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Teorie e tecniche della dinamica di gruppo

Introduzione al corso

CORSO  è un corso non solo di teorie ma anche di tecniche, il che vuol dire avere esperienze di dinamica di gruppo in aula. Obiettivi: conoscere come i processi di cura nell’antichità fossero processi in gruppo (e non tanto nell’individualità). Gli sciamani curavano gruppi di persone e non tanto il singolo).

Obiettivi del corso e materiali richiesti

Presentare almeno 4 cartelle su un argomento del corso. Trovare del materiale specifico sull’argomento (attenzione alle fonti, che a volte non sono così veritiere).

Mettere le fonti da dove si è preso il materiale. Fare riferimenti a persone, testi e anni di pubblicazione riguardo questi testi. Si sceglie un argomento legato ai gruppi (musicoterapia in gruppo, l’arteterapia, la gestalt terapy, gruppi eterocentrati ecc.) -> da mandare una settimana prima.

Testi e contenuti del corso

  • 1° capitolo – La psicodinamica dei gruppi (storia dei gruppi in psicologia clinica, ciò che è successo nello scorso secolo)
  • La psicoterapia gruppo analitica
  • Lo psicodramma junghiano (copertina grigia o blu)
  • Il sogno dalla psicologia analitica allo psicodramma junghiano – capitoli 6, 14, 16, 17, 21, 22, 23, 24, 25.

Esame orale

Esame orale  scegliere un argomento su cui compilare 4 cartelle su di esso (da inviare scritte prima dell’esame); si inizierà affrontando la descrizione trovata su quell’argomento (es. il sogno dei gruppi, il riscaldamento dei gruppi, argomenti fuori dal corso, alcolisti anonimi, il ruolo dell’osservatore, musica e terapia di gruppo).

Epg – Marina Bricchi (prox semestre), ed è di pratiche ed esperienze di tecniche psicodrammatiche.

Storia del gruppo in psicologia clinica

Lunedì 9 ottobre Terapeuta di gruppi: ponte tra gruppi culturali. Peer supervision: riflettere su casi clinici individuali o di gruppo tra terapeuti/clinici. Non sentirsi soli e poter parlare, sentire la possibilità di poter esprimere le proprie veradifficoltà e il proprio trauma in una situazione in cui si è ascoltati  questa è l'utilità della terapia di gruppo to be witness  - “essere testimoni”: ascoltare quello di grave è successo ad una persona, importante di essere ascoltati ed essere sostenuti emotivamente.

Evoluzione dei modelli psicologici di gruppo

Storia del gruppo in psicologia clinica: come i modelli si sono evoluti differenziati -> esperienze antiche in cui l’inconscio dell’uomo viene trattato attraverso la dinamica di gruppo.

Pratiche terapeutiche antiche

Jacob Moreno conduce i primi gruppi con bambini (1910) fondazione psicodramma (1921). Berger dedica il primo capitolo del suo libro al lavoro alle origini della psicologia dinamica degli sciamani: nell’antichità si viveva in tribù, in gruppi allargati e la cura non era prevalentemente a uno a uno (non si andava da soli dallo sciamano), ma erano cure gruppali, perché molti degli eventi avvenivano anche in presenza di individuazione, poche scelte singole membri familiari o della tribù (c’era ancora poca, si viveva poco individualmente).

Confessione pubblica (sviluppata dagli antichi aztechi, impero Inca e in Cina): abitudine molto diffusa, universale (a volte c’erano date prefissate per la confessione generale che veniva fatta sotto la guida di sacerdoti), nelle cerimonie di confessione pubblica venivano invocati gli dei e si elencava una lunga lista di peccati che dovevano essere raccontati (es. i padri si confessavano quando il loro bambino era malato perché c’erano convinzioni secondo cui alcuni eventi erano dovuti a peccati -> se il bambino era ammalato forse era perché il padre aveva fatto qualcosa. Per fenomeni atmosferici importanti, forse la colpa era del capo, che doveva quindi confessarsi per ristabilire l’armonia precedente).

La confessione si è posta alla base di alcuni elementi terapeutici: se uno ha bisogno di parlare a un sacerdote del suo peccato, c’è un alleviamento delle pene e delle sofferenze (altrimenti ci si confesserebbe esclusivamente davanti a Dio) e questo si pone come base per la terapia. Nell’antico oriente, la confessione pubblica, era un modo di cura collettivo.

Pratiche terapeutiche presso gli indios

Gli avevano un trattamento delle sofferenze che prevedeva lo sviluppo di una ‘festa dei sogni’ (presso gli Uroni, una tribù) = la persona che si ammalava aveva durante essa un sogno in cui mostrava ciò che desiderava e nella teoria degli uroni, la malattia è frutto di desideri che non possono essere esauditi. Quindi, quando l’ammalato raccontava i sogni allo sciamano, veniva compreso di cosa aveva bisogno e si organizzava una ‘festa dei sogni’ = raccolta dalla tribù degli oggetti di cui il sognatore aveva bisogno, venivano attivate queste riunioni, precedute da grandi banchetti in cui bevevano vino, danzavano e contenevano manifestazioni pubbliche di allegria (nel gruppo c’è questo stare insieme, mangiare insieme e attivare un cambiamento dell’umore per cui il paziente mostrava i suoi desideri e riceveva questi oggetti mancanti -> non si parlava poi di restituzione di questi beni, quindi c’era un successivo status di ricchezza da tenere presente). La festa dei sogni = terapia + allegria pubblica + scambio di doni -> lo scambio, nei gruppi, prevede un dare e un ricevere (dare un sogno, un desiderio e ricevere degli oggetti per realizzarlo).

Ci sono studi per cui chi ha mal di testa e dopo sta in gruppi, gli si allevia il dolore per questo scambio di energie; in altri casi si entra senza e si esce con, perché nel gruppo si possono vivere delle tensioni che non vengono espresse, rimangono dentro (la rabbia repressa può favorire tensioni endocraniche).

Nella festa dei sogni ci sono concetti psicoanalitici: per comprendere una malattia si analizzano i sogni, in particolare i desideri e poi si attiva uno scambio di proprietà. Ci sono anche situazioni in cui non si può realizzare il desiderio del partecipante, allora viene usata la funzione simbolica (come se ci fosse un appagamento simbolico).

Esempio di sogno: 12 teste di alce impossibili da cacciarne così tanti così furono cucinate delle forme di pane a testa di alce; sogno: uccidere un uomo che proveniva dalla Francia che in realtà era il sacerdote => si prende un drappo della tunica del sacerdote e la si pugnala in modo simbolico.

La dinamica di gruppo come trattamento terapeutico

La dinamica di gruppo presuppone azioni, energie (danze e movimento  fenomeno molto presente nel trattamento primitivo -> danza terapia).

La "cerimonia dello zar" in Egitto

Egitto -> “cerimonia dello zar” (attualmente ancora praticata) che viene usata come trattamento per donne nevrotiche e isteriche (isteria = ballo dell’utero ai tempi del primo Freud). A questa cerimonia possono partecipare solo donne, c’è una che aiutata da altre donne organizza il rito in cui queste donne danzano, cantano e suonano il tamburo. In questa cerimonia ci sono dei riti: vi partecipano spesso donne frigide, che non sono appagate sessualmente, ed ogni volta una donna viene vestita da sposa condotta nella stanza della curandeira e invitata ad indossare una tunica bianca. Cudia danza intorno alla donna durante il sacrificio di un animale -> si crea uno stato di trans (a causa di un cambio di musica, che diventa frenetica) e danza in cui alla fine la curandeira cade a terra e ha un orgasmo. Dopo la musica torna ad essere più calma = momento in cui gli spiriti vengo invitati ad entrare nella stanza. Questa cerimonia è considerata un evento da cui le donne traggono giovamento.

Trattamenti terapeutici presso gli Indios Navajo

Gran Canyon, Indios Navajo (USA)  trattamento “il canto della montagna”: presso i primitivi il canto aveva forti componenti curative (dimensione energetica), anche i contenuti simbolici del canto avevano questa caratteristica. Per curare una singola persona vengono coinvolti migliaia di indiani (cura come processo curativo di gruppo). Paziente cinquantenne che aveva sognato la morte dei figli  conseguente depressione. Viene chiamato un ‘osservatore di stelle’ che produsse uno stato di trans in cui vedeva stelle e trovò una figura di un orso. Il sogno è importante anche qui (produce una successiva depressione nel malato). Analisi: rabbia verso i figli e nel sogno li ha uccisi => depressione per mancanza di espressione della rabbia verso i figli. I figli sono anche simbolicamente il proprio DNA che entra nel futuro, la propria progenie (il proprio progetto di esistenza del futuro e la morta provoca un dolore fortissimo e la mancanza di entrare nel futuro). Si consulta un osservatore delle stelle che trova importante un orso per ricercare il canto della montagna (canto dei 9 giorni) = organizza rituali che si sviluppano per 9 gg.

Il primo vengono costruite due capanne: una per il paziente e una per i familiari (moglie e figli) -> questo ci dice che questo sognatore viene separato per gg dai figli (che ha sognato di uccidere) e dalla moglie; tutti i fratelli della tribù vengono invitati a partecipare a questi riti curativi (devono cucinare i pasti, fare bagni di vapore purificatori). I canti e i riti praticati sono molto complessi. Una decina di uomini si riunì di fronte alla capanna del paziente (‘capanna della medicina’) el 6-7-8° giorno e sotto la direzione del guaritore venivano prodotti dei canti, con forti contenuti simboli e mitici sulla tribù e venivano fatti disegni con la sabbia del deserto (disegni che erano come una terapia curativa e alla fine, durante i canti, la sabbia del disegno veniva posta sul corpo del paziente = come se i contenuti del disegno dovessero impregnarsi nel paziente). Gesti magici + canti sempre presenti.

Fine nono giorno circa duemila navajo si raccolgono introno alla famiglia per cantare insieme le parti conclusive del canto della montagna + danza religiosa => paziente si sente guarito. La cura era stata un completo successo senza successive ricadute (molta importanza al paziente, 2000 navajo vengono per lui = effetto sulla psiche del paziente). Questo rito non è curativo solo per il paziente, lo è anche per tutta la tribù (che coopera per il paziente). Nello psicodramma c’è un paziente protagonista che porta un sogno problematico e si cura il protagonista, il singolo, ma quello che accade è che non si cura solo lui, ma anche i partecipanti per effetto dei neuroni a specchio che si attivano emotivamente sentendosi curati per quel problema simile (ci sono persone che sono poco protagoniste ma beneficiano della cura del gruppo psicodrammatico).

Danza terapia e musico terapia

Danza terapia (warm up al gruppo psicodrammatico, permette di elaborare il contorcersi emotivo che può generare malessere) e musico terapia + psicodramma.

Incubazione dei sogni

Incubazione dei sogni  nell’antichità c’erano oltre 600 templi nel Mediterraneo dedicati al dio della medicina Asclepio con serpenti non velenosi che venivano liberati tra i dormienti durante il rito. Asclepio era figlio di una ninfa Coronide e aveva partorito col dio Apollo lui, che poi crebbe ma Apollo si accorse che, quando era in pancia, la ninfa dormiva vicino ad un giovane e così uccise la ninfa. Asclepio venne tolto dalla pancia della madre morente, nasce quindi dall’agonia della madre: la medicina si trova a lavorare con il dolore, la sofferenza e la morte.

Venne educato dal centauro Chirone che, nel mito, ha poteri curativi e Asclepio viene identificato come un medico con proprietà quasi magiche e fa qualcosa che non deve fare, cioè, resuscita un morto e Zeus lo uccide. L’incubazione dei sogni avviene in gruppo: i pazienti venivano curati da un sogno che trasforma energie interne e cura (nella medicina antica il sogno è centrale). I pazienti venivano accompagnati in una sala per dormire su pelli di capre (appena ricavate, quindi sanguinolenti e calde), poi tra i dormienti venivano immessi dei serpenti scuri non velenosi. Si spegneva ogni luce e nel buio sentivano il sibilare e lo strisciare dei serpenti intorno ai corpi e avevano un sogno curativo durante questa notte. Nello psicodramma, attualmente, possiamo fare un rito di incubazione dei sogni dove i partecipanti ricordano un sogno da loro fatto che è stato curativo.

Tipologie di gruppi

Differenza tra gruppi eterocentrati e autocentrati: il gruppo di psicoterapia è autocentrato perché sono in gruppo ma si parla di se stessi; il gruppo eterocentrato è di discussione e i partecipanti trattano un argomento oppure si para dei partecipanti stessi.

Un gruppo può essere denominato ‘gruppo aperto’, ‘semiaperto’ o ‘chiuso’:

  • Chiuso: iniziano con un gruppo di partecipanti e termina con lo stesso numero (non viene mai invitata nessuna altra presenza al gruppo).
  • Semiaperto: sono dei gruppi di psicoterapia costante, nella quale sono presenti un tot di persone ma è possibile avere delle entrate che sono controllate in base alle esigenze del gruppo (che non deve comunque superare le 8-10 persone).
  • Aperto: chiunque può partecipare a questo gruppo/evento pubblico creato (es. piazza Chanoux).

Dimensioni dei gruppi

Gruppo in psicologia sociale = raggruppamento di persona (anche persone che non si conoscono ma che hanno qualcosa in comune).

Gruppo in dinamiche di gruppo = persone che partecipano direttamente all’evento online o in presenza. Grandezze del gruppo: piccoli gruppi, gruppi mediani e large group.

Piccoli gruppi = gruppi che vanno dai 4/5 partecipanti ai 10/12 partecipanti.

Gruppi mediani = gruppi che vanno dai 14 ai 30/40. Gruppi allargati = gruppi che hanno oltre 40 partecipanti; gruppi di studio, di formazione per terapeutici per studiare come funziona la mente in un contesto collettivo; spesso in un contesto così largo accadono fenomeni incontrollati anche determinanti dal proprio collettario etnico (si agisce in quanto appartenenti ad un’identità etnica).

Large group = gruppi di studio che servono ad esplorare come reagisce la nostra mente stimolata da un grando gruppo. Qui accadono fenomeni spesso incontrollati: si è in un contesto così largo che esce fuori anche la nostra identità etnica. Questi gruppi vengono soprattutto fatti a convegni per capire cosa si agita nella mente collettiva. Si parte dal conflitto, dalla rabbia e si va verso il dialogo. È utile avere un conduttore o più per mediare le dinamiche che potrebbero crearsi.

Raramente si parla al vicino di sé in questo tipo di gruppo, perché il dialogo è più dal singolo a tutto il gruppi, più che da singolo a singolo. Piccolo gruppo = gruppo dove sic rea fiducia, dove si può prendere più facilmente la parola, portar i propri problemi e affrontarli. È il gruppo elettivo della psicologia. Gruppi mediani = come momenti di cura.

Primi del Novecento – I pionieri

L’adozione del set gruppale in attività professionali di interesse psicologico risale ai primi del Novecento:

  • Joseph Pratt, medico internista, conduce gruppi con pazienti tubercolotici con il metodo dell’aula (1904) -> non usa mettere le persone in cerchio (come abbiamo fatto in classe) ma usa un’aula con file. Il conduttore (medico in questo caso, con non molta esperienza in psicodinamica) fa una sorta di trattamento morale, parla ai pazienti e descrive la malattia del tempo, la tubercolosi, parlando delle sue implicazioni psicologiche di questa malattia (sofferenza per la distanza dai familiari, la perdita del lavoro). Questo trattamento morale sembra avere un effetto benefico sui pazienti.
  • Trigant Burrow psicologo analista americano (1925) che per primo utilizza il termine “analisi di gruppo”. Va a fare l’analisi a Zurigo con Jung, che gli trasmise che l’inconscio è come un insieme di personaggi che appaiono nel teatro della nostra mente e gli disse che dentro c’era un insieme di relazioni tra essi. Senza che Jung facesse gruppi, gli venne trasmesso il lavoro su queste dinamiche interne, riuscì quindi a portare queste teorie negli Stati Uniti diventando presidente della società psicoanalitica americana. Grazie a questa posizione introdusse la terapie di gruppo: riteneva che le nevrosi nascessero nelle relazioni familiari e il gruppo era il modo migliore dove lavorare sulle relazioni con gli altri, perché vi risperimentiamo inconsciamente quello che abbiamo sperimentato in famiglia (banalmente i primogeniti, secondogeniti ecc si comportano tutti in maniera diversa all’interno della dinamica di gruppo: il primogenito ha ricevuto tutto l’amore iniziale dei genitori, ma poi ha dovuto imparare a spartirlo con i fratelli minori). Abbiamo reazione nei gruppi legati alle esperienze in famiglia, si tende a ripetere i vissuti in famiglia e a proiettarli nella dinamica di gruppo. Lui sostenne che l’analisi nei gruppi era efficace almeno quanto quella individuale => fu quindi espulso dalla società psicoanalitica americana di cui era presidente (= sia nella società freudiana che junghiana fu molto difficile introdurre la terapia di gruppo). 1955 = risposta a Hilling che chiede cosa ne pensava dei gruppi in cui diceva quanto riportato precedentemente. La psicoterapia individuale tende a elaborare dinamiche individuale, quella di gruppo tende a elaborare dinamiche gruppali (sono equivalenti, trattano dinamiche differenti).
  • Jacob Moreno (fondatore dello psicodramma, del sociodramma) conduce i primi gruppi con bambini (1910) fondazione psicodramma (1921) -> a Vienna lavorò con i bambini osservando che giocavano cercando di conoscere e manipolare la realtà attraverso il gioco. Ha parlato per primo di psicoterapia di gruppo.

Il primo che parlò di dinamiche di gruppo fu Kurt Lewin: dà origine negli anni ’50 ad un modello di gruppo che sono i t – group.

I gruppi nell’area psicoterapeutica

Il metodo dell’Aula – The Class Method. J. Pratt primo utilizzo del set gruppale fini terapeutici: a partire dal 1904 egli integrò il trattamento di pazienti tubercolotici con periodiche riunioni durante le quali venivano discussi aspetti medici e psicologici della malattia.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trentalange.elisa30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche della dinamica di gruppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Valle d'Aosta o del prof Gasseau Maurizio.
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