Micro-economia
La micro-economia studia come gli agenti individuali (imprese o consumatori) prendono decisioni e come interagiscono sul mercato.
Macro-economia
La macro-economia studia l'economia dal punto di vista aggregato. Il suo obiettivo è spiegare i fenomeni economici che condizionano tutti gli agenti individuali allo stesso tempo. La macroeconomia risponde a domande come:
- Perché alcuni paesi hanno un reddito maggiore di altri?
- Perché i prezzi crescono più velocemente in certi periodi?
Il fondatore della moderna macroeconomia è John Maynard Keynes (teoria generale, 1936).
PIL
Adam Smith si pone una domanda «quali sono le cause della ricchezza di una nazione?»
- La risposta è che «la ricchezza di una nazione dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi».
La ricchezza è misurata con il PIL pro-capite, considerato come una buona approssimazione del tenore di vita:
- P = Prodotto;
- I = Interno;
- L = Lordo.
Il problema è che la ricchezza varia tantissimo nel tempo, nell’ambito di una medesima nazione, tra le diverse nazioni. Le variazioni della ricchezza di una nazione nel corso del tempo sono misurate dal «tasso di crescita del PIL reale».
Quindi, quanto più aumenta il PIL reale, tanto maggiore è la crescita economica, ossia il progresso della ricchezza nazionale.
Il reddito e la spesa di un'economia
Per valutare il funzionamento di un’economia è naturale guardare al reddito totale percepito da chi fa parte di essa. In ogni sistema economico il reddito è pari alla spesa. Questo perché:
- Ogni transazione ha un compratore e un venditore;
- Ogni euro speso dal compratore è un euro di reddito per il venditore.
L’uguaglianza tra reddito e spesa è illustrata dal «diagramma del flusso circolare».
Modello del flusso circolare
Il modello del flusso circolare è un modo semplice di visualizzare le transazioni economiche che si realizzano tra gli agenti economici di un’economia. La prima intuizione del modello risale alla metà del 1700, con la scuola di economisti francesi detta «fisiocrazia» (Quesnay, 1758).
Gli agenti economici considerati nel modello sono le imprese e le famiglie (quindi: no Stato, no settore estero). Le transazioni avvengono attraverso due mercati:
- Quello dei beni e servizi;
- Quello dei fattori produttivi (lavoro, capitale, terra).
N.B. Con il termine «terra» si intendono tutti i fattori produttivi la cui dotazione è più o meno fissa. Il modello evidenzia sia il flusso reale dei beni, dei servizi e dei fattori che quello monetario dei redditi e delle spese. Questo grafico è una rappresentazione schematica del funzionamento di un sistema economico.
Le decisioni vengono prese da imprese e individui che interagiscono nei mercati di beni e servizi, dove gli individui sono i compratori e le imprese i venditori, e nei mercati dei fattori di produzione, dove le imprese sono i compratori e gli individui i venditori.
Gli individui offrono alle imprese l’uso della terra, del lavoro nel mercato dei fattori di produzione. Le imprese, a loro volta, utilizzano questi fattori per produrre ciò che viene poi venduto agli individui nel mercato dei beni e servizi.
PIL: prodotto interno lordo
- Il PIL misura la ricchezza prodotta da una nazione in un determinato periodo.
- È la migliore misura disponibile del benessere di una nazione.
- È una misura del reddito, e quindi anche della spesa di una nazione in un certo periodo.
- È definito come il valore totale a prezzi di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in una certa nazione in un dato periodo di tempo.
- Il PIL pro-capite indica il reddito a disposizione del singolo individuo in una nazione.
- Pil pro-capite elevato = indice di un alto standard di vita.
Il PIL è definito come il valore totale a prezzi di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in una certa nazione in un dato periodo di tempo.
Componenti del PIL
Y = C + I + G + NX
- Y = PIL spesa globale;
- C = Consumo, spesa per beni e servizi per la soddisfazione di bisogni;
- I = Investimenti, spesa per acquisto di beni, capitali, attrezzature, immobili e scorte;
- G = Spesa pubblica, acquisto di beni e servizi;
- NX = Esportazioni nette, differenza tra spesa dall’estero per esportazioni e spesa interna per importazioni.
Consumi (C) = è la spesa degli individui per l’acquisto di beni e servizi.
Investimenti (I) = è la spesa per l’acquisto di beni che saranno utilizzati in futuro per produrre altri beni e servizi.
Acquisti dello stato (G) = la spesa in beni e servizi delle autorità pubbliche a livello centrale e locale. Non include i trasferimenti cioè i pagamenti fatti in mancanza di una contropartita in beni e servizi.
Esportazioni nette (NX) = il saldo algebrico della bilancia commerciale, cioè della differenza tra esportazioni ed importazioni di beni e servizi.
PIL nominale
- Cos’è? Misura il valore della produzione di beni e servizi a prezzi correnti, cioè dell’anno in questione. Una variazione del pil nominale potrebbe quindi essere dovuta ad una mera variazione dei prezzi = si tratterebbe di un fenomeno nominale.
PIL reale
- Cos’è? Misura il valore della produzione di beni e servizi a prezzi costanti, cioè ai prezzi di un anno base preso come riferimento. Il pil reale è la vera misura della crescita reale della ricchezza di una nazione, proprio perché «depurata» dall’effetto dei prezzi.
Per esempio: se il pil nominale del 2010 cresce del 1.9% e la variazione dei prezzi sempre nel 2010 è pari all’1.6%, la crescita del pil reale è pari solo allo 0.3% (infatti 1.9% - 1.6% = 0.3%). La differenza tra le due grandezze dipende dall’andamento del livello generale dei prezzi. Segue che, mettendo a confronto la variazione del pil reale con quella del pil nominale, si ottiene una misura della variazione del livello generale dei prezzi (c.d. deflatore del PIL).
Crescita del PIL reale
Se il PIL reale del 2005 è 5000, il PIL nominale del 2006 è 6150 e il deflatore del PIL è 120, qual è il tasso di crescita del PIL reale?
- 3%
- 2%
- 1,5%
- 2,5%
La risposta giusta è «D» perché...
- Si tratta di calcolare il tasso di variazione del Pil reale, quindi: il deflatore del PIL è un indice generale dei prezzi. Il deflatore del PIL è quindi utilizzato come una misura delle variazioni dei prezzi di beni e servizi che si producono in un determinato paese.
La crescita ed il ciclo
- Il PIL di una nazione cresce nel tempo più o meno stabilmente e velocemente.
- All’interno di un trend di crescita del PIL di lungo periodo, possono però esistere ampie «fluttuazioni cicliche».
- È il c.d. problema del ciclo economico, cioè il fatto che la rapidità della crescita del PIL di una nazione non è mai costante nel tempo. A volte si assiste anzi a periodi più o meno lunghi di riduzione del PIL.
- In particolare, una recessione è un periodo di almeno due trimestri consecutivi in cui il PIL reale di una nazione diminuisce. Una recessione ampia e prolungata prende il nome di «depressione».
- Una fase di boom (o espansione) si ha invece quando il PIL cresce più rapidamente del suo trend di crescita di lungo periodo.
- I due temi principali della macro-economia sono proprio la spiegazione della crescita e delle fluttuazioni cicliche. Il primo è l’argomento relativo al lungo periodo, il secondo al breve periodo.
Misurare il costo della vita (indice dei prezzi al consumo)
Spiegazione del grafico di prima...
L’indice dei prezzi al consumo
- Lo strumento più usato per misurare la variazione del livello generale dei prezzi è l’indice dei prezzi al consumo (CPI).
- Il CPI misura il costo dei prezzi di un paniere tipico di beni e servizi.
- L’indice serve per monitorare l’andamento nel tempo dei prezzi, cioè del costo della vita.
- È quindi una misura dell’inflazione, cioè l’incremento nel tempo dell’indice generale dei prezzi.
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