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In molti sistemi giuridici contemporanei le decisioni giudiziali devono essere motivate. La

motivazione giurisdizionale consiste nell'indicazione delle ragioni giuridiche che la

giustificano. Tali ragioni vengono avanzate attraverso argomenti. Questo libro si concentra

sugli aspetti logici dell'argomentazione giuridica e viene presentato il modello del sillogismo

giudiziale, arricchito dalla distinzione fra giustificazione interna e giustificazione esterna.

Argomentazione→è un’attività linguistica e sociale finalizzata ad accrescere o decrescere

l’accettabilità di una tesi controversa.

- Linguistica→attraverso l’uso del linguaggio, per iscritto o orale attraverso una lingua

condivisa.

- Sociale→vi è la presenza di un parlante e l'ascoltatore, più sono i partecipanti più

diviene complessa. Il parlante cerca di convincere la controparte o un soggetto terzo,

l’uditorio. Chi argomenta in favore cerca di accrescere l’accettabilità (con i pro), chi la

contesta cerca di decrescere l’accettabilità (con i contro).

La tesi dell’argomentazione deve essere controversa, si deve essere in disaccordo.

Tutto ciò vale anche per l’argomentazione giuridica, è dunque un’attività linguistica e sociale

finalizzata a giustificare o criticare una pretesa o una decisione controversa.

Contesti dell’argomentazione giuridica:

- Discussione in sede legislativa→partecipanti espongono le ragioni che supportano

una certa proposta legislativa con lo scopo di convincere gli incerti.

- Contesto processuale→condotta dalle parti tramite atti o interventi con lo scopo di

persuadere il terzo decisore.

- Argomentazione dei giudicanti in sede decisoria→il giudice è collegiale, si cerca di

conquistare la maggioranza o all'unanimità.

- Argomentazione dei giudicanti in sede giustificativa→decisori cercano di convincere

le parti della certezza di quanto stabilito. Esposte le ragioni della decisione, gli

operatori possono discuterne o effettuare una revisione.

Logica→disciplina normativa che indica i criteri di correttezza con cui condurre i

ragionamenti.

L’argomentazione giuridica ha aspetti:

1. Dialettici→governati del diritto stesso, contiene norme che stabiliscono chi può

argomentare (quando e come)

2. Retorici→sono le finalità persuasive, i tratti linguistico-stilistici

La logica indica i criteri di correttezza del ragionamento, un processo con un insieme finito di

enunciati assunti come punti di partenza (premesse) che porta ad un altro enunciato

(conclusione).

Vi sono inferenza

1. Deduttive→inferenza la cui conclusione non può essere falsa se le premesse sono

vere, è certa.

Es. tutti gli uomini sono mortali\

Socrate è un uomo\\

Socrate è mortale.

Conclusione sempre vera, la PM riguarda un’intera classe e la pm un individuo.

2. Non deduttive→inferenza la cui conclusione può essere falsa anche se le premesse

sono vere.

Es. il corvo 1 è nero\

1 Il corvo 2 è nero\

Il corvo n è nero\\

Tutti i corvi sono neri.

Inferenza induttiva, la conclusione può essere falsa anche se le premesse sono vere.

Differenza piano logico e psicologico:

- Logico→inferenze per ragionare correttamente

- Psicologico→inferenze di fatto, operiamo col pensiero

Modello del sillogismo giudiziale: Beccaria, delitto

È un modello descrittivo di ragionamento giudiziale→la PM dev’essere la legge generale, la

pm l’azione e la conclusione la libertà o la pena, è una norma particolare concreta.

Es. tutti gli omicidi devono essere puniti con la sanzione S\

Tizio è un omicida\\

Tizio deve essere punito con la sanzione S

Questa inferenza, procedimento logico, ha una struttura deduttiva: premesse vere

conclusione vera. Irrazionale rifiutarla. Usato sia in ambito civile che penale.

Tipi di giustificazione delle decisioni giudiziali:

- GI, giustificazione interna→giustificazione della conclusione. Tipicamente deduttiva

- GE, giustificazione esterna→giustificazione delle premesse. Spesso induttiva e si

distingue in:

1. GED, giustificazione esterna in diritto→giustifica la PM attraverso gli

argomenti interpretativi (trarre norme da disposizioni giuridiche) o integrativi

(colmare le lacune) del diritto. Conclusione: PM

2. GEF, giustificazione esterna in fatto→giustifica la pm, conclusione: pm

Sono modelli teorici e si deve mostrare la correttezza della conclusione ma anche

l’accettabilità delle premesse da cui deriva la conclusione.

Metodo di analisi argomentativa:

- Qual’è il problema?

- Formire GI, GEF E GED

- Chi argomenta e a che fine?

- Che argomenti sono? Con quali premesse e conclusione?

- Sono corretti?

GI

Vantaggi:

- Chiarezza

- Rigore logico

- Eguaglianza nell’applicazione del diritto

Quando la PM è di origine legislativa rispetta il principio di separazione dei poteri→il giudice

non crea diritto ex novo ma applica norme, produce solo norme individuali. Anc

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martii1403 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio: pensiero critico e problem solving e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Vida Silvia.
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