SCHEMI DI DIRITTO CANONICO – PROF. MIELE
STORIA
Un importante aspetto normativo dell’epoca post-apostolica è dato dai meccanismi di successione nel
governo, tematica che provocò comprensibili tensioni, ma che servì a configurare la struttura gerarchica
della Chiesa.
Durante questi secoli si formò il primo nucleo del diritto canonico; costituito da un insieme di norme
consuetudinarie non scritte di natura sacramentale, dottrinale e disciplinare, formatesi per affrontare i nuovi
problemi senza alterare il messaggio evangelico né le norme successive, ritenute date dagli apostoli.
Questo corpo giuridico fu fissato in opere denominate << Collezioni pseudo-apostoliche>>; come la
Didake, la Didascalia e la Traditio apostolica che, unitamente agli scritti dei Padri della Chiesa della prima
epoca, furono la base normativa sulla quale si articolò la vita della primitiva comunità. In questo periodo
iniziarono a celebrarsi i primi sinodi, nei quali i vescovi delle zone limitrofe si riunivano per affrontare e
risolvere le tematiche comuni. ⇒
la situazione cambiò con il riconoscimento della libertà religiosa nell’Editto di Costantino la Chiesa
esce dalla clandestinità fino a diventare alcuni anni più tardi religione ufficiale dell’Impero con
Teodosio I (nel 380), le conseguenze sono;
1. i vescovi ricevono il potere di amministrare la giustizia, con l’importante istituto della
audentia episcopalis.
2. La Chiesa viene riconosciuta come qualcosa di molto simile a una persona giuridica e molti
principi cristiani iniziano ad avere diretta incidenza nel diritto romano, anche tramite
l’emanazione di leggi da imperatori cristiani, che furono recepite come diritto Canonico
Si produce così un interazione dei due diritti, dalla quale nascono nuove istituzioni e norme con carattere
morale ma anche coercitivo. Il diritto romano non porterà però solo effettività alle norme canoniche, ma
anche una raffinata tecnica e un insieme di concetti che saranno capisaldi nello sviluppo del diritto della
Chiesa DECRETO DI GRAZIANO
“Decretum gratiani”
Il decreto di Graziano è stato scritto tra il 1139 e il 1148
È storicamente un punto di riferimento rispetto alla formazione dell’ordinamento canonico
Il decreto di Graziano fu scritto da Graziano; un monaco camaldolese, professore di teologia pratica
⇒
a Bologna che riordinò sistematicamente e conciliò tra loro i canoni contraddittori la riscoperta del
diritto romano incide su una nuova organizzazione del diritto canonico e, in particolare sullo studio
dei canoni.
Il titolo ufficiale dell’opera è Concordia discordantium canonum; concordia dei canoni discordanti
⇒ pacificazione tra canoni, coordinamento tra fonti diverse,
⇒
Non è raccolta ufficiale, perché non ottenne il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa ma
non è esatto definire il decreto di Graziano come una semplice collezione; perchè prima del decreto
sono state fatte delle collezioni che adottano un criterio cronologico (posizionando cronologicamente
le diverse fonti normative). Il Decreto di Graziano non è una collezione meramente cronologica, ha
una sua sistematica interna.
Infatti il decreto di Graziano non è suddiviso in libri, ma è suddiviso in 3 parti.
1. ⇒
La prima parte comprende 101 distinctiones Le prime 20 distinctiones costituiscono un
trattato sulle fonti del diritto (tractatus decretarium)
2. La seconda parte comprende 36 casus, ossia casi pratici che si riferiscono alle
materie più eterogeneee (materia patrimoniale, matrimoniale, penale) e si dividono
a loro volta in quaestiones
3. La terza parte è interamente composta del de consecratione dedicato a materie
sacramentali e teologiche, suddiviso in distinctiones.
Queste 36 causae si riferiscono alle materie più eterogenee; abbiamo causae, casi controversi NON
concreti, ma astratti) che riguardano la materia patrimoniale, matrimoniale, penale...
Si costruisce il caso pratico costituito in modo astratto.
Sul caso pratico il giurista medievale costruisce quelle che tecnicamente vengono chiamate quaestiones
(interrogativi giuridici).
A queste si cerca la soluzione mediante il ricorso alla citazione delle fonti: di fonti normative (canoni)
di fonti dottrinali (auctoritates) .
Graziano fu un restauratore e coordinatore delle fonti del diritto canonico; fece una grande opera di
sintesi, coordinando le fonti in modo sistematico.
Il decreto di Graziano ha assunto un’autorevolezza e fortuna fondamentali, ma dal punto di vista
formale non è mai entrato in vigore (non è mai stato promulgato, nessun papa l’ha mai
promulgato formalmente)
All’opera di Graziano si uniranno nuovi scritti, alcuni di carattere dottrinale e altri di carattere ufficiale,
unendo i nuovi decreti nati dopo il Decreto; le Quinquie compilationes antitiquae sono cinque testi
che raccolgono le norme omesse da Graziano e quelle successive alla sua opera; sono degne di
nota la terza, per il fatto di essere la prima emanata da un Papa, Innocenzo III e la quinta, emanata
da Onorio III per essere di uso comune nei processi.
Lezione 2
Le fonti normative del primo millennio a cui fa riferimento Graziano per comporre il decreto sono;
⇒
1. TESTI BIBLICI i testi provenienti dal vecchio e dal nuovo testamento; secondo la concezione per
cui i passi anche dell’antico testamento, oltre quelli del nuovo, hanno una valenza giuridica diretta.
Era una tendenza medievale ricavare da episodi biblici disposizioni normative
Ad esempio la questione delle decime (ossia delle tasse che devono essere pagate agli enti
⇒
ecclesiastici) il pagamento della decima è di diritto divino, perché prevista in alcuni testi dell’antico
testamento (per il funzionamento del tempio e dei sacerdoti di Gerusalemme)
⇒
2. CANONI DEI CONCILI ECUNEMICI il termine Kanon in latino si traduce in righello, nel senso che
misura il comportamento umano, lo disciplina.
Le disposizioni vengono denominate canoni, diverse dalle norme della società civile, dette nomoi.
Definizione di concilio;Istituzione rappresentativa dell’interazione tra Chiesa e società civile, non
più concepito come semplice riunione di vescovi locali ma come fonte del diritto.
Si distinguevano; ⇒
1. I concili ecunemici quando riunivano tutta la cristianità
⇒
2. I concili provinciali o nazionali quando si riunivano vescovi di determinate zone
I concili venivano convocati anche dall’imperatore, consapevole dell’importanza della religione nel
panorama politico-sociale.
Le decisioni del consiglio vengono chiamate canoni
Il primo concilio si svolse a Nicea nel 325;
Fu il primo concilio ecumenico (cioè universale della Chiesa), fu convocato dall’imperatore
Costantino per ristabilire nella Chiesa e nell’impero di Roma la pace turbata dall’eresia di Ario
(arianesimo). Molto probabilmente Costantino non era battezzato al momento della convocazione
del concilio, infatti si ritiene che verrà battezzato solo in punto di morte.
I
canoni conciliari e le decretali furono raccolti tra la fine del V secolo e l’inizio del VI dal
monaco Dionigi il piccolo, autore di due grandi collezioni
I canoni dei concili ecunemici sono canoni dei concili della Chiesa indivisa, nei quali non si è ancora
rotta l’unità. (I concili ecunemici del primo millennio sono concili della chiesa indivisa prima dello
Scisma del 1054) ⇒
1. La caduta dell’impero Romano d’Occidente nel 476 ebbe riflessi in ambito canonico la
Chiesa perse la sua struttura unitaria e iniziò a scindersi in Chiese nazionali.
Alle grandi raccolte che avevano acquisito carattere generale e, influito in ogni parte della
Chiesa, subentreranno legislazioni regionali o particolari, frutto delle riunioni locali dei
vescovi, dando luogo ad un gran numero di collezioni con grande diversità di precetti, a volte
contraddittori tra loro.
2. Con la nascita del Sacro Romano impero germanico; avvenuta con l’incoronazione di Carlo
Magno, come imperatore nella notte di Natale dell’anno 800. Carlo Magno consegnò alla
Chiesa un proprio territorio (lo stato pontificio) e una certa indipendenza politica,
accentuando così la separazione della parte orientale, fino al definitivo scisma d’Oriente
dell’undicesimo secolo. Infatti le due sedi eminenti della cristianità occidentale e orientale,
Roma e Bisanzio, a fronte di un diverso travaglio storico - politico e di trasformazioni
istituzionali cogenti, giungono nell’undicesimo secolo a un’irreversibile divaricazione
culturale, dottrinale e politica. (Lo scisma d’Oriente fu in realtà il risultato di un lungo
periodo di progressivo distanziamento fra le due Chiese)
3) DISPOSIZIONI CONCILIARI
Graziano effettua citazioni non solo dalle disposizioni dei concili ecunemici, ma anche dei concili
topici.
Che cosa sono i concili topici?
Topico è un aggettivo di derivazione greca, locali, quindi concili particolari nel senso di
⇒
concili locali nel momento in cui si mettono insieme la fonte delle disposizioni dei concili
ecunemici e la fonte delle disposizione dei concili topici, si pone il problema del rapporto tra
legge generale e legge particolare.
4) LE DECRETALI PONTIFICIE
Definizione; ad un certo punto nasce tra i vescovi la prassi di rivolgersi a Roma per avere
soluzioni. Il papa risponde con le Epistulae decretali tramite la cancelleria pontificia a singole
controversie.
La caratteristica principale di queste decretali è che sono risposte a casi concreti, non sono
provvedimenti generali e astratti.
Con lettera decretale si intende una risposta data dal Pontefice ad un vescovo, un canonico,
un abate o un laico che gli aveva sottoposto una questione su un elemento incerto di natura
⇒
giuridica il pontefice risponde alle richieste di responsa, cioè di pronunciamento attraverso
la cancelleria papale in tutta Europa.
I Pontefici acquistano un potere sempre più maggiore nella parte occidentale dell’impero,
che diventa sempre più cristiana.
La cristianità medievale concettualmente non si identifica con la chiesa, ma è un
concetto politico; nel quale sono frammiste le due potestà tendenzialmente
universali, ossia la potestà imperiale e la potestà papale. => con l’incoronazione di Carlo
Magno, ossia con l’incoronazione di un barbaro da parte del papa, inizierà la concorrenza
tra queste due potestà, per affermare la prevalenza del proprio potere.
Qual'è la differenza tra decretali pontificie e i canoni dei concili ecunemici?
La differenza principale è che; ⇒
1. i canoni dei concili ecunemici sono norme generali e astratte
⇒
2. Le decretali pontificie sono risposte a casi concreti
5) I LIBRI PENITENZIALI
I libri penitenziali nascono in terra irlandese, tra il sesto e settimo secolo. Erano dei tariffari
di penitenza (penitenze pubbliche); accanto ad ogni peccato era prevista la
corrispondente sanzione.
I penitenziali contavano elenchi dettagliati di peccati che il sacerdote doveva considerare
nell’assistere un singolo penitente con il suo esame di coscienza e confessione durante il
rito.
I libri penitenziali raccontano le abitudini di una determinata epoca medievale (ad esempio
quale era allora la concezione del matrimonio)
6) CITAZIONI DA LEGGI SECOLARI
Nel Decreto di Graziano vengono citate costituzione imperiali; ma non vengono citate
solamente le costituzioni degli imperatori cristiani (quindi gli imperatori successivi a
Teodosio) ma anche le costituzioni imperiali precedenti.
Con l’impero romano cristiano (che si instaura con Teodosio alla fine del 300) nasce la figura
dell’eretico; la divergenza religiosa diventa un delitto, gli eretici venivano puniti anche con la
pena di morte. Nel libro sedicesimo del Codice teodosiano troviamo la disciplina contro gli
eretici infatti.
Nel decreto di Graziano quante autorità testuali si trovano? ⇒
Le autorità testuali su cui lavora Graziano sistematicamente sono circa 4000 (è stato fatto un censimento)
le autorità testuali sono molteplici; alcune hanno natura di tipo giuridico, altri invece hanno una natura
diversa, ma all'interno del decreto sono percepite come fonti normative dirette.
Graziano suddivide in 3 parti le autorità testuali, le quali sono intrecciate come dei commenti di
⇒
Graziano (i detti di Graziano, i dicta) che interpretano i testi, li discutono ma soprattutto tentano di
conciliare le contraddizioni tra i testi.
Graziano utilizzò dei criteri che gli permisero di ottenere un’opera organica e coerente con tutto il diritto
canonico; le rationes (plurale di ratio, letteralmente significa ragioni, motivazioni) e rappresentano i
meccanismi interpretativi di cui si avvale Graziano.
⇒
1. RATIO TEMPORIS
Principio generale della successione temporale tra le fonti; la legge posteriore prevale sulla legge
anteriore; tuttavia non è detto che la legge posteriore si identifichi esattamente con la legge anteriore
(la legge posteriore può essere di contenuto generale mentre la legge anteriore di contenuto
⇒
specifico) da ciò deriva l’importante principio “ Lex posterior generalis non derogat priori
speciali ” (la legge successiva generale non deroga a quella precedente speciale); quindi la ratio
temporis viene corretta con un’altra ratio, la ratio dispensationis.
⇒
2. RATIO DISPENSATIONIS ⇒
La legge speciale prevale sulla legge generale in quanto eccezione ciò presuppone il fatto che
nell’ordinamento canonico esistono fonti particolari e da un punto di vista formale violano il principio
di eguaglianza. ⇒
Nell’ordinamento costituzionale italiano non sono ammessi i privilegi e le dispense sono in
contrasto con il principio di eguaglianza dell’art. 3 della Costituzione.
⇒
Nell’ordinamento canonico sono ammessi i privilegi e le dispense; perché la legge non deve
impedire la salvezza ultramondana del singolo.
⇒
3. RATIO LOCI
La legge locale prevale sulla legge universale
Ragione territoriale: è un meccanismo che Graziano utilizza nel rapportare tra di loro una
disposizione universale rispetto ad una disposizione territorialmente circoscritta.
La soluzione non può essere una soluzione generale, va valutata caso per caso.
secondo questa ratio il diritto territoriale particolare in linea di principio deve prevalere sul diritto
territoriale generale, quindi universale.
⇒
4. RATIO SIGNIFICATIONIS criterio del significato
⇒
interpretazione testuale delle fonti distinzione tra proposizione normativa e disposizione
normativa. ⇒
1. Proposizione normativa è una proposizione linguistica
⇒
2. Disposizione normativa corrisponde alla norma agendi
Graziano analizza il significato di quelle fonti che sembrano discordanti, ma in realtà quelle due fonti
di riferiscono a due situazioni diverse quindi non vi è contrasto (quindi conciliazione sulla base
contenutistica).
Graziano utilizzava un metodo dialettico nei confronti dei testi romani.
Nella seconda parte del Decreto di Graziano sono contenuti 36 casi pratici, cioè 36 cause; nelle quali si
cerca di risolvere i problemi giuridici.
CAUSA 28ETTESIMA intitolata “infidelitate et bigamia” e fa riferimento al privilegio Paolino.
Graziano procede presentando il caso concreto e su quest’ultimo si produrranno questioni
giuridiche;
Un infedele (non battezzato) coniugato (col matrimonio legittimo) si converte alla fede
(cristiana); la moglie, tuttavia, in odio alla fede cristiana, lo abbandona. Costui, dopo aver
sposato (col matrimonio sacramento) una donna cristiana, alla morte di quest’ultima diviene
chierico. Infine, grazie alla sua rettitudine di vita ed alla sua dottrina, viene eletto vescovo.
1. un non battezzato sposato con il matrimonio di diritto naturale si converte (ossia si
battezza), sua moglie in odio alla fede cristiana lo abbandona
2. Costui, si sposa una seconda volta con una battezzata e quest'ultima muore
3. Si fa chierico, ma è talmente bravo che viene eletto vescovo
Su questa parte narrativa Graziano costruisce le quaestiones;
1. Esiste un vero matrimonio tra i due infedeli, ossia non battezzati?
2. All'infedele che si è battezzato è lecito prendere un'altra moglie mentre la prima è
ancora viva?
3. È da considerarsi bigamo quello che ha avuto una sposa prima di battezzarsi, e
dopo il battesimo un'altra?
Risposte;
1. Si, esiste il matrimonio, il quale è retto dalla legge naturale. Nell’ottica
dell’ordinamento confessionale anche il matrimonio civile tra due non battezzati è
legittimo in quanto è retto dalla legge naturale.
2. Si, costui si può sposare con la seconda donna secondo il privilegio Paolino; -
meccanismo per il quale può sciogliersi il meccanismo legittimo quando uno
dei due sposi si fa battezzare dopo aver celebrato il matrimonio, e l'altro
sposo non accetta né la conversione né la convivenza pacifica (San Paolo
afferma che quando una persona si fa battezzare e per questo viene abbandonato;
ha diritto a transitare a nuove nozze)
3. Ci sono argomenti per sostenere entrambe le tesi → non c'è una risposta definitiva
Lezione 3
In seguito al decreto di Graziano, che rappresenta il primo lavoro conciliatore; si avvia un processo di
assimilazione, di osmosi tra il diritto romano (quindi tra l’eredità giuridica del diritto romano) e quel corpus
normativo proprio della chiesa cattolica (che rappresenta il frutto di una produzione giuridica derivante dalle
sacre scritture, dai padri della chiesa.. ecc)
⇒ questa fusione porta alla formazione di un diritto canonico inteso come sistema giuridico unitario (grazie a
questa fusione si form
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