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5 ottobre

METODOLOGIA PER IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE

Per fare il restauro io devo partire da una conoscenza approfondita se non ho i caratteri salienti di in determinato posto preso per

riferimento.

“conoscenza capillare” capire l’evoluzione degli anni di quel soggetto architettonico scelto.

à

La metodologia conta di 2 fasi:

1. Conoscere, cioè esaminare l’edificio attraverso una serie di procedure analitiche

2. Progetto, si attua quando tutti i dati visti possono concorrere

La PRIMA FASE, viene anche definita con “analisi”

procedure analitiche;

à

significa dare la matericità di quell’elemento con una descrizione dello stato attuale del bene o dei beni.

i. La conoscenza si attua tramite il rilievo geometrico

ii. Indagine storica/archivistica

iii. Indagine tipologica, capire il tipo ed è necessaria per la creazione della NUOVA destinazione d’uso

iv. Conoscenza dei caratteri, ci definisce il grado di erudizione

v. Conoscenza dei caratteri costruttivi e materici (capire lo stato delle malte, pietre)

Tutto questo ci viene dato tramite il rilievo. E da questo noi possiamo collegarci alla storia anche di quell’edificio che stiamo

trattando, “cultura” e “evoluzione storica” e “lessico di derivazione”.

La SECONDA FASE, viene definita con “progetto”

i. consolidamento strutturale

ii. adeguamento funzionale, cioè mettere a norma l’edificio ai sensi della normativa sismisa antincendio e in materia di

superamento delle barriere architettoniche

iii. progetto di conservazione delle superfici architettoniche (ricomposizione delle facciate), tipo l’arresto del degrado e

usare lo stesso modo oppure per ricomporre la facciata posso diradare tutti i piani superfetati (superfetazione);

oppure se io ho un piano aggiunto dove le signore del palazzo hanno fatto altro io da tecnico posso decidere di

eliminare quella cosa e ripensare qualcosa che sia effettivamente in linea con i caratteri dell’edificio;

si può parlare anche di stratificazione, quando per esempio abbiamo un piano aggiunto, quindi in questo caso tengo

conto che l’edificio ha avuto delle fasi evolutive

iv. progetto di ridestinazione d’uso, si preferisce farle di tipo collettivo, non ho bisogno di sconvolgere una casa che è

stata dimora di una famiglia e farla diventare di 4, NO! Deve essere qualcosa di utile, CONSONO e che ha un impatto

minuto sull’impianto tipologico.

DESCRIZIONE DELLO STATO ATTUALE

- inquadramento territoriale

attraverso fotogrammetrie aggiornate alle varie scale

studio delle planimetrie catastale

comparazione tra le planimetrie catastali (mappe storiche-mappe attuali) {ci fa capire cosa è cambiato}

foto aree dell’area di interesse

noi dobbiamo capire come si colloca il nostro soggetto.

STRUMENTAZIONE URBANISTICA VIGENTE

- planimetria recante stralci degli strumenti urbanistici vigenti nell’area in cui ricade l’edificio

- stralcio delle norme di attuazione degli strumenti urbanistici

- carte geologiche

RILIEVO FOTOGRAFICO

Camillo boldo ci disse che la documentazione fotografico è una delle cose più importanti ed è come se ci dovessimo costruire un

dossier

INDAGINE STORICA

- ipotesi di evoluzione storica della fabbrica storica con individuazione di permanenze (ciò che rimane sin dall’origine) e

mutazioni (su cui noi dobbiamo prestare molta attenzione)

- schemi grafici (piante-prospetti-sezioni) che evidenziano le trasformazioni avutesi sul bene dalle origini

- ricerca bibliografica, cartografica e iconografica, monografie e saggi, guide storiche, riviste locali e azionali, vedute etc

- indagine archivistica, archivi di stato-soprintendenza etc

La carta dell’angelica si pensa sia stata fatta da un monaco agostiniano, si presume facesse sposamento da colle triglio e mussano

cui lui ci ha dato una precisa rappresentazione di Cosenza.

FASE DI ANALISI DEL RILIEVO

- pianta geometrica del piano terra con indicazione della poligonale esterna e delle trilaterazione interne, corredata da foto

datata della fase di rilievo

- eleborati grafici materici quotati che videnzino la consistena formale, materica e lo stato di conservazione dell’edificio,

costituiti da:

i. piate di tutti i livelli con le pavimentazioni indicate, proiezione volte, orditure, tipologie solaie murature,

piattabande e materiali

ii. prospetti con foto

iii. sezioni su collegamenti verticali e schema strutturale con foto

10 ottobre

…continuazione

Quando parliamo di consolidamento strutturale il nostro non parte effettivamente dal nulla.

Bisogna considerare un QUADRO FESSURATIVO, che vede

1. Conoscenza (lettura e rappresentazione)

2. Analisi (interpretazione)

3. Materico costruttiva con modelli interpretativi del danno

4. Fasi di trasformazione

Le tipologie di lesioni e i degradi devono essere saper letti

- Lesioni a 45° cedimento fondazionali

à

- Lesioni verticali sisma

à

- Lesioni verticali sull’arco compatibili con lo spanciamento di una muratura con dei parametri non ingranati per eccessivi

carichi

- Verticale lunga lesione verticale dovuta al cattivo ammorsamento con la facciata dell’edificio adiacente

à

- Arco di scarico naturale con abbassamento di una delle imposte dell’arco a sesto ribassato sottostante

Il quadro fessurativo può essere anche rappresentato in pianta

INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO STRUTTURALE

- Rappresentazione degli interventi di consolidamento con schemi grafici

- Gli interventi andranno relazionati ai problemi statici individuati nella fase di diagnosi

- Verranno distinti per

a. Eliminazione delle cause

b. Eliminazione degli effetti

Quelli più diffusi sono

1. Cerchiatura di colonne e pilastri, ci evita lo spanciamento e accomodamento della colonna dando forza statica

2. Cuciture e tiranti metallici

3. Puntellature definitive

4. Speroni e contrafforti

5. Applicazione catene metalliche

6. Riprese lezioni con malta speciale

7. Sostituzione massa muraria

Per le lesioni avvolte si usa il metodo di cuci e scuci, cioè sostituire proprio una parte di elemento murario o massa muraria

Oppure possiamo avere delle operazioni di consolidamento dette di “gabbia”

INTERVENTI VOLTI ALL’ELIMINAZIONE DI FENOMENI DI DEGRADO DOVUTI A PRESENZA DI UMIDITÀ

Vengono individuate dei probelmi dovuti alla presenza dell’acqua attraverso schemi grafici esplicativi con l’indicazione delle cause e

degli effetti:

1. Umidità di risalita

2. “ ambientale

3. “ da problemi di smaltimento delle acqua

Ci sono una serie di rimedi per rinnovare i problemi

- Deumidificazione murature in tudo

a. Annullare con repellenti

b. Immissione di murature

SCHEMA TIPO

diverse tipologie di umidità per esempio, legate al degrado, magari con aggiunta di foto e spiegazioni

à

ADEGUAMENTO FUNZIONALE

Quando decido che il mio bene culturale deve continuare a vivere io devo garantire la conservazione di quel oggetto che io sto

considerando, che sia consono ai tempi odierni ma che non tocchi i caratteri identitari dell’opera (forma, lessico architettonico,

etc.)

Prima del 1964 si pensava che di un bene era più idoneo riproporre la stessa destinazione d’uso che aveva originariamente

Dopodichè, Roberto Pane e Piero Garzola che furono i fautori della carta di Venezia, loro diedero una definizione diversa di “bene

culturale”, ma la carta nacque da una carta del 1932 e corressero personalmente e riproposto.

(la carta di Venezia fu una direttiva importante per i restauratori che non erano puntualità legislative da considerare, la sua

importanza fu anche perché si diede rilevanza anche all’ambiente circostante.

Sono considerati monumenti anche gli elementi modesti, tipo il tessuto base di cosenza storica etc, e anche quelle opere che nel

tempo hanno acquistato valore di civiità, questa è la definizione anche di bene culturale.

Le carte in generale arriveranno a dire che un “centro storico” è un bene culturale)

Dunque quando si fa l’adeguamento, si pensa a quello che meno intacca il carattere tipologico, per esempio un museo pe edificio

del 500, una sala conferenze, etc a differenza di un edificio residenziale che stravolge quello che è l’impianto dell’edificio storico.

SCELTA DELLA DESTINAZIONE D’USO

- Sia compatibile con la conservazione del manufatto oggetto di studio

- Analisi dell’accessibilità a scala urbana con individuazione di arterie di comunicazione, parcheggi ed ogni altro elemento

rilevante ai fini della scelta della destinazione d’uso

- Organigramma funzionale con indicazione delle superfici utili

- Piante con indicazione delle demolizioni (giallo) e delle nuove costruzioni (rosso)

ROBERTO PANE

Colui che ha cambiato la visione del centro storico, perché esso non va conservato ma va vissuto.

Pane si avvicinò al restauro come insegnante del corso di restauro dei monumenti presso l’Università di

Nasce nel 1897,

Architettura di Napoli dove era già dal ’42 ordinario di Caratteri stilistici e costruttivi dei monumenti. Questo percorso lo

portò a fondare nel 1969 la Scuola di Perfezionamento in restauro dei Monumenti, tutt’oggi attiva col nome di Scuola di

Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio.

Roberto Pane è considerato il fondatore del pensiero del restauro critico, assieme a Renato Bonelli e Cesare Brandi.

Uno dei principi fondamentali di tale pensiero era quello di far capire l’importanza dell’armonia che esiste tra architettura

e paesaggio (un esempio è il Piano Territoriale Paesistico della penisola sorrentino-amalfitana) per il quale Pane si

batteva sostenendo fortemente ogni disputa culturale in ambito architettonico, urbanistico e ambientale fino alla fine.

ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA PER IL SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE E IN

MATERIA ANTINCENDIO

- Rappresentazione mediante sehmi grafici esplicativi dii tutte le soluzioni progettuali volte al superamento della

normativa vigente in materia di anticendio (vie di fughe, scale, sistemi di allarme etc)

IL PROGETTO DI CONSERVAZIONE DELLE SUPERFICI ARCHITETTONICHE / RICOMPOSIZIONE DELLA

FACCIATA

Parleremo di degrado, come parlato l’altra volta e ci apprestiamo alla rappresentazione di un prospetto significativo

redatto sulla base dei prospetti materici

Sul prospetto si individuano i materiali e i loro fenomeni di alterazione e degradazione, utilizzando (per i materiali lapidei)

la simbologia contenuta nel lessico Normal 1/88

Sul medesimo prospetto andranno, inoltre, indicati gli interventi previsti per la rimozione delle cause e degli effetti dei

fenomeni di degrado, articolati nelle fasi:

a. Pulitura

b. Consolidamento

c. Protezione.

Quindi avremo due prospetti

- Uno di degrado

- Uno ripulito con interventi, come pensiamo di risolvere, dove facciamo la superfetazione e la stratificazione,

vedere quando alcuni elementi fanno perdere la continuità e io dovrò rappresentazione come la risolvo

ANALISI DEL DEGRADO

Dobbiamo individuare

1. le cause dell’alterazione composizione chimica delle pietre, strutture dei vuoti, proprietà meccaniche dei

à

materiali

2. Tipologie di degradoà alveolizazzione, erosione, incrostazione, croste nere, erbe infestanti

3.

12 ottobre

ASPETTI E FONDAMENTI DELLA CATAGOLAZIONE

Una delle prime operazioni che si fanno è quella del censimento dei beni sul territorio.

I concetti di J.Ruskin fanno parte della cultura contemporanea del restauro.

Lui dice “vi è un fascino indefinibile in questa simpatia, fascino tanto più vivo in quanto è misconosciuto, è segreto, è intimo, muto.

E le pietre non dei libri? E tu non provi tutto ciò per il vecchio e silenzioso libro?”

L’empatia è un aspetto fondamentale per definire un bene culturale, il patrimonio è la più preziosa delle eredità della memoria, è

portatore di valori di unicità e di civiltà. È irrinunciabile per la continuità con il proprio passato.

Questo rapporto che sostiene l’uomo nel trarre sapienza dai racconti stratificati della cultura contemporanea, nonché alla ot

Il bene è la soddisfazione di un bisogno appeso

1. Bisogni primari, mangiare, bere, etc

2. Bisogni intellettuali, soddisfacimento della spiritualità di ognuno di noi

Questo patrimonio deve essere tutelato e conservato.

L’individuazione dei beni

1. CONOSCENZA

L’atto conoscitivo è assolutamente prezioso al dine della conservazione poiché sono facilmente esposti al degrado e alla

distruzione, per cause temporali, per incuria totale, o perché sono sconosciuti.

2. INDAGINE-RACCOLTA-ACQUISIZIONE dei dati da ispezionare con operazioni quali

a. Censimento, raccolta dei dati e anche giudizio storico

b. Catalogazione

c. Diffusione

I momenti della catalogazione

i. Indagine analitica

ii. Raccolta e acquisizione dei dati

iii. Memorizzazione

iv. Divulgazione degli stessi

conoscenza globale

à

Nelle varie fasi può essere utile evidenziare alcuni passaggi come

- Acquisizione dei dati con indagini e rilevamento di bene

Ci rimandiamo a criteri base relativi alla conoscenza prendendo dei materiali eterogenei fra di loro

- Rilevamento indiretto

Abbiamo dati che sono già disponibili nell’amministrazione alla tutela del patrimonio (Soprintendenza ai BAAAS)

- Rilevamento diretto

Il rilievo dell’esistente è fondamentale perché ci fa capire gli aspetti importanti dell’edificio

Nella fase di elaborazione si perviene alla formulazione di un dossier che contiene le operazioni analitiche;

Nella fase di memorizzazione dei beni

Dase di ridistribuzione dei dati che è dedicata ad azioni di natura tecnica

la fase di promozione sociale si manifesta in azione di programmazione e pianificazione dell’informazione PUBBLICIZZAZIONE,

à

DIVULGAZIONE ETC

STRUMENTI DELLA CATALOGAZIONE

- Schede di catalogazione

Sono dei sistemi modulari capaci di incasellare all’interno di una

[Distinzione di Roberto Pane

- Centro antico, la sana pianta da cui tutto parte, il centro di primo impianto

- Centro storico, lo sviluppo successivo del nucleo storico intorno a quello antico, che può contenere anche le parti

moderne]

Concetto di serie storica che per ogni scheda di catalogazione è diversa in base al luogo che io sto rilevando.

LE SCHEDE TIPO

Devono essere organizzate tenendo conto dei concetti di dinamicità e di continuità. Cosa significa continuità?

Esempio

Caravaggio all’epoca avrei dato un giudizio negativo appunto strettamente collegato anche alla mentalità del tempo.

à

Per mantenere quei concetti allora ci rivolgiamo ai sistemi informativi per la gestione dei beni culturali.

Visto che il concetto di continuità a sostegno delle operazioni di catalogazione, e la necessità di produrre strumenti aperti

presuppone tecniche sofisticate per informatizzare i dati.

GIS

à ß

LEZIONE CASTIGLIONE

- Definizione di patrimonio culturale

Si intende un enorme vastità di casistica

Abbiamo i beni culturali costituito da cose mobili, immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o i beni

immateriali che sono le espressioni d’identità culturale.

Il patrimonio culturale è varia e si associa comunque a qualcosa di materiale da poter catalogare.

Il codice dei beni culturali ha una fase imprescindibile che è la FASE CONOSCITIVA IMPRESCINDIBILE che serve per il censimento e

per la tutela.

ICCD ha la banca dati di tutti i beni culturali.

All’interno del codice dei beni culturali art. 17

Conoscoà tutelo valorizzo

à

Come si attua la fase conoscitiva?

Il MiBACT --- studia gli standard e le documentazioni necessarie ICCD

à

Servono

1. Protocollo operativo per organizzare la produzione dei dati e controllare la loro

quantità /regole

2. Schede di catalogo standard

ß

3. Sistema informativo SIGECweb

Gli standard elaborati ICCD vengono messi a disposizione a livello nazionale

Le schede di catalogo manoscritte e dattiloscritte sono molto discorsive e ampie, vengono messe delle schede informatizzate

perché molto tabellari.

Così da arrivare a una definizione di una struttura logica.

CARATTERISTICHE DEL SIGECweb

- Nazionale

- Informatizzato

- Aggiornabile

- Georeferenziato

- Consultabile

CARATTERISTICHE SICAPweb

(sistema informativo di catalogazione partecipata)

- Nazionale

- Informatizzato

- Aggiornabile in tempo reale

- Georeferenziato

- Consultabile

Finalità

1. Conservazione e restauro

2. Tutela eventi calamitosi

à

3. Valorizzazione info open access

à

4. Didattica e ricerca risorse online

à

5. Gestione territoriale

6. Analisi statistiche

7. Turismo

17 ottobre

RUSKIN E VIOLLET LE DUC

Due protagonisti fondamentali per la teoria del restauro. si parla di

J. RUSKIN, teorico del restauro, colui che inizia una serie di concetti sulla conservazione. Ha una personalità poliedrica e complessa

che lo porterà poi alla follia. La sua è stata una vita particolarmente travagliata.

Nasce nel 1819 da una famiglia della piccola borghesia vittoriana [commercianti di sherry]

Lui ha condizionato i pensieri di grandi come Proust poiché parlo di tutto (sociale, politica, natura); scrive per questo molti trattati

trasversali, a partire dalla geologia fino all’idraulica.

Vive in un clima eccessivamente religiosa, vive in ambiente molto tetro e ovattato; la sua situazione di disagio era esaltato dal fatto

che non aveva amici e altro perché era sempre chiuso nei suoi limiti. “osservava per ore i disegni geometrici di un tappeto)

Riceve quindi un’educazione non sistematica o del tutto parziale, mentre la sua salute &eg

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/19 Restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beadimare di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Restauro architettonico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Canonaco Brunella.
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