L'economia della cultura
L'economia della cultura - Benhamou Marshall: analisi dei consumi artistici che sono l’eccezione alla teoria della diminuzione dell’utilità marginale. Analisi economica della cultura: emergono i concetti di esternalità, investimenti, specificità della remunerazione con forte incertezza. Economia della cultura: mercato dei beni culturali unici (spettacoli e musei), industrie culturali tradizionali (libri, cinema) e media.
Stato e contributo alla domanda e offerta
Stato: contribuisce a modellare la domanda e l’offerta.
Cap I. Consumi e occupazioni
I consumi: la volontà collettiva influenza molto gli acquisti individuali. Il termine "cultura" è molto ampio e si applica alle forme di socializzazione, così come ai consumi più colti. È difficile classificare e confrontare i comportamenti perché c’è uno scarto tra il dichiarato e l’effettivo e per le diverse interpretazioni delle domande a cui si viene sottoposti nelle ricerche.
Confronti internazionali limitati: non corrispondenza tra campione e periodo storico delle varie ricerche. Profili socioeconomici invariati: In Francia, la spesa per beni culturali rappresenta il 4% delle spese di una famiglia. Dall'80, i consumi sono stagnanti ad eccezione della musica; la letteratura è in declino tra i grandi lettori e giovani, mentre i non lettori sono stabili. Tutto ciò non è dovuto alla TV.
Legame tra diminuzione frequenza al cinema e apertura del mercato audiovisivo alle reti private: diminuzione frequenza del pubblico affezionato al cinema. Teatro: carattere elitario e invecchiamento del pubblico, chi frequenta ha titoli di studio più elevati.
- I consumi aumentano con il livello socioculturale e con la dimensione dei centri abitati: chi va al cinema si avvicina al profilo dei frequentatori di teatri, la parte più popolare del pubblico guarda la TV.
Importanza dell'istruzione: al centro per il consumo d’arte. Amore per la cultura dipende dal capitale culturale, dalla natura spontanea e dalle inclinazioni.
L'analisi economica: il paradigma neoclassico alla prova
La teoria neoclassica tradizionale presuppone che il consumatore sia razionale: gusti invariabili e scelte sulla base del vincolo di reddito. Utilità decrescente: la soddisfazione tratta dal consumo diminuisce in modo proporzionale dopo ogni unità in più. Lui consuma unità del bene fino a quando l’utilità marginale è maggiore del costo marginale.
Equilibrio: utilità marginale = costo. Sono beni collettivi l’utilità marginale ma non vale per i consumi culturali: non decresce dopo il singolo utilizzo, ma aumenta.
Becker e Stigler: Addictive goods: il consumo di questi beni non causa la diminuzione del desiderio di consumarne. I gusti cambiano e anche il tempo influisce. Se lo stock di capitale umano aumenta, aumenta la sua formazione, la produttività del lavoro e quindi anche il salario.
La crescita del reddito è una minaccia per questo tipo di consumi, perché queste attività richiedono più tempo rispetto ad altre del tempo libero.
Il modello del consumo musicale di Becker e Stigler
Variabili della soddisfazione dal consumo di cultura: reddito disponibile, capitale umano e disponibilità di beni commerciali (stereo, giradischi, ecc.). Aumento dell’utilità marginale nel paradigma neoclassico: l'individuo è sempre più capace e l’utilità aumenta più velocemente grazie al miglioramento della propria produttività.
Utilità = U(M, Zi): funzione di M, piacere musicale (legato al tempo ad ascoltare musica, diventi più produttivo e capitale umano S). M = M (tm, Sm) + è lungo il tempo ad ascoltare, più è alta la produttività; più è alta l’educazione, più è alta la soddisfazione.
Manca formula. Zi, inputs: tempo, capitale umano e beni commerciali.
Lévi-Garboua e Mantmarquette
Questa teoria è considerata eccessivamente deterministica perché ogni nuova esperienza culturale provoca una soddisfazione più o meno positiva ad ogni individuo, perché i gusti sono eterogenei, i beni sono unici e l’incertezza pesa molto sulle preferenze. Il pubblico inesperto preferisce spettacoli più facili e viene riconosciuto. Tasso di obsolescenza dell’esperienza e il fenomeno della sostituzione.
Sostituzione tra consumi; il ruolo dei prezzi
La sostituzione di un bene culturale può avvenire sulla base dei loro prezzi. HP: debole risposta della domanda al prezzo (es. riduzioni di prezzo in orari meno affollati non cambiano tanto l’affluenza). Costi per la frequentazione degli spettacoli non limitati al prezzo del biglietto, ma spese collegate pari al prezzo del biglietto (es. baby-sitter per andare allo spettacolo, parcheggio, ecc.), considerando i beni complementari si vede una certa elasticità della domanda rispetto al prezzo. Consumo di beni industriali (libri, cinema) è più legato alla variazione dei prezzi.
Caratteristiche dei beni e decisioni di acquisto
Offerta abbondante: costi per la ricerca del miglior prodotto pesano sul consumo. I beni hanno delle caratteristiche oggettive e misurabili da cui deriva l’utilità: un individuo sceglie il bene che ha le migliori caratteristiche. Le caratteristiche sono pertinenti quando sono comuni solo i prodotti di un determinato insieme (libri di una collana: sono tutti uguali).
Settori culturali: il consumatore è indifferente nel consumare due beni con caratteristiche comuni. Throsby esamina le componenti estetiche che influiscono sul giudizio di qualità e impattano sulla domanda di teatro (politica di offerta di un settore con molti beni offerti e informazione costosa). Attraverso il luogo o il modo in cui il consumatore acquista, limita la sua scelta ad un sottoinsieme di offerta, in base alle caratteristiche comuni dei prodotti offerti, perché in questo modo esclude prodotti offerti da altri luoghi. Il costo legato all’acquisto e il rischio di errore sono ridotti. Innovazione e apporto di nuove caratteristiche.
Teoria di Lancaster
Spiega la scelta dei consumi culturali secondo l’età: i prodotti culturali hanno caratteristiche osservabili ex ante ma altre si scoprono dopo al momento dello spettacolo. Il consumatore che vuole massimizzare la sua utilità (avversione al rischio elevata) sceglie tra gli spettacoli più sicuri, che possono essere valutati tramite caratteristiche ex ante.
L’avversione al rischio che aumenta con l’età spinge verso l’opera e concerti, con un repertorio tradizionale e meno rischioso, e non verso le rappresentazioni teatrali, perché esse privilegiano l’innovazione.
Incertezza e informazione: nuove prospettive di analisi
L’incertezza sulla qualità del bene è più forte che in altri ambiti, le prestazioni sono distribuite nel tempo, influenzate dall’ignoranza in caso di perizie non precise e suscettibili di ridefinizione del valore riguardo all’autenticità. Il fatto che l’opera sia originale aumenta il rischio di errore, e in questi casi interviene un certificatore. Lawrence valuta il peso della critica e la sua capacità di influenzare la domanda, studia la relazione tra il giudizio della critica e il successo degli spettacoli ex post: non è dato esclusivamente dei giudizi della critica.
L’incertezza sulla qualità diventa asimmetria informativa e nel campo artistico lo specialista ha una maggiore informazione. Il problema dell’asimmetria si può sviluppare fino a far diminuire gli agenti sul mercato fino a farlo estinguere (durante la compravendita se gli acquirenti hanno meno info sul bene, saranno disposti a pagare meno a causa dell’incertezza sull’autenticità). L’esperto diventa quindi un agente di riduzione del rischio: il mancato guadagno del venditore di prodotti di buona qualità lo spinge a fornire tutte le info a riguardo e il critico/intermediario danno il valore al bene garantendone la qualità.
Il mercato del lavoro
L'importanza dell'occupazione culturale: miti e realtà
Impiego culturale è aumentato molto tra anni '80-'90, soprattutto nel settore audiovisivo e dello spettacolo dal vivo, nella conservazione il personale è diminuito, l’offerta di lavoro in realtà non è cresciuta tanto. Due diversi sistemi di assunzione: manodopera stabile e temporanea per un progetto preciso.
- Discontinuità: permette alla produzione di adattarsi a progetti, che non hanno la certezza di continuare, e assumere il personale adeguato.
- Gonfiamento dei costi di produzione poiché corsa al reclutamento di attori e tecnici famosi.
La vita dell'artista, o l'irrazionalità apparente della scelta di una carriera a rischio
Lavoro dell’artista è irregolare, incerto e poco tutelato. Remunerazioni inferiori: Costo opportunità, differenza tra remunerazione e quello in cui un individuo di pari profilo può sperare. Filer: scarto tra la media delle professioni artistiche e quelle normali è del 6%: tra le professioni intellettuali e quelle dei dirigenti, gli artisti sono in fondo alla scala.
Remunerazioni inferiori alle medie: perché nascono da disparità rilevanti come i grandi guadagni di uno, il successo di altri e la povertà relativa. Carriere incerte: Incertezza: scarto tra sforzo intrapreso e il fine da raggiungere (dipende anche dal carattere temporaneo del successo).
Rosen - Star System
Concentrazione del consumo su alcune produzioni di artisti famosi, il cui talento è riconosciuto, per l’effetto che la notorietà ha sul consumatore. Il consumatore vuole minimizzare i rischi scegliendo quei beni che lo star system indica. L’impresa prova ad allargare i propri mercati senza aumentare i costi di produzione: l’artista divenuto star può raggiungere così il grande pubblico.
Adler: la differenza nelle remunerazioni delle star e degli altri, si basa non solo sul talento ma anche sul caso e sulla fortuna (dipende anche dalle opportunità). Perché qualcuno sceglie questo tipo di carriera? L’utilità marginale del reddito cresce al crescere di quest’ultimo: hanno un ritorno psicologico che prevale sulle considerazioni finanziarie. L’artista compensa la disutilità dei guadagni bassi con lo status che egli riceve e con l’ambiente. I guadagni simbolici si possono trasformare in guadagni materiali perché il riconoscimento sociale porta a guadagni materiali.
Smith: La speranza di un alto guadagno porta ad accettare i rischi: la debolezza prodotta dall’avversione al rischio diminuisce con l’età e arriva la consapevolezza della difficoltà nel riuscire: gli attori iniziano la carriera molto giovani e l’abbandonano rapidamente. Carriera dell’artista è un processo di raccolta di informazioni che fa capire all’artista il proprio talento, in base a fallimenti e successi come secondo la teoria del job matching. Il salario è un segnale: i migliori artisti sono più pagati.
Incognite delle carriere e pianificazione dei rischi
Attività complementare: svolta per assicurarsi un reddito fino a quando l’utilità marginale di un’ora sia uguale all’utilità marginale di un’ora in più di arte. In Francia, parte del rischio ricade sulla società grazie a un compenso destinato ai precari dello spettacolo.
- Critiche: elevato costo, genera moral hazard (la protezione genera un aumento del rischio), e indebolimento della specificità del lavoro nel settore culturale.
Nei paesi favorevoli all’intervento dello stato le retribuzioni degli artisti sono più basse rispetto agli USA dove il mercato comanda.
Il modello dell'allocazione del tempo di Throsby
L’artista cerca di massimizzare il tempo che spende nel lavoro artistico (La) ma non è sufficiente per coprire i bisogni elementari. Egli lavora per acquistare beni per una quantità x*, oltre questo limite si dedica all’arte anche se è meno remunerativa.
(1-La) : lavoro non artistico remunerato al salario wa. U=U (La, x) – Wa La + wn (1-La) – p*x=0 salario del lavoro artistico + salario del lavoro per i beni prezzo dei beni=0. Quando il salario in attività non artistiche aumenta, aumenta il tempo speso nell’arte, diverso da quanto prevede la teoria tradizionale del lavoro. Il salario dell’80% degli artisti è inferiore a quello delle altre attività, ma nonostante questo gli artisti preferiscono dedicare tempo all’arte. Quando il salario artistico è uguale o superiore a quello del lavoro normale, l’80% degli artisti si dedica a tempo pieno all’arte.
Diritti d'autore
Stabilisce l’incremento della remunerazione dell’artista ad opera del consumatore. Efficienza: corregge il mercato incapace nel remunerare in modo equo l’artista e senza di questo non sarebbe ottimale. Conferisce all’artista il monopolio temporaneo. È una risposta all’incertezza della produzione culturale e della lentezza con cui si raggiunge il successo. Ma implica una minor diffusione e soluzioni per la tensione tra incentivo e diffusione: carattere temporaneo del diritto. Permette di coprire i costi di espressione ed è più necessario quando la produzione di copie è poco impegnativa.
In Francia, nel 1791 il diritto d’autore è stato riconosciuto dall’Assemblea Costituente. Nel 19o secolo, con una maggiore domanda culturale, l’opera diventa pubblica 70 anni dal decesso dell’autore. Le opere musicali: 70 anni dalla prima distribuzione. Il diritto d’autore è percepito e redistribuito dalle società degli autori, con una percentuale stabilita a livello internazionale. Le royalties vengono dedotte dal prezzo dell’album e date agli artisti. Le opere architettoniche sono protette dalla legge sulle proprietà letterarie e artistiche. I diritti consentono all’artista un 3% dell’opera rivenduta al miglior offerente fino a 70 anni dopo la morte. Il diritto d’autore è diverso dal copyright inglese: i diritti sono divisi tra artista e produttore che assume il rischio economico.
Oggi, è molto importante il diritto d’autore perché le nuove tecnologie permettono la manipolazione di immagini, deformazioni e riutilizzi. Questo pone un nuovo problema: la distribuzione dei diritti ai vari autori quando il prodotto include testo, immagini e suono. Internet rende difficile applicare il diritto d’autore a causa della riproduzione illecita delle opere. Per contrastare contenziosi giuridici, digital rights management e accordi industriali sono sempre più necessari.
Lobbies e copyright
Le lobbies vogliono ampliare il campo d’azione e la durata del copyright. Con il Sonny Bono Copyright Term Extension Act, il copyright negli USA è passato da 50 a 70 anni. Movimenti a favore del "libero" guidati dal giurista Lessing sostengono l’idea di una licenza creative commons per la libera diffusione e eventuale modifica.
Pirateria e riproduzioni
Il diritto di sfruttamento dell’autore comprende quello di rappresentazione e di riproduzione: è vietato e assimila a contraffazione tutte le riproduzioni fatte senza il suo consenso. Alcune società di autori sono state autorizzate a concludere convenzioni con gli utilizzatori per gestire il diritto di riproduzione. La remunerazione è forfettaria.
Nel contesto musicale, i download gratuiti generano esternalità di rete perché la musica viene scambiata. Gli economisti discutono l’effetto reale della pirateria sulla vendita e sulle remunerazioni degli artisti. I produttori vogliono limitare il fenomeno, ma gli artisti possono farsi conoscere attraverso la diffusione diretta e gratuita.
La riproduzione illegale e la pirateria creano notorietà; dunque, la protezione è inutile e la remunerazione va ad aumentare con il crescere della sua popolarità. La diffusione gratuita può favorire lo sviluppo di un nuovo mercato. La questione della remunerazione dell’artista, dove le leggi non vengono applicate, trova una soluzione nella produzione di differenti versioni dello stesso bene. I profitti derivanti dalla notorietà e la vendita di servizi (inviti, conferenze) completano il guadagno derivante dalla vendita iniziale del bene.
Cap II. Lo spettacolo dal vivo
L’affluenza è ancor più elitaria; il settore è molto vivace e diversificato. Le creazioni che vivono grazie al sostegno pubblico fanno concorrenza alle sale da concerto. I piccoli spettacoli a volte si accompagnano a spettacoli più grandi, seguendo la logica della grandezza. Lo spettacolo dal vivo è uno studio di registrazione live e una vetrina pubblicitaria dell’industria del disco. Nel 2000, si è verificato un ribaltamento: è diventata la maggior fonte di guadagno per molti artisti.
La concorrenza diventa una competizione tra soggetti che propongono beni unici ed effimeri. La debole elasticità della domanda rispetto al prezzo e la differenziazione dei prodotti indicano che i soggetti reagiscono come monopoli discriminanti. La crescita dei costi giustifica l’intervento pubblico, ma non assicura un durevole equilibrio finanziario. L’offerta di spettacolo dal vivo e il sostegno pubblico sono cruciali per la sostenibilità del settore.
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