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ILLIAM HAKESPEARE
Romeo and Juliet (I.v. vv. 93-106)
Sonnet 18
Shall I compare thee to a summer’s day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer’s lease hath all too short a date:
Sometimes too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimmed;
And every fair from fair sometimes declines,
By chance, or nature’s changing course, untrimmed:
But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou ow’st;
Nor shall death brag thou wander’st in his shade
When in eternal lines to time thou grow’st:
So long as men can breathe or eyes can see,
1
So long lives this, and this gives life to thee .
Sonetto 18. Paragonarti a un giorno dell’estate? / Più amabile ti trovo e temperato: / soffiano a maggio raffiche sui
bocci, / e l’affitto d’estate scade presto, / a volte troppo caldo splende il sole / o spesso impallidisce nel suo oro; / ogni
bellezza da bellezza scade, / per caso oppure legge di natura. / Ma in te l’eterna estate non si oscuri / né perda la
bellezza che possiedi, / né morte vanti il tuo peregrinare, / se in versi eterni cresci con il tempo. / Finché gli uomini
avranno occhio e respiro / vivrà questo sonetto, e vita avrai. (Vincenzo La Gioia)
SONETTO 18
Movimento culturale
Rinascimento inglese, in piena età elisabettiana.
Centralità dell’essere umano e della bellezza.
La poesia amorosa diventa celebrazione dell’amato e, insieme,
dimostrazione della potenza dell’arte.
Società
Inghilterra di fine ’500: epoca di stabilità politica sotto Elisabetta I,
fioritura culturale, teatro e poesia alla corte.
La lirica era anche un modo per conquistare prestigio e fama.
I sonetti di Shakespeare appartengono al canone cortese e
intellettuale, ma introducono una sensibilità nuova e più universale.
Genere e metrica
Sonetto elisabettiano: 14 versi divisi in 3 quartine + 1 distico finale.
Schema di rime: ABAB CDCD EFEF GG.
Sonetto 18. Paragonarti a un giorno dell’estate? / Più amabile ti trovo e temperato: / soffiano a maggio raffiche sui
1
bocci, / e l’affitto d’estate scade presto, / a volte troppo caldo splende il sole / o spesso impallidisce nel suo oro; / ogni
bellezza da bellezza scade, / per caso oppure legge di natura. / Ma in te l’eterna estate non si oscuri / né perda la
bellezza che possiedi, / né morte vanti il tuo peregrinare, / se in versi eterni cresci con il tempo. / Finché gli uomini
avranno occhio e respiro / vivrà questo sonetto, e vita avrai. (Vincenzo La Gioia)
Metro: pentametro giambico (10 sillabe, accento su ogni seconda
sillaba).
Ritmo
Regolare, armonioso e musicale.
Conferisce solennità e bellezza al testo, accompagnando l’elogio
dell’amato.
Figure retoriche
Similitudine: confronto con una giornata estiva.
Metafora: l’“estate eterna” come immagine della bellezza imperitura.
Personificazione: il vento e il sole (“eye of heaven”) resi agenti umani.
Iperbole: esagerazione della perfezione dell’amato.
Antitesi: caducità della natura ↔ immortalità dell’arte.
(“Shall I compare thee to a summer’s day?
Nel Sonetto 18 di Shakespeare ”),
l’atto di paragonare l’amata a una giornata estiva è, in origine, una
similitudine, perché si basa esplicitamente su un confronto introdotto da
“compare” (come dire: “Sei come un giorno d’estate”) All’inizio resta una
similitudine (un paragone diretto). Nel corso del sonetto, però, la figura evolve
come
verso una metafora estesa: l’amata non è soltanto un’estate, ma la sua
bellezza supera quella della stagione e diventa un’“estate eterna”, che non
svanirà mai perché fissata nei versi.
Tema
La bellezza naturale è destinata a sfiorire, ma quella dell’amato vivrà
per sempre nei versi.
La poesia diventa strumento di immortalità.
Sistema metrico:
Sonetto inglese (o shakespeariano).
o Struttura: 14 versi in pentametro giambico (10 sillabe, accenti
o su sillabe pari).
Schema di rime: ABAB CDCD EFEF GG (3 quartine + 1 distico
o finale).
Il sonetto è scritto quasi interamente in pentametro giambico.
Primo verso:
“Shall I compare thee to a summer’s day?”
Scansione ritmica (sillabe accentate in maiuscolo):
shall I | comPARE | thee TO | a SUM | mer’s DAY
→ cinque giambi perfetti, tipico pentametro giambico.
-Significato del ritmo:
regolarità del pentametro giambico
La dà al sonetto un’armonia musicale
che richiama l’ordine e la bellezza che il poeta vuole attribuire all’amato.
Alcune variazioni (es. inversioni o pause caesura) servono a sottolineare
concetti chiave: quando Shakespeare parla del declino della natura
(“Rough winds do shake the darling buds of May”), il ritmo rallenta
leggermente, riflettendo l’idea della fragilità. tempo che
Il battito regolare del pentametro giambico diventa come il
scorre, ma qui paradossalmente è sconfitto dalla poesia stessa, che dona
immortalità.
In sintesi:
Sonnet 18
Nel il pentametro giambico non è solo una forma
tecnica: è parte integrante del significato, perché rappresenta il
ritmo costante del tempo che distrugge ogni cosa, ma che la poesia
riesce a superare fissando per sempre la bellezza dell’amato.
Ritmo: regolare, musicale, con andamento elegante che favorisce il
parallelismo tra natura e bellezza. La cadenza del pentametro giambico
crea armonia.
Figure retoriche:
Metafora centrale: il paragone tra l’amato e una giornata
o d’estate.
Personificazione: “l’occhio del cielo” = il sole.
o Antitesi: bellezza effimera della natura vs eternità della poesia.
o Chiusura epigrammatica: nel distico finale la poesia stessa
o garantisce immortalità all’amato.
1.È
Perché è “epigrammatica”? sentenziosa e incisiva: formula un
2.Ha
pensiero generale, valido per sempre. la forza di un aforisma:
3.Chiude
la poesia è in grado di vincere il tempo e la morte. con un
colpo di scen
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