Botanica farmaceutica
Dryopteris filix-mas
Ordine: Polypodiopsia
Famiglia: Dryopteridaceae
Nome comune: Felce maschio
È una specie di sottobosco diffusa in Europa, Asia e America.
Foglie: Grandi fronde pennatosette lunghe fino a 1,20 m, inserite sul rizoma sotterraneo. I piccioli sono ricoperti da squame membranose color ruggine (palee), che rivestono anche la rachide. Sulla pagina inferiore troviamo due serie di gruppi di sporangi (sori) ricoperti da una membrana (indusio). Le foglie, chiamate fronde, possono avere la lamina intera (rachide) o divisa (pinna). Le pinne a loro volta possono essere intere o divise (pinnule). Alcune volte la parte apicale delle felci è arricciolata "a pastorale".
Droga: Rizoma raccolto in autunno-inverno, ricoperto dalle palee. Ha un diametro di circa 2 cm, colore brunastro, odore debole, sapore inizialmente dolce poi amaro e nauseante.
Principio attivo: Negli spazi intracellulari possiede piccoli peli secretori interni che contengono il principio attivo, costituito da derivati del floroglucinolo, indicati con il nome di filicina (miscela di composti fra cui acido filicico e filmarone).
Utilizzi: Come "nematocida" (utilizzato per uccidere i nematodi cioè dei parassiti delle piante) e "tenicida" (utilizzato per uccidere le tenie, parassita intestinale) soprattutto in veterinaria, in disuso nella medicina occidentale.
Problemi: Tossica, va impiegata con cautela per evitare il suo assorbimento a livello gastro-intestinale.
Ginkgo biloba
Ordine: Ginkgoales
Famiglia: Ginkgoaceae
Nome comune: Ginco Biloba
Originario della Cina, dove è considerato una pianta sacra per uso ornamentale. Può raggiungere un'altezza di 30 m e un diametro del tronco di 1 m. Ha rami lunghi (macroblasti). Pianta dioica = piante maschili e piante femminili. Strobili maschili costituiti da sacche polliniche circondate da foglioline femminili con 1 o 2 ovuli. Piante femminili: Acido butirrico = odore di burro rancido.
Foglie: Ha delle foglie a ventaglio con nervature dicotomiche prive di anastomosi. Sono caduche. Le foglie dei macroblasti sono bilobate, la pianta è chiamata infatti Biloba per questa caratteristica. Le foglie dei brachiblasti sono invece quasi sempre intere o con un'incisura appena accennata.
Fiore: È una gimnosperme e per questo non presenta fiori come abitualmente li intendiamo ma delle strutture simili a fiori chiamate "coni".
Seme: Le strutture a forma di albicocca presenti solo nelle piante femminili non sono frutti ma semi ricoperti da un involucro carnoso.
Droga: Foglie fresche.
Principio attivo: Flavonoidi (0,5-1%), diterpeni (fino allo 0,5%) e sesquiterpeni (0,4%).
Utilizzi: Vasoregolatore dotato di azione vasodilatatrice arteriosa e vasocostrittrice venosa, inibitore dell'aggregazione piastrinica e eritrocitaria, migliora l'irrorazione tissutale e attiva il metabolismo cellulare. L'estratto standardizzato contenente flavonoidi (24%) e ginkolidi (6%) è utilizzato in casi di insufficienza cerebrale: difficoltà di concentrazione, perdita di memoria e turbe dell'umore. Viene anche utilizzato per la cura dei disturbi del sistema circolatorio periferico e nell'industria cosmetica.
Pinus sylvestris
Ordine: Pinales
Famiglia: Pinaceae
Nome comune: Pino Silvestre o Pino di Scozia
Albero sempreverde. È una specie arborea di primaria importanza nel settore forestale.
Corteccia: Alla base degli alberi adulti è bruna-rossastra e si stacca a placche. Nelle parti più giovani dei rami e del tronco il colore tende al rosso-marrone. A maturità è grigia.
Foglie: Aghiformi, sempreverdi, raggruppati in mazzetti di due aghi, di colore verde glauco, ritorti e con guaine brunastre alla base.
Coni: Gli sporofilli maschili (microsporofilli) formano piccoli coni sessili, penduli, di colore giallo, alla base dei getti dell'anno, quelli femminili (macrosporofilli) formano invece coni rossastri, globosi e generalmente isolati, eretti all'impollinazione, in seguito pendenti e trasformantisi in strobili (pigne) ovali, lunghi circa 3-7 cm, con cortissimo picciolo. Inizialmente verdi, poi grigio-marroncine scure, le pigne si trovano in coppie o in gruppi sugli steli ricurvi. Esse maturano e liberano i semi in tre anni.
Droga: Gemme, i rametti e la resina.
Utilizzi: Attualmente, da essi si ottiene, per distillazione, un olio essenziale, ricco in monoterpeni, che ha azione balsamica, sedativa della tosse ed antinfiammatoria. Ad uso topico ha azione antinfiammatoria e decontratturante. Dalla distillazione secca del legno di varie specie di pino si ottiene il catrame vegetale prodotto bruno nerastro, omogeneo, d'odore forte. Il catrame vegetale contiene carburi, tracce di acidi organici, acidi resinici e soprattutto fenoli e loro eteri. Il catrame vegetale è antisettico ed anticatarrale, usato per bronchiti e cistiti. Usato anche per uso esterno come pomate contro le dermatosi.
Taxus baccata, T. brevifolia
Ordine: Pinales
Famiglia: Taxaceae
Nome comune: Tasso o Albero della morte
Arbusto o albero dioico, alto fino a 15 m, l'unica specie del genere Taxus presente in Europa.
Foglie: Di colore verde cupo, lineari appiattite, acute all'apice.
Seme: Circondato da un arillo a forma di coppa, rosso vivo a maturità (per presenza di Rodoxantina).
Droga: Alla fine del secolo scorso dalla corteccia di Taxus Brevifolia (altra specie dello stesso genere), furono isolate 2 molecole ad attività antitumorale.
Principio attivo: Paclitaxel (commercialmente noto come Taxolo) e il Docetaxel. Dato il bassissimo contenuto di principi attivi nella Taxus Brevifolia (0,01%), l'industria farmaceutica attualmente ottiene il Taxolo per emisintesi dalla Diacetilbaccatina estratta dalle foglie di Taxus Baccata.
Utilizzi: Agiscono al livello del fuso mitotico impedendo l'assemblaggio della tubolina in microtuboli.
Problemi: Tutta pianta tossica ad eccezione dell'arillo (mangiato dagli uccelli).
Ephedra sp.
Ordine: Ephedrales
Famiglia: Ephedraceae
Nome comune: Efedra
Pianta arbustiva di altezza variabile da 40 cm a 2 m, distribuite alle basse e medie latitudini dei 2 emisferi, in luoghi aridi, sabbiosi e rocciosi. Rami gracili, angolosi, solcati longitudinalmente di colore verde-grigiastro.
Foglie: Ridotte a scaglie membranacee, inserite a numero di 2-4 a livello dei nodi.
Fiore: Essendo una Gimnosperma non ha i fiori come li intendiamo abitualmente ma degli strobili che possono essere maschili o femminili. Gli strobili maschili e femminili sono formati da un asse nel quale si inseriscono le brattee opposte.
Frutto: È un falso frutto formato da brattee che può però diventare carnoso e di colore rosso.
Droga: Frammenti di rami di colore verde-bruno con odore debole e sapore leggermente amaro.
Principio attivo: Alcaloidi, il principale efedrina (40-90%) e pseudoefedrina.
Utilizzi: Sono simpaticomimetici indiretti (struttura simile all'adrenalina), sul cuore ha un effetto inotropo positivo (aumento della forza contrattile del cuore), accelera i movimenti respiratori, è un broncodilatatore e stimolante del centro respiratorio bulbare. Attualmente l'efedrina è utilizzata per le sue proprietà vasocostrittrici per il trattamento locale di riniti, sinusiti e rinofaringiti. Utilizzati, soprattutto in Oriente come antiasmatici, diuretici e sudoriferi.
Problema: L'Efedrina può essere trasformata chimicamente in Methcathinone e in Metaanfetamina, entrambi prodotti il cui commercio è illegale.
Laurus nobilis
Ordine: Laurales
Famiglia: Lauraceae
Nome comune: Alloro
Albero dioico (5-10m), spontaneo nella regione mediterranea spesso coltivato come ornamentale, sia come albero che come siepe.
Foglie: Alterne, persistenti, ellittico-lanceolate attenuate alla base, coriacee ondulate sui margini, con odore aromatico perché producono un olio essenziale specialmente se sfregate o rotte.
Fiore: Perianzio biancastro di 4 pezzi, sono raggruppati in piccole ombrelle ascellari circondate da un involucro.
Frutto: Drupa ovoide nera contenente un solo seme.
Droga: Foglie e drupe.
Principio attivo: Dalle foglie per idrodistillazione si ottiene un'essenza principalmente costituita di cineolo. Le foglie contengono anche reticulina e artemorina. Il frutto ha un mesocarpo oleoso dal quale si ottiene il burro di alloro.
Utilizzi: Via orale per la cura di disturbi digestivi (flatulenza, eruttazioni, lentezza della digestione ecc.).
Problema: Vietato nei cosmetici perché molte persone ne sono allergiche.
Cinnamomum camphora
Ordine: Laurales
Famiglia: Lauraceae
Nome comune: Canfora
Grande albero spontaneo in Giappone e Cina. Può vivere più di 1000 anni, possono raggiungere 40-50 m di altezza e più metri di circonferenza. Pianta acclimatata nella regione mediterranea dove però produce poca essenza.
Foglie: Persistenti, alterne, coriacee e spesse.
Fiore: Fiore bianco. Il perianzio è caduco.
Frutto: Drupa ovoide, liscia di color porpora.
Droga: Legno ridotto in scaglie e distillato (distillazione in corrente di vapore dell'olio essenziale presente nel legno).
Principio attivo: Canfora. Da una ulteriore distillazione dell'olio essenziale si ottengono 3 frazioni: olio di canfora bianco (leggera), olio di canfora bruno (media) e olio di canfora blu (pesante).
Utilizzi: Analettico cardiaco e respiratorio e antisettico polmonare. Usato per massaggi sportivi in quanto applicato sulla pelle è un revulsivo rubefacente (richiama il sangue in superficie).
Cinnamomum zeylanicum
Ordine: Laurales
Famiglia: Lauraceae
Nome comune: Cannella Ceylon
Albero alto 10-15 m molto ramificato a corteccia spessa e rugosa. Originaria dell'India occidentale e dello Sri Lanka (Ceylon), ma è stato introdotto in diversi paesi tropicali.
Foglie: Persistenti, opposte, ovali-oblunghe, intere, acuminate 10-18 cm di lunghezza e 4-5 cm di larghezza.
Fiore: Regolari biancastri con ricettacolo a forma di coppa. Sono su base 3 riuniti in infiorescenze a racemo.
Frutto: Drupa contente un seme senza albume.
Droga: Corteccia dei rami giovani che si sviluppano sui fusti. Privata del sughero e della parte esterna del parenchima corticale. Tagli effettuati ogni 3 anni. Si trova in commercio come cilindri di lunghezza variabile di corteccia una dentro l'altra, avvolte su se stesse.
Principio attivo: Aldeide cinnamica, eugenolo, acetato di cinnamile e da numerosi mono- e sesquiterpeni.
Utilizzi: Ha un aroma molto intenso, utilizzata in cucina come spezia, nell'industria agroalimentare e nei prodotti cosmetici (anche se può avere effetti irritanti per la pelle e provocare allergie). Viene utilizzata come sintomatico dei disturbi digestivi, nelle astenie e per facilitare l'aumento di peso, ha un'azione antibatterica e antifungina.
Peumus boldus
Ordine: Laurales
Famiglia: Monimiaceae
Nome comune: Boldo
Albero dioico, sempreverde di 5-6 m originario del Cile e del Perù.
Foglie: Opposte, persistenti, ovali, leggermente coriacee, brevemente picciolate, con lamina spessa e rigida. La pagina superiore presenta numerose piccole escrescenze che le conferiscono un aspetto ruvido, mentre quella inferiore è quasi liscia con nervature sporgenti.
Fiore: Giallo pallido riuniti in infiorescenze cimose terminali: quelli maschili hanno numerosi stami disposti in più verticilli; quelli femminili più carpelli uniovulati che si trasformano in piccole drupe, glauche e traslucide.
Droga: Foglie con odore leggermente canforato e sapore aromatico.
Principio attivo: Un alcaloide che si chiama boldina (estratta sia dalle foglie che dalla corteccia) e il glicoside che si chiama boldoglucina. È poi presente anche un olio essenziale costituito prevalentemente da ascaridolo, flavonoidi e alcaloidi.
Utilizzi: I preparati a base di Boldo sono tradizionalmente utilizzati per facilitare le funzioni urinarie e digestive, aumentando, per esempio, la produzione e secrezione di bile (per idrolizzare i grassi). Associati ad altre droghe es. Senna e Cascara viene utilizzata nel trattamento sintomatico della stipsi.
Problemi: Non va usato in gravidanza perché sostanza abortiva e teratogeno.
Aconitum napellus
Ordine: Ranunculales
Famiglia: Ranunculaceae
Nome comune: Aconito Napello
Pianta erbacea che ha una grossa radice tuberizzata: in realtà 2 una mentre un'altra dell'anno successivo. Con fusto eretto, poco ramificato alto da 50 cm a 2 m diffuso nelle zone di alta montagna, in Europa e in Asia.
Foglie: Alterne, glabre sono palmato-partite in 3-7 segmenti a loro volta divisi in lobi più o meno stretti. La pagina superiore è verde scura e lucida.
Fiore: L'infiorescenza che compare in luglio-agosto è un racemo portato all'apice del caule. I fiori sono di colore azzurro, violetto costituiti da 5 sepali petaloidei dei quali il posteriore ha forma di elmo e abbraccia gli altri 4 situati in posizione laterale e anteriore. Gli stami numerosi sono inseriti a spirale sul ricettacolo.
Frutto: Aggregato di 3 follicoli o capsule, glabri, sessili e polispermi. All'interno del follicolo sono contenuti dei piccoli semi piatti di colore bruno lucido e dalla superficie rugosa.
Droga: Radice raccolta in estate prima della fine della fioritura. Le radici lunghe 5-8 cm hanno forma conica appuntita e superficie esterna bruno-nerastra striata, non hanno odore, il sapore è prima dolciastro poi acre.
Principio attivo: Alcaloidi, il principale è l'aconitina.
Utilizzi: La forma più comune di impiego è la tintura in associazione con altre droghe per sciroppi contro la tosse. Inoltre è utilizzata in omeopatia mentre non viene più utilizzata per curare infiammazione del nervo trigemino.
Problemi: L'aconitina è un alcaloide estremamente tossico, bastano 3 mg per uccidere un uomo poiché eccita e poi paralizza sia le terminazioni periferiche che i centri bulbari.
Adonis vernalis
Ordine: Ranunculales
Famiglia: Ranunculaceae
Nome comune: Adonide gialla o Adonide primaverile
Pianta erbacea, diffusa in Europa centrale e orientale, a rizoma corto, nerastro dal quale sorgono uno o più scapi eretti, glabri di circa 15-30 cm.
Foglie: Le foglie inferiori sono ridotte a scaglie, le altre pennato-sette con lobi divisi in segmenti secondari molto stretti.
Fiore: Terminali molto grandi. Il calice è su base 5, la corolla è formata su molti pezzi da 12 fino a 20, i petali sono gialli e gli stami sono numerosi.
Frutto: Polinoci ovoidi.
Droga: Parte aerea dell'intera pianta raccolta quando è in fioritura. Odore nullo e sapore amaro.
Principio attivo: Cardenolidi, il principale dei quali è la cimarina (glucoside cardiotonico costituito da K-stronfantidina e D-cimarosio).
Utilizzi: Molto utile in insufficienza cardiaca. Con altre piante preparazione di infusi ad azione sedativa e calmante.
Hydrastis canadensis
Ordine: Ranunculales
Famiglia: Ranunculaceae
Nome comune: Idraste
Pianta erbacea perenne originaria degli Stati Uniti orientali e in Canada. Dotata di un corto rizoma con numerose radici sottili. Fusto aereo di 40-50 cm di altezza.
Foglie: Sul fusto si trovano 2 o 3 foglie palmato-lobate.
Fiore: Un solo fiore terminale, il cui perigonio è costituito da tepali di colore bianco-verdastro. Gli stami e i carpelli sono numerosi.
Frutto: L'infruttescenza è formata da varie bacche rosse (una specie di mora).
Droga: Rizoma e radici. Il rizoma è di colore bruno scuro, in sezione giallo vivo, ripieno di granuli di amido. L'odore è sgradevole e il sapore molto amaro.
Principio attivo: Idrastina e berberina (alcaloidi isochinolinici).
Utilizzi: L'Idraste utilizzato in tintura come vasocostrittore ed emostatico; la berberina è un blando battericida.
Papaver somniferum
Ordine: Papaverales
Famiglia: Papaveraceae
Nome comune: Papavero
Pianta annuale di circa 1 m, non o scarsamente ramificato.
Foglie: Alterne, oblunghe, amplessicauli di un verde glauco. Le inferiori pennatosette a segmenti acuti, le superiori dentate di circa 10 cm, cordate auriculate.
Fiore: Solitari, grandi. Hanno un calice formato da 2 sepali caduchi al momento di apertura della corolla. La corolla è costituita da 4 petali, bianchi, rossi o roseo-violacei a seconda del cultivar. Gli stami ad antenne nere sono molto numerosi; il gineceo costituito da 8-12 carpelli forma un ovario uniloculare. La cavità dell'ovario è divisa da setti incompleti formati dalle placente sulle quali si inseriscono numerosi ovuli. L'ovario è sormontato dallo stigma appiattito e sessile.
Frutto: Capsula poricida detta Treto di forma sferica o ovoidale.
Semi: Molto piccoli e numerosi di colore bianco, grigio o nero a seconda dei cultivar.
Droga: Latice disseccato ottenuto per incisione delle capsule mature che prende il nome di oppio, si presenta come una pasta dura, omogenea o a granuli fini di colore bruno scuro, odore viroso e caratteristico, sapore amaro.
Principio attivo: Contiene alcaloidi presenti solo nel latice, i principali sono Morfina (10-12%), Codeina (2,5%), Tebaina, Noscapina, Narceina e Papaverina.
Utilizzi: Morfina: analgesico ipnotico stupefacente, agisce non eliminando il dolore ma aumenta la soglia di percezione del dolore. Ha attività...
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