratteri ereditari della progenie
secondo questa teoria uovo e spermio contengono essenze che si mescolano per formare il
nuovo individui e i discendenti assumono una forma INTERMEDIA
questa teoria però non spiegava come alcuni caratteri potessero sparire per una o più
generazioni e poi riapparire improvvisamente
8. 1865 con MENDEL che dopo aver condotto esperimenti sulle piante di pisello dimostrando
che i caratteri sono determinate da UNITà DISCRETE e trasmessi alla generazione successiva
e poi enuncia le sue leggi
9. nel 1883 A. Weismann continua la teoria dei caratteri acquisiti ed enuncia la TEORIA DEL
PLASMA GERMINALE in cui distingue i gameti dalle cellule somatiche e sostiene che le
caratteristiche acquisite non possono essere trasmesse alla generazione successiva
10. abbiamo diverse scoperte fino ad oggi con una nuova tecnologia che permette di introdurre
modifiche alla sequenza di DNA
a questo punto dobbiamo definire:
la PLOIDIA o N è il numero delle serie omologhe di cromosomi presenti in una cellula e nell'uomo
sono 46m quindi 2N e nella meiosi i gameti ne hanno solo la metà in modo che possono unirsi e
mescolarsi a quelli dell'altro genitore ripristinando il numero diploide
Prima di MENDEL si pensava che l'ereditarietà era per MESCOLAMENTO cioè : "le essenze
contenute nell'uovo e nello spermio si mescolano per formare un nuovo individuo e i discendenti
hanno una forma intermedia tra i genitori"
con Mendel abbiamo l'EREDITARIETà PARTICOLATA: "i caratteri sono determinati da unità discrete
trasmesse intatte da una generazione all'altra".
Quindi con lui iniziano gli esperimenti della TRASMISSIONE EREDITARIA di un singolo carattere
un CARATTERE o una specifica proprietà di un organismo e può essere: FENOTIPO e quindi i
caratteri fisici, l'espressione esteriore o fisiologica del carattere, le diverse varietà che un
carattere assume come il colore dei petali o colore e forma dei semi, e GENOTIPO ovvero
l'espressione genetica di quel carattere, la costruzione allelica di un carattere
nella trasmissione ereditaria è importante conoscere la LINEA PURA: la popolazione che attraverso
le generazioni resta IDENTICA per un dato carattere
un'altra cosa importante da considerare è la PUREZZA DEI GAMETI: in un monoibrido i gameti
prodotti dagli ibridi sono PURI in quanto contengono uno ed uno solo degli alleli che determinano i
due caratteri antagonistici di una coppia genica o allelica
per prevedere i rapporti fenotipici e genotipici ci sono tre metodi:
il QUADRATO DI PUNNET
il METODO CON RAMIFICAZIONI
il CALCOLO DELLE PROBABILITà
e tutti e tre permettono di prevedere i tipi di gameti e i rapporti fenotipici e genetici
per il quadrato di Punnet è quello usato per calcolare quali combinazioni alleliche abbiamo negli
esperimenti di mendel
le RAMIFICAZIONI ci permettono di prevedere quanti e quali tipi di gameti utilizzando la formula
x^n in cui x è il numero di varianti di ogni coppia allelica e n p il numero di coppie geniche eterozigoti
ad esempio un indiviuo AaBb
secondo la formula abbiamo due varianti per coppia, A e a e B e b quindi x sarà 2 e n sarà 2
Aa e Bb quindi il risultato è 4
un quarto dei gameti sarà AB, un quanto Ab, un altro quarto sarà aB e un altro quarto sarà ab
(VEDI SCHEMI SUL QUADERNO SE NON CAPISCI)
se un individuo invece è Aa Bb Cc abbiamo 2 (il numero di varianti per coppia, sono due per ogni
coppia) e n sarà 3 perchè ci sono 3 coppie, quindi il risultato è 8
questo è come si fanno le ramificazioni e ogni ramificazione ha una probabilità di 1/2 . quindi il
risultato sarà :
1/8 sarà ABC
1/8 sarà ABc
1/8 sarà AbC
1/8 sarà Abc
1/8 sarà aBC
1/8 sarà aBc
1/8 sarà abC
1/8 sarà abC
1/8 sarà abc
può essere usato il metodo delle ramificazioni anche per prevedere i rapporti fenotipici di un
incrocio
il calcolo delle probabilità viene usato anche per *prevedere i rapporti FENOTIPICI e
GENOTIPICI*
con la formula x^n
con x il numero di fenotipi o genotipi possibili per coppia genetica e n il numero di coppie
geniche eterozigoti
se ho dei casi di dominanza completa posso mettere direttamente il SEGNO MENO dopo la
lettera dell'allele dominante (ad esempio A-) perchè non importa cosa metto dopo, il carattere che si
esprime sarà a prescindere quello dominante (nel caso dell'esempio A)
un importante schema in genetica è l'ALBERO GENEALOGICO o PEDIGREE *che è lo schema che
illustra i rapporti di parentela tra gli individui di una famiglia mediante dei SIMBOLI*
TEORIA CROMOSOMICA DELL'EREDITARIETà
grazie alle osservazioni al microscopio e alle analisi dei risultati degli incroci, nei primi del 900 si
iniziò a comprendere il comportamento dei cromosomi durante la divisione cellulare
ma prima di arrivare a questo ci furono diversi passi:
nel 1866 ci fu MENDEL e le sue leggi
1880 Flemming osserva strutture a forma di bastoncino nelle cellule in divisione
1883 Roux disse che i cromosomi portano informazioni genetiche
1900 con Correus e Tschermark riscoprono e analizzano il lavoro di Mendel riscoprendone
l'importanza
1903 Sutton propose la teoria cromosomica dell'ereditarietà e mette in relazione Mendel e i
Bastoncini di flemming
è importante definire i GAMETI che quindi s*ono la connessione tra due generazioni e sono
formati da CROMOSOMI*:
che sono di numero COSTANTE nelle cellule di uno stesso individuo, nella stessa specie e da
una generazione all'altra
la PLOIDIA invece è il numero di serie ANALOGHE di cromosomi presenti in una cellula:
SOMATICA che si divide per MITOSI
GAMETICA e quindi della LINEA GERMINALE che si divide per MEIOSI
nell'uomo il numero di cromosomi e quindi la ploidia è di 46 cromosomi e in una cellula umana ci
sono in DIVISIONE 92 molecole di DNA
quindi in 4 coppie del cromosoma 1 ci sono due coppie identiche del cromosoma ereditato
dalla mamma e due coppie del cromosoma ereditato dal papà
queste due copie identiche di ciascun OMOLOGO sono chiamate CROMATIDI FRATELLI,
l'omologo è l'insieme di questi cromatidi fratelli
quindi un cromosoma è composto da una coppia di cromatidi fratelli che si legano al livello del
centromero formando una X. il centromero può avere due posizioni:
METACENTRICO se si trova al centro
ACROCENTRICO quando non è al centro ma è spostato
le estremità dei cromosomi sono denominate TELOMERI
l'assemblamento del DNA in cromosomi avviene nellaMITOSI E MEIOSI in base al tipo di cellula
continuando cronologicamente abbiamo nel 1905 NETTIE STEVENS scoprì l'esistenza dei
cromosomi sessuali che sono
GRANDI se sono cromosomi X
PICCOLI se sono cromosomi Y
quindi capì che il sesso è determinato dal 50% solo i cromosomi grandi e il 50%
da un cromosoma grande e quindi abbiamo XX e quindi sesso femminile
da un cromosoma piccolo quindi XY e quindi sesso maschile
sempre in quell'anno WILSON scoprì che il sesso è determinato dalla PRESENZA o ASSENZA di un
cromosoma in alcuni casi- vice quindi che in alcune specie il sesso è determinato dall'assenza di
un cromosoma X e in altre dalla presenza del cromosoma Y come nell'uomo
questo vuol dire che alcune MALATTIE GENETICHE sono LEGATE AL SESSO e quindi possono
comparire ad esempio solo nelle femmine o solo nei maschi
DETERMINAZIONE DEL SESSO
in molte specie di mammiferi, rettili, insetti e piante si usa il sistema XX-XY
XX sono femmine e si chiama SESSO OMOFAMETICO
XY sono maschi e si chiama SESSO ETEROGAMETICO e relativamente al cromosoma X i
maschi sono EMIZIGOTI
per emizigote si intende un organismo che di gene specifico ha solo una copia e in questo caso è
sulla X perchè essendo presente un solo cromosoma X i geni saranno indicati da un solo allele e
non due
EREDITARIETà CROCIATA: ad esempio se consideriamo il sesso omogametico è OMOZIGOTE
per l'allele recessivo
ad esempio in DROSOFILA il sesso è determinato dal rapporto X/A cioè X è il numero di
cromosomi X e A il numero di assetti APLOIDI autostomici
se questo rapporto è = 1 indica una femmina, se è 0,5 è maschio
in queste il cromosoma Y DETERMINA la FERTILITà MASCHILE e NON il sesso, possiamo
quindi avere individui con un cromosoma in più o in meno che chiameremo nel primo caso
TRISOMIA (uno in più) e nel secondo caso MONOSOMIA (uno in meno), questo fenomeno si
chiama ANEUPLOIDIA
nei mammiferi la determinazione del sesso inizia con lo sviluppo, infatti all'inizio di questo un
embrione può diventare sia maschio che femmina:
durante la sesta settimana se è presente il cromosoma Y si degenerano i dotti di MULLER e si
ha un maschio
quindi la presenza del gene Y determina il sesso e questo grazie al gene SRyC o chiamato
anche SEX DETERMING REGION Y che codifica per il fattore TDF o TESTIS DETERMING
FACTOR che fa diventare le gonadi testicoli
questi poi producono testosterone che indica e condizione lo sviluppo degli altri tessuti, nelle
femmine l'assenza di TDF provoca lo sviluppo femminile
abbiamo anche la DETERMINAZIONE DEL SESSO DOVUTA ALL'AMBIENTE come ad esempio
nelle tartarughe un alta temperatura durante lo sviluppo delle uova produce FEMMINE mentre
temperature più basse producono maschi (nei coccodrilli il contrario)
nel 1961 Mary Lion osservò che molte mutazioni legate al sesso nei TOPI e nell'UOMO
presentavano un FENOTIPO VARIEGATO nelle femmine eterozigoti mentre i maschi NON ERANO
MAI VARIEGATI
La sua ipotesi fu che nei mammiferi la compensazione del dosaggio può avvenire per
INATTIVAZIONE di uno dei due cromosomi X nelle femmine e che il CORPO DI BASS fosse il
cromosoma X inattivato
il corpo di barr è rappresentato da uno dei due cromosomi inattivati casualmente per bilanciare
l'espressione genetica
quindi se sono presenti più cromosomi x vengono TUTTI INATTIVATI TRANNE 1 e il
numero di quelli inattivati, cioè il numero dei corpi di barr è = n°cromosomi x - 1
nelle femmine eterozigoti per una coppia di alle X-linkedsi ha VARIEGAZIONE a causa
dell'inattivazione casuale di uno dei due cromosomi X materno o paterno durante le prime
fasi di sviluppo embrionale:
il cromosoma X inattivato può essere sia quello materno che paterno
l'inattivazione avviene il sedicesimo giorno dalla fecondazione nell'uomo
l'inattivazione viene ereditata CLONALMENTE (?)
questa inattivazione è visibile anche per la Sindome di Klinefelter XXY
Negli individui XXY uno dei due X si inattiva per compensazione del dosaggio Tuttavia, alcuni
geni vicini al centromero e al telomero sul braccio corto del cromosoma X non vengono
inattivati.
pertanto negli individui XXY resterebbero due copie di questi geni.
e sulla Sindrome di Turner XO
Negli oogoni avviene la riattivazione del cromosoma X Pertanto nelle Turner una sola dose di
X potrebbe dare difetti nella oogenesi e determinare sterilità .
COMPORTAMENTO PARALLELO DI GENI AUTOSTOMICI E
CROMOSOMICI IN MEIOSI
ACCOPPIAMENTO O COUPLING: tendenza dei doppi dominanti e dei doppi recessivi a rimanere
insieme nei gamet
avendo due individui con cromosomi AABB il primo e aabb il secondo, abbiamo che i loro gameti
saranno AA e BB per il primo e aa e bb per il secondo
incrociandoli abbiamo che tutta la generazione F1 risultante sarà AaBb con i gameti che
possono essere
AB
ab
Ab
aB
incorciandolo a sua volta con un tester aabb abbiamo diversi risultati
AaBb e aabb che riportano al TIPO PARENTALE
Aabb e aa Bb che sono invece una RICOMBINAZIONE
incrociando due DIIBRIDI AaBb abbiamo invece
AB Ab aB ab
AB AABB AABb AaBB AaB
Ab AABb AAbb AaBb Aabb
aB AaBB AaBb aaBB aaBb
ab AaBb Aabb aaBb aabb
quindi con
9 individui con A-B-(cioè AABB)
3 individui A-bb
3 individui aaB-
1 individuo aabb
e sono gli stessi risultati che ottennero BATESON e PUNNET
ORIGINE DELLE CLASSI MENO FREQUENTI
grazie al crossing over si originano le classi genetiche meno frequenti
il CROSSING OVER è un processo per cui un cromatidio di ogni coppia viene tagliato nella stessa
porzione dell'altro cromatidio sull'altra coppia
così nascono le classi meno frequenti, grazie al crossing over che *è lo SCAMBIO FISICO TRA
DUE OMOLOGHI*
i cromosomi possono essere
PARENTALI se sono identici a quelli dei genitori
RICOMBINATI se sono diversi dai genitori
il crossing over è visibile grazie ai CHIASMI che uniscono i cromatidi in cromosomi
i geni che si trovano sullo stesso cromosoma sono definiti ASSOCIATI
il crossing over non avviene sempre in tutte le meiosi, è un EVENTO RARO che colpisce solo
una parte degli omologhi quindi prevalgono i cromosomi parentali
Note
quindi avendo cromosomi parentali AA BB e aa bb, senza crossing over avremmo gameti
che sarebbero AB, AB, ab e ab
col crossing over, scambiando ad esempio una B con una b abbiamo gameti che
sarebbero AB, Ab, aB, ab dove AB e ab sono di tipo parentale mentre Ab e aB sono
ricombinati
RICOMBINAZIONI ALLELICHE DIFERENTI DAI PARENTALI
quindi i ricombinanti si possono generare per
ASSORTIMENTO INDIPENDENTE e questi vengono chiamati RICOMBINANTI
INTERCROMOSOMICI
CROSSING OVER che vengono chiamati RICOMBINANTI INTRACROMOSOMICI che sono
generati dallo scambio tra cromosomi omologhi
e ciò che distingue questi due casi è la frequenza con cui vengono prodotti i ricombinanti
quindi bisogna distinguere tra GENI INDIPENDENTI e GENI ASSOCIATI:
sono INDIPENDENTI se si trovano su cromosomi diversi e si assortiscono casualmente durante la
meiosi (TERZA LEGGE DI MENDEL)
sono ASSOCIATI se si trovano sullo stesso cromosoma e tendono ad essere ereditati insieme
violando l'assortimento indipendente a meno che il crossing over non li separi
TESTCROSS
viene utilizzata per ANALIZZARE la meiosi di un genitore soltanto e *consiste nell'incrociare un
individuo con il suo OMOZIGOTE RECESSIVO*
incrociando un individuo ad esempio pr pr+ vg vg+ con uno recessivo pr pr vg vg vediamo che i
gameti del primo possono essere:
pr+ vg+
pr vg
pr+vg
pr vg+
ASSOCIAZIONE DEI GENI ASSOCIATI SUL CROMOSOMA X
Morgan fece un esperimento prendendo la generazione parentale yw/yw x yw+/y ed osservò che
le frequenze dei ricombinanti variano per differenti coppie di geni considerati e quindi la
sua ipotesi fu:
la frequenza dei ricombinanti RIFLETTE l'effettiva distanza dei geni
considerando quindi due individui AABB e aabb otteniamo che i gameti della generazione
parentale, che sono tutti individuo ETEROZIGOTI, saranno
AB parentali
Ab ricombinanti
aB ricombinanti
ab parentali
se abbiamo crossing over, senza crossing over sarebbero
AB e ab
le unità di misura sono:
CENTIMORGAN cM che è la misura della distanza genetica tra geni su un cromosoma, quindi
indica la distanza di mappa tra due loci e si misura facendo il rapporto tra il numero dei
ricombinanti con il totale della progenie, per 100
GENE
Un gene *SPECIFICA un certo caratter*e
ad esempio il gene white di DROSOFILA che specifica il colore bianco dell'occhio
inoltre occupa anche una POSIZIONE FISICA DEFINITA sul cromosoma che si chiama LOCUS
può possedere diverse FORME VARIANTI chiamate alleli
ad esempio occhio rosso ha allele w+ mentre occhio bianco ha allele w
in un individuo diploide per ciascun gene sono presenti 2 ALLELI e ciascuno occupa il locus di
quel gene su uno dei due cromosomi omologhi
in questa immagine quindi il gene A ha il locus nel punto preciso indicato sul cromosoma, mentre
in ogni locus dei cromatidi fratelli del cromosoma, il gene è espresso con degli alleli che sono A ed
A e B e B ecc
il nome del locus in genere prende il nome del primo allele MUTANTE ISOLATO
quindi il locus quindi è la posizione
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