Eleonora Lucarelli D I R I T T O C O S T I T U Z I O N A L E
Il diritto costituzionale è il diritto sul dominio (potere che esercitano le forze dominanti su soggetti a loro subordinati), lo regola e lo
limita attraverso la classe politica, per rendere il potere esercitato dal gruppo politico legittimo, conforme al diritto => l’agire del
gruppo politico diventa un agire giuridico. Quindi la classe politica regola l’agire del gruppo politico.
Le varie forze politiche hanno preso parte al compromesso costituente (insieme dei principi scritti nella costituzione => norme
giuridiche che hanno permesso la pace reciproca tra forze politiche in conflitto —> armistizio: trattato di pace) formando la classe
politica.
La costituzione:
- Disciplina i procedimenti per la produzione di atti normativi (un atto giuridico che ha come effetto la creazione, la
modifica o l’abrogazione di norme generali e astratte di un determinato ordinamento giuridico in base alle norme sulla
produzione giuridica vigenti nello stesso ordinamento)
- Disciplina la forma di governo
- Sancisce le regole della vita sociale e le norme dell'ordinamento dello Stato
- Regola i finiti politici e i principi fondamentali (costituzione in senso funzionale)
- Regola sulla produzione degli atti normativi (costituzione in senso strutturale)
La costituzione può anche essere intesa in senso:
- Materiale: l’azione per cui le parti in conflitto decidono di deporre le armi e firmare un armistizio
- Formale: documento in cui sono contenuti i principi e le norme dell’ordinamento giuridico
Costituzione pluralista perché tutela gli interessi di tutti.
Costituzione parziale perché molti contenuti materiali rimasero fuori dal compromesso costituente.
La parola COSTITUZIONE può essere intesa sulla base di diversi significati:
1.In senso formale: documento solenne nel quale sono contenuti i principi e le norme supreme dell'ordinamento giuridico dello stato.
Può essere scritta o non scritta = è la semplice e pura enunciazione scritta dei principi, delle regole e dei diritti contenuti nella
costituzione
2.In senso materiale: l’insieme dei principi e delle prassi utilizzate dalla classe politica dominante in un determinato momento
storico. Alle volte nasce dalla necessità di colmare le lacune della costituzione scritta o per adattarla ai mutamenti storici senza
modificare formalmente. Ha reso possibile lo scongiurarsi di una guerra civile = è la concreta applicazione, da parte di fore politiche,
dei principi, delle regole e dei diritti enunciati dalla costituzione formale
3.In senso strutturale: come è fatta (a chi spetta approvare le leggi, con quale procedimento..)
4.In senso funzionale: i fini che persegue, è quello che realizza il principio di rigidità. Purché si abbia questo tipo di costituzione è
necessaria una determinata qualità della costituzione in senso materiale. Le forze politicamente dominanti devono avere la
consapevolezza dei rischi autodistruttivi cui l'ordinamento è esposto e devono avere la forza di garantire l’effettività delle norme
tese a contrastarli
5.Ineluttabile: un atto che instaura un ordine che attualmente manca, un ordine che non ha altra qualità se non quello che supera o
evita un disordine
1. Costituzioni aperte: fanno riferimento ad un ordine presupposto, cercano di riprodurre un ordine dotato di valore
2. Costituzione chiuse: non fanno riferimento ad un ordine presupposto e quindi non cercano di riprodurre un ordine dotato
di valore. L’ordine è determinato dalla ricerca scientifica, ha cause profonde e richiama quindi a qualcosa di esterno dalla
costituzione stessa (es miti, ideologie = darwinismo sociale)
La costruzione vuole instaurare un ordine che non c’è
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Il DIRITTO è un insieme di regole (regole giuridiche che prevedono una sanzione che può essere negativa o positiva => diritto
(chi esercita il potere e come, come sono i rapporti tra gli individui, quali sono i
premiale) che disciplinano la vita degli uomini
comportamenti da eliminare per mantenere l’ordine sociale?):
Giusnaturalismo: le regole sono inscritte negli esseri umani
● Giuspositivismo: le regole sono un prodotto culturale
●
Il diritto ha l’obiettivo di costruire un ordine sociale (risolvere i conflitti) e assoggettate tutti i membri della società sotto la stessa
forza. Il duetto può essere:
- Soggettivo: riconoscimento di una pretesa da parte del soggetto
- Oggettivo: insieme delle norme giudici che (deriva da quello soggettivo)
I PARTITI (rappresentanza parziale) rappresentano il popolo all’interno del PARLAMENTO (rappresentanza generale). Agiscono per
conto e per nome di altri (o quando il soggetto è assente o incapace di agire).
Lo STATO è un tipo di gruppo politico che esercita una forza legittima (l’unico detentore, monopolio del potere, nessuno è sopra di
lui) nei confronti del popolo su un determinato territorio. Lo stato è lo stato comunità.
=> FORME DI STATO:
assoluto: poteri nelle mani del re
-
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Eleonora Lucarelli
di polizia: poteri nelle mani della polizia che deve garantire la sicurezza
- rappresentativo: il re rappresenta la nazione
- liberale: i diritti inviolabili dei cittadini e le loro libertà devono essere realizzati
- di diritto: l’agire dello stato deve essere sempre vincolato e conforme alle leggi vigenti: lo stato sottopone a se stesso il
- rispetto delle norme di diritto e questo avviene attraverso la costituzione
autoritario di massa: es fascismo dove i singoli vengono annullati nella nazione
- socialista o comunista: società senza classi e senza disuguaglianze
- democratico: le decisioni sono collettive e tutti vi devono contribuire
- sociale o welfare state: promuove i diritti dei cittadini erogando servizi e fornendo sostegno economico
-
Le forme di stato sono intese in senso dinamico perché possono cambiare in base al modello di società e al modo di intendere il
bene comune => fini politici che identificano i principi fondamentali (sintesi della forma di stato).
Lo stato è suddiviso nei 3 poteri che vengono esercitati da 3 organi distinti:
- Potere legislativo = Parlamento
- Potere esecutivo = Governo
- Potere giurisdizionale = Magistratura
I 3 poteri sono separati dal principio della soggezione di tutti i poteri alla legge.
Il GOVERNO è l’organo che disciplina il potere dello stato. Il governo è lo stato come soggetto, persona giuridica
=> FORME DI GOVERNO :
costituzionale pura (re con funzione esecutiva e giurisdizionale e parlamento con funzione legislativa + consenso del re)
- presidenziale (presidente con funzione esecutiva e parlamento con funzione legislativa)
- semipresidenziale (presidente/capo dello stato e primo ministro/capo del governo condividono il potere esecutivo
- mentre quello legislativo continua ad essere affidato al parlamento)
direttoriale (parlamento e direttorio che assume le funzioni del capo dello stato e del governo)
- parlamentare (il governo deriva dal parlamento e il capo dello stato è di garanzia) => maggioritaria: un solo partito e
- compromissoria: coalizione di partiti
assemblare (il governo è in balia del parlamento)
-
Le forme di governo sono statiche.
I PRINCIPI FONDAMENTALI (presupposti della società e gli obiettivi) si trovano nei primi 12 articoli della costituzione.
◼️ Articolo 1:
L'Italia è una Repubblica democratica , fondata sul lavoro
(scelta dal referendum del 2 giugno 1946) (tutti devono e possono
. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti
contribuire al progresso e al benessere della società)
della Costituzione: il popolo può quindi partecipare direttamente (referendum) o indirettamente (tramite rappresentanti) alle
decisioni politiche. Le decisioni non possono essere quindi prese da poche persone ma devono essere condivise dalla maggioranza
dei cittadini. Vengono previste forme e limiti all’esercizio di questa sovranità (cos’ che tutti possano vivere, anche se in minoranza, in
un paese accogliente) perché può essere che le maggioranze esercitino con prepotenza il loro potere prevaricando sulle minoranze =
PRINCIPIO DEMOCRATICO
◼️ Articolo 2:
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti INVIOLABILI dell'uomo (devono essere tutelati e posti sotto il limite degli
interventi che i pubblici poteri possono effettuare nella sfera dell’individuo. Si parla di diritti dell’uomo perché devono essere tutelati
, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
a tutti, anche agli stranieri = PRINCIPIO PERSONALISTA)
personalità (esistono sia diritti del singolo che nelle formazioni sociali, legami che instaura l’individuo con altre persone, e devono
essere tutelati in entrambi i casi. L’obiettivo è quello di unire forze politiche differenti per eliminare il conflitto e porre l’armistizio =
, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà
PRINCIPIO PLURALISTA = pluralità di visioni del mondo)
politica, economica e sociale (solidarietà perché gli uomini sono uniti dalla fratellanza, da comportamenti collaborativi che
permettono, nel momento in cui una persona è in difficoltà, di essere aiutata. Questo limita le loro libertà naturali: nel momento in
cui accettano di essere civilizzati devono sacrificare una parte dei loro desideri = PRINCIPIO SOLIDARISTA)
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⚠️
Inviolabile significa che non se ne può eliminare il contenuto essenziale neanche con un atto di revisione costituzionale. Riguarda
le libertà e i valori fondamentali della persona umana, connaturati ad essa ed in alcun modo violabili. Sono violabili solo nel senso di
limitabili => il legislatore deve bilanciare i diritti costituzionali per evitare che vadano in conflitto tra di loro.
◼️ Articolo 3:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. status quo
Ribadisce che tutti devono essere = davanti alla legge e raggiungere lo (condizione di equilibrio) nonostante in principio
nascano diversi artificialmente. La costituzione prende però atto del fatto che tutte le persone che sono = davanti alla legge non lo
sono nella società perché le persone che si trovano in condizioni meno favorevoli per raggiungere la felicità devono superare
maggiori ostacoli. Infatti “senza distinzione” fa capire che non si possono trattare in modo eguale persone che provengono da
condizioni sociali diverse. È il legislatore che riconosce quali peculiarità sono importanti e quali no al fine di dare un diverso
trattamento (=> principio di ragionevolezza). In alcuni casi le disuguaglianze sono create da motivi oggettivi (malati) o dalla legge
stessa (create diverse categorie) = PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA FORMALE
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
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Eleonora Lucarelli
Vengono eliminati tutti gli ostacoli di varia natura che impediscono il godimento di diritti. Bisogna tutelare le categorie deboli e i
soggetti svantaggiati. Bisogna eliminare tutti gli ostacoli che hanno di fronte le persone più svantaggiate = PRINCIPIO DI
UGUAGLIANZA SOSTANZIALE
◼️ Articolo 4:
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che
concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Ogni cittadino ha il dovere (perché il lavoro dalla costituzione è qualificato come tale) di scegliere il proprio lavoro (citato anche
nell’articolo 2) che è lo strumento sia per il conseguimento di mezzi di sussistenza ma anche per la formazione della personalità di
ogni uomo e serve anche per il progresso della società. La politica predispone misure così che sia garantito a tutti di trovare
occupazione. = PRINCIPIO LAVORISTA
◼️ Articolo 8: (anche l’articolo 7)
“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
= trattare in modo uguale tutte le confessioni religiose
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non
contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.
Riconosce libertà di culto (professare apertamente la propria religione anche creando delle strutture autonome a riguardo) solo se
non contrastano con le norme dell’ordinamento giuridico italiano. Conferma la laicità dello Stato italiano ma la parola «laicità» non
significa indifferenza nei confronti della religione, ma vuol dire non fare propria nessuna confessione religiosa ma riconoscere a tutti
uguale trattamento (aspetto che prima del 1984 non c’era perchè ad esempio, solo alla Chiesa Cattolica era data la possibilità di
avvalersi del Concordato) = PRINCIPIO DI LAICITÀ
◼️ Articolo 10:
“L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Quei principi che vennero riconosciuti nei singoli stati furono fatti con la consapevolezza che valessero in un ambito più ampio =>
carattere metà nazionale dei principi della forma di stato = PRINCIPIO INTERNAZIONALISTA che:
- Ripudia la guerra (articolo 11) se non quella disciplinata dallo stesso ordinamento internazionale
- Rinuncia a settori della propria sovranità nei confronti d in altri stati che a loro volta vi rinunciano => il fine è di assicurare
la pace e la giustizia tra nazioni
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali (obbliga il
parlamento a regolare con una legge i diritti e i doveri degli stranieri che si trovano in Italia, ovviamente rispettando i trattati e le
.
convenzioni firmati dall’Italia)
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione
italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge (allo straniero è garantita la
.
possibilità di vivere in Italia e di essere soggetto ai diritti in quanto uomini)
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici”
(consegnare uno straniero ad un altro stato) (es aver scritto un
.
libro non gradito dal governo)
L’ordine di importanza dei diritti spetta al legislatore che deve di volta in volta giustificarlo. Tiene in conto di attuare entrambi i
principi o di attuare quel principio che non viola l’altro (sennò sarebbe incostituzionale). I diritti per essere validi devono essere
riconosciuti formalmente. I diritti posseggono delle garanzie per rafforzare il loro riconoscimento:
- Rigidità della costituzione: per modificare un atto normativo c’è bisogno di procedure complesse (es atto di revisione
costituzionale): per questo la costituzione italiana è definita rigida (diversa da flessibile dove basta una semplice legge
ordinaria)
Riserva di legge: una determinata materia può essere regolata soltanto dalla legge o da un atto avente forza di legge. Vuole
assicurare che in materie particolarmente delicate, come nel caso dei diritti fondamentali del cittadino, le decisioni vengano prese
dall'organo più rappresentativo del potere sovrano cioè dal parlamento. Può essere rinforzata nei casi in cui si prescrive,
per la sua adozione, un procedimento ulteriormente aggravato rispetto a quello previsto per le altre leggi costituzionali. La riserva di
legge di per sé è disciplinata da fonti primarie ma può anche essere riserva di legge formale ordinaria o formale rinforzata. La
prima si riferisce a quando la materia è disciplinata da una legge ordinaria (approvata dal parlamento) e la seconda a quando
anche il parlamento stesso è sottoposto a limiti procedurali e contenutistici. Rinforzata dal punto di vista della procedura (procedura
sottoposto ad obblighi maggiori) e del contenuto (procedimento ordinario ma legge sottoposta a limiti di contenuto). Inoltre la
riserva di legge può essere assoluta o relativa: assoluta se deve essere disciplinata solo da fonti primarie e relative se le fonti
primarie devono solo disciplinare i principi fondamentali ai quali il regolamento dovrà attenersi
- Riserva di giurisdizione: una determinata materia può essere disciplinata solo ed esclusivamente dall'autorità giudiziaria
- L’indipendenza e l’imparzialità della magistratura: specifica la riserva di giurisdizione che assicura che la magistratura sia
indipendente e imparziale
- Principi costituzionali in materia di pubblica amministrazione: i principi dell’attività amministrativa pubblica sono tre:
principio di legalità, di buon andamento e di imparzialità
Le disposizioni possono essere:
- A efficacia diretta: norme immediatamente applicabili da chiunque abbia il dovere di farlo
- A efficacia indiretta: norme che per essere applicate richiedono interventi statali
- Programmatiche: indicano le linee generali di azione per gli scopi futuri
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Eleonora Lucarelli
DIRITTI DEI CITTADINI NEI RAPPORTI CIVILI:
◼️ Articolo 13:
“La libertà personale è invio
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