2019 Polittico africano
1. (saggio di Richard Ambrosini)
Heart of Darkness
Il testo è un approfondito studio critico su di Joseph Conrad, con
particolare attenzione alla sua struttura narrativa e al significato politico-culturale.
Che cos’è il “polittico africano”?
Il termine polittico viene da un genere pittorico: un insieme di più pannelli (dittici,
trittici, ecc.) che compongono un’opera unica. Ambrosini usa questa immagine per
Heart of Darkness
spiegare la struttura narrativa di Conrad: non è un racconto lineare,
ma un montaggio di quadri visivi e sonori, accostati e messi in dialogo tra loro.
Ogni scena in Africa viene presentata come un tableau vivant: una visione che
unisce ciò che Marlow vede, ciò che sente, e ciò che associa mentalmente.
Questi quadri diventano dei dittici (immagini + suoni) o trittici (immagini +
suoni + riflessione concettuale).
Il viaggio lungo il Congo crea una costellazione di quadri interconnessi: un vero
e proprio polittico africano.
-Funzione del polittico
L’idea centrale di Ambrosini è che la forma del polittico serve a smontare la
propaganda coloniale europea:
Ogni quadro accosta realtà brutale e linguaggio ideologico.
Esempio: i prigionieri incatenati → definiti “criminali”, ma in realtà
o vittime.
Il boschetto della morte → corpi morenti descritti senza la maschera della
o Neolingua imperiale.
Marlow inserisce riflessioni che aprono finestre geopolitiche: richiami alla Roma
antica, al capitalismo inglese, al culto dell’“efficienza”.
Il risultato è che la narrazione decostruisce la retorica civilizzatrice, mostrando il
colonialismo come violenza e sfruttamento mascherati.
- Esempi di quadri del polittico
Ambrosini analizza diversi momenti come pannelli del polittico:
1. Il Tamigi e i Romani: la cornice iniziale; Marlow ricorda che anche l’Inghilterra
fu “un luogo tenebroso”. Confronto tra impero romano e impero britannico →
relativizzazione dell’imperialismo.
2. La nave francese: una corazzata che bombarda “un continente” senza motivo.
La parola “nemici” applicata agli indigeni mostra la manipolazione del
linguaggio.
3. I sei neri incatenati: la scena che rivela il funzionamento della Neolingua.
Chiamati “criminali” solo perché non hanno rispettato contratti-capestro. Qui
Marlow introduce la “terza tavola” (riflessione concettuale sulla legge come
“mistero venuto dal mare”). Gli uomini incatenati rappresentano la riduzione
della vita africana a materia prima. La parola “criminali” mostra come il
linguaggio coloniale giustifichi la violenza con una maschera legale. Conrad fa
emergere l’assurdità: quegli uomini non erano né nemici né delinquenti, ma
vittime sacrificate al “culto dell’efficienza”.) Marlow associa subito questa scena
all’immagine della corazzata francese: entrambe sono esempi della violenza
assurda e della “legge” coloniale, un “mistero venuto dal mare” che schiaccia i
popoli locali.
4. Il boschetto della morte: africani ridotti a “ombre nere di malattia e di fame”.
Non più “nemici” né “criminali”, ma vittime oltre la Storia.
5. Il Ragioniere in bianco: simbolo grottesco della logica coloniale. Odia i neri
perché disturbano i suoi conti → il culto dell’“efficienza”.
6. I “redenti” (fuochista, timoniere): africani addestrati dagli europei ma
trasformati in caricature, schiavi mentali.
7. Il documento di Kurtz: il celebre rapporto che si conclude con “Exterminate
all the brutes!” → il punto estremo del linguaggio colonialista.
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