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Diviso in due parti: sociologia generale e sociologia del lavoro.

TESTI DEL CORSO Sociologia generale: Incontro con la sociologia, il Mulino, Alessandro Cavalli

Corso di sociologia, Arnaldo Bagnasco, Marzio Barbagli, il Mulino (cap. VI, VIII, XI, XII, XVI: capitoli riferiti agli

argomenti del programma del corso).

ESAME Esame orale su programma completo (da sostenere durante gli appelli). Per chi è interessato ->

esonero verso maggio in forma orale di sociologia generale; la parte di sociologia del lavoro da sostenere

durante gli appelli).

Quando scade il voto della prima parte? Teoricamente non scade.

Voto finale: parti equivalenti che valgono uguali e poi si fa una media.

Come funziona l’esonero? Domande a carattere generale (lascia a noi impostare la risposta), domande poi

specifiche sull’argomento chiesto. Parte di sociologia generale: domanda sulla parte classica/teorica, una

domanda sulla parte contemporanea e una domanda sulla parte di sociologia applicata, tra cui famiglia,

mobilità sociale, stratificazione sociale e disuguaglianze, controllo sociale e devianza e identità e

socializzazione.

LO STUDIO SCIENTIFICO DELLA SocieTA’

A cosa serve studiare la società per degli psicologi che dovrebbero studiare il singolo? Noi come individui

siamo immersi nella società e sappiamo che il contesto ci condiziona e ci influenza nella nostra vita, nel nostro

sviluppo, nei livelli di stress personale, nella maggior parte degli ambiti della nostra vita. Perciò dipende molto

anche da com’è fatta la nostra società: società italiana degli anni 50 -> in crescita in tutto, nei posti di lavoro

ad esempio; perciò, c’era molta meno fatica a livello economico e le persone, di conseguenza, erano

psicologicamente meno stressate.

Fino a poco tempo fa la Cina stava crescendo moltissimo a livello economico; perciò, adesso i giovani si

trovano molto più agevolati grazie alla maggior quantità di risorse.

Le prospettive di sviluppo, per esempio, influenzano molto le scelte di vita degli individui.

A differenza di altre scienze il cui oggetto si occupa di cose estranee a noi, la società invece si occupa di noi

individui, permettendoci di avere già una parte di conoscenza di essa.

Ogni persona, poiché vive in una società, possiede un sapere sociale (sapere sociale di senso comune, quello

che ci siamo creati con la nostra esperienza, o sociologia ingenua, la nostra visione della società) –

caratteristiche: sapere pratico (efficace, ce lo siamo costruiti interagendo e ci serve per poterci muovere nella

società fisica, ce lo siamo creati attraverso la nostra esperienza) e affidabile (permette di effettuare previsioni

attendibili, o capire e leggere le situazioni). Questo senso comune genera pregiudizi, specialmente quando la

nostra esperienza è breve, perché rimaniamo incollati a quello che abbiamo sperimentato (quando ci

facciamo delle idee, questo succede soprattutto quando le cose cambiano rapidamente).

È allora necessario uno studio scientifico della società?

Da qui nasce l’esigenza di una sociologia come scienza (distaccarci un po’ da quella del senso comune, che

deriva solo dall’esperienza), cioè studiata attraverso il metodo scientifico, per sradicarci dalle nostre

convinzioni, per costruire conoscenze sulla società, sugli altri individui, sulle interazioni, sulle istituzioni, sulle

organizzazioni. Anche se poi basta fare un’esperienza su sé stessi, perché noi siamo molti radicati alle nostre

convinzioni.

Limiti della sociologia ingenua o di senso comune (perché è molto radicata in noi):

- Applicabilità limitata a quella (piccola) porzione di mondo sociale di cui abbiamo esperienza (limite

di estensione) ci costruiamo il nostro sapere della società, ma sulla base della porzione di mondo

sociale con il quale abbiamo relazioni e contatti; quindi, che rientra nel campo della nostra

esperienza, ma è inevitabilmente limitato, perché gli esseri umani sono circa 7/8 miliardi; perciò,

non ci può essere una tale completezza limitandosi alle nostre osservazioni. Qualsiasi convinzione

maturata in noi ha un limite di applicabilità, se funziona vale per un limite di estensione contenuto,

per il resto potremmo non avere le emozioni giuste, le competenze giuste per comprenderlo.

- È influenzato dalla particolare posizione sociale che l’individuo occupa (limite di prospettiva

osservativa) ognuno di noi occupa una posizione nella società, causata dalla presenza di una

struttura sociale (es. noi = studenti universitari -> buon livello di sviluppo con un reddito medio –

elevato paragonato al resto del mondo; siamo tra i primi dieci paesi). Il fatto di avere una certa

posizione sociale implica guardare il resto della società da quella prospettiva, costruendomi una

rappresentazione che deriva da quella prospettiva.

Noi giudichiamo il resto della società in base a quale classe sociale apparteniamo. →

- È limitato nel tempo dalla nostra memoria ed è concentrato sul presente (limiti temporali)

tendenzialmente abbiamo una prospettiva temporale molto concentrata sul presente o

sull’immediato futuro. I processi sociali, in alcuni casi, sono di lungo periodo (es. vedere già solo la

situazione della guerra Ucraina – Russia; le crisi demografiche spesso sono frutto di politiche

sbagliate nel corso di generazioni: per esempio l’Italia è uno dei paesi con minor natalità su tutta la

terra, ed è un problema di decenni, non dell’ultimo periodo, perché questo accade? Sono spesso

cause che arrivano da lontano, ma dato che non vengono riconosciute e costruirle, si ricostruiscono

delle rappresentazioni basate molto più sul presente, ma non è detto siano quelle giuste e quando

si interviene su quelle non si risolvono i veri problemi e questo succede spesso).

Esempio per eccellenza => crisi climatica (prodotta almeno nell’ultimo secolo, questo vuol dire che

l’uscita da questa situazione richiede non un anno, non dieci, ma ben di più).

- Altri limiti? -> quando ci approcciamo alle esperienze non abbiamo una visione scientifica: per

esempio spesso ci capita di trarre delle conclusioni dopo sole poche esperienze (si sa che nel metodo

scientifico c’è bisogno di molte osservazioni). I sociologi prima di dire qualcosa di attendibile devono

avere un campione rappresentativo casuale di almeno 1800 persone, di almeno un paio di migliaia

di persone (e tengono sempre in conto un errore statistico).

Il metodo scientifico serve per sviluppare delle conoscenze più o meno attendibili.

Limite da tenere in conto le mappe cognitive: lenti con cui noi strutturiamo concettualmente la

società e questo è ciò che fa la cultura (es. educazione autoritaria: una relazione asimmetrica mi

sembrerà normale e anche riproducibile) -> limite di estensione, ma più profondo.

Molte dinamiche conflittuali derivano da culture diverse, da esperienze diverse e, di conseguenza,

dal loro contrasto, perché attivano categorie diverse nella nostra mente.

Limite: nascere in un determinato tempo storico. Le differenze generazionali sono importantissime:

le varie generazioni hanno vissuto cose differenti e questo ci modello in maniera diversa (le stesse

cose due generazioni le leggono in modo diverso.

Limiti emotivi e cognitivi (non abbiamo una conoscenza perfetta ed illimitata): oltre ad essere

influenzato dal nostro stato emotivo, non siamo onniscienti, non abbiamo una capacità di calcolo

infinita; la scienza cerca proprio di spostare i limiti cognitivi sempre più in là (andare oltre i limiti

individuali). Ognuno di noi è modellato in un certo modo: non viviamo emotivamente allo stesso

modo, valutiamo le cose in base alle nostre esperienze e categorie e questo esce molto nel conflitto.

È vero che sappiamo vivere nella società, ma siamo molto costretti a causa di questi limiti.

L’oggetto della sociologia

La sociologia è lo studio scientifico della società.

Cosa si intende per società? (1° problema) -> insieme di individui organizzato basato su regole e norme;

individui che cooperano per un fine comune; insieme delle relazioni tra individui (la svilupperemo in seguito).

2° problema – la società è oggetto di studio di più scienze sociali (economia, scienze politiche, antropologia,

psicologia sociale ecc.), perciò qual è la peculiarità della sociologia rispetto alle altre scienze sociali? È un

problema che accompagna la sociologia sin dalle sue origini, perché è una delle scienze sociali più recenti.

Storicamente, nel corso dello sviluppo della sociologia, sono state fornite soluzioni riconducibili ai seguenti

tipi fondamentali: la soluzione gerarchica; la soluzione residuale; la soluzione analitica.

LA SOLUZIONE GERARCHICA secondo Auguste Comte (padre fondatore della sociologia, perché ne ha

coniato il termine) la sociologia è la più importante di tutte le discipline e in questo trova la sua ragion d’essere

→ a differenza di altre discipline, di tutto lo scibile umano, si occupa della società nel suo complesso, anche

rispetto alle altre scienze sociali: la scienza politica si occupa delle decisioni collettive; perciò deve avere

l’ambizione di integrare nella visione complessiva di integrare tutte queste visioni particolari, perché non è

detto che una soluzione per il sistema economico vada bene per il resto dei settori (un problema risolvibile

economicamente, può essere un problema di difficile risoluzione a livello sociale). Ragionare per pezzi può

avere dei limiti, perché in realtà siamo una cosa unica anche se siamo analizzabili sotto diversi aspetti. Perciò

c’è bisogno di una scienza che si occupi di un cambiamento in un ambito della società che può influire su un

altro ambito, per il benessere della società.

• Nella gerarchia delle scienze la sociologia occupa il gradino più alto perché il suo oggetto – la società umana

– è il più complesso.

• Per lo stesso motivo essa si è sviluppata per ultima tra le scienze e perfeziona il processo di evoluzione della

conoscenza.

Un’altra visione che aveva Comte è che la sociologia si occupa dell’oggetto più complesso che si conosca: la

società umana (già è complesso il cervello di un singolo individuo, la società è l’interazione di 7 miliardi di

individui). Questo giustificava (elemento di debolezza) la sua recente nascita (la sociologia è l’ultima arrivata

delle scienze, perché si occupa del problema più complesso di sempre), perché prima c’era bisogno di

raggiungere un certo numero di conoscenze per affrontare un oggetto così complesso (siamo la scienza più

giovane perché affrontiamo l’oggetto più complesso di tutti).

La scuola funzionalista (Parsons e Luhmann) ha dato una visione moderna/contemporanea della visione di

Comte/positivista: la sociologia in quanto teoria generale del sistema sociale include tutte le altre, che si

occupano di specifici sottoinsiemi della società (l’economia si occupa del sistema economica, la scienza

politica del sistema politico, ecc.). funzionalismo -> corrente sociologica più importante (nata in America

dopo al Seconda guerra mondiale). È il sapere integrato della società, è la grande sintesi e Parsons e colleghi

si impegnarono a costruirla.

LA SOLUZIONE RESIDUALE Runciman: occupiamoci di ciò che è ancora da indagare/ la sociologia si occupa

di ciò che non è oggetto di altre scienze specializzate. Soluzione altamente problematica (a livello

epistemologico, cioè per come si sviluppa una scienza): una scienza deve dire di cosa si occupa e darne una

definizione precisa, se però ridefiniamo la sociologia come la scienza che si occupa di quello che non si

occupano gli altri, dà una definizione negativa, nonché nulla.

È difficile definire l’approccio metodologico d’indagine e concettuale con cui indagare l’ggetto che non è

neanche definito.

Come definire i confini del campo di indagine? Le dimensioni che partecipano alla definizione dei confini

disciplinari

- Specificazione della prospettiva di analisi e del tipo di astrazione

- Definizione della classe di fenomeni che definisce il campo di osservazione.

LA SOLUZIONE ANALITICA O FORMALE insiste sulla definizione di una specifica prospettiva di analisi dei

fenomeni sociali. Le discipline prese a modello sono la geometria (si occupa della forma di figure e oggetti

che presentano delle leggi: es. un rettangolo è tale perché presenta delle leggi: ha 4 angoli, due coppie di lati

uguali a coppie ecc.) e la grammatica (noi usiamo le frasi che presentano una struttura ben precisa: il nostro

modo di comunicare è ben strutturato, presenta una forma) -> se è così per gli oggetti e il linguaggio allora

anche le relazioni umane hanno delle forme che possono essere indagate sotto questo aspetto, quello

formale.

Questa visione risale a Georg Simmel -> la sociologia si occupa delle forme di rapporto e associazione

prescindendo dal loro contenuto particolare: esempio di forma di rapporto e associazione possono essere il

dominio, il conflitto, l’alleanza, la coalizione, la competizione, la divisione del lavoro.

È attualmente sostenuta dagli orientamenti interazionisti (ancora oggi).

Un’applicazione fondamentale che ha esteso la sua influenza è la network analysis.

Prima situazione -> 7 persone: 6 non sono in relazione tra loro, ma tutti sono in relazione con A.

Seconda situazione: 7 persone che sono tutte in relazione tra di loro.

Il soggetto A ha più potere nella situazione 1, perché, per esempio, nel caso del passaggio di informazione,

lui saprà tutto (l’informazione deve sempre passare attraverso un centro, come qualsiasi altra cosa: un favore

ecc.).

Per la sola forma di relazione avrò una forma diversa (in quella a stella è presente un centro, che è

fondamentale e avrà molto potere rispetto agli altri soggetti in relazione).

LA SOLUZIONE “TAUTOLOGICA” tautologia = affermazione che è sempre vera e che non aggiunge

contenuti di conoscenza (ripete quello che si sa già, infatti nasce dalla logica). Es. un cavallo è un cavallo (è

sempre vera anche se banale e se sappiamo cos’è un cavallo non ci aggiunge nulla di nuovo).

Soluzione tautologia proposta da Cavalli: la sociologia è l’insieme delle ricerche di coloro che si riconoscono

e sono riconosciuti come sociologi (una disciplina è definita dalla sua tradizione di studi e dalla comunità di

studiosi che in essa si identica => quello che fa in modo che una disciplina riconosca se stessa nella storia è

dire che noi siamo quella roba lì; la società si evolve continuamente, pone continuamente problemi diversi -

> è cambiata la prospettiva con cui ogni disciplina percepisce se stessa, allora la sociologia affronta i problemi

del proprio tempo e in questo modo si sviluppa la tradizione) -> la sociologia è la scienza che fanno i sociologi

(è sempre vera, ma non aggiunge conoscenze)

La disciplina si è sviluppata rispondendo a specifiche esigenze storicamente determinate cui altre scienze

sociali non sembravano rispondere in modo soddisfacente.

La sociologia quindi si è sviluppata rispondendo a diverse esigenze storiche (diverse a seconda del differente

periodo storico). Come ha affrontato la sociologia i problemi del nostro tempo dando risposte originali? Lo

vedremo nel corso.

È una scienza che ultimamente si trova di fronte a sfide nuove (la società è in continua evoluzione) -> sviluppa

i problemi del proprio tempo (le scienze sociale si devono occupare dei problemi del proprio tempo.

L’origine della sociologia

Il termine sociologia è stato coniato da Auguste Comte (importante filosofo di filosofia positiva: prospettiva

che nutriva grande fiducia nella scienza, che potesse assicurare il progresso della società. Ed erano anche

secoli in cui scienza e tecnologia stavano proseguendo rapidamente) nel suo Corso di filosofia positiva (Cours

de philosophie positive), composto tra il 1830 e il 1842, proprio per indicare la scienza positiva della società

(così come ci siamo dati un metodo scientifico per analizzare la natura, diamocelo allora per la società).

L’interesse per la sociologia (che nasce in Francia) si diffonde nella seconda metà del XIX secolo e a cavallo

dei secoli XIX e XX la sociologia si istituzionalizza come disciplina universitaria.

Durkheim sarà uno dei primi accademici sociologi, con lui la sociologia entra in università, con una cattedra

e viene, quindi, riconosciuta dalle istituzioni ufficiale della conoscenza, cioè le università

(=istituzionalizzazione).

Sociologia e mutamento sociale (contesto in cui nasce la disciplina e perché nasce)

Sociologia e mutamento sociale sono due cose estremamente connesse.

Perché si è sentito proprio in quel periodo storico il bisogno di uno studio scientifico della società?

Perché nella Francia in particolare si era all’ultima di tre gradi rivoluzione che si erano succedute in Europa e

che avevano cambiato radicalmente e irreversibilmente la situazione rispetto al medioevo e i tempi

precedenti e noi siamo figli di queste tre rivoluzioni.

La società stava cambiando sempre più rapidamente per effetto di tre rivoluzioni epocali: la rivoluzione

scientifica (tra il cinquecento e il seicento nasce un nuovo modo di concepire la creazione della conoscenza,

prima derivava dall’autorità superiore, ad esempio la divinità, o dall’antichità, e quindi i saperi classici;

successivamente iniziò a derivare dal basso, dall’osse

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trentalange.elisa30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Valle d'Aosta o del prof Zanetti Massimo Angelo.
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