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O W

SCAR ILDE

From The Ballad of Reading Gaol (1898)

In memoriam C. T. W.

sometime trooper of the Royal Horse Guards.

obiit H. M. Prison, Reading, Berkshire, July 7th, 1896

I

He did not wear his scarlet coat,

For blood and wine are red,

And blood and wine were on his hands

When they found him with the dead,

The poor dead woman whom he loved,

And murdered in her bed.

He walked amongst the Trial Men

In a suit of shabby gray;

A cricket cap was on his head,

And his step seemed light and gay;

But I never saw a man who looked

So wistfully at the day.

I never saw a man who looked

With such a wistful eye

Upon that little tent of blue

Which prisoners call the sky,

And at every drifting cloud that went

With sails of silver by.

I walked, with other souls in pain,

Within another ring,

And was wondering if the man had done

A great or little thing,

When a voice behind me whispered low,

“That fellow’s got to swing.”

Dear Christ! the very prison walls

Suddenly seemed to reel,

And the sky above my head became

Like a casque of scorching steel;

And, though I was a soul in pain,

My pain I could not feel.

I only knew what hunted thought

Quickened his step, and why

He looked upon the garish day

With such a wistful eye;

The man had killed the thing he loved,

And so he had to die.

Yet each man kills the thing he loves,

By each let this be heard,

Some do it with a bitter look,

Some with a flattering word,

The coward does it with a kiss,

The brave man with a sword!

Some kill their love when they are young,

And some when they are old;

Some strangle with the hands of Lust,

Some with the hands of Gold:

The kindest use a knife, because

The dead so soon grow cold.

Some love too little, some too long,

Some sell, and others buy;

Some do the deed with many tears,

And some without a sigh:

For each man kills the thing he loves,

Yet each man does not die.

He does not die a death of shame

On a day of dark disgrace,

Nor have a noose about his neck,

Nor a cloth upon his face,

Nor drop feet foremost through the floor

Into an empty space. […]

La ballata del carcere di Reading. In memoria di C. T. W. già appartenente alla Guardie Reali a cavallo

ucciso nel carcere di Sua Maestà, a Reading, Berkshire, il 7 luglio 1896. Egli non porta il suo abito rosso /

perché rossi sono il sangue e il vino: / e il sangue e il vino erano sparsi / sulle sue mani, quando lo

trovarono / accanto al letto ove giaceva morta / la donna amata ch’egli aveva uccisa. // Camminava tra gli

Uomini Colpevoli / con indosso un logoro abito grigio / e un berretto sghembo sulla testa. / Il suo passo

sembrava lieve e allegro. / Ma io non ho mai visto sguardo d’uomo / volgersi così ansioso verso il giorno. //

Non ho veduto mai l’occhio di un uomo / volgersi con lo sguardo così ansioso / verso il lembo minuscolo

d’azzurro / che nel carcere è il cielo e verso l’alta / nuvola trascinata alla deriva / come sospinta da vele

d’argento. // Mi trovavo con altri condannati / in un raggio diverso e mi chiedevo / quale fosse la colpa di

quell’uomo: / grande o piccola. Ad un tratto una voce / s’avvicinò e mi disse in un sussurro: / «Quel tipo sta

per essere impiccato». // Cristo santo! Le mura di quel carcere / parvero vacillare all’improvviso / e la volta

del cielo sul mio capo sembrò un casco d’acciaio incandescente. / Anche su me pesava una condanna, / ma in

quel momento non aveva senso. // E mi chiedevo quale suo pensiero / inseguendo, egli il passo ora

affrettava / e perché verso il giorno così splendido / lo sguardo addolorato era rivolto. / Aveva ucciso la cosa

che amava e doveva pagare con la morte. // Eppure ogni uomo uccide ciò che ama. / Io vorrei che ciascuno

m’ascoltasse: / alcuni uccidono adulando, ad altri / basta solo uno sguardo d’amarezza. / Il vile uccide mentre

porge un bacio / e l’uomo coraggioso con la strage! / Molti uccidono l’amore da giovani, / altri invece da

vecchi. Chi lo strangola / con le avide mani del Peccato / e chi invece con le mani di Dio. / L’uomo gentile

adopera il coltello / perché il freddo mortale sia più rapido. // Alcuni amano troppo brevemente / ed altri

troppo a lungo. C’è chi vende / e chi compra; chi uccide il proprio amore / senza un singhiozzo e chi con

molte lacrime. / Ma nessuno, tra quelli che hanno ucciso / ciò che amavano, paga con la morte. // Nessuno

morirà con un orrenda / morte in un giorno pieno di vergogna; / nessuno avrà una corda intorno al collo / né

una benda coperta sulla faccia, / né coi suoi piedi annasperà nel vuoto / cercando invano un punto ove

poggiarsi. (Tommaso Giglio)

Movimento culturale

Ultima fase vittoriana, segnata dal Decadentismo e dal Simbolismo.

 In questo testo, tuttavia, la raffinatezza estetica si unisce al realismo sociale.

 La ballata si ispira direttamente all’esperienza di Wilde in prigione.

Società

Inghilterra tardo-vittoriana: rigida, moralista, segnata da forti disuguaglianze

 sociali.

Wilde era stato incarcerato per “gross indecency” (omosessualità) e scrive dopo

 la sua esperienza a Reading Gaol.

La poesia denuncia la crudeltà del sistema carcerario e della pena di morte.

Genere e metrica

Ballata moderna: lunga poesia narrativa in strofe di 6 versi.

 Alternanza di tetrametri e trimetri.

 Rime variabili, spesso alternata o baciata.

 Presenza di refrain (“Yet each man kills the thing he loves”) ripetuta sempre. =

 un verso o un gruppo di versi che si ripete, creando un effetto musicale e

rafforzando il tema.

Ritmo

Cadenzato, quasi da canto popolare.

 Le ripetizioni e il refrain creano un effetto di coralità e di denuncia collettiva.

Figure retoriche

Anafora e refrain: ripetizione insistita che imprime nella memoria il

 messaggio centrale.

Metafora: la prigione come simbolo della condizione umana.

 Antitesi: amore ↔ morte, colpa ↔ innocenza.

 Immagini religiose e simbolismo cristiano: il condannato come figura quasi

 redentrice.

Tema

 Tutti gli uomini sono colpevoli e “uccidono ciò che amano”.

 Compassione per i prigionieri e denuncia della brutalità istituzionale.

 L’opera unisce dolore personale e universale condanna dell’ingiustizia.

Sistema metrico:

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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