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LIBRO MINELLO DIDATTICA

Lo studio dei musei negli ultimi anni si è espanso notevolmente diventando un

punto focale di attenzione educativa. Si comprende meglio il ruolo del museo nel

risolvere problemi educativi interni alle discipline e nel favorire il dialogo con

domande, tecniche e approcci provenienti da altri ambiti. Da questo punto in poi

abbiamo diversi titoli importanti come la seconda ondata della “nuova museologia”

che tende ad ampliare il campo di applicazione del museo in prospettive ed

approcci. Questo testo mette in luce 3 aree che presiedono all’educazione museale:

Negli

1) RAPPRESENTAZIONE CRITICA ultimi trent’anni la nuova Museologia si

è sviluppata all’interno di un ampio cambiamento delle scienze sociali,

caratterizzato da una crescente attenzione alla rappresentazione critica,

intesa come modalità attraverso cui il mondo viene descritto e interpretato.

In questa prospettiva, il reperto, isolato dalla sua rappresentazione, non è

sufficiente a produrre significato: è l’intenzionalità critica delle

rappresentazioni culturali, linguistiche o teoriche, a rendere visibili significati

prima non riconosciuti. Ciò richiama il concetto platonico di mimesis, secondo

cui la rappresentazione non coincide mai pienamente con l’oggetto reale, ma

ne offre una lettura che può rivelare aspetti nascosti. A questo si collega il

forte impatto del cosiddetto “effetto Foucault” sugli studi museali: il pensiero

del filosofo ha messo in discussione l’idea di una storia lineare e teleologica,

proponendo una storia “efficace”, non-lineare, costruita attraverso continuità

e rotture. Le formazioni discorsive diventano così strumenti per reinterpretare

gli oggetti museali, superare le classificazioni tradizionali e ripensare il loro

rapporto con la verità, la soggettività, la politica della sessualità e le modalità

con cui le narrazioni storiche vengono costruite.

Il

2) POLITICHE DELL’IDENTITÀ museo è, in molti sensi, un’istituzione centrale

per il riconoscimento dell’identità di individui, nazioni e popoli. Attraverso la

selezione di specifici prodotti culturali, costruisce una versione ufficiale della

cultura da trasmettere ai posteri: un processo che valorizza alcuni elementi

identitari e ne esclude altri. Il tema dell’identità e della differenza, sviluppato

in ambito post-strutturalista da autori come Deleuze e Derrida, è diventato

una chiave interpretativa fondamentale per comprendere le teorie culturali

dei musei contemporanei. Per questo motivo, alla fine del Novecento i musei

si sono trovati coinvolti in una più ampia “guerra di culture”, diventando

oggetto di contestazioni e alimentando il dibattito su questioni

epistemologiche legate ai criteri con cui si definiscono e si interpretano le

culture. La teoria culturale contemporanea sostiene che gli individui “abitano”

la cultura perché condividono conoscenze e interpretazioni del proprio

ambiente sociale. Questa condivisione si esprime attraverso “mappe

culturali”, anche quando l’appartenenza ai gruppi è complessa e non univoca.

Condividere mappe culturali significa anche valutare i prodotti delle pratiche

culturali, attribuendo loro valore, legittimità e significato. Nei musei e nelle

gallerie, questo processo è evidente: esporre un oggetto significa sempre

definirlo e attribuirgli un valore culturale.

3) FENOMENO MUSEO Negli anni ’70 abbiamo una crescita esponenziale dei

musei, il 95% dei musei è stato fondato dopo la seconda guerra mondiale.

Questo fenomeno dimostra che il museo non doveva essere inteso come una

vecchia istituzione. Da una parte abbiamo una proliferazione di piccoli musei

cittadini, dall’altra abbiamo musei “super-star” e i meta-musei, in

un’atmosfera di flussi di capitale, competizione globale per il prestigio per

avere una cospicua fetta di turismo culturale. Di fatto i nuovi studi museali

vanno ad abbracciare queste nuove realtà come attestazione della continua

espansione dei musei.

TEORIE EDUCATIVE AL MUSEO: TRA TEORIE DELLA CONOSCENZA E TEORIE

DELL’APPRENDIMENTO

Le teorie educative fanno riferimento all’area delle teorie della conoscenza e della

cultura, e all’area delle teorie dell’istruzione e dell’apprendimento. Le teorie hanno

delle vedute su entrambi questi aspetti e la loro combinazione porta a usare metodi

educativi diversi, che cambiano nei risultati a seconda dei progetti messi in atto. Le

teorie sono divise da passivo ad attivo si passa da teorie che vedono la mente come

qualcosa che riceve passivamente nuove informazioni, a teorie che invece

considerano l’apprendimento un processo attivo, in cui la mente interagisce e si

confronta con il mondo esterno Terminiamo dicendo che l’apprendimento è un

.

processo attivo che richiede impegno anche per gli allievi tramite percezione,

esperienza, cultura e ambiente.

IL MUSEO COSTRUTTIVISTA TRA CAMBIAMENTO SOCIALE E RESPONSABILITÀ

SOCIALE: LA CRESCITA DELL’AGENTIVITÀ

Il fatto che la mente sia attiva orienta il museo verso l’ottica della didattica

costruttivista, dove il problema è capire come organizzare la materia e presentare i

contenuti in modo appropriato per far assorbire le conoscenze. Casucci ricorda che

le teorie cognitive segnano un passaggio decisivo verso il costruttivismo, perché

propongono una nuova idea di apprendimento: non più passivo, ma basato

sull’azione e su compiti autentici svolti in contesti significativi. Questa visione nasce

dalla ricerca nel campo cognitivo e dall’incontro di diverse teorie, tra cui la

prospettiva socioculturale di Vygotskij, il costruttivismo dell’apprendimento

autoregolato, la situated cognition, l’apprendistato cognitivo, il problem-based

learning, la teoria della flessibilità cognitiva e quella della cognizione distribuita.

Tutte queste teorie condividono un’idea centrale: chi apprende è un soggetto attivo

che costruisce intenzionalmente la propria conoscenza attraverso l’interazione con

altri studenti, con l’insegnante, con le risorse informative e con la tecnologia.

L’apprendimento avviene attraverso compiti, contesti e strumenti autentici, e la

valutazione si basa su prestazioni altrettanto autentiche.

AGENTIVITÀ E SIGNIFICATIVITÀ DEL LABORATORIO MUSEALE DI NATURA

COSTRUTTIVISTA SOCIO-INTERAZIONISTA

Nel costruttivismo come fondamento delle pratiche museali va distinta la prima

generazione, e la seconda di natura ecologico-sociale ossia la più felicemente

integrabile nella didattica museale grazie al primato dell’educa

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaram03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica del museo e del patrimonio culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Giardini Letizia.
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