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SACRO MONTE: un insieme di cappelle disposte su di un altura meta di pellegrinaggio e

dedicate all'evocazione di misteri o eventi della vita di Cristo, della Madonna o del Santo.

9 sono i sacri monti che l'UNESCO a inscritto nel 2013 come patrimonio culturale, a

questi si aggiungono altri complessi devozionali.

Il sacro Monte di Varallo è preso come prototipo della categoria: è un percorso di

carattere drammatico narrativo.

Accomuna i diversi sacri monti la costruzione di un immaginario e di linguaggi omogenei

ma gli impianti variano in relazione al paesaggio in cui si situano e la tipologia delle

cappelle conosce adattamenti da un Sacro monte all’altro.

La prima idea di una restituzione di Gerusalemme nasce attraverso il francescano e

predicatore Bernardino Caimi in un clima di forte attenzione dell’occidente verso i luoghi

sacri. Tale interesse dell’occidente si scontra con l’avanzata ottomana (vicenda di Otranto

e presa di Rodi) che culmina con la conquista ottomana di Gerusalemme nel 1515 - 1516

e con l’espulsione del governo Marocco del Cairo che aveva mantenuto rapporti distesi

aperti con la presenza cristiana nei luoghi santi. Da questo momento in poi i rapporti

diventano più difficili e i pellegrinaggi in terra santa diventano preoscchè impossibili.

Ne risente anche il panorama Letterario in particolare quello dei resoconti dei viaggi in

Terrasanta che subiscono una forte battuta d’arresto per poi tornare a circolare

successivamente nella seconda metà del 500 con veri e propri trattati sull’oriente e le

popolazioni locali)

La rappresentazione di Gerusalemme diventa essenziale (il pellegrinaggio è difficile e

rischioso a causa degli ottomani e si utilizzano delle rappresentazioni figurative) che

facciano vivere l’esperienza del pellegrinaggio senza i rischi legati al viaggio) la

rappresentazione dei luoghi santi durante l’occupazione ottomana rispondeva dunque alla

tensione spirituale verso i luoghi di vita e morte di Cristo.

La rappresentazione però viene riadattata ci sono delle distorsioni che servono per

rendere percepibile tutto il calvario della passione di Cristo fino all’ascensione.

CAPITOLO 1 - VARALLO: Ideazione e fondazione del Sacro Monte

Il frate Caimi era impegnato nella predicazione della crociata e si rese interprete del

sentimento di dover trasmettere la vera forma degli spazi testimoni della passione e della

vita di Cristo in un momento in cui sembrava compromessa la presenza latina in

Terrasanta. Si impegnò ad impiantare una "nuova Gerusalemme" come un insieme di

luoghi composti assomiglianza dei luoghi santi d'oltre mare e destinati a surrogare il

pellegrinaggio a Gerusalemme con un'altra forma di devozione più agevole e sicura.

Caimi ha ideato i luoghi del monte affinché chi non poteva peregrinare poteva vedere li la

Gerusalemme.

Era appoggiato sia dalla corte di Milano sia dalla città di varallo, grande sostenitrice.

1481: hanno degli inizi delle opere intraprese sul Monte di Varallo

1482: Sisto IV autorizzava Caimi a costruire —> era molto in confidenza con il duca di

Milano e alla realizzazione del suo progetto presero parte la comunità di Varallo e la ricca

influente famiglia degli Scarognini.

1482: incontro tra Scarognini Marco e Caimi —> I loro legami si manifestarono a Varallo

con la fondazione della cappella dell'Immacolata nella chiesa di Santa Maria delle grazie.

La cappella è inserita nel tramezzo della chiesa e nella stessa cappella i gusti figurativi

acquisiti dagli Scarognini appaiono dimostrati anche dalla pale d’altare, in cui compare

inginocchiato e presentato da San Francesco un personaggio che viene tradizionalmente

identificato con Marco.

La complementarità tra l'insediamento francescano e la fondazione delle cappelle si

manifesta nell'antica via che sale dalla chiesa al sacro Monte. La chiesa con i suoi

apparati figurativi forniva un viatico per la visita dei misteri rappresentati più in alto sopra

la parete.

Misteri: eventi della vita e della passione di Cristo

Lo scopo della costruzione è per ovviare alle crescenti difficoltà del pellegrinaggio e per

assecondare la permanente ideale tensione del popolo cristiano verso i luoghi della

redenzione.

Sin dal loro insediamento in terra santa i frati minori facevano esercizi per la meditazione

della vita di cristo negli stessi luoghi dove visse e morì; di conseguenza anche i luoghi che

vengono costruiti per la meditazione devono essere pertinenti ai misteri della vita e

passione di cristo, scene di azioni e di eventi e i personaggi delle sacre storie.

Molti testi adatti alla meditazione sono accompagnati da bande disegnate con miniature;

questo lascia intendere che sia gli illustratori dei libri destinati alla preghiera e alla

meditazione sia i pittori di sacre storie erano guidati da esperti di scritture.

Sia l'ideazione del sacro Monte, sia la narrazione figurata e nelle chiese rispecchiano i

misteri della vita di Cristo e cercano di renderli attuali nella percezione dei destinatari e ne

favoriscono la persistenza nella memoria.

Figura 2: Gaudenzio Ferrari, Storia della vita e della passione di Cristo, Madonna delle

grazie —> 1513, 21 capitoli che narrano la vita e la passione di Cristo secondo modi

ancora ispirati al racconto esposto in un sermone da Caimi. La rappresentazione delle

singole scene obbedisce a uno sviluppo continuo, discorsivo, con quadri giustapposti,

con alcuni richiami ambientali come negli sfondi degli episodi che vanno dalla Natività alla

fuga in Egitto o nei caratteri classicisti delle architetture del pretorio di Pilato.

La rappresentazione dei misteri si cala in spazi tridimensionali e coincide con la

riproduzione dei rispettivi luoghi della Terrasanta. Questi vengono scelti in base alla

rappresentazione degli eventi in essi commemorati in modo da restituire l'esperienza del

pellegrinaggio come contemplazione itinerante dei misteri della vita di Cristo nei loro siti e

nei loro spazi. L'evocazione dei misteri non procede secondo una sequenza narrativa

come dei cicli affrescati ma si rifà ai rispettivi luoghi, disposti con criterio topografico.

I comuni fedeli possono immaginare ad occhi aperti di viaggiare a Gerusalemme

guardando rappresentazioni pittoriche del paesaggio della città della Terrasanta. Anche

Jan Van Eyck realizza la crocifissione conservata a Venezia ricomponendo l'assetto di

Gerusalemme e dei suoi monumenti nell'età evangelica con una straordinaria intelligenza

archeologica e accuratezza prospettica.

Di conseguenza anche le invenzioni del sacro Monte di Varallo offrono una risposta al

voler immaginare gli eventi della vita terrena di Cristo nei loro luoghi; la riproduzione dei

siti di Terrasanta offriva una simulazione virtuale intensa e suggestiva.

CAPITOLO 2: L’IMPIANTO DEL SACRO MOTE DI VARALLO E LA SUA EVOLUZIONE

Caimi riconosce nel Monte di Varallo una conformazione appropriata e una conferma

provvidenziale e prodigiosa: si tratta di un piccolo promontorio con nel mezzo una

spaccatura profonda e prodigiosa che risulta simile all'apertura che si fece nel santo

calvario di Gerusalemme, e inoltre ha trovato una pietra simile a quella che aveva chiuso il

sepolcro di Cristo.

La scelta del sito oltre che al progetto di una sintetica evocazione dei luoghi santi

rispondeva quindi anche a valori simbolici.

L'alta rupe scoscesa che si eleva sopra Varallo e alla quale i pellegrini salivano attraverso

una strada che andava dalla chiesa di Santa Maria delle grazie, potevo offrire l'immagine

emblematica di un’elevazione spirituale.

La scelta del Monte di Varallo per rappresentare in strutture figure la passione di Cristo si

integrava con la costruzione di un romitorio (rifugio per eremiti, un luogo di ritiro e

contemplazione) menzionato nel 1491 da Caimi come edificio contiguo al Santo sepolcro.

Il sito presentava avvallamenti e rilievi che rimandavano la memoria dei luoghi di

Gerusalemme e della Palestina. —> pellegrinaggio sostitutivo dell'itinerario di

Gerusalemme.

Figura 8: 1566-1569, Galeazzo Alessi: mappa del complesso

—> il piano progettato da Caimi e sviluppato dai successori riportava la sacra topografia

di Gerusalemme in un sistema di aree, adattandole in modo sintetico e allusivo alla

conformazione del suolo e ai suoi limiti. Alcuni luoghi erano nelle rispettive posizioni

mentre altri furono riprodotti in altre aree. Per esempio i luoghi del monte Sion furono

situati a est del calvario anziché a sud come a Gerusalemme.

Il pellegrino entrando nel recinto del sacro Monte dal lato di settentrione incontrava in

sequenza dopo Nazareth (l'annunciazione), Betlemme (la Natività), per poi salire, come

recitano i salmi a Gerusalemme, qui nell'area della città santa vi erano i misteri. A Varallo il

visitatore poteva contemplare i singoli ministeri nelle rispettive cappelle e poi coordinarli

mentalmente ma poteva anche con una buona guida e con un certo impegno procedere

tra di essi secondo la successione degli eventi commemorati.

1493: erano stati eretti i primi edifici e il possesso era di fra Bernardino Caimi

La pianificazione non intendeva offrire con l'aspetto esterno delle cappelle una

rappresentazione architettonica di edifici tratti dalla Gerusalemme reale, ma quello che si

voleva restituire era l’impronta. Per esempio del Santo sepolcro è riprodotto il vestibolo

semicircolare con la pietra e la camera sepolcrale ma non la struttura esterna.

Figura 9: lapide della sacra orma + data 1488 (concessione pontificia dell’indulgenza per

i pellegrini si visitavano il luogo dell'ascensione a Gerusalemme) —> a Varallo fu

probabilmente posta sin dall'origine a integrare la riproduzione del luogo dell’ascensione

Figura 10: sepolcro della madonna —> questa piccola cappella riproduce in dimensioni

di poco maggiori la cella sepolcrale di Gerusalemme, ma a causa di successive modifiche

la tomba della madonna rimase emarginata dal percorso di visita

Successivamente a Caimi la prosecuzione delle opere fu attribuita a un altro frate

francescano esperto della Terrasanta: frate Francesco da Marignano, che si dovette

attenere al programma di una riproduzione dei luoghi santi secondo la loro essenziale

configurazione.

A lui si attribuisce la costruzione di queste cappelle:

- Cappella dell’annunciazione —>la grotta o casa di Nazareth è situata entro un piccolo

edificio addossato ad un dislivello del suolo; si riscontra un’imitazione dei due vani in

cui si articolano i resti dell’edificio conservati nella basilica di Nazareth

- Figura 11 e 12: Cappella della natività (Betlemme)

La cappella della natività a Varallo riproduce nella planimetria e nell’alzato la grotta

inclusa nella basilica di Betlemme —> sono resi con grande fedeltà la nicchia

corrispondente al luogo della nascita di Gesù, segnato con una stella nel pavimento, il

presepio e le due scale che portano dalla grotta alla basilica.

- Cenacolo —> eretto nei luoghi del Sion, e semplifica sia esternamente sia internamente

l’edificio di Gerusalemme

Nel cenacolo il gruppo degli apostoli con il Cristo sedeva attorno a una tavola quadrata

così come viene rappresentato in alcune opere. In questa disposizione assumeva pieno

significato il gesto di Gesù che porge abbraccio disteso il boccone a Giuda, il quale

stupefatto apre la bocca per riceverlo. L’effetto fu sacrificato nella sistemazione del 700

che, ispirata a un'iconografia diversa, ripiegò le figure di Cristo e degli apostoli

schierandole dietro una lunga tavola imbandita e distanziando Giuda da Gesù.

Figura 17 e 18: ultima cena. Apostoli e Giuda, sistemazione 700

- Cappella attigua all’aula del cenacolo —> luogo di discesa dello spirito santo con

appunto un affresco rappresentante la ‘Discesa dello spirito santo sugli apostoli’

- Chiesa dell’assunzione —> cappella che scomparve con la costruzione del palazzo di

Pilato all'inizio del 600.

A questa cappella apparteneva la statua lignea di Cristo, con resti di policromia, che fu

collocata poi sulla fontana del sacro Monte e ora si conserva nella basilica dell'assunta.

Figura 19: cristo della fontana —> I piedi della figura sono lavorati anche nelle piante

in modo che la si sarebbe potuta vedere di sotto in su.intorno sulla parete ci sono gli

apostoli e la Madonna che guardavano verso il cielo, Dio. Si sarebbe quindi data in

questa cappella una delle prime prove dell'integrazione di parti dipinte e figure scolpite

che si svilupperà più avanti nelle cappelle del sacro Monte.

A questa cappella appartenevano anche le tue state dell'angelo dell'assunzione di

Maria e la statua della vergine che ora si conserva nello scurolo della basilica

dell'assunta

Figura 20: Ferrari, Madonna giacente della Dormizione

- Cappella della Dormizione —> qui probabilmente avvenne una prodigiosa guarigione

che asseconda una crescente venerazione di questa cappella. Fu poi integrata in una

piccola chiesa consacrata nel 1501

- Chiesa della resurrezione di cristo

- Chiesa dell’orazione di cristo nell’orto

- Chiesa del mistero in cui cristo porta la croce

—> in queste cappelle i tramezzi affrescati offrivano, in appoggio, alla predicazione delle

visualizzazioni dei racconti evangelici affinché i fedeli memorizzassero, immedesimandosi

nei fatti della vita di Cristo.

Alcune rappresentazioni che una volta si trovavano nelle cappelle del sacro Monte oggi

sono collocate altrove. Esempio:

Figura 14: Giovanni Pietro e Giovanni Ambrogio dei Donati, gruppo della pietra

dell'unzione, legno intagliato, dorato e dipinto —> la rappresentazione rispecchia

puntualmente il racconto della passione e precisamente il passaggio finale in cui la

Madonna sorretta da due Marie, esausta per il lungo pianto sul corpo di Cristo deposto

dalla croce, consente che sia preparato per la sepoltura. Mentre altri personaggi

continuano il lamento, altri due avvolgono il cadavere in un lino per recarlo al sepolcro.

Cappella del Santo Sepolcro —> a Gerusalemme il sepolcro di Cristo è venerato come

luogo in cui il salvatore è morto e poi risorto. A Varallo nella stessa edicola del sepolcro

oltre al Cristo morto sul banco sepolcrale vi è un Cristo risuscitato; la statua del Cristo

giacente e l'immagine dipinta del risorto evocano dunque nel breve spazio, con una

diversa consistenza materiale e figurativa, i due distinti momenti.

Sepolcro della madonna —>

Figura 21: Stefano Scotti con intervento di Ferrari, assunzione della vergine —>

rappresenta l'assunzione della madonna, coronata da Cristo, angeli, con gli apostoli

dipinti anche sulle pareti laterali. La tomba poi fu emarginata tanto che anche antiche

guide del sacro Monte la ignorano

GAUDENZIO

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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