LEZIONE 1 che cos’è l’urbanistica
1.Di cosa stiamo parlando?
Partiamo da quello che penso io, sapendo bene che ogni definizione è sempre un costrutto
strategico.
L’urbanistica è una pratica, un’attività quindi volta a ottenere risultati concreti; un insieme di
saperi, tecniche, expertise, collezione di conoscenze, strumenti e dispositivi, che si colloca
fra spazio e società.
O forse meglio, un vasto insieme di pratiche, che non si apprendono e si sviluppano solo in
teoria, ma analizzando esperienze e fatti concreti, traendo da questi gli orientamenti su
quello che si deve e soprattutto non si deve fare; è al contempo modo di fare, un
atteggiamento/attitudine progettante; come la vita di tutti i giorni, consiste essenzialmente
nel fare delle scelte.
Ma è un’attività pratica con esiti fisici assai concreti: case e fabbriche, piazze e strade,
giardini e spazi pubblici; motivo per cui architetti e urbanisti se ne occupano (quelli bravi con
grande passione).
L’urbanistica è però una pratica dai contenuti e con ambiti di applicazione assai ampi, che
non si presentano in maniera omogenea ma con molteplici articolazioni, storie, riferimenti,
punti di vista; con un’estesa latitudine di significati, che si esprimono con parole e linguaggi
differenti, ma che appartengono tutti allo stesso campo di azione: la città e i territori.
Un insieme di pratiche che sono contese tra più saperi, discipline, soggetti, tecniche; che
presentano quindi confini permeabili, frontiere poco definite: non certamente una scienza
esatta, ma una disciplina dai confini incerti e mutevoli, composta di un vasto insieme di
pratiche.
Certamente progressive modificazioni e ampliamenti di significato hanno accompagnato la
trasformazione del concetto stesso di urbanistica, con l’allargamento del suo campo
operativo: dal controllo della tumultuosa crescita urbana dell’Ottocento, alle ipotesi
utopistiche e ai tentativi di razionalità del Novecento; dalle questioni legate al
soddisfacimento dei fabbisogni, ai programmi di controllo dell’espansione; dall’emergere
della questione ambientale fino alla riqualificazione e alla rigenerazione urbana.
Un insieme di pratiche recenti, legato alla nascita e allo sviluppo della città moderna prodotto
della rivoluzione industriale.
2. La nascita di una disciplina autonoma
Il testo fondativo dell’urbanistica moderna è la Teoría general de la urbanización (1867), di
Ildefonso Cerdá (1815 – 1876), all’interno del quale compare per la prima volta il termine
urbanistica. Cerdá per la prima volta usa questo termine con riferimento alla radice latina
urbs, derivante dalla denominazione dell’aratro con cui i Romani tracciavano il solco che
delimitava l’ambito di trasformazione del territorio da agricolo a urbano.
“Ho dovuto cercare e inventare parole nuove per esprimere idee nuove la cui spiegazione
non si trovava in nessun testo [...]. Questo termine designa l’insieme delle azioni tendenti a
raggruppare le costruzioni e regolarizzare il loro funzionamento come insieme di principi,
dottrine e regole che bisogna applicare affinché l’insieme di tali costruzioni, invece di
reprimere, affievolire e minare le facoltà fisiche, morali e intellettuali dell’uomo sociale,
contribuisca a favorire il suo sviluppo ed accresca il benessere individuale oltre a quello
pubblico”
(dalla Teoría general de la urbanización)
3. Differenti punti di vista
- (Camillo Sitte, 1889)
(1843 – 1903)
“Nelle parole di Aristotele tutti i principi dell’arte urbanistica si riassumono nell’idea che una
città deve offrire agli abitanti sicurezza e, insieme, felicità. Tale obiettivo è
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Lezione 2 di Urbanistica
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Lezione 1 Politica economica
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Biochimica propedeutica - lezione 1